Spagnolo & Associati - Studio Legale
     
 
News

27/03/2017 - Convezione CARD – Costituzione in giudizio della gestionaria - Legittimità
“In materia di convenzione CARD, deve ritenersi legittima la costituzione in giudizio della Compagnia gestionaria in nome e per conto della Compagnia del responsabile civile, costituzione che trova fondamento nelle disposizioni processuali di cui all’art. 77 c.p.c.”
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 11 ottobre 2016, n. 20408 (pres. Spirito – rel. Pe

20/03/2017 - Riscossione crediti previdenziali – Decorso del termine per l’opposizione – Prescrizione quinquennale – Art. 2953 c.c. – Conversione del termine – Non opera
"Il credito previdenziale di cui alle cartelle non opposte soggiace al termine di cinque anni e non di dieci."
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016 (pres. Amoroso – rel. Tri

13/03/2017 - Responsabilità medica – Danno iatrogeno – Cartella clinica incompleta – Nesso causale si presume
"Avendo il sanitario l'obbligo di tenere la cartella clinica in modo adeguato, l'eventuale incompletezza di quest'ultima costituisce il presupposto perchè scatti la prova presuntiva del nesso causale a sfavore del medico, in considerazione anche del principio della prossimità della prova, qualora la condotta dello stesso sia astrattamente idonea a cagionare il danno lamentato."
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 5 novembre 2016, n. 22639 (pres. Chiarini – rel.

06/03/2017 - Claims made – Vessatorietà della clausola – Esclusa – Giudizio di meritevolezza
"Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l’operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo, preventivamente individuati, (c.d. clausola claims made mista o impura) non è vessatoria; essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al d.lgs. n. 206/2005, per il fatto di terminare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità, ove congruamente motivata.”
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 2 dicembre 2016, n. 24645 (pres. Rordorf – rel. De Stef

27/02/2017 - Surrogazione dell’assicuratore – Esperibile anche nei confronti dell’assicuratore del responsabile – Art. 1916 c.c.
"L'assicuratore contro i danni che in esecuzione del contratto abbia indennizzato il proprio assicurato, vittima di un sinistro stradale, ha diritto di surrogarsi ex art. 1916 c.c. non solo nei confronti del responsabile, ma anche nei confronti dell'assicuratore della r.c.a. di quello."
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 14 ottobre 2016, n. 20740 (pres. Chiarini – rel.

20/02/2017 - Danno morale – Risarcimento – Residenza della vittima – Irrilevante ai fini della liquidazione
"In materia di illecito aquiliano, deve escludersi ogni incidenza della residenza del danneggiato sul quantum del danno non patrimoniale."
Cassazione Civile, sezione terza civile, sentenza 7 ottobre 2016, n. 20206 (pres. Amendola – rel. Gr

13/02/2017 - Responsabilità della banca per fatto del dipendente – Nesso di causalità necessario – Ipotesi di interruzione del nesso di occasionalità
“La responsabilità del datore per fatto del dipendente è prevista sia in sede contrattuale, dall’art. 1228 c.c., sia in sede extracontrattuale, dall’art. 2049 c.c. Entrambe le norme prevedono che colui che si avvale dell’opera di altri ne risponde, purché sussista – secondo quanto elaborato dalla giurisprudenza – il cd. nesso di occasionalità necessaria, il quale si atteggia quale nesso causale tra l’esercizio delle incombenze dell’ausiliario e il danno. In particolare, la responsabilità della banca nei confronti del cliente per il fatto del suo dipendente si inquadra nell’art. 1228 c.c., atteso il contratto che si instaura tra i medesimi.”
Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 7 settembre 2016, n. 17681 (pres. Bernabai – rel

06/02/2017 - Istituto di credito – Opposizione allo stato passivo – Onere della prova
“L’istituto di credito, il quale prospetti una sua ragione di credito verso il fallito derivante da un rapporto obbligatorio regolato in conto corrente e ne chieda l’ammissione allo stato passivo, ha l’onere, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, di dare piena prova del suo credito, assolvendo al relativo onere secondo il disposto della norma generale dell’art. 2697 c.c., attraverso la documentazione relativa allo svolgimento del conto, senza poter pretender di opporre al curatore, stante la sua posizione di terzo, gli effetti che, ex art. 1832 c.c., derivano, ma soltanto tra le parti del contratto, dall’approvazione anche tacita del conto da parte del correntista, poi fallito, e dalla di lui decadenza dalle impugnazioni.”
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 26 agosto 2016, n. 17354 (pres. Aniello – rel. Ferro

30/01/2017 - Sentenza – Deposito e pubblicazione – Cronologico – Decorso del termine lungo per l’impugnazione
"Il deposito e la pubblicazione della sentenza coincidono e si realizzano nel momento in cui il deposito ufficiale in cancelleria determina l'inserimento della sentenza nell'elenco cronologico con attribuzione del relativo numero indentificativo e conseguente possibilità per gli interessati di venirne a conoscenza e richiederne copia autentica: da tale momento la sentenza esiste a tutti gli effetti e comincia a decorrere il cosiddetto termine lungo per la sua impugnazione. Nel caso in cui risulti realizzata una impropria scissione tra i momenti di deposito e pubblicazione attraverso l'apposizione in calce alla sentenza di due diverse date, il giudice tenuto a verificare la tempestività dell'impugnazione proposta deve accertare – attraverso un'istruttoria documentale o, in mancanza, il ricorso, se del caso, alla presunzione semplice ovvero, in ultima analisi, alla regola di giudizio di cui all'art. 2697 c.c., alla stregua della quale spetta all'impugnante provare la tempestività della propria impugnazione – il momento di decorrenza del termine d'impugnazione, perciò il momento in cui la sentenza è divenuta conoscibile attraverso il deposito ufficiale in cancelleria comportante l'inserimento di essa nell'elenco cronologico delle sentenze e l'attribuzione del relativo numero identificativo."
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 18569 del 22 settembre 2016 (pres. Rordorf – rel. Ia

23/01/2017 - Responsabilità degli amministratori non operativi – Escluso obbligo generale di vigilanza – Obbligo di agire informati
"La responsabilità degli amministratori privi di specifiche deleghe operative non può discendere da una generica condotta di omessa vigilanza, tale da trasmodare nei fatti in responsabilità oggettiva, ma deve riconnettersi alla violazione del dovere di agire informati, sia sulla base delle informazioni che a detti amministratori devono essere somministrate, sia sulla base di quelle che essi stessi possono acquisire di propria iniziativa. Sicchè gli amministratori (che non abbiano operato) rispondono delle conseguenze dannose della condotta di altri amministratori (che abbiano operato) soltanto qualora siano a conoscenza di necessari dati di fatto tali da sollecitare il loro intervento, ovvero abbiano omesso di attivarsi per procurarsi gli elementi necesssari ad agire informati”.
Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 31 agosto 2016, n. 17441 (pres. Bernabai – est.

16/01/2017 - Polizza incendio – Inoperatività della garanzia – Mera difesa – Oneri probatori a carico dell’attore sulla vigenza della polizza
"In base al principio del riparto degli oneri probatori nel processo, incombe sull’attore, che agisce per l’adempimento, fornire la prova dell’operatività della polizza assicurativa e quindi della verificazione dell’evento nel periodo di vigenza della garanzia assicurativa.”
Tribunale di Trapani, sentenza 25 ottobre 2016, n. 605 (giud. C. Linares)

09/01/2017 - Danno differenziale – Criteri di calcolo
"In tema di calcolo del danno differenziale, la corretta interpretazione da dare al combinato disposto degli articoli 1916 c.c. e 142 c.d.A. è la seguente: a) il risarcimento del danno biologico non può essere decurtato di quanto pagato alla vittima dall'Inail, a titolo di danno patrimoniale; b) se l'Inail ha pagato alla vittima un indennizzo a titolo di ristoro di danni patrimoniali, l'istituto avrà diritto di surrogarsi nei confronti del responsabile se e nei limiti in cui un danno patrimoniale sia stato da questi effettivamente causato; c) nell'ipotesi sub b), il responsabile sarà tenuto sia a risarcire per intero il danno biologico alla vittima, sia a rivalere l'Inail nei limiti del danno patrimoniale effettivamente causato; in questa seconda ipotesi la vittima perderà ovviamente il diritto al risarcimento del danno patrimoniale, trasferito all'Inail per effetto della surrogazione."
Corte di Cassazione, sezione sesta-3 civile, ordinanza 30 agosto 2016, n. 17407 (pres. Armano – rel.

02/01/2017 - Responsabilità da cose in custodia – Insidia – Assenza di colpa – Onere della prova a carico del custode
" La non pericolosità di una cosa inerte può escludere il nesso di causalità ma non la colpa del custode: sicchè se quel nesso è dimostrato aliunde, la pericolosità della cosa diventa giuridicamente irrilevante. Sicchè anche il proprietario di cose non pericolose risponde ex art. 2051 c.c., una volta appurato un valido nesso di causa tra cosa e danno."
Cassazione Civile, sezione sesta-3, ordinanza 5 settembre 2016, n. 17625 (pres. Armano – rel. Rosset

19/12/2016 - Esecuzione mobiliare presso terzi – Ordinanza di assegnazione dei crediti – Titolo esecutivo solo se il terzo pignorato ne ha avuto conoscenza
“In tema di esecuzione mobiliare presso terzi, l’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 553 c.p.c. assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario, ma acquista tale efficacia soltanto dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell’ordinanza di assegnazione.”
Cassazione Civile, sezione III, sentenza 10 maggio 2016, n. 9390 (pres. Amendola – rel. Barreca)

12/12/2016 - Notifica a mezzo PEC – Principio di raggiungimento dello scopo – Nullità - Esclusa
"Il principio, sancito in via generale dall'articolo 156 del codice di rito, secondo cui la nullità non può essere mai pronunciata se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, vale anche per le notificazioni, anche in relazione alle quali la nullità non può essere dichiarata tutte le volte che l'atto, malgrado l'irritualità della notificazione, sia venuto a conoscenza del destinatario."
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 7665 del 18 aprile 2016 (pres. Amoroso – rel. Cirill

05/12/2016 - Sinistra stradali – Negoziazione assistita obbligatoria – Legittimità costituzionale
"Il meccanismo della negoziazione assistita – reso obbligatorio dal d.l. 12 settembre 2014, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla l. 10 novembre 2014, n. 162, nelle controversie risarcitorie di danno da circolazione di veicoli o natanti – riflette un ragionevole bilanciamento tra l'esigenza di tutela del danneggiato e quella (di interesse generale), che il differimento dell'accesso alla giurisdizione intende perseguire, di contenimento del contenzioso, anche in funzione degli obiettivi del giusto processo, per il profilo della ragionevole durata delle liti, oggettivamente pregiudicata dal volume eccessivo delle stesse".
Corte Costituzionale, sentenza n. 162 del 7 luglio 2016 (pres. Grossi – rel. Morelli)

21/11/2016 - Responsabilità medica – Colpa lieve in ambito penale – Legge Balduzzi – Linee guida – Graduazione della colpa – Imperizia e colpa generica
"Sulla base della norma contenuta nella L. 8 novembre 2012, n. 189, art. 3, comma 1, in combinato disposto con l'art. 43 c.p., comma 3, la limitazione di responsabilità, in caso di colpa lieve, può operare, per le condotte professionali conformi alle linee guida ed alle buone pratiche, anche in caso di errori che siano connotati da profili di colpa generica diversi dall'imperizia. In sede di valutazione sulla responsabilità medica, il giudice di merito, a fronte di linee guida che comunque operino come direttiva scientifica per gli esercenti le professioni sanitarie, in riferimento al caso concreto, e ciò sia rispetto a profili di perizia che, più in generale, di diligenza professionale, deve procedere alla valutazione della graduazione della colpa, secondo il parametro della misura della divergenza tra la condotta effettivamente tenuta e quella che era da attendersi, sulla base della norma cautelare che si doveva osservare. E, nel determinare la misura del rimprovero, oltre a tutte le evenienze già sopra ricordate, deve considerare il contenuto della specifica raccomandazione clinica che viene in rilievo, di talché il grado della colpa sarà verosimilmente elevato nel caso di inosservanza di elementari doveri di accuratezza”.
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 6 giugno 2016, n. 23283 (pres. Blaiotta - rel. Mont

14/11/2016 - Vaccinazione contro morbillo, rosolia e parotite – Escluso nesso causale con autismo - Indennizzo ex l. 210/1992 e risarcimento danni – Rigetto
"È esclusa la sussistenza del nesso causale tra l'autismo e la vaccinazione contro morbillo, rosolia e parotite."
Corte di Cassazione, sezione IV lavoro, sentenza 16 giugno 2016, n. 12427 (pres. Venuti – rel. Negri

07/11/2016 - Responsabilità da cose in custodia – Beni demaniali – Caso fortuito – Misure di sicurezza – Immediatezza del fatto – Macchia d’olio – Fondo stradale ghiacciato
“La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, di cui all’art. 2051 c.c., opera anche per la P.A. in relazione ai beni demaniali, con riguardo, tuttavia, alla causa concreta del danno, rimanendo l’amministrazione liberata dalla medesima responsabilità ove dimostri che l’evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero da una situazione (si pensi ad una macchia d’olio presente sulla pavimentazione stradale, ovvero al fondo stradale ghiacciato) la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode.”
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza n. 5695 del 23 marzo 2016 (pres. Vivaldi - rel.

17/10/2016 - Mutuo fondiario – T.U.B. – Anatocismo – Esclusa deroga alla disciplina di cui all’art. 1283 c.c.
“A seguito dell’entrata in vigore del d. lgs. 385/93 (c.d. TUB), l’avvenuta trasformazione del credito fondiario in un contratto di finanziamento a medio e lungo termine garantito da ipoteca di primo grado su immobili, comporta l’applicazione delle limitazioni di cui all’art. 1283 c.c., sicché il mancato pagamento di una rata di mutuo non determina più l’obbligo (prima normativamente previsto) di corrispondere gli interessi di mora sull’intera rata, inclusa la parte rappresentata dagli interessi corrispettivi, dovendosi altresì escludere la vigenza di un uso normativo contrario.”
Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza n. 11638 del 7 giugno 2016 (pres. Nappi – est. A

10/10/2016 - Notifica da parte della Cancelleria della sentenza che rigetta il reclamo avverso sentenza di fallimento – Decorrenza del termine breve per l’impugnazione
"La notifica del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi della L. Fall., art. 18, comma 13, dal cancelliere mediante posta elettronica certificata, d.l. n. 179/2012, è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione in Cassazione L. Fall., ex art. 18, comma 14, non ostandovi il nuovo testo dell'art. 133 c.p.c., comma 2, come novellato dal d.l. n. 90/2014, conv. nella l. n. 114/2014, secondo il quale la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte del cancelliere non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325 c.p.c."
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 10525 del 20 maggio 2016 (pres. Nappi – est. Di Virg

03/10/2016 - Ordinanza-filtro – Impugnazione – Decorrenza del termine lungo – Assenza di comunicazione e notificazione – Onere di allegazione
"Poichè l'art. 348 ter, terzo comma, c.p.c., nel prevedere che, una volta dichiarato inammissibile l'appello con l'ordinanza di cui al primo comma della stessa norma, può essere proposto ricorso per cassazione contro la sentenza di primo grado, stabilisce poi che il termine per il ricorso per cassazione decorre dalla comunicazione (atto della cancelleria) o, se anteriore, dalla notificazione (atto ad istanza di parte), deve ritenersi che il riferimento a detto termine evochi quello indicato dal secondo comma dell'art. 325 c.p.c., restando così esclusa la possibilità di intendere la successiva previsione dell'applicabilità dell'art. 327 c.p.c. e, quindi, del suo primo comma, come significativa della volontà del legislatore di far decorrere dai detti eventi il termine c.d. lungo colà previsto, che, pertanto, resta applicabile solo allorquando non sia avvenuta nè la comunicazione nè la notificazione."
Corte di Cassazione, sezione sesta-3, sentenza n. 8476 del 29 aprile 2016 (pres. Armano - rel. Frasc

19/09/2016 - Responsabilità medica – Consenso informato - Omissione – Violazione del diritto di autodeterminazione – Irrilevante se l’intervento sia riuscito – Liquidazione autonoma
"In tema di attività medico-chirurgica, è risarcibile il danno cagionato dalla mancata acquisizione del consenso informato del paziente in ordine all'esecuzione di un intervento chirurgico, ancorchè esso apparisse, ex ante, necessitato sul piano terapeutico e sia pure risultato ex post integralmente risolutivo della patologia lamentata, integrando compunque tale omissione dell'informazione una privazione della libertà di autodeterminazione del paziente circa la sua persona, in quanto preclusiva della possibilità di esercitare tutte le opzioni relative all'espletamento dell'atto medico e di beneficiare della conseguente diminuzione della sofferenza psichica, senza che detti pregiudizi vengano in alcun modo compensati dall'esito favorevole dell'intervento".
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 20 maggio 2016, n. 10414 (pres. Petti - rel. Pellecchia)

05/09/2016 - Responsabilità medica – Cartella clinica incompleta – Onere probatorio invertito
"L'imperfetta compilazione della cartella clinica non può tradursi in uno svantaggio processuale per il paziente (anzichè per la parte cui il difetto di annotazione è imputabile), traducendosi in un inammissibile vulnus al criterio che onera la parte convenuta della prova liberatoria in merito all'esattezza del proprio adempimento".
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 31 marzo 2016, n. 6209 (pres. Vivaldi - rel. Sestini)

22/08/2016 - Randagismo – Normativa Regione Sicilia – Responsabilità del Comune
"Il Comune deve rispondere dei danni patiti da un ciclomotorista caduto a seguito dll'impatto con un cane randagio durante la marcia del mezzo, atteso che l'ente territoriale – ai sensi della legge-quadro 14 agosto 1991, n. 281 e delle leggi regionali in tema di animali di affezione e prevenzione del randagismo – è tenuto, in correlazione con gli altri soggetti indicati dalla legge, al rispetto del dovere di prevenzione e controllo del randagismo sul territorio di competenza."
Tribunale di Sciacca, sentenza 229 del 2 maggio 2016 (giud. F. Marasà)

01/08/2016 - Incapacità lavorativa – Liquidazione danno patrimoniale
“La liquidazione del danno patrimoniale da incapacità lavorativa, patito in conseguenza di un sinistro stradale da un soggetto percettore di reddito da lavoro, deve avvenire ponendo a base del calcolo il reddito effettivamente perduto dalla vittima, e non il triplo della pensione sociale. Il ricorso a tale ultimo criterio, ai sensi dell’art. 137 cod. Ass., può essere consentito solo quando il giudice di merito accerti, con valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità, che la vittima al momento dell’infortunio godeva si di reddito, ma questo era talmente modesto o sporadico da rendere la vittima sostanzialmente equiparabile ad un disoccupato. Nella liquidazione del danno patrimoniale futuro da incapacità di lavoro il reddito della vittima da porre a base del calcolo deve essere equitativamente aumentato rispetto a quello concretamente percepito, quando sia ragionevole ritenere che esso negli anni a venire sarebbe verosimilmente cresciuto. La relativa valutazione deve essere compiuta dal giudice di merito in base ad elementi oggettivi che è onere del danneggiato dedurre, ed in mancanza dei quali non è consentita la liquidazione del danno in base al triplo della pensione sociale, a nulla rilevando che il reddito della vittima fosse di per sé di modesta entità.”
Corte di Cassazione, sezione sesta – sottosez. 3, ordinanza n. 8896 del 4 maggio 2016 (pres. Armano

25/07/2016 - PCT – Errata indicazione del numero di ruolo – Deposito telematico di atto in corso di causa – Rimessione in termini esclusa – Decadenza
"In materia di deposito telematico di un atto, l'indicazione di un numero di ruolo errato è uno di quei casi di anomalia bloccante, "ERROR", in cui non è possibile l'accettazione del deposito da parte della cancelleria, in quanto quest'ultima non conosce il fascicolo corretto in cui inserire l'atto; in tale ipotesi la cancelleria non è tenuta a forzare l'accettazione del deposito, potendo limitarsi a rifiutare il deposito ed a comunicare l'esito negativo. Ai fini della decadenza dei termini di cui all'art. 183, comma 6, l'errata indicazione di un numero di ruolo errato da parte del depositante non rientra tra le cause non imputabili alla parte ex art. 153, comma 2, c.p.c., in quanto trattasi di errore o svista ascrivibile al depositante e rimediabile con l'impiego dell'ordinaria diligenza, il quale non costituisce certamente causa estranea alla sua volontà. Ne deriva che l'eventuale istanza di rimessione in termini deve essere rigettata."
Tribunale di Torino, sez. VII, ordinanza del 22 marzo 2016 (est. Carbonaro)

18/07/2016 - Titolarità della posizione soggettiva – Legittimazione ad agire
"La legittimazione ad agire attiene al diritto di azione, che spetta a chiunque faccia valere in giudizio un diritto assumendo di esserne titolare. La sua carenza può essere eccepita in ogni stato e grado del giudizio e può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Cosa diversa dalla titolarità del diritto ad agire è la titolarità della posizione soggettiva vantata in giudizio. La relativa questione attiene al merito della causa e deve essere allegata e provata in giudizio dal titolare."
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 2951 del 16 febbraio 2016 (pres. Amoroso - rel. Curz

11/07/2016 - Danno da nascita indesiderata – Requisiti di cui alla l. 194/1978
"Perchè possa essere integrata la fattispecie del diritto all'interruzione della garvidanza di cui all'art. 6 lett. b) (quando cioè sono accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna), occorrono non solo i due elementi positivi della diagnosi di un processo patologico in atto e della prognosi di pericolo grave per la salute, ma anche l'elemento negativo della impossibilità di vita autonoma del feto. In mancanza, non sussiste la lesione del diritto ad interrompere la gravidanza per effetto dell'inadempimento del sanitario in merito ad una patologia del feto".
Corte d’Appello di Catania, sez. I, sentenza 31 marzo 2016, n. 536 (pres. Morgia - rel. Cordio)

04/07/2016 - Contratto di assicurazione sulla responsabilità civile – Clausola claims made – Vessatorietà – Esclusa – Giudizio di meritevolezza sull’accordo contrattuale
"Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l'operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo, preventivamente individuati (c.d. clausola claims made mista o impura) non è vessatoria; essa in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un eccessivo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità, ove congruamente motivata."
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 9140 del 6 maggio 2016 (pres. Rordorf – rel. Amendol

27/06/2016 - Assicurazione della responsabilità civile – Limiti del risarcimento – Massimale – Onere della prova a carico dell’assicuratore
“In tema di assicurazione del responsabile civile, il massimale non è elemento essenziale del contratto di assicurazione, che può essere validamente stipulato senza la relativa pattuizione, e neppure costituisce fatto generatore del credito assicurato, configurandosi piuttosto come elemento limitativo dell’obbligo dell’assicuratore, sicché grava su quest’ultimo l’onere di provare l’esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garanzia proposta dall’assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale.”
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 3173 del 18 febbraio 2016 (pres. Chiarini - rel. Ros

20/06/2016 - Danno da morte – Risarcimento al fratello per la morte della sorella appena nata – Perdita di chance di instaurare un rapporto affettivo – Liquidazione con le Tabelle di Milano con importi ridotti
“Determina una duplicazione di risarcimento la congiunta attribuzione del danno morale e del danno da perdita del rapporto parentale, poiché la sofferenza patita nel momento in cui la perdita è percepita e quella che accompagna l’esistenza del soggetto che l’ha subita altro non sono che componenti del complesso pregiudizio, che va integralmente e unitariamente ristorato. In particolare, al fine di evitare duplicazione di voci risarcitorie, al fratello della bambina morta subito dopo la nascita deve riconoscersi il risarcimento del solo danno da perdita di chance di instaurare una relazione affettiva qualificata, la quale è solo parzialmente assimilabile alla perdita di una relazione già esistente.”
Tribunale di Treviso, sezione I, sentenza 25 gennaio 2016, n. 180 (giud. Di Tullio)

13/06/2016 - Domanda nuova in appello – Inammissibile – Idonea ad interrompere la prescrizione
"La domanda nuova in appello, seppure inammissibile, è idonea ad interrompere la prescrizione".
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 1516 del 27 gennaio 2016 (pres. Rovelli – est. Berna

06/06/2016 - Domanda di garanzia e rivalsa – Mancata pronuncia in primo grado – Rigetto della domanda principale – Chiamata in garanzia cd. impropria – Riproposizione ex art. 346 c.p.c.
"Nel caso di chiamata in garanzia, qualora il giudice di primo grado abbia rigettato la domanda principale e non abbia deciso sulla domanda di chiamata in garanzia e sulle implicazioni (rivalsa), in quanto la decisione su di essa era stata condizionata all'accoglimento della domanda principale e non era stata chiesta nè dal convenuto preteso garantito nè dal preteso garante indipendentemente dal tenore della decisione sulla domanda principale, ove l'attore appelli la decisione di rigetto della domanda principale (impugnazione da rivolgersi necessariamente contro il convenuto ed il terzo), ai fini della devoluzione al giudice d'appello della cognizione della domanda di garanzia per il caso di accoglimento dell'appello o di riconoscimento della fondatezza della domanda principale, non è necessaria la riproposizione da parte del convenuto appellato di un appello incidentale, ma è sufficiente la mera riproposizione della domanda di garanzia ai sensi dell'art. 346 c.p.c."
Corte di Cassazione, sezioni unite, n. 7700 del 19 aprile 2016 (pres. Amoroso - rel. Frasca)

03/06/2016 - Intermediazione finanziaria – Vendita bond argentini – Mancata informazione – Responsabilità e danno
“In materia di contratti di intermediazione finanziaria, ove risulti accertata la responsabilità contrattuale per danni subiti dall'investitore, va acclarato se l'intermediario abbia diligentemente adempiuto alle obbligazioni del contratto di negoziazione, nonchè a tutte le obbligazioni poste a suo carico dai predetti testi normativi, così disciplinando il riparto dell'onere della prova: l'investitore deve allegare l'inadempimento delle obbligazioni, nonchè fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra esso e l'inadempimento, anche sulla base di presunzioni; l'intermediario, a sua volta, deve provare l'avvenuto adempimento delle specifiche obbligazioni poste a suo carico, allegate come inadempiute dalla controparte e, sotto il profilo soggettivo, di aver agito con la specifica diligenza richiesta".
Corte di Cassazione, sezione prima, n. 21711 del 26 ottobre 2015 (pres. Forte - rel. Dogliotti)

30/05/2016 - Sinistro stradale – Certificato assicurativo rilasciato dopo il sinistro e retrodatato – Falsità inopponibile al terzo danneggiato – Rivalsa nei confronti dell'intermediario – Regresso nei confronti dell'assicurato
“Nel caso di sinistro causato da un veicolo in possesso di un certificato assicurativo formalmente valido, ma rilasciato dopo il sinistro e fraudolentemente retrodatato, tale falsità non è opponibile al terzo danneggiato quando essa provenga dall'agente per il tramite del quale è stato stipulato il contratto. In tal caso l'assicuratore, adempiuta la propria obbligazione nei confronti del terzo, avrà diritto di rivalsa nel confronti dell'intermediario infedele e di regresso nei confronti dell'assicurato”.
Corte di Cassazione, sez. terza,n. 6974 del 11 aprile 2016 (pres. Salmè – est. Rossetti)

26/05/2016 - Sinistro stradale – Trasporto contra legem – Concorso di colpa del danneggiato – Fatto notorio
“Deve ritenersi notorio il fatto che la presenza di un secondo passeggero a bordo di un ciclomotore determini un carico eccessivo idoneo a ridurre sia la stabilità del mezzo che la sua capacità di frenata”.
Corte di Cassazione, sezione terza, n. 8049 del 21 aprile 2016 (pres. Travaglino – est. Graziosi)

23/05/2016 - Infortunio in itinere – Bicicletta – Necessità dell'uso del mezzo privato
“L'utilizzo della bicicletta da parte del lavoratore per recarsi al lavoro deve essere valutato in relazione al costume sociale, alle normali esigenze familiari del lavoratore, alla presenza di mezzi pubblici, alla modalità di organizzazione dei servizi pubblici di trasporto nei luoghi in cui più è diffuso l'utilizzo della bicicletta, alla tipologia del percorso effettuato (urbano-non urbano), alla tendenza presente nell'ordinamento e rivolta all'incentivazione dell'uso della bicicletta (codice della strada; legge n. 221/2015).”
Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 7313 del 13 aprile 2016 (pres. Bronzini - rel. Riverso)

19/05/2016 - Responsabilità medica – Danno da perdita del rapporto parentale – Legittimazione dei fratelli nati dopo la morte del congiunto
"Il ristoro del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale o esistenziale va riconosciuto anche a chi è nato dopo la morte del soggetto in relazione al quale siffatta perdita si lamenta".
Corte di Cassazione, sezione terza, n. 7768 del 20 aprile 2016 (pres. Vivaldi - rel. Scarano)

16/05/2016 - Responsabilità medica – Medici non dipendenti – Responsabilità della struttura sanitaria
"Allorquando un paziente viene ricoverato in una struttura sanitaria gestita, in virtù di apposita convenzione, da un soggetto diverso dal proprietario, dei danni causati dai medici ivi operanti è tenuto a rispondere non già quest'ultimo, bensì il soggetto che di tale struttura ha la diretta gestione, in quanto è col primo e non col secondo che il paziente stipula, per il solo fatto dell'accettazione nella struttura, il contratto atipico di spedalità. La diretta gestione della struttura sanitaria costituisce infatti l'elemento idoneo ad individuare il soggetto titolare del rapporto instaurato con il paziente (e non con il medico), ed a fondare conseguentemente la correlativa responsabilità".
Corte di Cassazione, sezione terza, sent. n. 7768 del 20 aprile 2016 (pres. Vivaldi - rel. Scarano)

12/05/2016 - Dichiarazione di “rimettersi al giudice” – Esclusa acquiescenza – Ammessa una successiva presa di posizione su una questione di diritto – Mutatio libelli – Esclusa
"La dichiarazione di <> (o similare) in merito ad una determinata valutazione di diritto non costituisce acquiescenza alle dichiarazioni di controparte e non impedisce, nel prosieguo del giudizio, di abbandonare tale atteggiamento agnostico e propugnare la correttezza di una soltanto tra le questioni giuridiche oggetto del contendere".
Corte di Cassazione, sezione terza, sent. n. 668 del 18 gennaio 2016 (pres. Frasca - rel. Rossetti)

09/05/2016 - Clausole di polizza – Ambiguità – Interpretazione contro il predisponente
"Il contratto di assicurazione deve essere redatto in modo chiaro e comprensibile. Ne consegue che, al cospetto di clausole polisenso, è inibito al giudice attribuire ad esse un significato pur teoricamente non incompatibile con la loro lettera, senza prima ricorrere all'ausilio di tutti gli altri criteri di ermeneutica previsti dagli articoli 1362 e ss. c.c., ed in particolare quello dell'interpretazione contro il predisponente, di cui all'articolo 1370 c.c."
Corte di Cassazione, sezione terza, sent. n. 668 del 18 gennaio 2016 (pres. Frasca - rel. Rossetti)t

05/05/2016 - Diritto bancario – Conto corrente – Apertura di credito – Peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore – Obblighi di informazione della Banca nei confronti del fideiussore
“Se nell'ambito di un rapporto di apertura di credito in conto corrente, si manifesta un significativo peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore rispetto a quelle conosciute al momento dell'apertura del rapporto, tali da mettere a repentaglio la solvibilità del debitore medesimo, la banca creditrice, la quale disponga di strumenti di autotutela che le consentano di porre termine al rapporto impedendo ulteriori atti di utilizzazione del credito che aggraverebbero l'esposizione debitoria, è tenuta ad avvalersi di quegli strumenti anche a tutela dell'interesse del fideiussore inconsapevole, alla stregua del principio cui si ispira l'art. 1956 c.c., se non vuole perdere il beneficio della garanzia, in conformità ai doveri di correttezza e buona fede ed in attuazione del dovere di salvaguardia dell'altro contraente, a meno che il fideiussore manifesti la propria volontà di mantenere ugualmente ferma la propria obbligazione di garanzia”.
Corte di Cassazione, sez. sesta, ord. n. 2132 del 3 febbraio 2016 (pres. Vivaldi - rel. De Stefano)

02/05/2016 - Sinistro stradale – Concorso di colpa del danneggiato – Riparazioni antieconomiche – Fermo tecnico
“Qualora dalla valutazione delle prove resti individuato il comportamento colposo di uno solo dei due conducenti, per attribuire a lui la causa determinante ed esclusiva del sinistro, deve rimanere in pari tempo accertato che l'altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione ed a quelle di comune prudenza, altrimenti, dovendosi presumere la colpa di quest'ultimo, egli è pur sempre tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 124 del 8 gennaio 2016 (pres. Petti – rel. Rossetti)

28/04/2016 - Responsabilità medica – Decisione fondata su conoscenze personali del Giudice - Inammissibilità
"Il giudice, libero di valutare tutti gli atti processuali e, quindi, anche gli esiti di una perizia, non può, perchè peritus peritorum, disattendere una serie di concordi conclusioni provenienti da plurime fonti qualificate, sulla base della propria scienza personale (nella specie derivante dalla lettura di testi di medicina..) perchè diversamente significherebbe sminuire e porre nel nulla la competenza altrui frutto di anni di studi specialistici. In linea di principio, il giudice che non voglia adagiarsi sulle conclusioni peritali che non lo convincono, non può disattenderle sulla base della propria scienza personale derivante da incerte e generiche letture di testi destinati ad un indifferenziato pubblico e, quindi, neppure specialistiche. Nei casi in cui il giudice dubiti delle conclusioni del perito, ha due strade: a) convocarlo e, nel contraddittorio delle parti, porre tutte le domande finalizzate a dissipare i dubbi derivanti dalla perizia; b) ove tale strada non lo soddisfi, nominare un altro perito al quale – dopo aver evidenziato i punti critici e le parti non convincenti della prima perizia – sottoporre tutti i dubbi".
Corte di Cass., sez. quarta pen., sent. n. 11631 del 18 marzo 2016 (pres. Romis - rel. Pezzella)

26/04/2016 - Responsabilità medica – Trattamento sanitario obbligatorio – Danno ingiusto – Onere della prova a carico del paziente
"L'attitudine di un trattamento sanitario obbligatorio (nella specie, TSO) ad incidere su diritti fondamentali della persona (quale la libertà di accettazione dei trattamenti sanitari ex art. 32 Cost.), non implica di per sè che, ove pure il provvedimento dispositivo venga annullato, il destinatario sia esonerato dal dimostrare l'esistenza di un danno ingiusto come conseguenza del trattamento subito, ai fini del risarcimento del danno".
Corte di Cass., sez. terza, sent. n. 3900 del 29 febbraio 2016 (pres. Spirito - rel. Cirillo)

21/04/2016 - Danno biologico intermittente – Morte per cause estranee all'illecito – Vita effettiva – Parametro per il calcolo del danno biologico
"In tema di risarcimento del danno non patrimoniale da fatto illecito secondo cui, qualora, al momento della liquidazione del danno biologico, la persona offesa sia deceduta per una causa non ricollegabile alla menomazione risentita in conseguenza dell'illecito, alla valutazione probabilistica connessa con l'ipotetica durata della vita del soggetto danneggiato va sostituita quella del concreto pregiudizio effettivamente prodottosi, cosicchè l'ammontare del danno biologico che gli eredi del defunto richiedono iure successionis va calcolato non con riferimento alla durata probabile della vita del defunto, ma alla sua durata effettiva."
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 679 del 18 gennaio 2016 (pres. - est. Ambrosio)

18/04/2016 - Danno morale – Autonomia – Parametrazione percentuale – Divieto di automatismo
“Ai fini della quantificazione equitativa del danno morale, l'utilizzo del metodo del rapporto percentuale rispetto alla quantificazione del danno biologico individuato nelle tabelle in uso, prima della sentenza delle Sezioni Unite n. 26972 del 2008, non comporta che, accertato il primo, il secondo non abbia bisogno di alcun accertamento, perché se così fosse si duplicherebbe il risarcimento degli stessi pregiudizi; invece, il metodo suddetto va utilizzato solo come parametro equitativo, fermo restando l'accertamento con metodo presuntivo, attenendo la sofferenza morale ad un bene immateriale, dell'esistenza del pregiudizio subito, attraverso l'individuazione delle ripercussioni negative sul valore uomo sulla base della necessaria allegazione del tipo di pregiudizio e dei fatti dai quali lo stesso emerge da parte di chi ne chiede il ristoro.”
Cass. Civ., sez. terza, n. 3260 del 19 febbraio 2016 (pres. Ambrosio - rel. Carluccio)

14/04/2016 - Chiamata in garanzia – Impugnazione dell’assicuratrice garante – Rapporto principale – Effetti spiegati nei confronti dell’assicurato – Mancata dissociazione - Sussiste
"Deve ritenersi che l’impugnazione della società assicuratrice garante riguardo al rapporto principale inerente la responsabilità dell’assicurato estendeva i suoi effetti anche a favore di quest’ultima, in quanto essa, costituendosi aveva condiviso le ragioni di detta impugnazione e non se ne era dissociata riconoscendo la fondatezza della decisione sul rapporto principale resa dal primo giudice, dovendosi fare riferimento alla fattispecie oggetto di lite, che si iscrive nella norma dell’articolo 1917 c.c., a prescindere dalla distinzione fra garanzia propria e garanzia impropria, qualificazione che assume mero carattere classificatorio".
Corte di Cassazione, sezioni unite, sent. n. 24707 del 4 dicembre 2015 (pres. Rovelli - rel. Frasca)

11/04/2016 - Diritto bancario - Anatocismo – Divieto operativo anche in mancanza della delibera di attuazione del TUB
"L'art. 120 TUB, nella sua nuova formulazione (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), deve considerarsi immediatamente precettivo e, quindi, ancor prima che il CICR adotti la prevista delibera attuativa, il divieto di anatocismo è operativo".
Arbitro bancario finanziario, Collegio di Coordinamento, decisione 8 ottobre 2015, n. 7854

07/04/2016 - Diritto bancario - Contratto di conto corrente – Contratto di apertura di credito – Recesso della Banca – Tutela del fideiussore
“In caso di recesso della banca dal contratto di conto corrente bancario, il fideiussore resta tenuto al soddisfacimento del debito quale esistente alla data dello scioglimento del rapporto e in tale misura cristallizzato”.
Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza n. 22961 del 10 novembre 2015 (pres. - rel. Di Palma)

04/04/2016 - Responsabilità medica – Nascita bimbo con sindrome di Down – Sì alla lesione del diritto di autodeterminazione della paziente senza la corretta informazione
"In tema di responsabilità medica, il sanitario che formuli una diagnosi di normalità morfologica del feto anche sulla base di esami strumentali che non ne hanno consentito, senza sua colpa, la visualizzazione nella sua interezza, ha l'obbligo d'informare la paziente della possibilità di ricorrere ad un centro di più elevato livello di specializzazione, in vista dell'esercizio del diritto della gestante di interrompere la gravidanza, ricorrendone i presupposti".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 24220 del 27 novembre 2015 (pres. Salmè - rel. Barre

31/03/2016 - Sinistro stradale – Pedone – Comportamento imprevedibile e imprudente – Attraversamento fuori dalle strisce – Risarcimento escluso
“Deve escludersi la presunzione di responsabilità di cui all'art. 2054 c.c. gravante sul conducente dell'autoveicolo laddove emergano elementi che dimostrino l'esclusiva responsabilità del pedone, il quale attraversi improvvisamente una strada a largo scorrimento, in ora serale, in condizioni di scarsa visibilità e fuori dalle strisce pedonali, parandosi all'improvviso davanti alla vettura che non poteva evitarlo”.
Corte di Cassazione, sezione sesta, ordinanza n. 23519 del 17 novembre 2015 (pres. Finocchiaro – rel

28/03/2016 - Danno patrimoniale - Lesione capacità lavorativa - Lavoratore autonomo - Mancata allegazione del pregiudizio - Non sussiste
L'accertamento di un periodo di invalidità temporanea, come postumo di un evento dannoso, non comporta automatico riconoscimento di un pregiudizio patrimoniale da lesione della capacità lavorativa specifica. Questo deve essere allegato e provato dalla parte danneggiata anche facendo ricorso alle presunzioni.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 24217 del 27 novembre 2015 (pres. Salmè - rel. Pelle

24/03/2016 - Capacità lavorativa generica - Perdita totale – Danno patrimoniale - Sussiste
“La lesione derivante dalla riduzione ovvero dalla perdita totale della capacità lavorativa generica, in quanto per la sua entità l’invalidità non consente al danneggiato la possibilità di attendere (anche) ad altri lavori confacenti alle sue attitudini e condizioni personali ed ambientali ed idonei alla produzione di fonti di reddito, oltre a quello specificamente prestato al momento del sinistro, assume rilievo sotto il profilo dell’eventuale ulteriore danno patrimoniale da lucro cessante di cui si compendia la categoria generale del danno patrimoniale, concernente la capacità di produzione di reddito futuro, o, più precisamente, della perdita di chance intesa quale entità patrimoniale giuridicamente ed economicamente valutabile, la cui perdita produce un risarcibile danno da considerarsi non già futuro bensì danno certo ed attuale in proiezione futura: ne consegue che deve essere annullata con rinvio la sentenza di merito che ha negato la personalizzazione del danno in tal senso sul rilievo «che la nuova formulazione delle tabelle di Milano soggiace alla ratio di introdurre una modalità di calcolo del danno biologico omnicomprensivo di tutte le sottocategorie di danno non patrimoniale risarcibile, al fine di razionalizzare la liquidazione del danno ed evitare duplicazione delle voci”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 24210 del 27 novembre 2015 (pres. Petti - rel. Scara

21/03/2016 - Circolare ministeriale – Opposizione a decreto ingiuntivo – Contributo unificato – Riscossione in presenza di domanda riconvenzionale
A seguito della richiesta di chiarimenti in ordine all'importo del contributo unificato da riscuotere nel caso di proposizione di opposizione a decreto ingiuntivo con contestuale domanda riconvenzionale, il Dipartimento per gli affari della Giustizia ha precisato, con la circolare in oggetto, quanto segue. La parte opponente sarà tenuta al versamento del contributo unificato di importo: a) corrispondente a quello dovuto per la proposizione del giudizio di opposizione nella misura ridotta risultante dall'applicazione dell'art. 13 comma 3 d.P.R. 115/2002, nel caso in cui la proposizione della domanda riconvenzionale non abbia comportato un aumento di valore della causa rilevnte ai fini della determinazione del contributo unificato; b) corrispondente a quello dovuto per la proposizione della domanda riconvenzionale, nel caso in cui la proposizione di questa abbia comportato tale aumento di valore. In questo caso il pagamento del contributo unificato è da imputarsi in parte alla proposizione dell'opposizione a decreto ingiuntivo (fino a decorrenza dell'importo a tale titolo dovuto ex art. 13 comma 3 cit.), in parte alla proposizione della domanda riconvenzionale (a titolo di "pagamento integrativo" ex art. 14, comma 3 prima parte). Al fine di determinare il valore della causa rilevante per la quantificazione del contributo unificato, deve farsi riferimento a quello maggiore tra l'importo liquidato in sede monitoria e quello richiesto in via riconvenzionale nell'ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, senza sommare tra loro i due valori.
Ministero della Giustizia – Circolare del 10 novembre 2015

17/03/2016 - Rinuncia alla domanda – Cessata materia del contendere – Frazionamento della domanda – Cosa giudicata – Escluso
"La disposizione dettata dall'art. 2945 c.c., comma 2, intesa a far decorrere la prescrizione nel tempo richiesto per la realizzazione del diritto in via giurisdizionale, non può trovare applicazione quando lo stesso creditore, dopo aver proposto in giudizio una domanda, la abbandoni, così impedendo che sulla stessa intervenga la sentenza definitiva da cui possa iniziare il nuovo periodo di prescrizione previsto dalla legge, senza che possa rilevare che il giudizio prosegua e giunga a definizione relativamente ad altre e diverse pretese avanzate contestualmente a quella abbandonata."
Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza n. 23867 del 23 novembre 2015 (pres. Rordorf – rel. Lam

14/03/2016 - Anatocismo – Capitalizzazione annuale – Nullità delle relative clausole
“Le ragioni di nullità individuate per le clausole di capitalizzazione non investono esclusivamente il profilo della periodizzazione trimestrale, ma si estendono alla pratica dell'anatocismo in sé e per sé considerata, indipendentemente dalla cadenza con cui la stessa venga applicata”.
Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza n. 19314 del 29 settembre 2015 (pres. Ceccherini – rel.

10/03/2016 - Diritto a non nascere se non sano – Escluso il diritto alla non vita
“Se l'astratta riconoscibilità della titolarità del diritto (oltre che della legittimazione attiva) del figlio handicappato al risarcimento del danno, per mancata diagnosi tempestiva, non trova ostacolo insormontabile nell'anteriorità del fatto illecito alla nascita, giacché si può essere destinatari di tutela anche senza essere soggetti dotati di capacità giuridica ai sensi dell'art. 1 c.c., occorre scrutinare a fondo il contenuto stesso del diritto che si assume leso ed il rapporto di causalità tra condotta del medico ed evento di danno. Sotto questo profilo, si deve partire dal concetto di danno-conseguenza consacrato all'art. 1223 c.c. e riassumibile, con espressione empirica, nell'avere di meno, a seguito dell'illecito. In siffatta ricostruzione dogmatica, il danno riuscirebbe pertanto legato alla stessa vita del bambino, e l'assenza di danno alla sua morte. Ed è qui che la tesi ammissiva, in subiecta materia, incorre in una contraddizione insuperabile: dal momento che il secondo termine di paragone, nella comparazione tra le due situazioni alternative, prima e dopo l'illecito, è la non vita. Il supposto interesse a non nascere, come è stato detto efficacemente in dottrina, mette in scacco il concetto stesso di danno. Tanto più che di esso si farebbero interpreti unilaterali i genitori nell'attribuire alla volontà del nascituro il rifiuto di una vita segnata dalla malattia, come tale indegna di essere vissuta (quasi un corollario estremo del cd. diritto alla felicità). L'ordinamento non riconosce, per contro, il diritto alla non vita. Né vale invocare il diritto di autodeterminazione della madre, leso dalla mancata informazione sanitaria, ai fini di una propagazione intersoggettiva dell'effetto pregiudizievole. La formula, concettualmente fluida e inafferrabile, pretende di estendere al nascituro una facoltà che è concessa dalla legge alla gestante, in presenza di rigorose condizioni poste in relazione di bilanciamento con un suo diritto già esistente alla salute personale, che costituisce il concreto termine di paragone positivo: bilanciamento evidentemente non predicabile in relazione al nascituro, con una situazione alternativa di assoluta negatività. Non è fondata nemmeno la tesi che àncora la sussistenza del credito risarcitorio ai cd. doveri di protezione, di cui sarebbe beneficiario il nascituro handicappato, in quanto si può ritenere compensabile la penosità delle difficoltà, cui il nato andrà incontro nel corso della sua esistenza, mediante interventi di sostegno affidati alla solidarietà nazionale generale. Né può essere taciuto, da ultimo, il dubbio che l'affermazione di una responsabilità del medico verso il nato aprirebbe, per coerenza la strada ad una analoga responsabilità della stessa madre, che nelle circostanze contemplate dall'art. 6 della l. n. 194/1978, benché correttamente informata, abbia portato a termine la gravidanza: dato che riconoscere il diritto di non nascere malati comporterebbe, quale simmetrico termine del rapporto giuridico, l'obbligo della madre di abortire”.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 25767 del 22 dicembre 2015 (pres. Rovelli – rel. Spi

07/03/2016 - Sinistro – Stato d’ebbrezza del conducente – Concorso di colpa del terzo trasportato – Non sussiste
“Deve ritenersi che in caso di sinistro stradale la presenza nel sangue del conducente di un tasso alcolemico superiore al limite consentito non può di per sé essere un elemento che dimostri la presenza del concorso di colpa del terzo trasportato per l’esposizione volontaria a un rischio laddove detto tasso non risulta così elevato da determinare con certezza uno stato confusionale evidente del conducente: ne consegue che l’assicuratore deve essere condannato a risarcire per intero i danni patiti dai congiunti della vittima perita nel sinistro laddove il convenuto non fornisca la prova degli elementi in base ai quali il terzo trasportato non poteva non avvedersi dello stato di alterazione fisica di chi era alla guida del mezzo”.
Tribunale Torino, sezione quarta, sentenza n. 1768 del 10 marzo 2015 (giudice Fabbro)

03/03/2016 - Obbligazioni professionali – Colpa – Condotta esigibile – Ideale professionista medio – Serio e preparato - Sussiste
“Nel caso di inadempimento di obbligazioni professionali, ovvero di danni causati nell’esercizio d’una attività "professionale" in senso ampio, il secondo comma dell’art. 1176 c.c. prescrive un rigoroso criterio di accertamento della colpa laddove il “professionista” è in colpa non solo quando tenga una condotta difforme da quella che, idealmente, avrebbe tenuto nelle medesime circostanze il bonus pater familias - vale a dire il “cittadino medio”, persona di normale avvedutezza, formazione e scolarità - ma anche quando abbia tenuto una condotta difforme da quella che avrebbe tenuto, al suo posto, un ideale professionista “medio” (il cd. homo eiusdem generis et condicionis) dovendosi ritenere che quest’ultimo non è un professionista “mediocre”, ma è un professionista “bravo”: ovvero serio, preparato, zelante, efficiente”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 24213 del 27 novembre 2015 (pres. Vivaldi - rel. Ros

29/02/2016 - Danno parentale non patrimoniale – No alla personalizzazione senza l’allegazione della specificità del danno subito – Risarcimento minimo
“Deve escludersi la personalizzazione del danno parentale se i congiunti non argomentano in ordine alla peculiarità del loro rapporto con il defunto. In simili situazioni per difetto di allegazione di specificità del danno patito il giudice considera importi prossimi ai minimi”.
Corte di Cassazione, sezione sesta, sentenza n. 24076 del 25 novembre 2015 (pres. Finocchiaro - rel.

22/02/2016 - Azione risarcitoria – Frazionamento della domanda – Abuso del diritto - Sussiste
"In tema di risarcimento dei danni da responsabilità civile, non è consentito al danneggiato, in presenza di un danno derivante da un unico fatto illecito, riferito alle cose ed alla persona, già verificatosi nella sua completezza, di frazionare la tutela giurisdizionale mediante la proposizione di distinte domande, parcellizzando l’azione extracontrattuale davanti al giudice di pace ed al tribunale in ragione delle rispettive competenze per valore, e ciò neppure mediante riserva di far valere ulteriori e diverse voci di danno in altro procedimento, in quanto tale disarticolazione dell’unitario rapporto sostanziale nascente dallo stesso fatto illecito, oltre ad essere lesiva del generale dovere di correttezza e buona fede, per l’aggravamento della posizione del danneggiante-debitore, si risolve anche in un abuso dello strumento processuale: ne consegue che si configura l’abuso del processo nella condotta della parte che conviene in giudizio il presunto responsabile del sinistro davanti al giudice di pace per i danni al veicolo e poi davanti al tribunale per le lesioni personali di natura patrimoniale e non".
Corte di Cassazione, sezione sesta - 3, sentenza n. 21318 del 21 ottobre 2015 (pres. Finocchiaro – r

15/02/2016 - Decisione – Motivazione – Adesione alla Ctu – Sufficienza
“È sufficiente la motivazione, per quanto stringata, che aderisce alle conclusioni del Ctu, tenendo comunque conto dei rilievi dei consulenti di parte. Il giudice non è infatti obbligato a soffermarsi sulle obiezioni sollevate contro le conclusioni del suo ausiliario dai professionisti che assistono attore e convenuto”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19214 del 29 settembre 2015 (pres. Chiarini – rel. S

08/02/2016 - Sinistro stradale - Danno iatrogeno – Liquidazione - “Metodo a scalare”
“Le tabelle elaborate dal Tribunale di Milano per la liquidazione del danno non patrimoniale prevedono parametri strutturati su persone sane, cioè titolari di una validità biologica del 100% e non si pongono il limite di non superare il tetto del 100% in caso di sommatoria di diverse invalidità, sicchè deve essere applicato al caso di specie il correttivo del c.d. metodo a scalare basato sulla “formula di Balthazard” per cui il valore di ogni punto di invalidità diminuisce con l'aumentare del numero di altre invalidità preesistenti ed autonome interessanti il soggetto”.
Corte d'Appello di Genova, sezione prima, sentenza n. 1086 del 18 settembre 2015 (pres. Bonavia – re

01/02/2016 - Ospedale – Paziente in condizioni gravi – Decesso – Danni da decesso di infortunato – Mancato avvio delle attività più urgenti – Sussiste
"In tema di responsabilità contrattuale deriva dall'obbligo di erogare la propria prestazione, oggetto di obbligazione contrattuale nel contratto di ospedalità, con la massima diligenza e prudenza che un nosocomio, oltre ad osservare le normative di ogni rango in tema di dotazione e struttura delle organizzazioni di emergenza, tenga poi in concreto condotte adeguate alle condizioni disperate del paziente e in rapporto alle precarie o limitate disponibilità di mezzi o risorse, benché conformi alle dotazioni o alle istruzioni previste dalla normativa vigente, adottando di volta in volta le determinazioni più idonee a scongiurare l'impossibilità del salvataggio del leso".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 21090 del 19 ottobre 2015 (pres. Salmè – rel. De Ste

25/01/2016 - Omicidio colposo – Malasanità - Colpa – Necessaria prevedibilità dell'evento
“In tema di nesso di causalità, il giudizio controfattuale – imponendo di accertare se la condotta doverosa omessa, qualora eseguita, o, in ipotesi di contotta commissiva, l'assenza della condotta commissiva vietata, avrebbe potuto evitare l'evento (c.d. giudizio predittivo) – richiede preliminarmente l'accertamento di ciò che è effettivamente accaduto (c.d. giudizio esplicativo) per il quale la certezza processuale deve essere raggiunta. Nel caso di specie, l'evento lesivo viene ricondotto, sotto il profilo causale, alla condotta commissiva dell'imputato – quest'ultima ravvisata nella prescrizione di olio di ricino, quale emolliente delle feci – in virtù di un ragionamento ipotetico che risulta, però, in radice viziato dal mancato o, comunque, palesemente insufficiente svolgimento del doveroso giudizio controfattuale. Ciò posto, è possibile accertare la sussistenza dell'elemento soggettivo. In tema di colpa, la necessaria prevedibilità dell'evento non può riguardare la configurazione dello specifico fatto in tutte le sue più minute articolazioni; è anche vero però che essa, onde non pervenire a eccessive generalizzazioni dell'evento prevedibile che finirebbero con lo svuotare il significato e il ruolo selettivo di tale requisito, deve mantenere un certo grado di categorialità, nel senso che deve riferirsi alla classe di eventi in cui si colloca quello oggetto del processo, tenendo fermo che, il giudizio di prevedibilità altro non è che il giudizio circa la possibilità di previsione di eventi simili e, dunque, di eventi che hanno in comune con il risultato concreto prodottosi determinate caratteristiche”.
Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza n. 34296 del 6 agosto 2015 (pres. Romis – rel.

18/01/2016 - Sinistro stradale – Assicurazione RCA – Danno da fermo tecnico – Danno in re ipsa – Esclusione.
“L'indisponibilità d'un autoveicolo durante il tempo necessario per le riparazioni è un danno che deve essere allegato e dimostrato; la prova del danno non può consistere nella dimostrazione della mera indisponibilità del veicolo, ma deve consistere nella dimostrazione della spesa sostenuta per procacciarsi un mezzo sostitutivo, ovvero nella dimostrazione della perdita subita per avere dovuto rinunciare ai proventi ricavati dall'uso del mezzo”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 20620 del 14 ottobre 2015 (pres. Petti – rel. Rosse

11/01/2016 - Sinistri stradali – Risarcimento del danno – Danno biologico – Morte sopravvenuta per ragioni estranee – Liquidazione
"Ai fini della liquidazione del danno biologico, l'età in tanto assume rilevanza in quanto col suo crescere diminuisce l'aspettativa di vita, sicchè è progressivamente inferiore il tempo per il quale il soggetto leso subirà le conseguenze non patrimoniali della lesione della sua integrità psicofisica. Ne consegue che, quando invece la durata della vita futura cessa di essere un valore ancorato alla probabilità statistica e diventa un dato noto per essere il soggetto deceduto, allora il danno biologico (riconoscibile tutte le volte che la sopravvivenza sia durata per un tempo apprezzabile rispetto al momento delle lesioni) va correlato alla durata della vita effettiva, essendo lo stesso costituito dalle ripercussioni negative della permanente lesione dell'integrità psicofisica del soggetto per l'intera durata della sua vita residua (v. ., 223338/2007, v. anche Cass. 2297/2011)".
Tribunale di Palermo, sezione terza, sentenza n. 5350 del 8 ottobre 2015 (giudice Caccamo)

04/01/2016 - Sinistri stradali – Risarcimento del danno – Integralità del ristoro – Danno permanente alla persona – Liquidazione - Coefficienti ex Rd 1403/22 – Applicabilità – Esclusione
“Il danno permanente da incapacità di guadagno non può essere liquidato in base ai coefficienti di capitalizzazione approvati con regio decreto 9.10.1922 n. 1403, i quali a causa dell’innalzamento della durata media della vita e dell’abbassamento dei saggi di interesse non garantiscono l’integrale ristoro del danno, e non sono perciò consentiti dalla regola di integralità del risarcimento di cui all’articolo 1223 Cc.”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 20615 del 14 ottobre 2015 (pres. Salmè – rel. Rosset

28/12/2015 - Sinistro stradale – Investimento di un pedone – Omicidio colposo – Risarcimento danni ai parenti non conviventi – Danno morale - Condizioni
“La risarcibilità dei danni morali per la morte di un congiunto causata da atto illecito penale richiede, oltre all’esistenza del rapporto di parentela, il concorso di ulteriori circostanze tali da far ritenere che la morte del familiare abbia comportato la perdita di un effettivo valido sostegno morale”.
Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza n. 40717 del 9 ottobre 2015 (pres. Brusco – rel

21/12/2015 - Obbligazioni di valuta – Interessi moratori - Svalutazione monetaria - Domanda di riconoscimento del maggior danno - Ammissibilità ex art. 1224, secondo comma, cod. civ. - Condizioni
“Il creditore di una obbligazione di valuta, il quale intenda ottenere il ristoro del pregiudizio da svalutazione monetaria, ha l'onere di domandare il risarcimento del "maggior danno" ai sensi dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ., e non può limitarsi a domandare semplicemente la condanna del debitore al pagamento del capitale e della rivalutazione, non essendo quest'ultima una conseguenza automatica del ritardato adempimento delle obbligazioni di valuta”.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 5743 del 23 marzo 2015 (pres. Santacroce – rel. Peti

14/12/2015 - Sinistro stradale – Danno non patrimoniale – Appello – Domanda di nuova liquidazione del danno biologico da invalidità permanente – Liquidazione del danno morale – Passaggio in giudicato - Sussiste
“Dopo il sinistro stradale deve ritenersi ormai passata in giudicato la liquidazione del danno morale decisa dal giudice di prime cure se la compagnia assicurativa in appello si duole unicamente della quantificazione del danno biologico, chiedendo una nuova liquidazione del danno biologico da invalidità permanente, dovendosi ritenere che seppure i due tipi di danno hanno la stessa natura non patrimoniale ciò che conta ai fini dell’effetto espansivo di una eventuale impugnazione è la medesimezza dei presupposti, dovendosi invece osservare che l’accertamento della sussistenza di circostanze peculiari che giustificano un aumento del quantum del danno biologico, rispetto alla sua misura standard - la si chiami «personalizzazione» o «danno morale» - si fonda su accertamenti di fatto ben diversi da quelli sui quali si fonda la liquidazione del danno biologico, che esige la sola stima dell’invalidità permanente e l’accertamento di quella temporanea”.
Corte di Cassazione , sezione terza, sentenza n. 20619 del 14 ottobre 2015 (pres. Petti – rel. Rosse

07/12/2015 - Dichiarazioni rese al medico di ospedale pubblico – Fede pubblica
"Il certificato medico rilasciato dal medico di un pubblico ospedale è atto pubblico assistito da fede privilegiata e come tale fa piena prova sino a querela di falso, relativamente alla provenienza dal pubblico ufficiale che lo ha formato, alle dichiarazioni al medesimo rese, oltre agli altri fatti dal medesimo compiuti o che questi attesti essere avvenuti in sua presenza".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 18868 del 24 settembre 2015 (pres. Petti – rel. D'Am

30/11/2015 - Azione di indebito oggettivo – Onere della prova
“Nel giudizio di indebito oggettivo l'attore può invocare sia l'invalidità, sia l'inesistenza d'un titolo giustificativo del pagamento. Nel primo caso, ha l'onere di provare che il titolo del pagamento sia invalido; nel secondo caso ha il solo onere di allegare (ma non di provare, essendo impossibile) l'inesistenza di qualsiasi titolo giustificativo del pagamento, e sarà onere del convenuto dimostrare che il pagamento era sorretto da una giusta causa. Nell'uno come nell'altro caso, tuttavia, deve escludersi che l'attore possa limitarsi a dichiarare di ignorare se il pagamento abbia o non abbia un titolo giustificativo, giacché in tale ipotesi l'atto di citazione sarebbe nullo per mancanza della causa petendi”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19902 del 6 ottobre 2015 (pres. Russo – rel. Rossett

23/11/2015 - Assicurazione – Contratto per il caso di morte – Beneficiario – Diritto – Contenuto
“Quando in un contratto di assicurazione sulla vita sia stato previsto per il caso di morte dello stipulante che l'indennizzo debba corrispondersi agli eredi tanto con formula generica, quanto e a maggior ragione con formulazione evocativa degli eredi testamentari o in mancanza degli eredi legittimi, tale clausola, sul piano della corretta applicazione delle norme di esegesi del contratto e, quindi, conforme a detta disposizione, dev'essere intesa sia nel senso che le parti abbiano voluto tramite dette espressioni individuare per relationem con riferimento al modo della successione effettivamente verificatosi negli eredi chi acquista i diritti nascenti dal contratto stipulato a loro favore (art. 1920, comma secondo e terzo, cod. civ.), sia nel senso di correlare l'attribuzione dell'indennizzo ai più soggetti così individuati come eredi in misura proporzionale alla quota in cui ciascuno è succeduto secondo la modalità di successione effettivamente verificatasi, dovendosi invece escludere che, per la mancata precisazione nella clausola contrattuale di uno specifico criterio di ripartizione che a quelle modalità di individuazione delle quote faccia riferimento, che le quote debbano essere dall'assicuratore liquidate in misura eguale”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19210 del 29 settembre 2015 (pres. Vivaldi – rel. Ar

16/11/2015 - Lesioni personali colpose - Intervento plastico non riuscito – Manca allegazione circa i protocolli seguiti – Sussiste
“Il decreto Balduzzi non scrimina il medico che non rispetta le regole di diligenza e i protocolli ufficiali omettendo l’allegazione che testimonia il rispetto delle linee guida conformi alle regole della migliore scienza. L’allegazione si rende necessaria ai fini della verifica della correttezza e scientificità delle stesse: solo nel caso di linee guida conformi alle regole della migliore scienza medica è possibile, infatti, utilizzare le medesime come parametro per l’accertamento dei profili di colpa ravvisabili nella condotta del medico e, attraverso le indicazioni dalle stesse fornite, sarà possibile, per il giudicante, valutare la conformità ad esse della condotta del medico al fine di escludere motivi di colpa”.
Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza n. 40708 del 9 ottobre 2015 (pres. Brusco – re

09/11/2015 - Sinistro stradale a un crocevia – Mancato rispetto della precedenza a un veicolo che viaggia contromano – Corresponsabilità – Sussiste.
“È in colpa il conducente che, nell'approssimarsi ad un crocevia, lo impegna nonostante preveda o possa prevedere l'approssimarsi dalla propria destra d'un veicolo marciante contromano e ad elevata velocità. Ne consegue che, una volta accertate in fatto tali circostanze, al giudice di merito non è consentito ritenere superata la presunzione di cui all'art. 2054, comma 2, c.c., a carico del primo conducente”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 20618 del 14 ottobre 2015 (pres. Petti – rel. Rosset

02/11/2015 - Sinistro stradale – Danno non patrimoniale – Criterio equitativo puro – Illegittimità – Tabelle milanesi – Valenza generale – Sussiste
“Nella liquidazione del danno non patrimoniale, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, non è consentita la liquidazione equitativa cosiddetta “pura”, che non faccia riferimento a criteri obiettivi di liquidazione del danno che tengano conto ed elaborino le differenti variabili del caso concreto, allo scopo di rendere verificabile a posteriori l’iter logico attraverso cui il giudice di merito sia pervenuto alla relativa quantificazione, e di permettere di verificare se e come abbia tenuto conto della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell’entità della relativa sofferenza e del turbamento del suo stato d’animo. Per garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, tra i criteri in astratto adottabili deve ritenersi preferibile il riferimento al criterio di liquidazione predisposto dal Tribunale di Milano al quale la Suprema corte di Cassazione, in applicazione dell’art. 3 Cost., riconosce la valenza, in linea generale, di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno non patrimoniale alle disposizioni di cui agli articoli 1226 e 2056 Cc, salvo che non sussistano in concreto circostante idonee a giustificarne l’abbandono: ne consegue che deve essere annullata con rinvio la sentenza di merito nonostante che la quantificazione cui è pervenuto il giudice di merito sulla base della liquidazione equitativa cosiddetta “pura” si collochi all’interno dei minimi e dei massimi fissati dalle tabelle milanesi per fatti lesivi consimili, dovendosi ritenere che la fortuita riconducibilità degli importi liquidati all’interno del range previsto per identico evento lesivo dalle tabelle milanesi non rileva in primo luogo perché esse, non essendo state prese in considerazione, non costituiscono parametro di leggibilità e verificabilità della motivazione, ed inoltre non colma in alcun modo il vuoto esistente tra le premesse e le conclusioni della decisione, che constano solo dell’importo complessivamente liquidato”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 20895 del 15 ottobre 2015 (pres. Salmè – rel. Rubin

26/10/2015 - Accertamento responsabilità – Concetto medico-legale di complicanza – Irrilevanza in ambito giuridico
"Col lemma “complicanza”, la medicina clinica e la medicina legale designano solitamente un evento dannoso, insorto nel corso dell’iter terapeutico, che pur essendo astrattamente prevedibile, non sarebbe evitabile. Tale concetto e’ inutile nel campo giuridico. Quando, infatti, nel corso dell’esecuzione di un intervento o dopo la conclusione di esso si verifichi un peggioramento delle condizioni del paziente, delle due l’una: - o tale peggioramento era prevedibile ed evitabile, ed in tal caso esso va ascritto a colpa del medico, a nulla rilevando che la statistica clinica lo annoveri in linea teorica tra le “complicanze”; - ovvero tale peggioramento non era prevedibile oppure non era evitabile: ed in tal caso esso integra gli estremi della “causa non imputabile” di cui all’articolo 1218 c.c., a nulla rilevando che la statistica clinica non lo annoveri in linea teorica tra le “complicanze”. Al diritto non interessa se l’evento dannoso non voluto dal medico rientri o no nella classificazione clinica delle complicanze: interessa solo se quell’evento integri gli estremi della “causa non imputabile”: ma e’ evidente che tale accertamento va compiuto in concreto e non in astratto. La circostanza che un evento indesiderato sia qualificato dalla clinica come “complicanza” non basta a farne di per se’ una “causa non imputabile” ai sensi dell’articolo 1218 c.c.; cosi’ come, all’opposto, eventi non qualificabili come complicanze possono teoricamente costituire casi fortuiti che escludono la colpa del medico. Da quanto esposto consegue, sul piano della prova, che nel giudizio di responsabilità tra paziente e medico: - o il medico riesce a dimostrare di avere tenuto una condotta conforme alle leges artis, ed allora egli va esente da responsabilita’ a nulla rilevando che il danno patito dal paziente rientri o meno nella categoria delle “complicanze”; - ovvero, all’opposto, il medico quella prova non riesce a fornirla: ed allora non gli giovera’ la circostanza che l’evento di danno sia in astratto imprevedibile ed inevitabile, giacche’ quel che rileva e’ se era prevedibile ed evitabile nel caso concreto. Prevedibilita’ ed evitabilita’ del caso concreto che, per quanto detto, è onere del medico dimostrare".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 13328 del 30 giugno 2015 (pres. Spirito - rel. Rosse

19/10/2015 - Domanda risarcitoria – “Danni subiti e subendi” – Genericità – Conseguenze – Sussiste
“Chi domanda in giudizio il risarcimento del danno ha l'onere di descrivere in modo concreto i pregiudizi dei quali chiede il ristoro, senza limitarsi a formule vuote e stereotipe come la richiesta di risarcimento dei "danni subiti e subendi". Domande di questo tipo, quando non ne sia dichiarata la nullità ex art. 164 c.p.c., non fanno sorgere in capo al giudice alcun obbligo di provvedere in merito al risarcimento dei danni che fossero descritti concretamente solo in corso di causa”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 13328 del 30 giugno 2015 (pres. Spirito - rel. Rosse

12/10/2015 - Danno non patrimoniale – Tabelle cd. “milanesi” – Mancato utilizzo – Obbligo di motivazione – Sussiste
"Deve ritenersi in tema di lesioni gravi conseguenti a sinistri stradali che i parametri delle Tabelle di Milano, che hanno vocazione nazionale sono da prendersi a riferimento da parte del giudice di merito ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, ovvero quale criterio di riscontro e verifica di quella di inferiore ammontare cui sia diversamente pervenuto, sottolineandosi che incongrua è la motivazione che non dia conto delle ragioni della preferenza assegnata ad una quantificazione che, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, risulti sproporzionata rispetto a quella cui l’adozione dei parametri esibiti dalle dette Tabelle di Milano consente di pervenire".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19211 del 29 settembre 2015 (pres. Russo - rel. Scar

05/10/2015 - Colpa professionale medica - Transazione parziale - Rilevanza in favore del condebitore - Esclusione
“La transazione parziale intervenuta tra i familiari del paziente deceduto e il medico non esclude la possibilità per gli stessi parenti di agire contro la struttura sanitaria. Come prevede espressamente l'articolo 1304 c.c. la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare; ciò significa che gli altri debitori hanno la possibilità di avvalersi degli effetti positivi che derivano dalla transazione conclusa tra il creditore e uno di loro”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19541 del 30 settembre 2015 (pres. Russo - rel. Ciri

01/10/2015 - Sinistro stradale – Macroleso – Risarcimento - Danno esistenziale – Criterio tabellare – Insufficienza
“In tema di sinistri stradali e di grandi invalidi deve essere accolta la censura alla sentenza di merito sul mancato riconoscimento del danno esistenziale, in relazione agli aspetti dinamici ed interrelazionali del danno biologico nelle sue dimensioni fisiche e psichiche, in relazione alla incongruità della valutazione tabellare, che appesantisce il punto di base ma non procede alla considerazione della perdita delle qualità della vita del macroleso, dovendosi osservare che quest’ultimo vive solo attingendo alla solidarietà dei suoi cari, degli amici, dei volontari, ma che certamente possono dare un aiuto alla sopravvivenza, ma non già a rimuovere la perdita di quelle qualità personali e di partecipazione che sono chiaramente descritte nell’articolo 3 della Costituzione repubblicana, non trattandosi dunque di una duplicazione di voci di danno, ma della negazione del diritto del macroleso a ricevere un equo ristoro per il risarcimento della perdita della sua dignità di persona e di diritto alla vita attiva”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 18611 del 22 settembre 2015 (pres. Berruti – rel. Pe

30/09/2015 - Condizioni meteo avverse – Pedone ipovedente attraversa la strada – Finisce in una buca – Pari responsabilità col Comune
“Va risarcita solo per il 50% la persona ipovedente che, in condizioni climatiche avverse, attraversa la strada e finisce in una buca di grosse dimensioni, piena d’acqua, ferendosi. Questo anche se dall’istruttoria emerge l’esistenza di un’anomalia della sede stradale, tale da costituire fonte di pericolo per gli utenti. Al comportamento colposo del Comune, che omette di rimuovere l’insidia, si aggiunge quindi quella del pedone che benché ipovedente, consapevolmente attraversa la strada pur non essendo in grado di avvistare tutti gli eventuali ostacoli presenti sul suo tragitto”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 18463 del 21 settembre 2015 (pres. Petti – rel. Ciri

24/09/2015 - Sinistro stradale – Richiesta di risarcimento del danno - Mancata identificazione del veicolo danneggiante – Violazione dell'ordinaria diligenza da parte della vittima – Intervento del fondo di garanzia per le vittime della strada – Ammissibilità – Esclus
“In tema di richiesta di risarcimento conseguente a un sinistro stradale, il presupposto indicato dall'ordinamento per l'intervento del fondo di garanzia per le vittime della strada è che il veicolo sia rimasto non identificato. Tale intervento, che non esige necessariamente la fuga del responsabile, non può essere però autorizzato nell'ipotesi in cui la mancata identificazione del veicolo sia ascrivibile alla violazione dell'ordinaria diligenza e prudenza della vittima nei comuni rapporti interprivati della vita di relazione. Una diversa interpretazione, infatti, con l'addossare alla comunità le conseguenze della condotta non diligente o imprudente del privato, si appaleserebbe invero eccentrica rispetto alle finalità della normativa e suscettibile di vulnerare il sistema, in quanto inidonea a evitare abusi e possibili frodi”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 18308 del 18 settembre 2015 (pres. Petti – rel. Scar

21/09/2015 - Colpa medica – Mancata diagnosi – Invalidità permanente – Minore – Riconoscimento del danno patrimoniale futuro per la diminuzione delle capacità lavorative
“L'accertamento in un minore in età infantile che lo stato di invalidità permanente alla persona (nella specie sordità causata da non tempestiva diagnosi di meningite, stimata come determinativa di invalidità nella misura del 30% derivante da cofosi bilaterale), cagionato da responsabilità medica, sia rimediabile e sia stato in concreto rimediato tramite l'applicazione di una protesi (nella specie un impianto cocleare), non è ragione sufficiente - per vizio di violazione dell'art. 1223 c.c. sotto il profilo della mancata sussunzione dello stato invalidante come evidenziatore di un danno conseguenza patrimoniale futuro da c.d. perdita - a giustificare l'esclusione dell'esistenza, in ragione della invalidità, e sulla base di una valutazione prognostica, di un danno patrimoniale da lesione della capacità lavorativa del minore, atteso che il dover svolgersi la vita del minore con la percezione della costante applicazione della protesi necessaria per sopperire al deficit derivante dalla invalidità è circostanza che di per sé — ed a maggior ragione quando come nella specie si accompagni ad elementi desunti come sintomatici nello stesso senso dalle modalità di vita del minore nel momento in cui si compie l'accertamento - contraddice e si oppone a quella esclusione”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 18305 del 18 settembre 2015 (pres. Petti – rel. Fras

08/09/2015 - Sinistro stradale cagionato da una buca sul manto stradale - Distrazione del conducente – Velocità eccessiva – Concorsualità al 60 per cento – Sussiste
“Deve ritenersi che nonostante il sinistro stradale sia stato cagionato da una buca sulla carreggiata al conducente debba ascriversi un concorso di colpa del 60 per cento laddove l’evidenza dell’anomalia sul manto stradale e il ribaltamento del veicolo evidenziano una condotta di guida distratta e improntata a un’eccessiva velocità del mezzo, dovendosi ascrivere il restante 40 per cento della responsabilità all’amministrazione locale custode dell’infrastruttura viaria”.
Giudice di Pace di Brindisi, sentenza del 25 agosto 2015 (giudice Lanzellotto)

01/09/2015 - Responsabilità del medico – Tardiva diagnosi tumorale – Danno da perdita di chance – Danno tanatologico – Esistenza del nesso di causalità – Risarcimento dovuto
“L'omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, in relazione al quale si manifesti la possibilità di effettuare solo un intervento c.d. palliativo, determinando un ritardo della relativa esecuzione cagiona al paziente un danno già in ragione della circostanza che nelle more egli non ha potuto fruirne, dovendo conseguentemente sopportare tutte le conseguenze di quel processo morboso, e in particolare il dolore, che la tempestiva esecuzione dell'intervento palliativo avrebbe potuto alleviargli, sia pure senza la risoluzione del processo morboso”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 16993 del 20 agosto 2015 (pres. Vivaldi - rel. Scara

28/08/2015 - Responsabilità struttura sanitaria - Paziente - Amputazione arto inferiore - Giudizio civile - Giudizio penale - Utilizzabilità della perizia penale - Limiti
"In tema di responsabilità civile, l'accertamento della sussistenza del nesso causale tra il fatto dannoso e le conseguenze pregiudizievoli riportate dal danneggiato è soggetto ad una differente regola probatoria rispetto al giudizio penale, in ragione dei differenti valori sottesi ai due processi: nel senso che, nell'accertamento del nesso causale in materia civile, vige la regola della preponderanza dell'evidenza o del “più probabile che non”, mentre nel processo penale vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio”. Ne consegue che, per valutare la configurabilità del nesso causale tra la condotta dei sanitari e gli esiti della vicenda ospedaliera di un paziente, se è consentito trarre gli elementi di fatto da porre a fondamento del proprio giudizio da una perizia penale, non è consentito farne proprie acriticamente le valutazioni, senza considerare se, per rispondere al quesito sottoposto, essa abbia utilizzato il criterio di giudizio proprio del giudice penale, informato all'esclusione della responsabilità ove non si raggiunga la certezza oltre ogni ragionevole dubbio, difforme rispetto al criterio di giudizio civilistico che porta all'affermazione del nesso tra l'operato dei sanitari e le conseguenze dannose riportate da un paziente ove appaia più probabile che determinate conseguenze pregiudizievoli non si sarebbero verificate, in tutto o in parte, in mancanza di determinate condizioni".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 15857 del 28 luglio 2015 (pres. Chiarini - rel. Rubi

25/08/2015 - Sinistro stradale - contrattura o lesione muscolare – Situazione permanente - Invalidità permanente – Consulenza tecnica d’ufficio – Certificati clinici prodotti – Rilevanza
“In tema di sinistro stradale deve riconoscersi come i punti percentuali di invalidità permanente ben possano essere riconosciuti dal Ctu dopo un esame clinico obiettivo, dettagliatamente motivato rispetto ai certificati clinici prodotti dal danneggiato dovendosi ritenere che le mani del medico esperto possano intervenire quale strumento per valutare una situazione di permanente contrattura o lesione muscolare”.
Giudice di Pace di Verona, sentenza n. 2091 del 27 luglio 2015 (giudice Galli)

23/07/2015 - Incidente mortale - Danno cd. “tanatologico” – Trasmissibilità agli eredi – Non sussiste
"Deve essere escluso il risarcimento, richiesto iure hereditatis, del danno biologico per la morte del congiunto seguita immediatamente dopo la lesione subita a causa dello scontro (danno cd. “tanatologico”), dovendosi osservare la netta distinzione fra il bene della salute e il bene della vita, e che la morte non rappresenta la massima offesa possibile del diverso bene “salute”, pregiudicato dalla lesione dalla quale sia derivata la morte, diverse essendo, ovviamente, le perdite di natura patrimoniale o non patrimoniale che dalla morte possono derivare ai congiunti della vittima, in quanto tali e non in quanto eredi: ne consegue che, poiché una perdita per rappresentare un danno risarcibile è necessario che sia rapportata a un soggetto che sia legittimato a far valere il credito risarcitorio, nel caso di morte verificatasi immediatamente o dopo brevissimo tempo dalle lesioni personali, l’irrisarcibilità deriva dalla assenza di un soggetto al quale, nel momento in cui si verifica, sia collegabile la perdita stessa e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito, ovvero dalla mancanza di utilità di uno spazio di vita brevissimo".
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 15350 del 22 luglio 2015

21/07/2015 - Danni da circolazione stradale - Incapacità a testimoniare del trasportato
“La vittima di un sinistro stradale è titolare di un interesse giuridico personale, concreto ed attuale che legittima la sua partecipazione al giudizio avente ad oggetto la domanda di risarcimento del danno proposta da altro soggetto danneggiato nello stesso incidente stradale e la circostanza che abbia dichiarato di essere stato risarcito dalla compagnia assicuratrice non fa venir meno la sua incapacità a testimoniare ex art. 246 c.p.c.”.
Trib. Barcellona Pozzo di Gotto, ordinanza del 9 luglio 2015

16/07/2015 - Circolazione stradale – Sinistro stradale – Risarcimento – Danno da fermo tecnico – Prova specifica - Necessità - Non sussiste
“Il c.d. danno da "fermo tecnico", patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilità di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, può essere liquidato anche in assenza d'una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall'uso effettivo a cui esso era destinato. L'autoveicolo, infatti, anche durante la sosta forzata è una fonte di spesa per il proprietario (tenuto a sostenere gli oneri per la tassa di circolazione e il premio di assicurazione), ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore”.
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 13215 del 26 giugno 2015

13/07/2015 - Danno da infezione nosocomiale – Risarcimento – Accolto - Onere probatorio a carico del nosocomio
“Va ritenuto che una volta accertato che il paziente abbia contratto una infezione nosocomiale, in virtù dei principi che regolano l'onere della prova, in materia contrattuale (qual'è quella che ci occupa, ancorché non fondata sul contratto, ma sul “contatto sociale”) non vi può essere alcun dubbio che incombe alla struttura ospedaliera provare di avere adottato tutte le misure utili e necessarie per una corretta e consapevole sanificazione, al fine di evitare la contaminazione dei pazienti ad opera dei batteri c.d. nosocomiali”.
Tribunale di Roma, sez. XIII civ., sentenza del 22 giugno 2015

09/07/2015 - Società – Che svolge attività assimilabile al professionista – Prescrizione presuntiva triennale – Non sussiste
“La prescrizione presuntiva triennale del diritto «dei professionisti, per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative» (art. 2956 n. 2 c.c.), trova la sua giustificazione nella particolare natura del rapporto di prestazione d’opera intellettuale dal quale, secondo la valutazione del legislatore del 1942, derivano obbligazioni il cui adempimento suole avvenire senza dilazione, o comunque in tempi brevi, e senza il rilascio di quietanza scritta. Ne consegue, in un regime nel quale il contratto d’opera professionale sia caratterizzato dalla personalità della prestazione, non solo che ad una società può essere conferito soltanto l’incarico di svolgere attività diverse da quelle riservate alle professioni cosiddette “protette”, ma anche che deve necessariamente essere utilizzato uno strumento diverso dal contratto d’opera professionale e che perciò alla società non può essere opposta la prescrizione presuntiva triennale”.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 13144 del 25 giugno 2015

02/07/2015 - Sentenza costitutiva ex articolo 2932 Cc – Modificabilità della domanda – In domanda di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo
“La modificazione della domanda ammessa a norma dell’articolo 183 Cpc può riguardare anche uno o entrambi gli elementi identificativi della medesima sul piano oggettivo (petitum e causa petendi), sempre che la domanda così modificata risulti in ogni caso connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio, e senza che per ciò solo si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte ovvero l’allungamento dei tempi processuali. Ne consegue che deve ritenersi ammissibile la modifica, nella memoria all’uopo prevista dall’articolo 183 Cpc, della iniziale domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto in domanda di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo”.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 12310 del 15 giugno 2015

01/07/2015 - Responsabilità civile - Spese di lite - Assicuratore - Terzo - Articolo 1917 Cc - Limiti
“Nell'assicurazione per la responsabilità civile, la costituzione e difesa dell'assicurato, a seguito dell'instaurazione del giudizio da parte di chi assume di aver subito danni, è svolta anche nell'interesse dell'assicuratore, ritualmente chiamato in causa, in quanto finalizzata all'obbiettivo ed imparziale accertamento dell'esistenza dell'obbligo di indennizzo. La conseguenza è che anche nell'ipotesi in cui nessun danno venga riconosciuto al terzo che ha promosso l'azione, l'assicuratore è tenuto a sopportare le spese di lite dell'assicurato, nei limiti stabiliti dall'articolo 1917, terzo comma, c.c.; vale a dire nei limiti del quarto della somma assicurata”.
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 12894 del 23 giugno 2015

29/06/2015 - Unicità – Non sussiste – Liquidazione – Fattispecie
“Deve ritenersi definitivamente sconfessata, dalla sentenza costituzionale 235/14, la tesi predicativa della «unicità del danno biologico», laddove anche all’interno del microsistema delle lesioni micro-permanenti da circolazione stradale, resta ferma la distinzione concettuale tra sofferenza interiore e incidenza sugli aspetti relazionali della vita del soggetto, dovendosi dunque osservare che se le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, l’eventuale aumento percentuale sino al 30 per cento sarà funzione della dimostrata peculiarità del caso concreto in relazione al vulnus arrecato alla vita di relazione del soggetto”.
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 11851 del 9 giugno 2015

22/06/2015 - Principio della “ragione più liquida” - Applicazioni
“In ragione del principio cosidetto della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente e di più agevole e rapido scrutinio, pur se logicamente subordinata alle altre, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre secondo l'ordine previsto dall'art. 276 c.p.c. (per la giurisprudenza di legittimità, cfr. la recentissima e notissima Cass. Sez. Un. n. 26242-3/2014, resa in tema di rilevabilità officiosa delle nullità negoziali, nonché più specificamente Cass. n. 12002/2014, Cass. Sez. Un. n. 29523/2008, Cass. Sez. Un. n. 24882/2008, Cass. n. 21266/2007, Cass. n. 11356/2006; per la giurisprudenza di merito, cfr. Trib. Piacenza 22/11/2011 n. 885, 28/10/2010 n. 713, Trib. S. Angelo dei Lombardi 12/1/2011, Trib. Torino 21/11/2010 n. 6709, App. Firenze 7/10/2003, Trib. Lucca 8/2/2001; per questo Ufficio, cfr. Trib. Reggio Emilia n. 2039/2012)”.
Tribunale Reggio Emilia, sez. II civ., sentenza n. 847 del 27 maggio 2015

15/06/2015 - Rimborso delle spese legali – Limiti
«I compensi corrisposti dal danneggiato al proprio avvocato (o ad un perito diverso da quello medico legale) per l'attività stragiudiziale devono poter formare oggetto di domanda di risarcimento nei confronti dell'altra parte a titolo di danno emergente, quando siano state necessarie e giustificate. Tanto si desume dal potere del giudice, ex art. 92 c.p.c. comma 1, di escludere dalla ripetizione le spese sostenute dalla parte vitttoriosa, ove ritenute eccessive o superflue, ed applicabile anche agli effetti della liquidazione del danno rappresentato dalle spese stragiudiziali».
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 11154 del 29 maggio 2015

15/06/2015 - Atto di citazione – Indeterminatezza dell'oggetto della domanda – Mancata correlazione tra domande cumulativamete proposte e fatti relativi a una pluralità di atti giuridici – Nullità
“Nel caso di proposizione di una pluralità di domande giudiziali (nella specie: alcune alternative tra di loro ed altre subordinate al mancato accoglimento delle prime), l'omessa indicazione della causa petendi relativa a ciascuna di esse, anche in relazione alla pluralità di negozi ed atti oggetto delle domande proposte, ne rende assolutamente incerto l'oggetto, data la pluralità delle possibili combinatorie e la postulazione di un inammissibile ruolo attivo e selettore da parte del giudice, che ne determina la nullità, ai sensi dell'art. 164, quarto comma, in relazione all'art. 163, terzo comma, nn. 3 e 4 cod. proc. civ., per assoluta incertezza dell'oggetto delle domande medesime”.
Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza n. 12059 del 10 giugno 2015 (pres. Salvago – rel. Genov

11/06/2015 - Incidente all'estero – Mandatario – Liquidazione del sinistro – Accolto.
“Il “mandatario per la liquidazione dei sinistri” di cui all'art. 152 cod. ass. è un mandatario con rappresentanza ex lege dell'assicuratore del responsabile. Egli, di conseguenza, può agire ed essere convenuto in giudizio in nome e per conto del mandante, nel rispetto delle regole sulla giurisdizione e sulla competenza, per ottenere una sentenza eseguibile nei confronti del mandante”.
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 10124 del 18 maggio 2015

08/06/2015 - Sinistro -Trasgressore - Alcoltest - Esami tossicologici - Risultati positivi - Indennizzo assicurativo - Inoperatività dell'assicurazione
“La clausola che esclude dall'obbligo dell'indennizzo anche i sinistri agevolati da dolo o colpa grave riproduce un dettato di legge e quindi non abbisogna di alcuna forma speciale”. Conseguentemente, “l'inoperatività della garanzia assicurativa è stata fatta discendere non solo dalla clausole pattizie di cui si assume la vessatorietà (e dall'implicito richiamo in esse alle fattispecie di cui agli articoli 186 e 187 CS), ma anche dal principio di cui all'articolo 1900 c. c., secondo il quale l'assicurazione non si estende ai rischi provocati volontariamente e con colpa grave del beneficiario. Principio che si applica anche quando la condotta dell'assicurato, caratterizzata dal dolo o dalla colpa grave, non sia stata la causa unica del verificarsi dell'evento dannoso”.
Corte di Cassazione, sez. VI civ., ordinanza n. 9448 del 11 maggio 2015

22/05/2015 - Causa lumaca - Procedura fallimentare - Complessità del caso - Limite massimo previsto - Durata ragionevole del processo - Sette anni - Liquidazione del danno non patrimoniale - Sussiste
“La durata ragionevole delle procedure fallimentari può essere stimata in cinque anni per quelle di media complessità, ed è elevabile fino a sette anni allorquando il procedimento si presenti notevolmente complesso; ipotesi, questa, ravvisabile in presenza di un numero elevato di creditori, di una particolare natura o situazione giuridica dei beni da liquidare, della proliferazione di giudizi connessi alla procedura, ma autonomi e quindi a loro volta di durata condizionata dalla complessità del caso, oppure della pluralità delle procedure concorsuali interdipendenti. Se è vero che il giudice nazionale deve, in linea di principio, uniformarsi ai criteri di liquidazione elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui, data l'esigenza di garantire che la liquidazione sia satisfattiva di un danno e non indebitamente lucrativa, la quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a 750 euro per ogni anno di ritardo, in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, e non inferiore a mille euro per quelli successivi, permane, tuttavia, in capo allo stesso giudice, il potere di discostarsene”.
Corte di Cassazione, sez. VI civ., sentenza n. 10233 del 19 maggio 2015

11/05/2015 - News n. 10/2015
Aggiornamenti giurisprudenziali

10/05/2015 - Colpa professionale medica - Transazione parziale - Rilevanza in favore del condebitore - Esclusione
“La transazione parziale intervenuta tra i familiari del paziente deceduto e il medico non esclude la possibilità per gli stessi parenti di agire contro la struttura sanitaria. Come prevede espressamente l'articolo 1304 c.c. la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare; ciò significa che gli altri debitori hanno la possibilità di avvalersi degli effetti positivi che derivano dalla transazione conclusa tra il creditore e uno di loro”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19541 del 30 settembre 2015 (pres. Russo - rel. Ciri

10/05/2015 - Colpa professionale medica - Transazione parziale - Rilevanza in favore del condebitore - Esclusione
“La transazione parziale intervenuta tra i familiari del paziente deceduto e il medico non esclude la possibilità per gli stessi parenti di agire contro la struttura sanitaria. Come prevede espressamente l'articolo 1304 c.c. la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare; ciò significa che gli altri debitori hanno la possibilità di avvalersi degli effetti positivi che derivano dalla transazione conclusa tra il creditore e uno di loro”.
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19541 del 30 settembre 2015 (pres. Russo - rel. Ciri

10/05/2015 - Colpa professionale medica - Transazione parziale - Rilevanza in favore del condebitore - Esclusione
"La transazione parziale intervenuta tra i familiari del paziente deceduto e il medico non esclude la possibilità per gli stessi parenti di agire contro la struttura sanitaria. Come prevede espressamente l'articolo 1304 c.c. la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produce effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare; ciò significa che gli altri debitori hanno la possibilità di avvalersi degli effetti positivi che derivano dalla transazione conclusa tra il creditore e uno di loro".
Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza n. 19541 del 30 settembre 2015 (pres. Russo - rel. Ciri

30/04/2015 - Sinistro stradale – Veicolo in sosta – Operazioni carico e scarico – Responsabilità civile automobilistica - Garanzia – Operatività - Sussiste
“Nell’ampio concetto di circolazione stradale indicato nell’articolo 2054 Cc è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni cui il veicolo è destinato a compiere e per il quale esso può circolare nelle strade: ne consegue che per l’operatività della garanzia per la responsabilità civile automobilistica è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l’uso che in concreto si faccia del veicolo, sempre che esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere".
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 8620 del 29 aprile 2015

29/04/2015 - Sinistro stradale – Investimento pedone – Successiva infezione nosocomiale – Responsabilità solidale tra investitore e azienda sanitaria – Sussiste
“Il pedone che, a seguito di incidente, lamenti danni causati sia dalla condotta dell'investitore sia da infezione nosocomiale a seguito di ricovero ospedaliero, ha diritto a conseguire il risarcimento del danno da entrambi i responsabili. L'investitore e la struttura sanitaria sono da ritenere responsabili, in via solidale, dei danni patiti dall'attore, con possibilità di far valere le reciproche quote di responsabilità soltanto in sede di eventuale regresso”.
Tribunale di Milano, sezione prima, sentenza n. 4841 del 16 aprile 2015 (giudice Flamini)

22/04/2015 - Sinistro stradale- Danni - Risarcimento - Assicurato Rca - Rifusione spese da parte dell'assicurazione - Terzo danneggiato - Obbligo di salvataggio - Non sussiste
1. “Nell'assicurazione di responsabilità civile, l'assicurato non ha diritto sempre e comunque alla rifusione da parte dell'assicuratore delle spese sostenute per resistere all'azione del terzo danneggiato, ai sensi dell'articolo 1917, comma 3, c.c.; tale diritto deve infatti escludersi quando l'assicurato abbia scelto di difendersi senza averne l'interesse né potendone ritrarre utilità, ovvero in mala fede, ovvero abbia sostenuto spese sconsiderate”. 2. “ Inoltre, l'obbligo di salvataggio di cui all'articolo 1914 c.c. si applica anche al contratto di assicurazione della responsabilità civile, e in tal caso, impone all'assicurato di evitare di resistere al giudizio promosso contro di lui dall'assicurato, quando da tale resistenza non possa ricavare beneficio alcuno”.
Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 5479 del 19 marzo 2015

05/03/2015 - Danno da cose in custodia – Presenza di cani in autostrada – Sinistro – Responsabilità della società Autostrade – Sussistenza – Ipotesi
"La società Autostrade risponde dei danni arrecati da cani presenti sulla carreggiata a nulla valendo che questi hanno oltrepassato le recinzioni. Tra le pertinenze autostradali rientra infatti la recinzione che ne rappresenta obbligatoria dotazione ex art. 2 comma 3 lettera A) del D. Lgs. n. 285/1992 avente precipua funzione di impedire l'accesso sulla carreggiata di animali data la situazione di pericolo per la sicurezza della circolazione. Pertanto, una volta provata la presenza di un'animale sulla sede autostradale ed i danni arrecati ad un'auto in transito da tale presenza è onere del custode provare la riferibilità della presenza dell'animale sulla carreggiata a caso fortuito quale poteva essere l'improvviso abbandono da parte di terzi".
Tribunale di Taranto, sez. III, sentenza n. 8 del 5 gennaio 2015

04/03/2015 - Contestazione della titolarità attiva o passiva del diritto sostanziale dedotto in giudizio – Eccezione in senso stretto o mera difesa – Rimessione questione alle Sezioni unite
“A differenza di quel che si ritiene concordemente in tema di legitimatio ad causam, o legittimazione ad agire, quale condizione dell'azione, il cui difetto è rilevabile d'ufficio, la giurisprudenza di legittimità non è unanime in materia di contestazione della reale titolarità attiva o passiva del diritto sostanziale dedotto in giudizio. La tesi minoritaria sostiene che essa costituisce una mera difesa, con le ovvie conseguenze, tra le quali quella che incombe alla parte, la cui titolarità è contestata, fornire la prova di possederla. L'orientamento maggioritario, invece, afferma che la contestazione della reale titolarità attiva o passiva del diritto sostanziale dedotto in giudizio costituisce un'eccezione in senso tecnico, che deve essere introdotta nei tempi e nei modi previsti per le eccezioni di parte. Con l'ulteriore conseguenza che spetta alla parte che prospetta tale eccezione l'onere di provare la propria affermazione. In una tale situazione di contrasto si rimetono gli atti al Primo Presidente perchè valuti l'opportunità che le Sezioni Unite si pronuncino ai sensi dell'art. 374, comma 2, c.p.c.”.
Corte di Cassazione, sezione terza, ordinanza n. 2977 del 13 febbraio 2015

02/02/2015 - Sentenza – Grafia incomprensibile – Nullità del giudizio
“L'indecifrabilità grafica della sentenza, quando non sia limitata ad alcune parole e non dia luogo a una difficoltà di lettura agevolmente superabile, è causa di nullità d'ordine generale a regime intermedio, perché, non solo si risolve nella sostanziale mancanza della motivazione, ma in più determina una violazione del diritto al contraddittorio delle parti, pregiudicando la possibilità di ragionata determinazione in vista dell'impugnazione e di un'efficace difesa. Sicché, non potendo essere richiesta alla cancelleria del giudice a quo una copia leggibile, l'intero giudizio (e non la sola sentenza) va rinnovato.”
Corte di Cassazione, sez. V pen., 7 novembre 2014, n. 46124 (pres. Bevere – rel. Fumo)

26/01/2015 - Infortunio in itinere – Nesso causale tra percorso ed evento, percorso e itinerario – Necessità dell'uso del mezzo proprio
“Ai sensi del D.P.R. n. 1164/1965, art. 2, l'indennizzabilità dell'infortunio in itinere, subito dal lavoratore nel percorrere, con mezzo proprio la distanza fra la sua abitazione e il luogo di lavoro, postula: a) la sussistenza di un nesso eziologico tra il percorso seguito e l'evento, nel senso che tale percorso costituisca per l'infortunato quello normale per recarsi al lavoro e per tornare alla propria abitazione; b) la sussistenza di un nesso almeno occasionale tra itinerario seguito ed attività lavorativa, nel senso che il primo non sia dal lavoratore percorso per ragioni personali o in orari non collegabili alla seconda; c) la necessità dell'uso del veicolo privato, adoperato dal lavoratore, per il collegamento tra abitazione e luogo di lavoro, considerati i suoi orari di lavoro e quelli dei pubblici servizi di trasporto.”
Corte di Cassazione, sez. lav., 2 luglio – 20 ottobre 2014, n. 22154 (pres. Vidiri – rel. Amendola)

19/01/2015 - Danno biologico – Liquidazione – Interessi e rivalutazione
“Quando la liquidazione del danno da fatto illecito sia effettuata rivalutando la somma dovuta con riferimento al valore del bene perduto all'epoca del fatto illecito (quale espressione del danno totale subito in concreto), non possono essere riconosciuti interessi sulla somma così rivalutata. Sicché, ai fini della liquidazione in via equitativa dell'eventuale ulteriore pregiudizio rappresentato dal ritardato pagamento della somma dovuta a titolo di risarcimento, sotto forma di interessi (c.d. compensativi), la base di calcolo di tali interessi non può essere rappresentata dalla somma liquidata per il capitale definitivamente rivalutata, bensì dalla somma originaria equivalente al bene perduto, rivalutata anno per anno ovvero rivalutata in base a un indice di rivalutazione medio.”
Tribunale di Catania, sez. V civ., 6 novembre 2014, n. 4111 (giud. V. Marletta)

12/01/2015 - Danni da fatto illecito extracontrattuale – Liquidazione equitativa – Interessi e rivalutazione
“La somma algebrica di rivalutazione ed interessi, senza alcun correttivo, comporta un indebito vantaggio per il danneggiato.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 16 giugno 2014, n. 13653 (pres. Carleo – rel. Cirillo)

05/01/2015 - Invalidità permanente – Danno biologico – Liquidazione
“Il grado di invalidità permanente espresso da un baréme medico legale esprime la misura in cui il pregiudizio alla salute incide su tutti gli aspetti della vita quotidiana della vittima. Pertanto, una volta liquidato il danno biologico convertendo in denaro il grado di invalidità permanente, una liquidazione separata del danno estetico, alla vita di relazione, alla vita sessuale, è possibile soltanto in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali, le quali rendano il danno concreto più grave, sotto gli aspetti indicati, rispetto alle conseguenze ordinariamente derivate dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età. Tali circostanze debbono essere tempestivamente allegate dal danneggiato, ed analiticamente indicate nella motivazione, senza rifugiarsi in formule di stile o stereotipe del tipo "tenuto conto della gravità del caso".”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 7 novembre 2014, n. 23778 (pres. Russo – rel. Rossetti)

29/12/2014 - Danni da cose in custodia – Caduta di un albero sito in area privata – Responsabilità dell'ente proprietario della strada aperta al pubblico – Obbligo di vigilanza dei fondi privati che fiancheggiano la strada – Violazione
“L'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito, pur non essendo custode dei fondi privati che la fiancheggiano, né avendo alcun obbligo di provvedere alla manutenzione di essi, ha tuttavia l'obbligo di vigilare affinché dai suddetti fondi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e, in caso affermativo, attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere. Ne consegue che è in colpa, ai sensi del combinato disposto dell'art. 1176, comma 2, c.c., e art. 2043 c.c., l'ente proprietario della strada pubblica il quale, pur potendo avvedersi con l'ordinaria diligenza d'una situazione di pericolo proveniente da un fondo privato, non la segnali al proprietario di questa, né adotti altri provvedimenti cautelativi, ivi compresa la chiusura della strada alla circolazione.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 22 ottobre 2014, n. 22330 (pres. Amatucci – rel. Rossetti)

22/12/2014 - Danno non patrimoniale alla salute – Liquidazione – Criteri – Espressa indicazione in motivazione
“Il giudice chiamato a liquidare il danno non patrimoniale alla salute deve adottare un criterio in grado di garantire due principi: 1) da un lato, assicurare la parità di trattamento a parità di danno, attraverso l'adozione di un criterio standard uniforme; 2) dall'altro, garantire adeguata considerazione della specificità del caso concreto, attraverso la variazione in più o in meno del parametro standard. Nel motivare le ragioni della propria decisione, pertanto, il giudice di merito deve: a) indicare quale sia il parametro standard adottato, come sia stato individuato e quali ne siano i criteri ispiratori e le modalità di calcolo; b) indicare se nel caso di specie, per quanto dedotto e provato dalle parti, sussista la necessità di variare in più o in meno il criterio standard. La motivazione con la quale il giudice di merito giustifica la liquidazione del danno alla salute deve dunque essere tale da rendere comprensibile l'iter logico, giuridico e matematico seguito dal giudice. Ove, poi, come è d'uso, il giudice di merito ritenga di liquidare il danno alla salute col criterio c.d. a punto variabile, nella motivazione non può esimersi dall'indicare: a) il valore monetario di base del punto; b) il coefficiente di abbattimento in funzione dell'età della vittima; c) le ragioni per le quali ha ritenuto di variare o non variare il risarcimento standard.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 10 ottobre 2014, n. 21396 (pres. Amatucci – rel. Rossetti)

15/12/2014 - Danno terminale – Criteri di liquidazione – Esclusa la configurabilità del danno tanatologico
“Il danno terminale è comprensivo di un danno biologico da invalidità temporanea totale (sempre presente e che si protrae dalla data dell'evento fino a quella del decesso) cui può sommarsi una componente di sofferenza psichica (danno catastrofico), e mentre nel primo caso la liquidazione può ben essere effettuata sulla base delle tabelle relative all'invalidità temporanea, nel secondo caso risulta integrato un danno non patrimoniale di natura affatto peculiare che comporta la necessità di una liquidazione che si affidi ad un criterio equitativo puro – ancorché sempre correlato alle circostanze del caso – che sappia tener conto della enormità del pregiudizio.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 31 ottobre 2014, n. 23183 (pres. Salmè – rel. Sestini)

09/12/2014 - Responsabilità medica – Omicidio colposo omissivo improprio – Giudizio controfattuale – Incidenza causale della condotta omissiva rispetto all'evento morte – Esclusa al di là di ogni ragionevole dubbio – Assoluzione
“In tema di reato omissivo improprio, l'insufficienza, la contraddittorietà e l'incertezza del nesso causale tra condotta ed evento, e cioè il ragionevole dubbio, in base all'evidenza disponibile, sulla reale efficacia condizionante dell'omissione dell'agente rispetto ad altri fattori interagenti nella produzione dell'evento lesivo comportano l'esito assolutorio del giudizio.”
Corte di Cassazione, sez. IV pen., 28 novembre 2014, n. 49654 (pres. Sirena – est. Izzo)

01/12/2014 - Revocatoria – Rimesse bancarie – Sconfinamento dal fido – Presunzione di consapevolezza dell'insolvenza – Esclusa
“La qualità della banca di operatore economico qualificato è fatto che, di per sé, vale unicamente a fondare il convincimento della particolare capacità dell'istituto di credito di cogliere tempestivamente i sintomi della crisi economica e finanziaria del proprio cliente; spetta però al Fallimento, gravato sul punto del relativo onere, di allegare e di provare l'effettiva sussistenza di tali sintomi, manifestatisi in data anteriore all'effettuazione delle rimesse di cui si chiede la revoca.”
Corte di Cassazione, sez. VI-1 civ., 26 novembre 2014, n. 25068 (pres. Di Palma – rel. Cristiano)

24/11/2014 - Illegittima segnalazione del debitore alla centrale dei rischi – Risarcimento del danno non patrimoniale anche all'ente collettivo
“In ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi devono riconoscersi sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l'imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza. In particolare, anche nei confronti dell'ente collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale, intesa come qualsiasi conseguenza pregiudizievole di un illecito che, non prestandosi ad una valutazione monetaria basata su criteri di mercato, non possa essere oggetto di risarcimento ma di riparazione: allorquando, cioè, il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla costituzione. Entrambi tali danni possono essere liquidati in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c.”
Corte di Cassazione, sez. I civ., 9 luglio 2014, n. 15609 (pres. Forte – rel. Nazzicone)

17/11/2014 - Violazione degli obblighi informativi – Disposizione di esecuzione dell'operazione inadeguata del cliente – Responsabilità della banca
“La dichiarazione del cliente, contenuta nell'ordine di acquisto di prodotti finanziari e formulata in modo riassuntivo e generico, nella quale egli affermi di avere ricevuto un'informazione completa sulle caratteristiche e sui rischi dei medesimi prodotti, non può essere considerata come una confessione stragiudiziale, a norma dell'art. 2735 c.c., perché rivolta alla formulazione di un giudizio (sull'adempimento dell'obbligazione della controparte) e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo, ed intrinsecamente inidonea ad accertare quali concrete informazioni siano state fornite al cliente in ordine allo specifico prodotto finanziario; ne consegue che, in tal caso, l'ordine del cliente di volere “comunque dare corso all'operazione”, a norma dell'art. 29, comma 3, del reg. Consob n. 11522 del 1998, benché impartito o registrato per iscritto, non vale ad esonerare da responsabilità la banca che non abbia offerto prova rigorosa di avere adempiuto agli obblighi informativi inerenti anche alle ragioni della ritenuta inadeguatezza dell'operazione.”
Corte di Cassazione, sez. I civ., 6 agosto 2014, n. 17726 (pres. Forte – rel. Lamorgese)

10/11/2014 - Obblighi di informazione a carico dell'intermediario – Violazione – Anche nella fase esecutiva del contratto di intermediazione – Risoluzione del contratto
“La violazione degli obblighi di informazione non ha rilevanza solo in relazione alla stipula del contratto quadro, in quanto l'obbligo informativo relativo all'oggetto contrattuale sussiste anche nella successiva fase applicativa, che attiene alla singola operazione finanziaria, dando luogo, dunque, a responsabilità contrattuale, ed eventualmente conducendo alla risoluzione del contratto, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto quadro.”
Corte di Cassazione, sez. VI-1 civ., 6 novembre 2014, ord. n. 23717 (pres. Di Palma – rel. Ragonesi)

03/11/2014 - Usura in concreto – Art. 644, commi 1 e 3, c.p. – Difficoltà economiche o finanziarie – Dolo
“Ai fini dell'integrazione dell'elemento materiale della c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) occorre che il soggetto passivo versi in condizioni di difficoltà economica e finanziaria e che gli interessi (pur inferiori al tasso-soglia usurario ex lege) ed i vantaggi e i compensi pattuiti, risultino, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, sproporzionati rispetto alla prestazione i denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione. In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) la “condizione di difficoltà economica” della vittima consiste in una carenza, anche solo momentanea, di liquidità, a fronte di una condizione patrimoniale di base nel complesso sana; la “condizione di difficoltà finanziaria” investe, invece, più in generale l'insieme delle attività patrimoniali del soggetto passivo, ed è caratterizzata da una complessiva carenza di risorse e di beni. In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) le “condizioni di difficoltà economica o finanziaria” della vittima (che integrano la materialità del reato) si distinguono dallo “stato di bisogno” (che integra la circostanza aggravante di cui all'art. 644 c.p., comma 5, n. 3) perché le prime consistono in una situazione meno grave (tale da privare la vittima di una piena libertà contrattuale, ma in astratto reversibile) del secondo (al contrario, consistente in uno stato di necessità tendenzialmente irreversibile, non tale da annientare in modo assoluto qualunque libertà di scelta, ma che comunque, comportando un impellente assillo compromette fortemente la libertà contrattuale del soggetto, inducendolo a ricorrere al credito a condizioni sfavorevoli). In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) le “condizioni di difficoltà economica o finanziaria” della vittima (che integrano la materialità del reato) vanno valutate in senso oggettivo, ovvero valorizzando parametri desunti dal mercato, e non meramente soggettivo, ovvero sulla base delle valutazioni personali della vittima, opinabili e di difficile accertamento ex post. In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) il dolo generico, oltre alla coscienza e volontà di concludere un contratto sinallagmatico con interessi, vantaggi o compensi usurari, include anche la consapevolezza della condizione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e la sproporzione degli interessi, vantaggi o compensi pattuiti rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione.”
Corte di Cassazione, sez. II pen., 7 maggio 2014, n. 18778 (pres. Esposito – rel. Beltrani)

27/10/2014 - Ridisegnate le coordinate della responsabilità medica.
Il tenore letterale dell'art. 3, comma 1, della legge Balduzzi e l'intenzione del legislatore conducono a ritenere che la responsabilità del medico (e quella degli altri esercenti professioni sanitarie) per condotte che non costituiscono inadempimento di un contratto d'opera (diverso dal contratto concluso con la struttura) venga ricondotta dal legislatore del 2012 alla responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 c.c. e che, dunque, l'obbligazione risarcitoria del medico possa scaturire solo in presenza di tutti gli elementi costitutivi dell'illecito aquiliano che il danneggiante ha l'onere di provare.
Trib. Milano, sez. I, 17 luglio 2014

20/10/2014 - Sinistro stradale – Clausola di esclusione della garanzia assicurativa – Abilitazione alla guida – Trasporto non consentito – Operatività della polizza
“In tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, la previsione di una clausola di esclusione della garanzia assicurativa per i danni cagionati dal conducente non abilitato alla guida non è idonea ad escludere l'operatività della polizza ed il conseguente obbligo risarcitorio dell'assicuratore, se detto conducente, legittimamente abilitato alla guida, abbia omesso di rispettare prescrizioni e cautele imposte dal codice della strada.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 25 settembre 2014, n. 20190 (pres. Amatucci – rel. Sestini)

13/10/2014 - Danni riportati da un bambino all'interno di un parco giochi – Art. 2051 c.c. – Responsabilità civile del Comune – Esclusa
“L'utilizzo delle strutture esistenti in un parco giochi – a meno che non risulti provato che le stesse erano difettose e, come tali, in grado di determinare pericoli anche in presenza di un utilizzo assolutamente corretto – non si connota, di per sé, per una particolare pericolosità, se non quella che normalmente deriva da simili attrezzature, le quali presuppongono, comunque, una qualche vigilanza da parte degli adulti. In altri termini, un genitore (o, comunque, un adulto) che accompagna un bambino in un parco giochi deve avere ben presenti i rischi che ciò comporta, non potendo poi invocare come fonte dell'altrui responsabilità, una volta che la caduta dannosa si è verificata, l'esistenza di una situazione di pericolo che egli era tenuto doverosamente a calcolare.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 25 agosto 2014, n. 18167 (pres. Amatucci – rel. Cirillo)

06/10/2014 - Responsabilità medica – Danno da ritardata diagnosi di gravidanza – Danno patrimoniale – Riconosciuto solo se adeguatamente provato
“Nel nostro ordinamento non esistono danni in re ipsa, risarcibili sol perché si dimostri l'avvenuta lesione d'un diritto. La lesione del diritto è il presupposto necessario, ma non sufficiente per pretendere il risarcimento del danno: ad esso dovrà necessariamente conseguire una perdita, patrimoniale o di altro tipo. L'eventuale lesione del diritto di interrompere la gravidanza è dunque giuridicamente irrilevante se la gestante, quand'anche informata, avrebbe comunque verosimilmente scelto di non abortire.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 17 luglio 2014, n. 16401 (pres. Amatucci – rel. Rossetti)

29/09/2014 - Responsabilità medica – Equipe – Medico specialista con minore esperienza – Presenza casuale in sala parto – Lesioni in concorso – Reato colposo omissivo
“In tema di reato colposo omissivo improprio, la prova del nesso di causalità tra la condotta omissiva e l'evento deve fondarsi sul criterio della probabilità logica e non di quella statistica, sicché è da escludere che il suo riconoscimento postuli, in ogni caso, l'accertata operatività di leggi scientifiche universali o di leggi statistiche che esprimano un coefficiente prossimo alla certezza, dovendosi piuttosto fare riferimento al ragionamento inferenziale evocato in tema di prova indiziaria dall'art. 192, comma 2, c.p.p.: ciò in vista dell'individuazione, con elevato grado di credibilità razionale e previa esclusione dell'efficienza causale di alternativi meccanismi eziologici, della condizione necessaria dell'evento e non di quella meramente sufficiente alla sua produzione.”
Corte di Cassazione, sez. IV pen., 19 agosto 2014, n. 35953 (pres. Zecca – rel. Grasso)

22/09/2014 - Responsabilità medica – Finalità terapeutica – Lesioni volontarie – Esclusione
“In tema di responsabilità civile da trattamento sanitario ed ai fini della individuazione del termine prescrizionale per l'esercizio dell'azione risarcitoria, non è ipotizzabile il delitto di lesioni volontarie gravi o gravissime nei confronti del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento da questo non consentito (anche se abbia esito infausto e anche se l'intervento venga effettuato in violazione delle regole dell'arte medica), se comunque sia rinvenibile nella sua condotta professionale una finalità terapeutica o comunque la terapia sia inquadrabile nella categoria degli atti medici. In questi casi, infatti, la condotta non è diretta a ledere e, se l'agente cagiona lesioni al paziente, è al più ipotizzabile il delitto di lesioni colpose se l'evento è da ricondurre alla violazione di una regola cautelare.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 24 maggio – 3 luglio 2014, n. 15239 (pres. Spirito – rel. Cirill

03/06/2014 - Sinistro stradale – Risarcimento al figlio concepito della vittima
“Anche il soggetto nato dopo la morte del padre naturale, verificatasi per fatto illecito di un terzo durante la gestazione, ha diritto nei confronti del responsabile al risarcimento del danno per la perdita del relativo rapporto e per i pregiudizi di natura non patrimoniale e patrimoniale che gli siano derivati.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 10 marzo 2014, n. 5509 (pres. Salmè – rel. D'Alessandro)

26/05/2014 - La prescrizione assicurativa
Pubblicata da Giuffrè editore la monografia per professionisti in materia di prescrizione assicurativa, a cura degli avvocati Santo Spagnolo e Milena Pafumi.
Il volume fa parte della Collana "La responsabilità civile", diretta dal dott. Marco Rossetti.
Milena Pafumi - Santo Spagnolo

19/05/2014 - Sinistro stradale – Risarcimento danni al mezzo – Valore di mercato del veicolo e ammontare della riparazione – Principio di economicità
“La domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo a seguito di incidente stradale, quando abbia ad oggetto la somma necessaria per effettuare la riparazione dei danni, deve considerarsi come richiesta di risarcimento in forma specifica, con conseguente potere del giudice, ai sensi dell'art. 2058, secondo comma, c.c., di non darvi ingresso e di condannare il danneggiante al risarcimento per equivalente, ossia la corresponsione di una somma pari alla differenza del valore del bene prima e dopo la lesione, allorquando il costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato del veicolo.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 18 marzo 2014, n. 6195 (pres. Segreto – rel. Cirillo)

12/05/2014 - Insidia – Manto stradale dissestato – Caduta del pedone su un tombino – Comportamento colposo del danneggiato – Responsabilità del custode – Esclusa
“Anche in relazione all'ipotesi di responsabilità gravante sul custode, il comportamento colposo del danneggiato può – secondo un ordine crescente di gravità – atteggiarsi come concorso causale colposo, valutabile ai sensi dell'art. 1227, primo comma, c.c., ovvero addirittura giungere ad escludere del tutto la responsabilità del custode. In particolare, in una strada dissestata è del tutto ragionevole l'esistenza di un tombino malfermo e mobile, sicché la caduta in una situazione del genere può ricondursi anche alla esclusiva responsabilità del pedone, ovvero non si deve ritenere di necessità cagionata dalla cosa in custodia.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 20 gennaio 2014, n. 999 (pres. Berruti – rel. Cirillo)

05/05/2014 - Danno da perdita della vita – Danno tanatologico – Risarcibilità – Contrasto giurisprudenziale – Rimessione al Primo Presidente per eventuale investitura delle Sezioni Unite in merito alla risarcibilità iure hereditario del danno da morte immediata
“Il contrasto di giurisprudenza e la particolare importanza della questione induce il collegio a rimettere gli atti del procedimento al Primo Presidente perché valuti l'esigenza di investire le Sezioni Unite di questa Corte, al fine di definire e precisare, per imprescindibili ragioni di certezza del diritto, il quadro della risarcibilità del danno non patrimoniale già delineato nel 2008, alla stregua degli ulteriori contributi di riflessione, tra loro discordanti, offerti dalla sezione semplice sul tema del diritto della risarcibilità iure hereditario del danno da morte immediata.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 4 marzo 2014, ord. n. 5056 (pres. Russo – rel. Travaglino)

28/04/2014 - Danno non patrimoniale – Triade danno biologico, danno morale e danno esistenziale – Danno da perdita della vita – Autonoma risarcibilità – Valutazione equitativa
“La categoria generale del danno non patrimoniale, che attiene alla lesione di interessi inerenti la persona non connotati da valore di scambio, è di natura composita e (così come il danno patrimoniale si scandisce in danno emergente e lucro cessante) si articola in una pluralità di aspetti (o voci), con funzione meramente descrittiva, quali il danno morale, il danno biologico e il danno da perdita del rapporto parentale o c.d. esistenziale. Il danno morale va inteso a) come patema d'animo o sofferenza interiore o turbamento psichico, nonché b) come lesione alla dignità o integrità morale, quale massima espressione della dignità umana. Il ristoro pecuniario del danno non patrimoniale non può mai corrispondere alla relativa commisurazione, sicché se ne impone la valutazione equitativa. La valutazione equitativa, che attiene alla quantificazione e non già all'individuazione del danno, deve essere condotta con prudente e ragionevole apprezzamento di tutte le circostanze del caso concreto, considerandosi in particolare la rilevanza economica del danno alla stregua della coscienza sociale e i vari fattori incidenti sulla gravità della lesione. I criteri di valutazione equitativa, la cui scelta e adozione è rimessa alla prudente discrezionalità del giudice, devono essere idonei a consentire altresì la c.d. personalizzazione del danno, al fine di addivenirsi ad una liquidazione equa, e cioè congrua, adeguata e proporzionata. La liquidazione deve corrispondere ai principi dell'integralità del ristoro, e pertanto: a) non deve essere puramente simbolica o irrisoria o comunque non correlata all'effettiva natura o entità del danno ma tendere, in considerazione della particolarità del caso concreto e della reale entità del danno, alla maggiore approssimazione possibile all'integrale risarcimento; b) deve concernere tutti gli aspetti (o voci) di cui la generale ma composita categoria del danno non patrimoniale si compendia. Il principio della integralità del ristoro subito dal danneggiato non si pone in termini antitetici ma trova per converso correlazione con il principio in base al quale il danneggiante è tenuto al ristoro solamente dei danni arrecati con il fatto illecito a lui causalmente ascrivibile, l'esigenza della cui tutela impone di evitarsi altresì duplicazioni risarcitorie, le quali si configurano (solo) allorquando lo stesso aspetto (o voce) viene computato due o più volte, sulla base di diverse, meramente formali, denominazioni, laddove non sussistono in presenza della liquidazione di molteplici e diversi aspetti negativi causalmente derivanti dal fatto illecito ed incidenti sulla persona del danneggiato. Nel liquidare il danno morale il giudice deve dare motivatamente conto del relativo significato al riguardo considerato, e in particolare se lo abbia valutato non solo quale patema d'animo o sofferenza interiore o perturbamento psichico, di natura meramente emotiva e interiore (danno morale soggettivo), ma anche in termini di dignità o integrità morale, quale massima espressione della dignità umana. Il danno da perdita del rapporto parentale o c.d. esistenziale * (che consiste nello sconvolgimento dell'esistenza sostanziantesi nello sconvolgimento delle abitudini di vita, con alterazione del modo di rapportarsi con gli altri nell'ambito della comune vita di relazione – sia all'interno che all'esterno del nucleo familiare –; in fondamentali e radicali scelte di vita diversa) risulta integrato in caso di sconvolgimento della vita subito dal coniuge a causa della morte dell'altro coniuge. Costituisce danno non patrimoniale altresì il danno da perdita della vita, quale bene supremo dell'individuo, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile garantito in via primaria da parte dell'ordinamento, anche sul piano della tutela civilistica. Il danno da perdita della vita è altro e diverso, in ragione del diverso bene tutelato, dal danno alla salute, e si differenzia dal danno biologico terminale e dal danno morale terminale (o catastrofale o catastrofico) della vittima, rilevando ex se nella sua oggettività di perdita del principale bene dell'uomo costituito dalla vita, a prescindere dalla consapevolezza che il danneggiato ne abbia, e dovendo essere ristorato anche in caso di morte c.d. immediata o istantanea, senza che assumano pertanto al riguardo rilievo la persistenza in vita all'esito del danno evento da cui la morte derivi né l'intensità della sofferenza interiore patita dalla vittima in ragione della cosciente e lucida percezione dell'ineluttabile sopraggiungere della propria fine. Il diritto al ristoro del danno da perdita della vita si acquisisce dalla vittima istantaneamente al momento della lesione mortale, e quindi anteriormente all'exitus, costituendo ontologica, imprescindibile eccezione al principio della irrisarcibilità del danno-evento e della risarcibilità dei soli danni-conseguenza, giacché la morte ha per conseguenza la perdita non già solo di qualcosa bensì di tutto; non solamente di uno dei molteplici beni, ma del bene supremo della vita; non già di qualche effetto o conseguenza, bensì di tutti gli effetti e conseguenze, di tutto ciò di cui consta(va) la vita della (di quella determinata) vittima e che avrebbe continuato a dispiegarsi in tutti i molteplici effetti suoi propri se l'illecito non ne avesse causato la soppressione. Il ristoro del danno da perdita della vita ha funzione compensativa, e il relativo diritto (o ragione di credito) è trasmissibile iure hereditatis. Il danno da perdita della vita è imprescindibilmente rimesso alla valutazione equitativa del giudice. Non essendo il danno da perdita della vita della vittima contemplato dalle Tabelle di Milano, è rimessa alla prudente discrezionalità del giudice di merito l'individuazione dei criteri di relativa valutazione che consentano di pervenire alla liquidazione di un ristoro equo, nel significato delineato dalla giurisprudenza di legittimità, non apparendo pertanto idonea una soluzione di carattere meramente soggettivo, né la determinazione di un ammontare uguale per tutti, a prescindere cioè dalla relativa personalizzazione, in considerazione in particolare dell'età, delle condizioni di salute e delle speranze di vita futura, dell'attività svolta, delle condizioni personali e familiari della vittima.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 23 gennaio 2014, n. 1361 (pres. Russo – rel. Scarano)

22/04/2014 - Responsabilità medica – Natura contrattuale – Decreto Balduzzi – Responsabilità extracontrattuale – Funzione residuale
“Per giurisprudenza pacifica la clinica risponde a titolo contrattuale per i danni subiti da un privato a causa della non diligente esecuzione della prestazione medica da parte di un medico proprio dipendente ed anche l'obbligazione di quest'ultimo nei confronti del paziente, ancorché non fondata sul contratto, ma sul c.d. “contatto sociale”, ha natura contrattuale, atteso che ad esso si ricollegano obblighi di comportamento di varia natura, diretti a garantire che siano tutelati gli interesse che sono emersi o sono esposti a pericolo in occasione del contatto stesso. E ciò anche a seguito dell'entrata in vigore del d.l. 158/2012 (cd. Decreto Balduzzi), convertito nella l. 189/2012, il quale, nel far salva la previsione di una responsabilità risarcitoria per le ipotesi di colpa lieve sottratta al campo del penalmente rilevante, richiama espressamente l'art. 2043 c.c.”
Tribunale di Firenze, sez. II civ., 7 febbraio 2014, ordinanza (giud. Minniti)

14/04/2014 - Responsabilità medica – Erroneo intervento chirurgico – Perdita di chance di sopravvivenza per un periodo più lungo rispetto a quello effettivamente vissuto – Risarcibilità
“In tema di responsabilità medica, dà luogo a danno risarcibile l'errata esecuzione di un intervento chirurgici praticabile per rallentare l'esito certamente infausto di una malattia, che abbia comportato la perdita per il paziente della chance di vivere per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello poi effettivamente vissuto. In tale eventualità, le possibilità di sopravvivenza, misurate in astratto secondo criteri percentuali, rilevano ai fini della liquidazione equitativa del danno, che dovrà altresì tenere conto dello scarto temporale tra la durata della sopravvivenza effettiva e quella della sopravvivenza possibile in caso di intervento chirurgico.”
Corte di Cassazione, sez. III civ., 27 marzo 2014, n. 7195 (pres. Carleo – rel. Barreca)

07/04/2014 - Sinistro stradale - Mancanza di prova rigorosa in merito alla verificazione del sinistro – Omessa indicazione dei testi nella denuncia del sinistro, nella lettera di costituzione in mora e nell'atto introduttivo del giudizio – Inattendibilità dei testi –
“L'omessa indicazione dei testimoni nella denuncia di sinistro, nella lettera di costituzione in mora inoltrata alla compagnia di assicurazione e nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado incide significativamente sulla valutazione di attendibilità dei testi e conseguentemente della veridicità della dinamica del sinistro da essi riferita, essendo inverosimile e contrario ad ogni regola di logica e buon senso che il danneggiato, pur avendo avuto la straordinaria e rara ventura di avere testimoni oculari al proprio sinistro, abbia omesso di indicarne prontamente le generalità, anche al fine di favorire la definizione stragiudiziale della lite.”
Tribunale di Reggio Calabria, sez. I, n. 206/2014 (giud. V. Bellini)

31/03/2014 - Sinistro stradale – Azione nei confronti del responsabile civile – Convenzione CARD – Intervento dell'assicuratore del danneggiato – Inammissibilità
“È inammissibile l'intervento dell'assicuratore del danneggiato nel contesto dell'azione esperita nei confronti del responsabile civile e della sua compagnia di assicurazione.”
Tribunale di Torino, sez. IV, 22 gennaio 2013, n. 389 (giud. A. Castellino)

24/03/2014 - Risarcimento danni – Rottura accidentale impianti di tubazione – Improcedibilità della domanda – Clausole compromissorie – Perizia contrattuale
“Ricorre la fattispecie di perizia contrattuale quando le parti devolvono al terzo, scelto per la particolare competenza tecnica, non la risoluzione della controversia giuridica, ma la formulazione di un apprezzamento tecnico che preventivamente si impegnano ad accettare come diretta espressione della loro determinazione volitiva.”
Tribunale di Agrigento, 29 gennaio 2014, n. 153 (giud. T. Del Bono)

17/03/2014 - Insidia o pericolo occulto – Omessa o insufficiente manutenzione di strade pubbliche – Responsabilità risarcitoria della P.A. ex art. 2043 c.c. – Difetto di prova in merito alla non visibilità e non prevedibilità
“La presunzione di responsabilità di cui all'art. 2051 c.c. nei confronti della p.a. rimane esclusa per quelle categorie di beni demaniali, quali le strade pubbliche, che sono oggetto di utilizzo generale e diretto da parte di terzi, poiché in questi casi non è possibile un efficace e capillare controllo ed una constante vigilanza da parte della p.a. tale da impedire l'insorgere di cause di pericolo per i cittadini. Pertanto, la configurabilità della responsabilità risarcitoria della p.a. va inquadrata nell'ambito dell'art. 2043 c.c. che richiede, nell'osservanza della norma primaria del neminem laedere, che la strada aperta al pubblico transito non integri per l'utente una situazione di pericolo occulto, tale da costituire insidia o trabocchetto.”
Giudice di Pace di Acireale, 9 dicembre 2013, n. 849 (giud. G. Conselmo)

10/03/2014 - Danno cagionato da cose in custodia – Obbligo di vigilanza del gestore della palestra – Responsabilità del custode esclusa per caso fortuito, costituito dalla condotta colposa del danneggiato
“La nozione di custode rilevante ai fini dell'applicazione dell'art. 2051 c.c., deve essere intesa in maniera estesa tanto da comprendere anche i gestori di strutture sportive; il titolare di siffatti impianti, infatti, è responsabile dei danni determinatisi all'interno della struttura a cagione del rapporto di custodia intercorrente con la stessa e anche, peraltro, in relazione a quei beni, ivi presenti, inerti e privi di proprio dinamismo, suscettibili di produrre danni a causa dell'insorgenza in essi di un processo dannoso riconducibile all'attività umana o altro. Egli è tenuto, per il disposto di cui all'art. 2051 c.c., a garantire l'incolumità fisica degli utenti e ad adottare, quindi, quelle cautele idonee al fine di impedire che siano superati i limiti di rischio connaturati alla normale pratica sportiva, con la conseguente affermazione, ove tali cautele non adotti, del nesso di causalità con l'evento dannoso occorso ad un utente dell'impianto sportivo, gravando sul custode l'onere della prova liberatoria in ordine alla riconducibilità del sinistro al caso fortuito ovvero del concorso del danneggiato nella determinazione del danno.”
Corte d'Appello di Catania, sez. II, 14 gennaio 2014, n. 149 (pres. D'Alessandro – rel. Longo)

03/03/2014 - Prova per testi – Indicazione specifica “in maniera determinata o determinabile” - Limiti
“Il teste deve essere indicato in maniera sufficientemente determinata o comunque determinabile. Una imperfetta o incompleta designazione degli elementi identificativi (nome, cognome, residenza, ecc.) è idonea ad arrecare un vulnus alla difesa e al contraddittorio solo se provochi in concreto la citazione e l'assunzione come teste di un soggetto realmente diverso da quello previamente indicato, così da spiazzare l'aspettativa della controparte.”
Cass. Civ., sez. II, 20 novembre 2013, n. 26058 (pres. Goldoni – rel. Manna)

24/02/2014 - Litispendenza – Va dichiarata anche se le cause pendono in gradi diversi di giudizio
“La litispendenza opera anche nel caso in cui le cause aventi ad oggetto la medesima domanda si trovino in gradi diversi e, quindi, anche in tal caso, il giudice successivamente adito deve dichiarare la litispendenza.”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 12 dicembre 2013, n. 27846 (pres. Rovelli – rel. Petitti)

17/02/2014 - Danno morale – Sinistri stradali – Lesioni di lieve entità – Limiti per il risarcimento previsti dalla normativa nazionale – Compatibilità con la normativa europea
“Gli articoli 3, par. 1, della direttiva 72/166/CEE del Consiglio, del 24 aprile 1972, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, e di controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità, e 1, par. 1 e 2, della seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, come modificata dalla direttiva 2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una legislazione nazionale, come quella italiana, la quale prevede un particolare sistema di risarcimento dei danni morali derivanti da lesioni corporali di lieve entità causate da sinistri stradali, che limita il risarcimento di tali danni rispetto a quanto ammesso in materia di risarcimento di danni identici risultanti da cause diverse da detti sinistri.”
Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sez. II, 23 gennaio 2013, causa C-371/12

10/02/2014 - Sinistro stradale – Danno morale e danno esistenziale in ipotesi di pregiudizio sessuale – Autonoma risarcibilità
“Il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamico-relazionale (altrimenti definibile “esistenziale”, e consistente nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiane, risarcibile nel caso in cui l'illecito abbia violato diritti fondamentali della persona) costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili; né tale conclusione contrasta col principio di unitarietà del danno non patrimoniale, sancito dalla sentenza n. 26972 del 2008 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, giacché quel principio impone una liquidazione unitaria del danno, ma non una considerazione atomistica dei suoi effetti.”
Cassazione Civile, sez. III, 11 ottobre 2013, n. 23147 (pres. Russo – rel. Carleo)

03/02/2014 - Risarcimento del danno da sinistro stradale – Ammissibile la cessione del relativo credito
“Il credito da risarcimento del danno da sinistro stradale è suscettibile di cessione, in ossequio al principio della libera cedibilità del credito posta agli articoli 1260 ss. c.c.”
Cassazione Civile, sez. III, 3 ottobre 2013, 22601 (pres. Amatucci – rel. Scarano)

27/01/2014 - Sosta su corsie preferenziali
Deve ritenersi che le ipotesi di sosta di veicoli su rotaie del tram ovvero su corsie preferenziali vadano inquadrate tra i fatti attinenti alla circolazione stradale.
La sosta, infatti, secondo unanime giurisprudenza, è un fatto relativo alla circolazione stradale anche se, al momento della sosta, l'autovettura non "circola" in senso tecnico.
In tali casi, ai fini della risarcibilità dei danni causati dalla sosta irregolare per 'interruzione della circolazione di mezzi pubblici, quel che rileva non è il fatto della sosta, bensì la volontarietà della stessa.
Il fatto volontario confligge, di per sè, con l'alea del contratto di assicurazione, escludendone l'operatività, benchè vi sia qualche pronuncia giurisprudenziale che prevede, in questi casi, l'inopponibilità di tale eccezione al terzo danneggiato.
Sicchè, l'assicuratore dovrebbe risarcire il danno e poi rivalersi sull'assicurato.
E ciò sempre che l'assicurato non dimostri che la sosta era involontaria, perchè dovuta ad un guasto o comunque a causa di forza maggiore; in questo caso, infatti, il contratto sarebbe valido ed efficace.
In definitiva, considerato che la volontarietà del comportamento incide sulla causa stessa del contratto, siffatta circostanza deve considerarsi opponibile ai terzi, con la conseguenza che deve essere respinta l'eventuale richiesta di risarcimento danni. In ogni caso, laddove l'assicuratore abbia provveduto al pagamento, potrà rivalersi sull'assicurato.
Parere

20/01/2014 - Bonus/malus e circolazione prohibente domino
In base all'art. 134, comma 4 ter, del Codice delle Assicurazioni private, nei contratti prevedenti la clausola bonus/malus l'aumento del premio è condizionato al verificarsi di uno o più sinistri nel periodo di osservazione.
Per "sinistro" si intende la commissione da parte dell'assicurato di un fatto illecito del quale sia chiamato a rispondere. Pertanto, soltanto il sinistro che sia ascrivibile a colpa dell'assicurato potrà comportare l'assegnazione dell'assicurato ad una classe di merito inferiore.
Più precisamente, l'assicuratore non può variare la classe di merito dell'assicurato, nè esigere il maggior premio, senza prima aver accertato, usando la diligenza professionale di cui all'art. 1176, comma 2, c.c., che il sinistro sia stato colposamente causato o concausato dal proprio assicurato.
Intendendosi per "assicurato" chiunque, senza opposizione da parte del proprietario del veicolo, si ponga alla guida di quest'ultimo.
Nelle ipotesi in cui gli incidenti siano stati causati da persona diversa dal proprietario, a seguito di sottrazione del mezzo, perchè possa ritenersi operante la maggiorazione del premio occorre provare che la circolazione sia avvenuta senza l'opposizione del proprietario del mezzo.
L'opposizione del proprietario non sembra verosimile nel caso in cui, a seguito della sottrazione, l'auto incidentata sia stata ritrovata, nel box-auto, con le chiavi inserite. Tale circostanza, infatti, deporrebbe in favore di una facile disponibilità del mezzo da parte del conducente, responsabile del sinistro.
In tema di circolazione prohibente domino la giurisprudenza segue un indirizzo alquanto restrittivo. In particolare, si esclude la responsabilità del proprietario, in caso di circolazione prohibente domino, soltanto quando quest'ultimo dimostri di avere chiuso a chiave il veicolo o adottato misure equivalenti per impedirne l'uso da parte di terzi (tra le tante si veda: Cass., 21 giugno 2004, n. 11471, in Arch. giur. Circolaz., 2004, 1169).
Ove il proprietario-assicurato non riuscisse a provare la propria opposizione, il malus sarebbe senz'altro opponibile all'assicurato.
Parere

13/01/2014 - Responsabilità dell'istituto scolastico – Danni cagionati dall'alunno a se stesso – Obbligo di vigilanza anche nel cortile antistante l'edificio scolastico
“L'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico della medesima l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo per il tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, in tutte le sue espressioni. La scuola è pertanto tenuta a predisporre tutti gli accorgimenti all'uopo necessari, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso, sia all'interno dell'edificio che nelle pertinenze scolastiche di cui abbia a qualsiasi titolo la custodia, messe a disposizione per l'esecuzione della propria prestazione. Ivi compreso il cortile antistante l'edificio scolastico, del quale la scuola abbia la disponibilità e ove venga consentito il regolamentato accesso e lo stanziamento degli alunni prima di entrarvi.”
Cassazione Civile, sez. III, 4 ottobre 2013, n. 22752 (pres. Russo – est. Scarano)

07/01/2014 - Responsabilità medica – Danno iatrogeno – Danno incrementativo-differenziale – Criteri di valutazione e liquidazione – Personalizzazione del danno a partire dalle Tabelle di Milano – Consenso informato – Esclusa la presunzione
“Il danno iatrogeno è sempre un danno disfunzionale che si inserisce in una situazione in parte già compromessa, rispetto alla quale si determina un incremento differenziale del pregiudizio. Sotto il profilo della causalità giuridica, l'imputabilità risarcitoria di tale incremento richiede la selezione, nell'ambito della complessiva situazione di invalidità della parte lesa, delle conseguenze per individuare il danno alla persona oggetto dell'obbligo risarcitorio a carico del medico operante. Principio che inevitabilmente deve riflettersi anche sui criteri liquidatori di esso che non possono prescindere dal rilievo che assume la situazione preesistente sotto due principali profili: a) non può farsi gravare sul medico, in via automatica, una misura del danno da risarcirsi incrementata da fattori estranei alla sua condotta, così come verrebbe a determinarsi attraverso una automatica applicazione di tabelle con punto progressivo, computato a partire, in ogni caso, dal livello di invalidità preesistente; b) la liquidazione va necessariamente rapportata ad una concreta verifica, secondo le allegazioni delle parti, delle conseguenze negative “incrementative” subite dalla parte lesa.”
Tribunale di Milano, sez. I civ., 30 ottobre 2013 (giud. R. Bichi)

30/12/2013 - Responsabilità medica d'equipe – Cooperazione colposa del medico specialista – Verifica in concreto del contributo dell'imputato – L'attività del collega deve essere conosciuta
“In materia di responsabilità penale, va verificato, oltre al concreto comportamento omissivo o commissivo, che, provvisto di valenza concausale, rappresenta il contributo reso dall'imputato tratto a giudizio al verificarsi dell'illecito, anche se quel contributo gli sia concretamente rimproverabile sul piano soggettivo, secondo i noti criteri elaborati dalla giurisprudenza e dalla dottrina in tema di colpa.”
Cassazione Penale, sez. IV, 28 ottobre 2013, n. 43988 (pres. Sirena)

23/12/2013 - Responsabilità aggravata – Presupposti – Totale soccombenza
“Il presupposto della condanna al risarcimento dei danni a titolo di responsabilità aggravata per lite temeraria è la totale soccombenza, con la conseguenza che non può farsi luogo all'applicazione dell'art. 96 c.p.c. quando tale requisito non sussista. La soccombenza va considerata in relazione all'esito del giudizio di appello, come si desume dal fatto che la condanna al risarcimento si aggiunge, secondo la previsione dell'art. 96 c.p.c., alla condanna alle spese, la quale è correlata all'esito finale del giudizio.”
Cassazione Civile, sez. I, 27 agosto 2013, n. 19583 (pres. Luccioli – rel. Gianicola)

16/12/2013 - Responsabilità medica – Processo penale – Statuizione sulle pretese risarcitorie – Giudicato – Efficacia in sede civile
“Poiché il principio del ne bis in idem impedisce che un fatto identico nella sua oggettività fenomenica possa generare una duplicità di pretese risarcitorie, è precluso al giudice civile la pronuncia sull'azione risarcitoria, laddove il giudicato penale abbia statuito anche sull'an e sulla quantificazione del danno.”
Tribunale di Catanzaro, sez. I, 19 settembre 2013, n. 1907 (giud. A.M. Raschellà)

09/12/2013 - Opposizione a decreto ingiuntivo dell'avvocato – Proposizione con citazione – Sanatoria del vizio procedurale per opposizioni proposte con ricorso – Termini e condizioni
“Ai sensi del disposto della legge 794/1942, l'opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dall'avvocato per prestazioni giudiziali in materia civile deve essere proposto con atto di citazione, di talché se l'opponente abbia introdotto il relativo giudizio con ricorso, la sanatoria del relativo vizio procedurale deve ritenersi ammissibile a condizione che il ricorso venga notificato nel termine indicato nel decreto, analogamente a come si sarebbe dovuto procedere con la citazione.”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 23 settembre 2013, n. 21675 (pres. Preden – rel. Travaglino)

02/12/2013 - Sinistro stradale – Veicolo non identificato – Omessa denuncia all'Autorità – Esclusa valenza probatoria automatica ai fini della liquidazione del danno
“L'omessa denuncia all'autorità non è idonea, in sé, ad escludere che il danno sia stato effettivamente causato da veicolo non identificato; così come l'intervenuta denuncia o querela contro ignoti non vale, in se stessa, a dimostrare che tanto sia senz'altro accaduto.”
Cassazione Civile, sez. III, 2 settembre 2013, n. 20066 (pres. Petti – rel. Amatucci)

25/11/2013 - Sinistro stradale – Omicidio colposo – Mancato uso della cintura di sicurezza – Profili di colpa concorrente
“In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un'autovettura che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l'impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima, e l'evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza, il quale può, tuttavia, riflettersi sulla quantificazione della pena e sull'ammontare risarcitorio.”
Cassazione Penale, sez. IV, 9 maggio – 6 giugno 2013, n. 25138 (pres. Sirena – rel. Massafra)

18/11/2013 - Sinistro stradale – CID errato – Esclusa valenza probatoria decisiva
“Ogni valutazione sulla portata confessoria del CID – la quale è oggetto di libera valutazione nei confronti del responsabile e dell'assicuratore – è preclusa dalla esistenza di un'accertata incompatibilità oggettiva tra il fatto come descritto nel documento e le conseguenze accertate in sede di istruttoria davanti al giudice di merito.”
Cassazione Civile, sez. III, 17 settembre 2013, n. 21161 (pres. Russo – rel. Cirillo)

11/11/2013 - Responsabilità medica – Effetti del giudicato penale – Azione diretta del danneggiato nei confronti dell'assicuratore
“Se è vero che, di norma, il terzo danneggiato non ha azione diretta nei confronti dell'assicuratore, nondimeno tale regola può essere disattesa quando esista una sentenza di condanna, ai fini civili, passata in giudicato e, quindi, idonea a cristallizzare, in via definitiva, il rapporto giuridico inter partes.”
Tribunale di Brindisi, sentenza parziale del 15 luglio 2013 (giud. A I. Natali)

04/11/2013 - Danno esistenziale – Categoria indefinita e atipica
“Un danno biologico propriamente considerato – un danno cioè considerato non sotto il profilo eventista, ma conseguenzialista – non sarebbe legittimamente configurabile (sul piano risarcitorio, non ontologico) tutte le volte che la lesione (danno evento) non abbia procurato conseguenze dannose risarcibili al soggetto.”
Cassazione Civile, sez. III, 3 ottobre 2013, n. 22585 (pres. Uccella – rel. Travaglino)

28/10/2013 - Responsabilità dell'appaltatore – Termini annuali ex art. 1669 c.c. - Difetto di costruzione
“L'identificazione degli elementi conoscitivi necessari e sufficienti onde possa individuarsi la scoperta del vizio ai fini del computo dei termini annuali posti dall'art. 1669 c.c. – il primo di decadenza per effettuare la denuncia ed il secondo, che dalla denuncia stessa prende a decorrere, di prescrizione per promuovere l'azione – deve effettuarsi con riguardo tanto alla gravità dei vizi dell'opera quanto al collegamento causale di essi con l'attività progettuale e costruttiva espletata; si che, non potendosi onerare il danneggiato di proporre senza la dovuta prudenza azioni generiche a carattere esplorativo o comunque suscettibili di rivelarsi infondate, la conoscenza completa, idonea a determinare il decorso del doppio termine, dovrà ritenersi conseguita, in assenza di convincenti elementi contrari anteriori da dedursi e provarsi dall'appaltatore, solo all'atto dell'acquisizione di idonei accertamenti tecnici.”
Cassazione Civile, sez. III, 9 settembre 2013, n. 20644 (pres. Felicetti – rel. Matera)

21/10/2013 - Responsabilità medica – Nesso causale – Onere probatorio a carico del danneggiato
“Nei giudizi di risarcimento del danno causato da attività medica, l'attore ha l'onere di allegare e di provare l'esistenza del rapporto di cura, il danno e il nesso causale, mentre ha l'onere di allegare (ma non di provare) la colpa del medico; quest'ultimo, invece, ha l'onere di provare che l'eventuale insuccesso dell'intervento, rispetto a quanto concordato o ragionevolmente attendibile, è dipeso da causa a sé non imputabile.”
Cassazione Civile, sez. III, 12 giugno – 31 luglio 2013, n. 18341 (pres. Berruti – rel. Giacalone)

14/10/2013 - Responsabilità civile del sanitario – Natura contrattuale ex L. n. 189/2012, cd. Decreto Balduzzi
“L'articolo 3 del decr. Balduzzi è intervenuto sulla responsabilità dei soggetti esercenti professioni sanitarie, affermando che costoro, in caso si siano attenuti alle linee guida e alle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, non rispondono penalmente per colpa lieve; in tali casi rimane fermo l'obbligo di cui all'art. 2043 c.c., ma il giudice, anche nella determinazione del danno, tiene debitamente conto della condotta del sanitario con riferimento al rispetto delle linee guida.”
Tribunale di Cremona, sez. I civ., 19 settembre 2013 (giud. G. Borella)

07/10/2013 - Citazione dell'imputato – Notifica a fax sbagliato – Nullità assoluta ex artt. 178 e 179 c.p.p.
“Nel caso di notificazione di un atto all'imputato eseguita ad un numero di fax solo cartolarmente corrispondente a quello del difensore domiciliatario, ma in realtà pertinente ad altro professionista, ove l'errore non sia stato determinato da una scorretta indicazione dello stesso imputato o dal suo difensore, non ricorre una semplice nullità della notificazione ma l'inesistenza di essa per errata individuazione del recapito del del difensore domiciliatario, ciò che configura il vizio di omessa citazione dell'imputato e, quindi, una nullità assoluta rilevabile, a norma degli articoli 178, comma 1, lett. c), e 179, comma 1, c.p.p., anche d'ufficio, in ogni stato e grado del procedimento.”
Cassazione Penale, sez. I, 22 maggio – 15 luglio 2013, n. 30306 (pres. Chieffi – rel. Mazzei)

30/09/2013 - Perizia del consulente del PM in sede penale – Prova atipica in sede civile
“La relazione svolta dal consulente del PM nell'ambito del processo penale può essere apprezzata in sede civilistica come prova atipica, prova cioè che non si trova ricompresa nel catalogo dei mezzi probatori specificamente regolati dalla legge.”
Tribunale di Reggio Emilia, 23 maggio 2013, n. 917 (giud. G. Morlini)

23/09/2013 - Art. 2054 c.c. – Presunzione di colpa – Prova liberatoria – Insufficiente dimostrare che la circolazione sia avvenuta senza il consenso del proprietario
“Per integrare la prova liberatoria della presunzione di colpa stabilita dall'art. 2054, comma terzo, c.c., non è sufficiente dimostrare che la circolazione del veicolo sia avvenuta senza il consenso del proprietario, ma è al contrario necessario che detta circolazione sia avvenuta contro la sua volontà, la quale deve estrinsecarsi in un concreto ed idoneo comportamento specificamente inteso a vietare ed impedire la circolazione del veicolo mediante l'adozione di cautele tali che la volontà del proprietario non possa risultare superata.”
Cassazione Civile, sez. VI, 27 giugno 2013, n. 16217

16/09/2013 - Sinistro stradale – Danno non patrimoniale – Categoria unitaria – Non risarcibilità del danno morale
“Il danno non patrimoniale è categoria unica connotata in senso descrittivo da singole voci risarcitorie che ne garantiscono l'integrale soddisfazione ma non devono condurre ad una inammissibile duplicazione di poste in cui il danno medesimo si sostanzia.”
Cassazione Civile, sez. VI-3, 6 marzo -14 maggio 2013, n. 11514 (pres. Finocchiaro – rel. Giacalone)

09/09/2013 - Responsabilità medica – Reati omissivi impropri – Nesso di causalità – Giudizio controfattuale
“Il cd. giudizio contro-fattuale impone di accertare se la condotta doverosa che non è stata tenuta fosse stata in grado, qualora eseguita, di evitare l'evento concretamente verificatosi.”
Cassazione Penale, sez. IV, 30 maggio 2013, n. 23339 (pres. Brusco – est. Dovere)

02/09/2013 - Insidia stradale – Stato di fatto – Accertamento concreto – Esclusa automatica risarcibilità
“L'insidia stradale non è un concetto giuridico, ma un mero stato di fatto, che per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità integra una situazione di pericolo occulto. Tale situazione, pur assumendo grande importanza probatoria, in quanto può essere considerata dal giudice idonea a integrare una presunzione di sussistenza del nesso eziologico con il sinistro e della colpa del soggetto tenuto a vigilare sulla sicurezza del luogo, non esime il giudice dall'accertare in concreto la sussistenza di tutti gli elementi previsti dall'art. 2043 c.c.”
Cassazione Civile, sez. VI-3, 18 giugno 2013, n. 15196 (pres. Finocchiaro – rel. Giacalone)

26/08/2013 - Risarcimento del danno non patrimoniale ai nonni della vittima – Requisito della convivenza – Presupposto non indispensabile
“Ai fini del ristoro dei danni non patrimoniali sofferti a causa della morte di un congiunto, non può ritenersi determinante il requisito della convivenza, poiché attribuire a tale situazione un rilievo decisivo porrebbe ingiustamente in secondo piano l'importanza di un legame affettivo e parentale la cui solidità e permanenza non possono ritenersi minori in presenza di circostanze diverse, che comunque consentano una concreta effettività del naturale vincolo nonno-nipote: ad esempio, una frequentazione agevole e regolare per prossimità della residenza o anche la sussistenza di molteplici contatti telefonici e telematici.”
Cassazione Penale, sez. III, 11 luglio 2013, n. 29735 (pres. Teresi – rel. Ramacci)

19/08/2013 - Citazione in appello – Art. 342 c.p.c. – Elementi essenziali – Richiamo all'art. 163 c.p.c. – Mancata costituzione – Decadenze
“L'art. 342 c.p.c. – che, nel testo (applicabile ratione temporis) quale sostituito dall'art. 50 l. 26 novembre 1990, n. 353, e prima dell'ulteriore modifica di cui all'art. 54, comma 1, lett. 0a), d.l. 22 giugno 2012, n. 134, prevede che l'appello si propone con citazione che deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione, nonché <> – non richiede altresì che, in ragione del richiamo di tale ultima disposizione, l'atto di appello debba contenere anche lo specifico avvertimento, prescritto dal n. 7 del terzo comma dell'art. 163 c.p.c., che la costituzione oltre i termini di legge implica le decadenze di cui agli articoli 38 e 167 c.p.c., atteso che queste ultime si riferiscono solo al regime delle decadenze nel giudizio di primo grado e non è possibile, in mancanza di un'espressa previsione di legge, estendere la prescrizione di tale avvertimento alle decadenze che in appello comporta la mancata tempestiva costituzione della parte appellata.”
Cassazione Civile, Sez. Un., 18 aprile 2013, n. 9407 (pres. Preden – rel. Amoroso)

12/08/2013 - Chiamata in causa dell'assicuratore – Estinzione del processo – Mancata riassunzione della domanda di garanzia – Litisconsorzio facoltativo
“Nel processo con pluralità di parti cui da luogo la chiamata in causa dell'assicuratore prevista dall'art. 1917, quarto comma, c.p.c., l'evento interruttivo che in primo grado colpisca l'assicuratore determina la sola interruzione del giudizio relativo alla domanda di indennità, ancorché il processo debba essere mantenuto in stato di rinvio sino alla scadenza del termine per la prosecuzione da parte dei successori del chiamato o della riassunzione da parte del chiamante; conseguentemente, l'onere della riassunzione grava sul convenuto che ha eseguito la chiamata in causa e, mancata ad opera di alcuna delle parti attività processuale utile alla prosecuzione del relativo giudizio, il processo si estingue solo per la parte che riguarda la domanda proposta con la chiamata in causa.”
Cassazione Civile, Sez. Un., 22 aprile 2013, n. 9686 (pres. Preden – rel. Spirito)

05/08/2013 - Costituzione di parte civile nel processo penale – Morte del reo – Effetto interruttivo permanente – Prescrizione del diritto al risarcimento dei danni – Due anni dal passaggio in giudicato della sentenza penale di improcedibilità dell'azione
“Anche nel caso in cui l'estinzione del reato dipenda dalla morte del reo il danneggiato è nuovamente investito dell'onere di riattivarsi sul piano processuale entro il termine biennale, ma ciò solo dal momento in cui è divenuta irrevocabile la sentenza penale dichiarativa di quella estinzione, avendo egli, sino a quella data, l'indiscutibile diritto a riporre un legittimo affidamento sull'effetto conservativo dell'azione civile negli stessi termini utili per l'esercizio della pretesa punitiva dello Stato contro il responsabile e, perciò, su una diversa situazione che gli assicurava la salvaguardia del proprio diritto.”
Cassazione Civile, sez. un., 5 aprile 2013, n. 8348 (pres. Preden – rel. Travaglino)

29/07/2013 - Sinistro stradale mortale – Danno non patrimoniale – Familiari della vittima – Autonomi diritti al risarcimento del danno morale ed esistenziale
“In caso di fatto illecito plurioffensivo, ciascun danneggiato è titolare di un autonomo diritto al risarcimento di tutto il danno, morale (cioè la sofferenza interiore soggettiva sul piano strettamente emotivo, nell'immediatezza dell'illecito, ma anche duratura nel tempo nelle sue ricadute, pur se non per tutta la vita), e dinamico-relazionale (altrimenti definibile “esistenziale”), consistente nel peggioramento delle condizioni e abitudini, interne ed esterne, di vita quotidiana. Quindi, se l'illecito abbia gravemente compromesso il valore persona, come nel caso della definitiva perdita del rapporto matrimoniale e parentale, ciascuno dei familiari superstiti ha diritto, in proporzione alla durata e alla intensità del vissuto, alla composizione del restante nucleo che può prestare assistenza morale e materiale, avuto riguardo sia all'età della vittima primaria che a quella dei familiari danneggiati, alla personalità individuale di costoro, alla loro capacità di reazione e sopportazione del trauma, e ad ogni altra circostanza del caso concreto – che deve essere allegata e provata, ancorché presuntivamente, secondo nozioni di comune esperienza, essendo danni-conseguenza, spettando alla controparte la prova contraria di situazioni che compromettono l'unità, la continuità e l'intensità del rapporto familiare – ad una liquidazione comprensiva di tutto il pregiudizio non patrimoniale subito.”
Cassazione Civile, sez. III, 17 aprile 2013, n. 9231 (pres. Carleo – rel. Chiarini)

22/07/2013 - Infortunio sul lavoro – Denuncia del datore di lavoro all'INAIL – Confessione stragiudiziale – Elemento soggettivo – Requisito della volontà e consapevolezza della dichiarazione sfavorevole
“L'elemento soggettivo della confessione (animus confitendi) si configura come mera volontà e consapevolezza di riconoscere la verità del fatto dichiarato, obiettivamente sfavorevole al dichiarante e favorevole all'altra parte, senza che sia necessaria l'ulteriore consapevolezza di tale obiettiva incidenza e delle conseguenze giuridiche che ne possono derivare. Pertanto, può attribuirsi valenza di confessione stragiudiziale ex art. 2735 c.c. ad una denuncia di infortunio sul lavoro effettuata ex d.p.r. n. 1124/65, nella parte in cui ne descrive, sia pur succintamente, le modalità di accadimento e/o ogni altra circostanza di fatto.”
Cassazione Civile, sez. lav., 9 aprile 2013, n. 8611 (pres. Miani Canevara – rel. Manna)

15/07/2013 - Responsabilità medica – Natura contrattuale per la struttura sanitaria – Natura extracontrattuale per il medico – Decreto Balduzzi
“In materia di responsabilità sanitaria, il titolo della predetta responsabilità è duplice: a) contrattuale per la struttura sanitaria (ne deriva un termine prescrizionale più lungo e un onere della prova più leggero per il paziente, in quanto informato ai canoni dell'art. 1218 c.c.); b) extracontrattuale per il medico (ne deriva un termine prescrizionale abbreviato a cinque anni e un onere della prova aggravato per il paziente, in quanto fondato sull'art. 2043 c.c.).”
Tribunale di Enna, 17 maggio 2013, n. 252 (giud. M. De Simone)

08/07/2013 - Responsabilità professionale – Avvocato – Gli eredi del professionista risarciscono al cliente i danni patrimoniali causati da errore professionale
“Gli eredi dell'avvocato devono risarcire al cliente i danni patrimoniali causati da errore professionale del de cuius.”
“L'errore professionale per così dire definitivo e fonte ultima del danno, cioè quello compiuto per la mancata impugnazione della sentenza (ritenuto sul piano soggettivo addebitabile all'avvocato defunto, per la mancata informazione alla cliente sulla possibilità di appellare la sentenza dichiarativa dell'estinzione), produce la conseguenza di rendere del tutto inutile l'attività professionale pregressa in quanto finalizzata a tutelare il diritto fatto valere in giudizio dalla ricorrente e, quindi, pone il professionista in una condizione per cui la sua prestazione, che egli era stato chiamato a svolgere per l'assicurazione della detta tutela, si doveva ritenere totalmente inadempiuta, perché risultava non aver prodotto alcun effetto a favore del cliente e ciò sia dal punto di vista del risultato, se l'obbligazione dedotta nel contratto di prestazione di opera si considerasse di risultato per la non eccessiva difficoltà della vicenda nella quale si è concretato l'errore, sia dal punto di vista della prestazione del mezzo della propria prestazione d'opera, se la si considerasse come obbligazione di mezzi.”
Cassazione Civile, sez. III, 26 fabbraio 2013, n. 4781 (pres. Segreto – rel. Frasca)

01/07/2013 - Caduta dalle scale condominiali – Risarcimento del danno – Assenza di testimoni – Nesso di causalità – Presunzioni
“La domanda risarcitoria di un condomino per i danni causati da una caduta sulle scale condominiali, ove era presente materiale di risulta murario, non può essere rigettata per mera assenza di testimoni, da cui deriverebbe il difetto di prova del nesso di causalità.”
Cassazione Civile, sez. III, 16 aprile 2013, n. 9140 (pres. Amatucci – rel. D'Alessandro)

24/06/2013 - Insidia stradale – Pericolo occulto – Figura sintomatica dell'ente gestore della strada – Responsabilità dell'ANAS per guardrail pericoloso
“L'insidia stradale, intesa come pericolo occulto, non visibile e non prevedibile, non integra una regola sostanziale, cioè una autonoma figura di illecito, ma è solo una figura sintomatica del comportamento colposo dell'ente gestore della strada pubblica, che, in virtù del principio del neminem laedere, è tenuto a far sì che il bene demaniale non presenti per l'utente una situazione di pericolo occulto, cioè non visibile e non prevedibile, che dia luogo al cd. trabocchetto o insidia stradale. La norma di riferimento rimane pur sempre l'art. 2043 c.c. e la colpa dell'ente gestore consiste nell'aver creato un affidamento nell'utente della strada o delle sue pertinenze sulla non pericolosità della stessa.”
Cassazione Civile, sez. III, 16 gennaio 2013, n. 907 (pres. Petti – rel. Armani)

17/06/2013 - Costituzione in giudizio – Giornata di sabato – Ipotesi di postergazione del termine al primo giorno non festivo – Art. 155 c.p.c.
“Deve estendersi la disciplina della postergazione del termine al primo giorno non festivo per i soli termini “a decorrenza successiva”, tra i quali rientrano quelli previsti per la costituzione in giudizio nella giornata di sabato.”
Tribunale di Rovigo, Sez. Adria, ordinanza 14 febbraio 2013 (giud. M. Martinelli)

10/06/2013 - Incapacità a testimoniare della vittima di un sinistro anche se già risarcita – Art. 246 c.p.c. – Incompatibilità delle posizioni di teste e di parte nel giudizio
“Chi è privo della capacità di testimoniare perché titolare di un interesse che ne potrebbe legittimare la partecipazione al giudizio nel quale deve rendere la testimonianza, in qualsiasi veste, non esclusa quella di interventore adesivo, non riacquista tale capacità per l'intervento di una fattispecie estintiva del diritto quale la transazione o la prescrizione, in quanto l'incapacità a testimoniare deve essere valutata prescindendo da vicende che costituiscono un “posterior” rispetto alla configurabilità di quell'interesse. Pertanto, l'eventuale opponibilità della prescrizione così come non potrebbe impedire la partecipazione al giudizio del titolare del diritto prescritto, così non può rendere tale soggetto carente dell'interesse previsto dall'art. 246 c.p.c. come causa di incapacità a testimoniare.”
Cassazione Civile, sez. III, 14 febbraio 2013, n. 3642 (pres. Trifone – rel. Armano)

03/06/2013 - Sinistro stradale – Tutela dell'affidamento del danneggiato – Difetto di prova del contratto di assicurazione – Carenza di legittimazione passiva della società assicurativa
“In ipotesi di sinistro stradale è tutelato l'affidamento del danneggiato ove risulti dimostrata l'apparenza del diritto relativo alla copertura assicurativa.”
Tribunale di Catania, sez. V, 30 gennaio 2013, n. 313 (giud. C. Castro)

27/05/2013 - Infortunio in itinere – Deviazione dal percorso – Aggravamento del rischio – Inoperatività dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
“In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ricorre l'occasione di lavoro – costituente requisito di indennizzabilità dell'infortunio – solo quando esista uno specifico collegamento tra l'evento lesivo e l'attività di lavoro, per cui non è sufficiente, ai fini dell'indennizzabilità, il rischio comune e generico connesso all'attività di spostamento spaziale, ma occorre il rischio specifico insito nello svolgimento delle mansioni tipiche del lavoro affidato, o anche il rischio insito in attività accessorie, qualora queste siano immediatamente e necessariamente connesse e strumentali allo svolgimento di quelle mansioni, e quindi funzionalmente collegate all'attività lavorativa.”
Cassazione Civile, sez. lav., 31 ottobre – 22 gennaio 2013, n. 1458 (pres. Lamorgese – rel. Maisano)

20/05/2013 - Danni da nascita indesiderata – Errata diagnosi prenatale – Distribuzione dell'onere della prova
“In caso di danni da nascita indesiderata, il primo bersaglio dell'inadempimento del medico è il diritto dei genitori di essere informati, al fine, indipendentemente dall'eventuale maturazione delle condizioni che abilitano la donna a chiedere l'interruzione della gravidanza, di prepararsi psicologicamente e, se del caso, anche materialmente, all'arrivo di un figlio menomato.”
Cassazione Civile, sez. III, 22 marzo 2013, n. 7269 (pres. Berruti – rel. Amendola)

13/05/2013 - Incidente sulla pista da sci – Art. 2043 c.c. - Occorre provare la colpa del gestore dell'impianto
“Considerata la natura intrinsecamente pericolosa dell'attività sportiva esercitata sulle piste da sci, l'estensione delle stesse e la naturale possibile intrinseca anomalia delle piste, anche per fattori naturali, affinché si possa pervenire all'individuazione di un comportamento colposo in capo al gestore, ex art. 2043 c.c., con conseguente risarcimento del danno, è necessario, sulla base dei principi generali, che il danneggiato provi l'esistenza di condizioni di pericolo della pista che rendano esigibile (sulla base della diligenza specifica richiesta) la protezione da possibili incidenti, in presenza delle quali è configurabile un comportamento colposo del gestore per la mancata predisposizione di protezioni e segnalazioni, mentre sul gestore ricade l'onere della prova di fatti impeditivi della propria responsabilità, quali la possibilità in cui l'utente si sia trovato di percepire o prevede con l'ordinaria diligenza la suddetta situazione di pericolo.”
Cassazione Civile, sez. III, 19 febbraio 2013, n. 4018 (pres. Salmè – rel. Carluccio)

06/05/2013 - Trasporto contra legem – Escluso il risarcimento al terzo trasportato – Violazione di legge – Apporto colposo del danneggiato – Art. 1227 c.c.
“L'obbligo di assicurazione per i ciclomotori è previsto solo per terzi passanti e non anche per i trasportati. Ne consegue che non essendovi un obbligo di legge di assicurazione del terzo contra legem trasportato, nessun diritto al risarcimento può essere da costui vantato nei confronti dell'assicuratore del conducente del ciclomotore.”
Tribunale civile di Termini Imerese, sez. dist. di Corleone, 5 novembre 2012, n. 103 (giud. Urso M.M

29/04/2013 - Responsabilità sanitaria – Legge di conversione del Decreto Balduzzi – Escluso il contatto sociale – Applicazione dell'art. 2043 c.c.
“Il fatto che, in materia di responsabilità sanitaria, "resta fermo l'obbligo di cui all'art. 2043 c.c.”, secondo di dettato dell'art. 3 d.l. n. 158/2012, come modificato dopo la legge di conversione, non può che significare che l'art. 2043 c.c. sia la norma che disegna i criteri per la individuazione della responsabilità del medico pubblico dipendente e della struttura pubblica nel quale questi opera (a tali soggetti, operatori del Servizio Nazionale, è dedicata la novella in esame, non essendo ipotizzabile un diverso regime di responsabilità tra il medico e la struttura).”
Tribunale di Torino, sez. IV, 14 febbraio 2013 (giud. Scovazzo S.)

22/04/2013 - Responsabilità dell'avvocato – Obbligazione di mezzi – Necessaria la prova prognostica del risultato conseguito in mancanza della negligente prestazione professionale
“L'affermazione di responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell'attività professionale implica una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole del risultato della sua attività se la stessa fosse stata correttamente e diligentemente svolta.”
Cassazione Civile, sez. III, 10 dicembre 2012, n. 22376

15/04/2013 - Accesso agli atti – Domanda di risarcimento in via equitativa – Inammissibilità per mancato rispetto dell'onere della prova sul nesso di causalità tra illecito e danno
“In tema di accesso agli atti amministrativi, la cui violazione si assume abbia leso l'art. 32 Cost., è inammissibile la domanda risarcitoria formulata in via generica ed astratta poiché, anche se rivolta ad ottenere un ristoro da stabilirsi in via equitativa, ciò non esime l'istante dall'indicare le componenti essenziali del fatto che si qualifica come illecito e il nesso di causalità che lega quest'ultimo al danno che si lamenta.”
Consiglio di Stato, sez. III, 13 novembre 2012, n. 5714

08/04/2013 - Morte del coniuge separato – Risarcimento del danno non patrimoniale al coniuge superstite – Valutazione delle circostanze concrete – Diminuzione risarcitoria – Giudicato esterno
“Il risarcimento del danno non patrimoniale sotto il profilo del pregiudizio morale può essere accordato ad un coniuge per la morte dell'altro anche se vi sia tra le parti uno stato di separazione personale, purché si accerti che l'altrui fatto illecito (nella specie il sinistro stradale causa del decesso) abbia provocato nel coniuge superstite quel dolore e quelle sofferenze morali che solitamente si accompagnano alla morte di una persona più o meno cara.”
Cassazione Civile, sez. III, 17 gennaio 2013, n. 1025

02/04/2013 - Art. 96 c.p.c. – Lite temeraria – Presupposti per la condanna d'ufficio – Mala fede o colpa grave
“Il presupposto per l'applicazione d'ufficio della condanna per lite temeraria di cui all'art. 96, comma terzo, c.p.c., è il medesimo previsto dal primo comma, ossia che la parte soccombente abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.”
Tribunale di Verona, sez. IV civ., 7 febbraio 2012

25/03/2013 - Inesistenza della notifica a mezzo posta effettuata direttamente dall'agente della riscossione
“L'evoluzione legislativa dell'art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 non attribuisce all'agente della riscossione di provvedere direttamente a mezzo del servizio postale alla notifica della cartella esattoriale. Restando, pertanto, in vigore il sistema notificatorio previsto dal predetto art. 26, che richiama una tassativa modalità di esecuzione della notifica delle cartelle esattoriali, deve parlarsi non di nullità ma di inesistenza della notificazione della cartella effettuata a mezzo posta da Equitalia s.p.a., sicché non può conseguire alcun effetto la costituzione in giudizio del ricorrente.”
Giudice di Pace di Genova, 26 giugno 2012, n. 4486 (giud. Di Palo E.)

18/03/2013 - Trasporto contra legem – Esclusa l'operatività della polizza assicurativa
“Il trasportato può promuovere azione diretta contro la compagnia assicuratrice del veicolo solamente se il terzo era trasportato in una parte del veicolo strutturalmente adibita al trasporto del passeggero.”
Tribunale di Modica, 25 luglio 2012, n. 211 (giud. Rabini M.)

11/03/2013 - Modulo di constatazione amichevole del sinistro stradale – Valore probatorio del rapporto assicurativo, anche se inefficace – Tutela dell'affidamento del danneggiato
“In materia di sinistri stradali, vige il principio per cui il contrassegno e il C.I.D. tutelano l'affidamento del danneggiato anche se il rapporto assicurativo è inefficace. In particolare, l'esistenza del contratto è dimostrata dal certificato di assicurazione e il danneggiato ha soltanto l'onere di controllare la veridicità dei dati comunicati dal responsabile del danno, come indicati sul relativo contrassegno. Deve, pertanto, riconoscersi efficacia probatoria del rapporto assicurativo alla dichiarazione del proprietario/conducente rilasciata sul C.I.D. a norma dell'art. 189 n. 4 del c.d.s., che impone ai conducenti di fornire le informazioni utili anche ai fini risarcitori, tra cui i dati personali e assicurativi, confrontati con lo scontrino di polizza sul parabrezza, che fanno prova fino a querela di falso.”
Corte di Cassazione, sez. III, 20 dicembre 2012, n. 23614 (pres. Preden – re. Chiarini)

04/03/2013 - Concetto di malattia – Delitto di lesioni – Trattamento chirurgico – Alterazioni anatomiche – Risarcibilità in sede civile
“Perché si configuri stato di malattia, penalmente rilevante, è necessaria una perturbazione funzionale di tipo dinamico che dopo un certo tempo conduca alla guarigione, alla stabilizzazione in una nuova situazione di benessere fisico degradato o alla morte, con la conseguenza che alterazioni anatomiche alle quali non si associ un'apprezzabile riduzione della funzionalità non possono considerarsi malattia, ma possono costituire fonte di danno risarcibile in sede civile.”
Cassazione Civile, sez. IV, 6 dicembre 2012, n. 47265 (pres. Marzano – est. Grasso)

25/02/2013 - Domanda di garanzia – Art. 32 c.p.c. – Interesse ad agire – Presupposto della condanna
“L'interesse ad agire in garanzia sorge non già al momento della proposizione della controversia principale, bensì soltanto se e quando, accolta la domanda principale, si sia effettivamente verificato il prospettato esito negativo del primo processo, e si sia in tal modo perfezionato e concretizzato l'obbligo indennitario di manleva a carico del terzo.”
Tribunale di Catania, sez. III civ., 28 settembre 2012 (giud. Dipietro G.)

18/02/2013 - Responsabilità ANAS – Art. 2051 c.c. – Custodia beni demaniali
“La responsabilità ex art. 2051 c.c. per i danni cagionati da cose in custodia è applicabile anche nell'ipotesi di beni demaniali in effettiva custodia della P.A. Tale forma di responsabilità ha carattere oggettivo, e, perché possa configurarsi in concreto, è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza. La responsabilità è allora esclusa solo dal caso fortuito, fattore che attiene non già ad un comportamento del responsabile, bensì al profilo causale dell'evento, riconducibile non alla cosa ma ad un elemento esterno, recante i caratteri dell'oggettiva imprevedibilità ed inevitabilità (caso fortuito) e che può essere costituito anche dal fatto del terzo o dello stesso danneggiante.”
Tribunale Reggio Emilia, 23 ottobre 2012, n. 1774 (giud. Morlini)

11/02/2013 - Danno esistenziale – Sofferenza morale – Liquidazione
“In tema di risarcibilità del danno non patrimoniale, dopo avere identificato l'indispensabile situazione soggettiva protetta a livello costituzionale (il rapporto familiare e parentale, l'onere, la reputazione, la libertà religiosa, il diritto di autodeterminazione al trattamento sanitario, il diritto all'ambiente, il diritto di libera espressione del proprio pensiero, il diritto di difesa, il diritto di associazione e di libertà religiosa, ecc.), attraverso una ermeneutica di tipo induttivo, occorre che il giudice del merito proceda ad una rigorosa analisi ed una conseguentemente rigorosa valutazione tanto dell'aspetto interiore del danno (la sofferenza morale), quanto del suo impatto modificativo in pejus con la vita quotidiana (il danno esistenziale).”
Cassazione Civile, sez. III, 20 novembre 2012, n. 20292 (pres. Petti – rel. Travaglino)

04/02/2013 - Danno derivante da perdita del tempo libero – Danno immaginario – Escluso il risarcimento all'avvocato per i presunti danni causati dai disservizi del sistema giudiziario
“Il tempo libero non costituisce, di per sé, un diritto fondamentale della persona tutelato a livello costituzionale e sovranazionale, e ciò per la semplice ragione che il suo esercizio è rimesso alla esclusiva autodeterminazione della persona, che è libera di scegliere tra l'impegno instancabile nel lavoro e il dedicarsi, invece, a realizzare il proprio tempo libero da lavoro e da ogni occupazione.”
Cassazione Civile, sez. III, 4 dicembre 2012, n. 21725 (pres. Massera – rel. Cirillo)

28/01/2013 - Danno biologico – Liquidazione – Principio di uniformità pecuniaria del risarcimento del danno alla persona – Criterio equitativo – Tabelle Milanesi
“Nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l'adozione della regola equitativa di cui all'art. 1226 c.c. deve garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, essendo intollerabile e non rispondente ad equità che danni identici possano essere liquidati in misura diversa sol perché esaminati da differenti uffici giudiziari. Tale uniformità di trattamento è garantita dal riferimento al criterio di liquidazione predisposto dal Tribunale di Milano, essendo esso già ampiamente diffuso sul territorio nazionale, salvo che non sussistano in concreto circostanze idonee a giustificarne l'abbandono.”
Cassazione Civile, sez. VI-3, ordinanza 18 ottobre – 8 novembre 2012, n. 19376 (pres. Finocchiaro –

21/01/2013 - Culpa in vigilando – Danno conseguenza del fatto illecito di altro studente – Prova liberatoria
“In materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad infortunio subito da studente all'interno di struttura scolastica durante le ore di educazione fisica nel corso di una partita di calcio (o, come nella specie, di calcetto), ai fini della configurabilità della responsabilità a carico della scuola ex art. 2048 c.c. non è sufficiente il solo fatto di avere incluso nel programma la suddetta disciplina e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, ma è altresì necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.”
Cassazione Civile, sez. III, 25 settembre 2012, n. 16261 (pres. Chiarini – rel. Scarano)

14/01/2013 - Parametri forensi – Liquidazione dei compensi secondo il sistema in vigore al momento dell'esaurimento della prestazione o della cessazione dell'incarico con riferimento ai singoli gradi di giudizio
“Nell'ipotesi di successione di tariffe professionali nel corso del giudizio, come anche nella successione tra il regime tariffario e quello regolamentare oggi vigente, si deve ritenere applicabile il criterio secondo cui i compensi professionali degli avvocati vanno liquidati secondo il sistema in vigore al momento dell'esaurimento della prestazione professionale ovvero della cessazione dell'incarico, secondo una unitarietà da rapportarsi ai singoli gradi in cui si è svolto il giudizio, e dunque all'epoca della pronuncia che li definisce, non potendosi applicare il sistema nuovo successivamente intervenuto a prestazioni già rese nei suddetti momenti.”
Cassazione Civile, sez. lav., 5 novembre 2012, n. 18920

07/01/2013 - Parametri forensi – Profili temporali e criteri applicativi
“Le disposizioni di diritto sostanziale contenute nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 140/2012 non possono che riferirsi ai rapporti di mandato sorti successivamente al 25 gennaio 2012, data di entrata in vigore del d.l. 1/2012, analogamente a quanto accaduto con l'art. 2, comma 2 bis, del d.l. 223/2006, che ha introdotto l'obbligo della forma scritta per l'accordo sul compenso dell'avvocato.”
Tribunale di Verona, sez. IV civile, 16 ottobre 2012

03/01/2013 - Parametri forensi – Regime transitorio – Liquidazione delle spese
“I nuovi parametri di cui al D.M. 20 luglio 2012, n. 140, ai quali devono essere commisurati i compensi dei professionisti, in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate.”
Cassazione Civile, sez. unite, 12 ottobre 2012, n. 17406 (pres. Preden – rel. Rordorf)

27/12/2012 - Insidia stradale – Effettivo potere di controllo e di vigilanza sul bene demaniale – Verifica del giudice
“Il fattore decisivo per l'applicabilità della disciplina ex art. 2051 c.c. deve individuarsi nella possibilità o meno di esercitare un potere di controllo e di vigilanza sui beni demaniali, con la conseguenza che l'impossibilità di siffatto potere non potrebbe ricollegarsi puramente e semplicemente alla notevole estensione del bene e all'uso generale e diretto da parte dei terzi, da considerarsi meri indici di tale impossibilità, ma all'esito di una complessa indagine condotta dal giudice di merito con riferimento al caso singolo, che tenga in debito conto innanzitutto gli indici suddetti.”
Cassazione civile, sez. III, 28 settembre 2012, n. 16540 (pres. Petti – rel. Giacalone)

17/12/2012 - Tumore – Malattia professionale – Il requisito di elevata probabilità integra il nesso causale
“Nel caso di malattia professionale non tabellata, come anche in quello di malattia ad eziologia multifattoriale, la prova della causa di lavoro, che grava sul lavoratore, deve essere valutata in termini di ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell'origine professionale, questa può essere invece ravvisata in presenza di un rilevante grado di probabilità; a tale riguardo, il giudice deve non solo consentire all'assicurato di esperire i mezzi di prova ammissibili e ritualmente dedotti, ma deve altresì valutare le conclusioni probabilistiche del consulente tecnico in tema di nesso causale, facendo ricorso ad ogni iniziativa ex officio diretta ad acquisire ulteriori elementi in relazione all'entità ed all'esposizione del lavoratore ai fattori di rischio ed anche considerando che la natura professionale della malattia può essere desunta con elevato grado di probabilità dalla tipologia delle lavorazioni svolte, dalla natura dei macchinari presenti nell'ambiente di lavoro, dalla durata della prestazione lavorativa e dall'assenza di altri fattori extralavorativi, alternativi e concorrenti, che possano costituire causa della malattia.”
Cassazione Civile, sez. lav., 12 ottobre 2012, n. 17438 (pres. La Terza – rel. Bandini)

10/12/2012 - Danni cagionati dall'alunno a se stesso – Culpa in vigilando – Legittimazione passiva del Ministero dell'Istruzione e non dell'Istituto scolastico
“Nel caso di autolesioni dell'alunno, la responsabilità è del Ministero dell'Istruzione e non dell'Istituto scolastico, in quanto il personale docente della scuola si trova in rapporto con l’amministrazione statale della pubblica istruzione e non con i singoli istituti. In particolare, essendo riferibili direttamente al Ministero gli atti posti in essere dal menzionato personale, nelle controversie relative agli illeciti ascrivibili a culpa in vigilando dello stesso, legittimato passivo è il Ministero e non l’Istituto.”
Cassazione Civile, sez. III, 6 novembre 2012, n. 19158 (pres. Massera – rel. Amendola)

03/12/2012 - Responsabilità medica – Omessa diagnosi di malformazioni fetali – Risarcimento al neonato, ai genitori e ai fratelli
“La responsabilità sanitaria per omessa diagnosi di malformazioni fetali e conseguente nascita indesiderata va estesa, oltre che nei confronti della madre, nella qualità di parte contrattuale (ovvero di un rapporto da contatto sociale qualificato), anche al padre, nonché, alla stregua dello stesso principio di diritto posto a presidio del riconoscimento di un diritto risarcitorio autonomo in capo al padre stesso, ai fratelli e alle sorelle del neonato, che rientrano a pieno titolo tra i soggetti protetti dal rapporto intercorrente tra il medico e la gestante, nei cui confronti la prestazione è dovuta.”
Cassazione Civile, sez. III, 2 ottobre 2012, n. 16754 (pres. Amatucci – est. Travaglino)

26/11/2012 - Mediazione obbligatoria - Nessun reinserimento
Fallisce il tentativo di reintrodurre la mediazione obbligatoria per il tramite di emendamenti presentati al decreto sviluppo, DDL di conversione in legge del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del paese, con i quali è stata riproposta l'efficacia dell'istituto della conciliazione obbligatoria fino al 31 dicembre 2012, come condizione di procedibilità del giudizio.
In particolare, gli emendamenti in questione sono stati reputati inammissibili dalla Camera (5 novembre 2012). Il Senato, invece, pur avendo in un primo tempo dichiarato inammissibili gli emendamenti (15 novembre 2012), li ha successivamente riammessi. La discussione, tuttavia, è stata definitivamente rimandata in attesa delle motivazioni della Corte Costituzionale (20 novembre 2012).
Sembra così concluso, con esito negativo, il (primo) tentativo di far salva l'obbligatorietà della mediazione

12/11/2012 - Mediazione obbligatoria - Circolare del Ministero della Giustizia 12 novembre 2012
A seguito del comunicato stampa del 24 ottobre 2012, con cui la Corte Costituzionale ha reso noto che è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione, il Ministero della Giustizia ha inteso dare delle indicazioni specifiche, in attesa delle motivazioni della sentenza.
In particolare, con circolare del 12 novembre 2012, il Ministero della Giustizia ha precisato, tra l'altro, che "per i procedimenti di mediazione obbligatoria già attivati nonchè per le eventuali nuove istanze rientranti comunque nell'ambito della previsione di cui all'art. 5 del d.lgs. 28/2010 che dovessere essere presentate prima della pubblicazione della decisione della Corte, l'organismo di mediazione è tenuto ad uno specifico obbligo di informazione della parte istante (nonchè della parte eventualmente comparsa) del venire meno, dal momento della pubblicazione della decisione della Corte Costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale, dell'obbligatorietà del tentativo di mediazione".
Ministero della Giustizia - Circolare 12 novembre 2012

22/10/2012 - Contratto di assicurazione non valido – Dovuto il risarcimento al danneggiato
“In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli, il contrassegno e il certificato di assicurazione operano nell'interesse e a tutela dell'infortunato, in quanto assolvono alla funzione di comunicare ai terzi (segnatamente i danneggiati e gli organi accertatori del traffico) la copertura assicurativa del veicolo.”
Cassazione Civile, sez. III, 5 luglio 2012, n. 11295 (pres. Preden – rel. Amendola)

15/10/2012 - Contratto di assicurazione – Clausole limitative della responsabilità – Clausole limitative dell'oggetto – Vessatorietà
“Nel contratto di assicurazione sono da considerare clausole limitative della responsabilità, per gli effetti dell'art. 1341 c.c., solo quelle clausole che limitano le conseguenze della colpa o dell'inadempimento o che escludono il rischio garantito, mentre attengono all'oggetto del contratto, e non sono perciò assoggettate al regime previsto dal comma 2 di detta norma, le clausole che riguardano il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa e, dunque, specificano il rischio garantito.”
Cassazione Civile, sez. III, 26 giugno 2012, n. 10619 (pres. Finocchiaro – est. Carleo)

08/10/2012 - Ricorso per Cassazione – Deposito atti e documenti – Responsabilità sanitaria – Natura contrattuale
“L'onere del ricorrente, di cui all'art. 369, n. 4, c.p.c., di depositare insieme al ricorso gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda è soddisfatto quanto agli atti e documenti contenuti nel fascicolo d'ufficio (come le consulenze tecniche svolte nei due gradi di giudizio), mediante il deposito della richiesta di trasmissione di detto fascicolo presentata alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata e restituita al richiedente munita di visto ex art. 369, ult. comma, c.p.c.”
Cassazione civile, sez. III, 3 febbraio 2012, n. 1620 (pres. Petti – rel. D'Alessandro)

01/10/2012 - Mediazione obbligatoria – Omissione – Improcedibilità della domanda giudiziale
“Va dichiarata l'improcedibilità della domanda (sottesa all'intimazione di sfratto per morosità) per mancato espletamento del tentativo di mediazione ai sensi dell'art. 5 d.lgs. n. 28/2010.”
Tribunale di Lamezia Terme, sez. civ., sentenza 22 giugno 2012 (dott.ssa Ianni)

24/09/2012 - Insidia stradale – Responsabilità della P.A. – Oggettiva possibilità di custodia – Eventuale comportamento colposo del danneggiato
“In riferimento al demanio stradale, la possibilità concreta di esercitare la custodia va valutata alla luce di una serie di criteri, quali l'estensione della strada, la posizione, le dotazioni e i sistemi di assistenza che la connotano, sì che soltanto l'oggettiva impossibilità della custodia, intesa come potere di fatto sulla cosa, esclude l'applicabilità dell'art. 2051 c.c., che peraltro non sussiste quando l'evento dannoso si è verificato su un tratto di strada che in quel momento era in concreto oggetto di custodia – come nel caso del demanio stradale comunale all'interno della perimetrazione del centro abitato – o quando sia stata proprio l'attività compiuta dalla P.A. a rendere pericolosa la strada medesima, con conseguente obbligo della stessa di osservare le specifiche disposizioni normative disciplinanti detta attività nonché le comuni norme di diligenza e prudenza ed il principio generale di neminem laedere, essendo altrimenti responsabile per i danni derivati a terzi.”
Cassazione civile, sez. III, 8 maggio 2012, n. 6903

17/09/2012 - Risarcimento danno biologico – Invalidità permanente – Liquidazione dalla stabilizzazione dei postumi
“In tema di danno biologico, la cui liquidazione deve tenere conto della lesione dell'integrità psicofisica del soggetto sotto il duplice aspetto dell'invalidità temporanea e di quella permanente, quest'ultima è suscettibile di valutazione soltanto nel momento in cui, dopo il decorso e la cessazione della malattia, l'individuo non abbia riacquistato la sua completa validità con relativa stabilizzazione dei postumi. Ne consegue che il danno biologico di natura permanente deve essere determinato soltanto dalla cessazione di quello temporaneo, giacchè altrimenti la contemporanea liquidazione di entrambe le componenti comporterebbe la duplicazione dello stesso danno.”
Cassazione Civile, sez. III, 21 giugno 2012, n. 10303 (pres. Amatucci – est. Ambrosio)

10/09/2012 - Sicurezza sul lavoro – Infortunio mortale – Datore di lavoro – Responsabilità – Esclusa in caso di delega di funzioni
“In caso di valida ed efficace delega di funzioni in materia di sicurezza, formalmente adottata ed espressamente accettata dal delegato, si configura un trasferimento a terzi della posizione di garanzia, gravante sul datore di lavoro, circa gli obblighi in materia di prevenzione e di sorveglianza antinfortunistica.”
Cassazione Penale, sez, IV, 28 giugno 2012, n. 25535 (pres. Marzano – rel. Casella)

03/09/2012 - Condominio – Responsabilità oggettiva da cose in custodia – Art. 2051 c.c.
“La responsabilità ex art. 2051 cod. civ. per i danni cagionati da cose in custodia ha carattere oggettivo; perché essa possa, in concreto, configurarsi è sufficiente che l'attore dimostri il verificarsi dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene, salvo la prova del fortuito, incombente sul custode.”
Cassazione Civile, sez. III, 28 aprile 2012, n. 10860 (pres. Uccella – rel. Amendola)

27/08/2012 - Notificazione a persona di famiglia non convivente – Presunzione – Carattere occasionale – Prova
“In tema di notificazioni, la consegna dell'atto da notificare a persona di famiglia, secondo il disposto dell'art. 139 c.p.c., non postula necessariamente né il solo rapporto di parentela – cui è da ritenersi equiparato quello di affinità – né l'ulteriore requisito della convivenza del familiare con il destinatario dell'atto, non espressamente menzionato nella norma, risultando, all'uopo, sufficiente l'esistenza di un vincolo di parentela o di affinità che giustifichi la presunzione che la persona di famiglia consegnerà l'atto al destinatario stesso; resta, in ogni caso, a carico di colui che assume di non aver ricevuto l'atto l'onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria, senza che a tal fine rilevino le sole certificazioni anagrafiche del familiare medesimo.”
Cassazione civile, sez. trib., ordinanza 11 aprile 2012, n. 5729

20/08/2012 - Nullità del procedimento o della sentenza impugnata – Vizio di indeterminatezza dell'oggetto – Cognizione del giudice di legittimità – Logicità e sufficienza della motivazione – Error in procedendo – Fatto processuale
“Quando con ricorso per cassazione viene denunciato un vizio che comporta la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, e in particolare un vizio afferente alla nullità dell'atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell'oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all'esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti e i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito.”
Cass. Civ., sez. un., 22 maggio 2012, n. 8077 (pres. Vittoria – rel. Rordorf)

13/08/2012 - Circolazione stradale – Risarcimento danni – Forum destinatae solutionis – Competenza nel luogo di residenza dell'attore
“L'art. 20 c.p.c. in tema di diritti di obbligazione prevede tra i fori alternativamente competenti il foro del luogo ove il danno si è verificato e quello del luogo ove l'obbligazione deve essere adempiuta. Nel caso in cui si tratti di obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro, ai sensi dell'art. 1182, comma 3, c.c., l'obbligazione dovrà essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza.”
Giudice di Pace di Novara, sentenza 30 aprile 2012 (dott.ssa Duella)

06/08/2012 - Mediazione obbligatoria – Tentativo – Mancata partecipazione – Sanzione pecuniaria a carico della parte che non partecipa senza giustificato motivo
“Ai sensi dell'art. 8, comma 5, d. lgs. n. 28/2010, nel testo modificato dall'art. 2, comma 35-sexies d.l. n. 138/2011, va pronunciata condanna al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio nei confronti della parte costituita che, nei casi previsti dall'art. 5 del medesimo decreto legislativo, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo.”
Tribunale di Termine Imerese, sez. civ., ordinanza 9 maggio 2012 (dott. Piraino)

30/07/2012 - Medico specializzando – Autonomia – Colpa per assunzione – Responsabilità
“L'autonomia del medico specializzando, seppure vincolata, in quanto sottoposta alle direttive del tutore, non può che ricondurre allo specializzando le attività da lui compiute; e se lo specializzando non è (o non si ritiene) in grado di compierle deve rifiutarne lo svolgimento perché diversamente se ne assume la responsabilità (c.d. colpa per assunzione). Pertanto sussiste la responsabilità professionale sia per i medici strutturati che per gli specializzandi.”
Cassazione Penale, sez. IV, 17 gennaio – 22 febbraio 2012, n. 6981 (pres. Brusco – rel. Massafra)

23/07/2012 - Risarcimento del danno iure proprio patito dal figlio per la morte del genitore – Liquidazione – Tabelle di riferimento – Esplicita indicazione
“Al giudice di merito è consentito di assumere come parametri di riferimento le tabelle utilizzate nei vari Tribunali della Repubblica; tuttavia, poiché si tratta del ricorso ad un criterio che è comunque equitativo e che trova il proprio fondamento normativo negli articoli 1226 e 2056 c.c., il giudice è tenuto a dare conto del criterio utilizzato, esplicitando in ogni caso quale sia il sistema seguito e provvedendo poi alla necessaria personalizzazione in riferimento al caso concreto.”
Cassazione Civile, sez. III, 29 maggio 2012, n. 8557 (pres. Segreto – rel. Cirillo)

16/07/2012 - Morte del patrigno – Lesione del rapporto parentale – Diritto alla costituzione di parte civile nel processo penale – Risarcimento danni morali – Affectio familiaris – Rilevanza
“La persona, non legata da rapporti di stretta parentela e non convivente con la vittima del reato di omicidio, è esclusa dal diritto al risarcimento del danni patrimoniali; tuttavia, qualora non faccia richiesta di tali danni, bensì di quelli morali, è necessario verificare, in diritto, se alla stessa, ancorché non congiunta e non convivente con la vittima, spetti il diritto al risarcimento a tale titolo o meglio se le si renda riconosciuta la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale. In particolare, nel caso di danno da reato, può riconoscersi al figlio non convivente con il patrigno il danno morale derivante dalla perdita dell'affectio familiaris”
Cassazione Penale, sez. IV, 25 maggio 2012, n. 20231

09/07/2012 - Giurisprudenza – Mutamento – Nuovo termine per notifica – Verifica dell'affidamento incolpevole
“Deve escludersi l'operatività della preclusione o della decadenza derivante dal mutamento giurisprudenziale nei confronti della consolidata precedente interpretazione della regola stessa, la quale, sebbene solo sul piano fattuale, aveva comunque creato l'apparenza di una regola conforme alla legge del tempo. In questo caso lo strumento processuale tramite il quale realizzare la tutela della parte va modulato in relazione alla peculiarità delle situazioni processuali interessate dal mutamento di giurisprudenza”
Cass. Civ., sez. VI, 30 marzo 2012, ord. n. 5181

05/07/2012 - Notifica a mezzo posta – Avviso di ricevimento – Mancanza – Inesistenza della notifica
“La notifica a mezzo del servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell'atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario e l'avviso di ricevimento prescritto dall'art. 149 c.p.c. è il solo documento idoneo a provare sia l'intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l'identità della persona a mani della quale è stata eseguita. Ne consegue che, ove tale mezzo sia stato adottato per la notifica del ricorso per cassazione, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, bensì l'inesistenza della notificazione e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso medesimo”
Cass. Civ., sez. trib., 7 dicembre 2011, n. 26352

02/07/2012 - Circolazione stradale – Risarcimento danni – Giudice di pace – Mediazione obbligatoria – Condizione di procedibilità – Esclusa
“Atteso che il d.lgs. n. 28/2012 non contiene alcun richiamo al giudice di Pace né dispone espressamente l'abrogazione degli artt. 320 e 322 c.p.c, nel procedimento dinanzi al Giudice di Pace vanno applicate le disposizioni di cui al libro II, titolo II, del codice di procedura civile (dall'art. 311 al 322 c.p.c.). Pertanto, il mancato esperimento o conclusione della mediazione, laddove applicabile, non comporta l'improcedibilità della domanda ma ai sensi dell'art. 5 d.lgs. n. 28/2010 l'assegnazione da parte del giudice di 15 giorni per la proposizione della istanza con la fissazione di una successiva udienza dopo la scadenza del termine previsto dall'art. 6 del citato decreto”
Giudice di Pace di Napoli, sez. II, sent. 23 marzo 2012 (GdP F. A. D'Onofrio)

28/06/2012 - Circolazione stradale – Richiesta risarcitoria stragiudiziale – Vizi di contenuto – Improponibilità della domanda
“Una richiesta risarcitoria che non risponda a tutti i requisiti formali di indicazione, descrizione e allegazione richiesti dall'art. 148 c.d.a., presenta un vizio di contenuto di per sé idoneo ad impedire il decorso dello spatium deliberandi previsto dall'art. 145 c.d.a. e determina, pertanto, l'improponibilità dell'azione risarcitoria e della domanda giudiziaria”.
Corte Cost., 3 maggio 2012, n. 111

25/06/2012 - Responsabilità da reato – Danni non patrimoniali – Risarcimento – Liquidazione – Equità calibrata
“Poiché il criterio equitativo si offre a soluzioni disparate, il Giudice, a fronte della singola fattispecie concreta, deve avere contezza dei precedenti giurisprudenziali, riferiti alle singole patologie di danno non patrimoniale portate all'esame dei magistrati; e, sulla base di questi precedenti giurisprudenziali, secondo una sorta di ideale scala di valori, dovrebbe procedere ad una modulazione proporzionale, ma sempre in senso equitativo del danno”.
Tribunale di Brindisi, 14 dicembre 2012 (giud. A.I. Natali)

18/06/2012 - Matrimonio – Promessa – Rottura – Risarcibilità danni patrimoniali – Limiti
“La rottura della promessa di matrimonio formale e solenne, cioè risultante da atto pubblico o scrittura privata o dalla richiesta delle pubblicazioni matrimoniali, non può considerarsi comportamento lecito allorché avvenga senza giustificato motivo. Da tale comportamento può derivare l'obbligo, a carico del recedente ingiustificato, di rimborsare l'importo delle spese affrontate e delle obbligazioni contratte in vista del matrimonio”.
Cassazione Civile, sez. III, 2 gennaio 2012, ord. n. 9 (pres. Finocchiaro – rel. Lanzillo)

14/06/2012 - Responsabilità medica – Chirurgo – Capo equipe – Posizione di garanzia – Fase post-operatoria
“La posizione di garanzia del capo dell'equipe chirurgica non è limitata all'ambito strettamente operatorio, ma si estende al contesto post-operatorio. Infatti, il momento immediatamente successivo all'atto chirurgico non è per nulla avulso dall'intervento operatorio; non foss'altro per il fatto che le esigenze di cura e di assistenza del paziente sono con tutta evidenza rapportate alle peculiarità dell'atto operatorio ed al suo andamento in concreto: contingenze note al capo equipe più che ad ogni altro sanitario”
Cassazione Penale, sez. IV, 9 maggio 2012, n. 17222 (pres. Marzano – rel. Blaiotta)

11/06/2012 - Morte di un congiunto – Lesione del rapporto parentale nonno-nipote – Danno non patrimoniale – Risarcibilità – Convivenza
“Affinché possa ritenersi leso il rapporto parentale di soggetti al di fuori del nucleo di parenti stretti (nonni, nipoti, genero, nuora) è necessaria la convivenza, quale connotato minimo attraverso cui si esteriorizza l'intimità dei rapporti parentali, anche allargati, caratterizzati da reciproci vincoli affettivi, di pratica della solidarietà, di sosteno economico”
Cassazione Civile, sez. III, 22 febbraio – 16 marzo 2012, n. 4253 (pres. Trifone – rel. Carluccio)

07/06/2012 - Procedimento possessorio - Procura alle liti – Rito sommario – Valenza della procura per il giudizio di merito
"In virtù dell'estensione e dell'univoca ampiezza del mandato conferito per la fase sommaria, ma che deve essere riferito all'intero procedimento possessorio, da intendersi in modo unitario per la specifica natura prosecutoria del successivo giudizio di merito, le parti possono legittimamente richiamare il mandato conferito per la fase sommaria negli atti di costituzione per il giudizio di merito"
Cassazione Civile – Sez. II, sentenza del 26.03.2012, n. 4845

04/06/2012 - Utilizzo del ciclomotore dal minore – Danno a terzi – Responsabilità dei genitori – Culpa in vigilando
"Si configura la responsabilità di cui all'art. 2048 c.c. in capo ai genitori che non dimostrino di aver svolto una adeguata vigilanza sulla condotta del proprio figlio minore in ordine all'utilizzo del ciclomotore, da cui poi sia derivato danno a terzi"
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 29.11.2011, n. 25218

31/05/2012 - Separazioni – Capacità lavorativa potenziale del coniuge – Ridotto l'assegno di mantenimento
"E' possibile la riduzione del mantenimento dell'ex coniuge, pur se privo di mezzi economici di sostentamento, qualora sia dotato di specifica qualifica professionale"
Cassazione Civile, Sez. I, sentenza del 22.03.2012, n. 4571

28/05/2012 - Danni da insidia stradale – Custodia – Responsabilità della P.A. - nesso eziologico – Distrazione dell'utente – Esclusione della responsabilità
"In relazione ai danni verificatisi nell'uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c., l'esistenza di un comportamento colposo dell'utente danneggiato (sussistente anche quando egli abbia usato il bene senza la normale diligenza o con un affidamento soggettivo anomalo sulle sue caratteristiche) esclude la responsabilità della P.A., qualora si tratti di un comportamento idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno ed il danno stesso, mentre in caso contrario esso integra un concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227 c.c., I comma, con conseguente diminuizione della responsabilità del danneggiante (e, quindi, della P.A.) in proporzione all'incidenza causale del comportamento stesso"
Cassazione, Sez. VI, sentenza del 30.01.2012, n. 1310

24/05/2012 - Liquidazione del danno – Il danno biologico non ricomprende il danno morale
“ Il danno morale non può essere ritenuto, in via automatica, come una quota del danno biologico. Infatti il danno non patrimoniale derivante dalla lesioni dell'integrità fisica del lavoratore, identificato nella sommatoria di danno biologico (all'integrità fisica) e danno morale (consistente nella sofferenza per l'ingiuria fisica subita), non richiede, ai fini della risarcibilità, la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 185 c.p., essendo riferibile ai diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti. Tali danni sono risarcibili, ai sensi dell'art. 2059 c.c., sotto voci distinte, con adeguata personalizzazione del danno biologico e morale derivante dalla riduzione della capacità lavorativa conseguente ad un infortunio sul lavoro, avendosi duplicazione di risarcimento solo quando il medesimo pregiudizio sia stato liquidato due volte, sebbene con l'uso di nomi diversi”
Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza del 02.04.2012, n. 5230

21/05/2012 - Decreto Legge sulle Liberalizzazioni: nascono le “sezioni specializzate in materia di impresa”
Il Decreto legge sulle Liberalizzazioni (DL 24 gennaio 2012, n. 1) ha modificato il D. Lgs. n. 168/2003, attribuendo alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale nuove competenze, soprattutto in materia societaria, oltre che per le cosiddette class action, introdotte dall'articolo 140-bis del Codice del Consumo, modificandone la denominazione in “Tribunale delle Imprese”. La legge di conversione del 24 marzo 2012, n. 27, ha recepito buona parte della disciplina introdotta dal Decreto Legge in argomento, mutuando la denominazione di “Tribunale delle Imprese”, in “sezioni specializzate in materia di impresa”, sottolineando che non si tratta di tribunali autonomi, ma di sezioni specializzate dei tribunali ordinari, aventi sede, di regola, nel capoluogo di ogni regione. Così facendo, il legislatore della conversione ha voluto fugare ogni possibile sospetto di incostituzionalità, che era stato sollevato con riferimento alla disciplina introdotta dal Decreto Legge, che avrebbe potuto essere interpretata come contrapposta a quanto sancito dall'art. 102, secondo comma, Cost., che vieta l'istituzione di giudici speciali e straordinari. Per quanto attiene alla competenza delle nuove sezioni, la nuova disciplina affida ad esse buona parte della materia societaria. Esse sono competenti, oltre che per le controversie relative alle SpA e Sapa, come aveva previsto il decreto legge, anche per le Srl, le società cooperative e le mutue assicuratrici, la società europea e la società cooperativa europea, nonché per le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, ovvero alle società che rispetto alle stesse esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento; sono altresì competenti per le cause ed i procedimenti che presentano ragioni di connessione con le controversie già indicate. La legge di conversione, inoltre, aggiunge alla competenza delle sezioni specializzate la violazione della normativa antitrust nazionale ed europea, mentre elimina dal novero delle materie attribuite a queste sezioni l'azione collettiva risarcitoria.
Decreto legge sulle Liberalizzazioni (DL 24 gennaio 2012, n. 1)

17/05/2012 - Illegittimità costituzionale del Codice del Turismo: 19 articoli del Decreto Legislativo n. 79 del 23.05.2011 censurati per eccesso di delega governativa
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di 19 articoli del D.lgs. n. 79 del 23 maggio 2011 - c.d. Codice del Turismo - per eccesso di delega. La Consulta ha messo in evidenza, mediante la sentenza in commento, che l’intervento del legislatore statale è andato oltre i limiti fissati dalla Legge di delegazione n. 246 del 2005, ingerendosi in materia di riassetto dei rapporti tra Stato e Regione nel settore del turismo, realizzando così un accentramento di funzioni spettanti in via ordinaria alle Regioni. Per tale motivo, è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma primo, del Codice del Turismo e di ben 18 articoli dell'allegato n. 1, per violazione degli articoli 76 e 77, primo comma, Cost., in relazione all'art. 117, quarto comma, e dell'art. 118, primo comma, Cost. In sostanza, il legislatore delegato aveva il potere di disciplinare, raggruppare e riordinare le norme statali attinenti alla materia del turismo, negli ambiti di sua competenza esclusiva, ma non poteva regolamentare ex novo i rapporti tra Stato e Regioni per la stessa materia, neanche attraverso il ricorso alla c.d. “attrazione in sussidiarietà”, metodo di intervento dello Stato, il quale si ingerisce di materie e settori rientranti nella competenza di un ente territoriale “minore”, al fine di garantire determinati obiettivi, che trae origine dal principio introdotto in ambito europeo dal Trattato di Maastricht. Pare il caso evidenziare che nell'ambito europeo, a differenza di quanto attuato in ambito italiano, il principio di sussidiarietà consente l'intervento superiore della Comunità europea, “soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario” (cfr. art. 5 Trattato CE post Trattato di Maastricht). Pertanto, l'Unione Europea, ente “superiore”, interviene in via sussidiaria, esercitando le competenze dello Stato membro, solo dopo che sia stata portata a termine un'attività di indagine, burocratica e governativa, al fine di accertare la sussistenza di tutti i requisiti, in virtù dei quali si possa intervenire in via sussidiaria ex art. 5 TCE (insufficiente possibilità di realizzazione degli obiettivi dell'azione; dimensioni dell'azione; effetti dell'azione; comparazione tra capacità dello stato membro e dell'Unione Europea) (cfr. Fausto Pocar, “Diritto dell'Unione Europea”), e non può accadere che l'ente superiore, senza le opportune verificazioni, intervenga in via sussidiaria esercitando competenze dell'ente minore. Il legislatore delegato, pertanto, anziché disporre in merito a materie che non rientrano nella sua competenza, avrebbe dovuto porre attenzione all'oggetto della delega, che era circoscritto al coordinamento formale ed alla ricomposizione logico – sistematica della legislazione nazionale nel settore del turismo, al fine di semplificare la normativa di settore.
Corte Costituzionale, sentenza del 05.04.2012, n. 80

14/05/2012 - Notifica atti alla società – Validità – Equiparazione della sede legale alla filiale della società
"Deve considerarsi valida la notificazione eseguita nella sede effettiva di una società avente personalità giuridica anziché nella sede legale, operando anche ai fini della disciplina delle notificazioni contenuta nell'art. 145 c.p.c. la disposizione di cui all'art. 46 cpv. c.c., secondo il quale, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della stessa anche quest'ultima"
Cassazione Civile, Sez. VI, ordinanza del 24.11.2011 n. 24842

10/05/2012 - Fallimento – Termine di compiuta giacenza – Disciplina ex art. 155 c.p.c. - Termine di notifica ricorso introduttivo e decreto di convocazione – Natura dilatoria – Criteri processuali di computo
“Il termine di quindici giorni prima dell'udienza, fissato per la notifica degli atti giudiziari in materia fallimentare, ha natura “dilatoria” e a “decorrenza successiva”. In quanto tale, deve essere computato secondo il criterio di cui all'art. 155, comma 1, c.p.c.”
Cassazione Civile, SS. UU., sentenza del 01.02.2012, n. 1418

07/05/2012 - Assicurazione – Contrassegno falso – Onere della prova gravante sulla compagnia di assicurazione
“Nel caso in cui venga contestata la validità del contrassegno di assicurazione, spetta alla compagnia convenuta in giudizio dare la prova dell'inesistenza del rapporto assicurativo”
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 17.11.2011, n. 24089

03/05/2012 - Pacchetto turistico – Configurabilità in presenza di servizi turistici – Disciplina ex D. Lgs. 111/1995
"Nell'ipotesi di acquisto da un'agenzia del pernottamento con mezza pensione in un villaggio turistico, scelto da un catalogo, villaggio presso il quale previo acquisto di una tessera club, sono fruibili servizi turistici (quali spiaggia attrezzata, miniclub bambini, animazione, piscina, campi da tennis, etc.), sussistono tutte le condizioni richieste dalla legge (art. 2 D. Lgs. 111/1995) per la configurabilità dell'acquisto di un "pacchetto turistico". Né ai fini dell'applicabilità della suddetta disciplina, ha alcun rilievo il mancato rispetto dell'art. 19 dello stesso decreto legislativo, trattandosi di previsioni a favore del consumatore, lontane dallo stabilire oneri e decadenze a carico dello stesso"
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 02.03.2012, n. 3256

30/04/2012 - Furto - Colpa grave del danneggiato – Esclusione del risarcimento
"Se la condotta dell'assicurato costituisce elemento decisivo per consentire la realizzazione dell'evento assicurato ovvero se da essa deriva un'apprezzabile facilitazione dell'azione delittuosa, nell'uno e nell'altro caso non si potrà negare la sussistenza del rapporto causale tra l'imprudenza dell'assicurato e la verificazione del sinistro"
Giudice di Pace di Bagheria, sentenza del 16.01.2012, n. 22/2012

26/04/2012 - Danno jure hereditatis – Morte dopo breve tempo del congiunto a seguito di incidente stradale – Risarcibilità
“Solo se il soggetto coinvolto in incidente stradale è rimasto lucido, ossia consapevole e volitivo, per un tempo apprezzabile, si realizza una sofferenza psichica, di massima intensità anche se di durata contenuta. Essa non è suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, di degenerare e dare luogo a danno biologico, ma rientra tra i tipi descrittivi del danno morale nella sua più nuova accezione, ossia come lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica” "Nel caso in cui il danneggiato a seguito di sinistro stradale entri in coma e non manifesti ripresa di coscienza prima del decesso, egli non è diventato titolare di alcun danno morale per la sofferenza psichica conseguita alle lesioni riportate e, quindi, non trasmissibile agli eredi per la sua liquidazione, in quanto non è rimasto lucido durante l'agonia né rivelò consapevole attesa della fine della sua vita"
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 22.02.2012, n. 2564

23/04/2012 - Risarcibilità del danno non patrimoniale da lesione di uno stretto congiunto – Risarcimento dei pregiudizi esistenziali - Presunzioni
“Al genitore di persona, che abbia subito la paralisi ostetrica del braccio destro all'esito di errato intervento in sede di parto, spetta il risarcimento del danno non patrimoniale sofferto in conseguenza di tale evento, dovendo, ai fini della liquidazione del relativo ristoro, tenersi in considerazione la sofferenza (o patema d'animo) anche sotto il profilo della sua degenerazione in obiettivi profili relazionali. La prova di tale danno può essere data anche con presunzioni. Ne consegue che in presenza dell'allegazione del fatto-base delle gravi lesioni subite dal figlio convivente, il giudice deve ritenere provata la sofferenza interiore (o patema d'animo) e lo sconvolgimento dell'esistenza che per la madre ne derivano, dovendo nella liquidazione del relativo ristoro tenere conto di entrambi i suddetti profili. Incombe alla parte nel cui sfavore opera la presunzione dare la prova contraria idonea a vincerla”
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 16.02.2012, n. 2228

19/04/2012 - La mediazione pregiudiziale per le controversie in materia di condominio ed R.C.A.: scatta l'obbligo a partire dal 21.03.2012
Dal 21 marzo è obbligatorio il ricorso preventivo alla conciliazione anche per le controversie in materia di condominio e di R.C. auto, a pena di improcedibilità del giudizio incoato. Questo significa che il giudice dichiarerà l'improcedibilità del giudizio relativo alle cause per le quali è previsto obbligatoriamente il preventivo ricorso alla mediazione, qualora non sia stata data prova dell'esperimento del tentativo di risoluzione e composizione della lite ad opera del mediatore. Con specifico riguardo alla disciplina della mediazione, essa può essere svolta secondo quattro modalità. La mediazione obbligatoria, relativa alle materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità della materia; il giudizio resterà precluso se non si tenta preventivamente la mediazione. La mediazione facoltativa: è quella svolta dall'attore, a prescindere dal tipo di controversia che si intende incardinare. La mediazione delegata: è quella che si svolge a seguito dell'invito del giudice della controversia, anche in grado di appello. La mediazione contrattuale: si ha qualora il contratto, lo statuto o l'atto costitutivo di un Ente prevedono una clausola di mediazione. Per attivare la mediazione è necessario presentare domanda presso un organismo di conciliazione, indicando l'organismo cui è indirizzata, le parti, l'oggetto, le ragioni della pretesa ed il valore della lite. All'atto di deposito della domanda, l'istante deve versare 40 euro di spese di avvio del procedimento; dal deposito inizia a decorrere il termine di quattro mesi, dopo il quale la mediazione si considera tentata. Ricevuta una domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre 15 giorni dal deposito della domanda; sarà cura dell'istante comunicare all'altra parte la data dell'incontro. Al termine dell'incontro, se la controparte non si presenta, nei casi di mediazione obbligatoria, andrà incontro agli effetti pregiudizievoli previsti dall'art. 13 del c.d. Pacchetto Giustizia (D. L. 212/2011), il quale ha precisato che la sanzione prevista dall'art. 8, V comma, del D. Lgs. 28/2010 a carico della parte costituita che, senza giustificato motivo, non abbia partecipato al procedimento di mediazione, deve essere applicata dal giudice con apposita ordinanza non impugnabile, dunque non revocabile, invece che con la sentenza che definisce il giudizio, al fine di garantire una maggiore tempestività e di conseguenza, una maggiore effettività della sanzione già prevista dalla legislazione vigente. La sanzione è costituita dalla condanna della parte costituita, che non abbia partecipato al procedimento, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio (cfr. D.L.138/2011, conv. in L. 148/2011). L'ordinanza che dispone la condanna non è impugnabile, verrà pronunciata nel corso della prima udienza di comparizione delle parti ovvero in quella successiva alla sospensione disposta a norma dell'art. 8, I comma, del D.Lgs. 28/2010, in caso di mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria. Se, invece, viene raggiunto un accordo, di esso viene redatto verbale dal mediatore, il quale potrà essere omologato, su istanza di parte, da parte del presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede l'organismo di conciliazione, acquisendo così valore di titolo esecutivo. Se non viene raggiunto l'accordo conciliativo, il mediatore redige relativo verbale, che soddisfa pienamente la condizione di procedibilità. L'indennità di mediazione è composta dalle spese di avvio e dalle spese di mediazione; queste ultime variano in relazione al valore della controversia. L'iter descritto, ha avuto ingresso anche per il settore della R.C. auto, con lo scopo di sottrarre una parte del lavoro ordinario agli uffici giudiziari, per concentrarsi sulle cause pendenti, nell'intento di ridurre il contenzioso civile. Per quanto riguarda l'individuazione delle cause condominiali interessate dalla mediazione, un'interpretazione ragionevole fa ritenere che la materia condominiale soggetta alla mediazione preventiva obbligatoria sia costituita dalle vertenze interne al condominio, riguardanti gli articoli dal 1117 al 1139 c.c.. L'amministratore di condominio può chiedere un decreto ingiuntivo nei confronti di un condomino moroso, salvo ricorrere alla mediazione in caso di opposizione, che in quanto giudizio ordinario a cognizione piena, rientra nei casi per i quali il D. Lgs. 28/2010 sancisce l'obbligatorietà della mediazione. Stessa interpretazione si svolge nel caso in cui il terzo, estraneo al condominio, chiede un decreto ingiuntivo nei confronti del condominio. Per quanto attiene all'impugnazione delle delibere assembleari, prima del 21 marzo 2012, non si doveva attivare la preventiva mediazione. Dopo il 21 marzo prossimo, deve necessariamente attivare la mediazione, tenendo presente che la mediazione produce sulla prescrizione gli stessi effetti della domanda giudiziale. Tuttavia, qualora si agisca per ottenere la sospensione della esecutività della delibera impugnata, bisognerà rivolgersi all'autorità giudiziaria, atteso che si tratta di attività non rientrante nella competenza del mediatore. Per quanto attiene, infine, ai rapporti tra mediazione e procedura per indennizzo diretto, le due procedure sono succedanee. Questo significa che il danneggiato deve chiedere preventivamente il risarcimento alla compagnia assicurativa del responsabile (ovvero alla propria) e successivamente, in caso di mancata transazione, dovrà procedere con la mediazione prima di adire l'autorità giudiziaria.

16/04/2012 - Testamento biologico
"Il testamento biologico è possibile; non è possibile il ricorso all'eutanasia"
Risoluzione Consiglio d'Europa del 25.01.2012 n. 1859

12/04/2012 - Cartella di pagamento – Provvedimento dispositivo del fermo amministrativo – Natura provvedimentale – Vizio di motivazione – Illegittimità della procedura
“Il mancato pagamento di un debito iscritto a ruolo non legittima sempre e comunque l'adozione di una misura cautelare: bisogna, infatti, avere riguardo all'entità dell'importo insoluto e alle condizioni del debitore, verificando se sussista in concreto il pericolo di perdere ogni garanzia del credito”
Commissione Tributaria Provinciale di Bari, sentenza n. 276/1/11

10/04/2012 - Procedimento civile – Frazionamento della domanda delle diverse voci di danno – Abuso del processo – Conseguenze – Improponibilità della domanda
“In caso di danni a cose ed alla persona subiti in occasione di uno stesso sinistro, non è più possibile consentirsi di frazionare la tutela giurisdizionale mediante la proposizione di distinte domande davanti al giudice di pace ed al tribunale, in ragione delle rispettive competenze per valore, trattandosi di condotta lesiva del generale dovere di correttezza e buona fede, e tale da risolversi in un abuso dello strumento processuale, alla luce dell'art. 111 Cost. Ne consegue che la domanda introdotta per seconda deve considerarsi improponibile, senza che possa aver rilievo il fatto che la parcellizzazione abbia avuto luogo in un contesto giurisprudenziale in cui pacificamente era consentita, in quanto nella vicenda di specie non si tratta di impedire ex post l'esercizio di una tutela di cui l'ordinamento continua a ritenere la parte meritevole, quanto di non più consentire di utilizzare, per l'accesso alla tutela giudiziaria, metodi divenuti incompatibili con valori avvertiti come preminenti ai fini di un efficace equo funzionamento del servizio della giustizia”
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 22.12.2011, n. 28286

05/04/2012 - Principio di colpevolezza – Valutazione del materiale probatorio – Assoluzione e incertezza della colpevolezza
"Non basta, per la riforma caducatrice di un'assoluzione, una mera diversa valutazione caratterizzata da pari o addirittura minore plausibilità rispetto a quella operata dal primo giudice, occorrendo invece, come detto, una forza persuasiva superiore, tale da fare venire del tutto meno quella situazione di ragionevole dubbio, in qualche modo intrinseca alla stessa esistenza del contrasto. La condanna, invero, presuppone la certezza della colpevolezza, mentre l'assoluzione non presuppone la certezza dell'innocenza, ma la mera non certezza della colpevolezza"
Cassazione Penale, Sez.VI, sentenza del 13.01.2012, n. 913

02/04/2012 - Legittimità dell'uso dell'apparecchiatura elettronica "telelaser" – Violazione dei limiti di velocità – Mancata consegna dello scontrino per la stampa dei dati su velocità e targa del veicolo – Contestazione del verbale della polizia stradale
“In tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo apparecchiature elettroniche, poiché l'art. 142 C.d.S. si limita a prevedere che possono essere considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate, e l'art. 345 del regolamento di esecuzione, approvato con d.P.R. n. 495 del 1992, dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi di polizia stradale, devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro e accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente, senza prevedere che la rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica, è legittima la rilevazione della velocità di un autoveicolo effettuata a mezzo apparecchiatura elettronica denominata "telelaser", che non rilascia documentazione fotografica dell'avvenuta rilevazione nei confronti di una determinato veicolo, ma consente unicamente l'accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all'attestazione dell'organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo individuato. L'efficacia probatoria di tale attestazione è controvertibile solo attraverso la querela di falso, essendo suscettibile di prova contraria solo il difetto di omologazione oppure il malfunzionamento dell'apparecchiatura”
Cassazione Civile, Sez. II, sentenza dell'08.11.2011, n. 23212

29/03/2012 - Sanzioni amministrative per violazione del codice della strada – Opposizione – Competenza per materia e per valore – Competenza funzionale esclusiva e generale del giudice di pace
“Contro le sanzioni amministrative dipendenti da violazioni del codice della strada è competente il giudice indicato dalla legge come competente per materia e per valore, e pertanto, per quanto attiene alla contestazione di un provvedimento sanzionatorio, il giudice indicato come competente dalla Legge n. 689/1981, all'art. 22, è il giudice di pace, avendo il legislatore inteso fissare in capo ad esso una competenza funzionale, esclusiva e generale, in materia di violazioni del codice della strada”
Cassazione Civile, Sez. VI, sentenza del 13.10.2011, n. 21194

26/03/2012 - Criteri di liquidazione del risarcimento – Concorso del danneggiato ex art. 1227 c.c. - Configurabilità – Concorso omissivo del danneggiato - colpa generica - Sufficienza
“In tema di risarcimento del danno, al fine di integrare la fattispecie di cui all'art. 1227, primo comma, c.c. - applicabile per l'espresso richiamo di cui all'art. 2056 c.c. anche alla responsabilità extracontrattuale – il comportamento omissivo del danneggiato rilevante non e' solo quello tenuto in violazione di un obbligo giuridico specifico, ma anche più genericamente quello tenuto in violazione delle norme comportamentali di diligenza e correttezza. Ciò comporta che sussiste il comportamento omissivo colposo del danneggiato, ogni qual volta il suo non attivarsi per evitare che si verifichi un evento lesivo abbia concorso a produrre l'evento in suo danno”
Cassazione Civile, SS. UU., sentenza del 21.11.2011, n. 24406

22/03/2012 - Risarcimento del danno allo straniero – Incidente stradale – Criterio della reciprocità – Interpretazione art. 16 disposizioni preliminari codice civile
“I parenti dell'immigrato deceduto in un incidente stradale hanno diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non anche se manca il criterio di reciprocità con il Paese di origine della vittima”.
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 02.02.2012, n. 1493

19/03/2012 - Mancanza di adeguata informazione sanitaria – Gravidanza a rischio – aborto terapeutico – Diritto di scelta – Responsabilità della struttura sanitaria e risarcimento del danno
“Sussiste la responsabilità della struttura sanitaria che non abbia adempiuto all'obbligo di fornire alla gestante informazioni attendibili (anche attraverso la ripetizione di esami clinici) circa il buon esito della gravidanza, con conseguente lesione del diritto della madre stessa di poter decidere liberamente la scelta dell'aborto terapeutico o di rischiare una nascita a - rischio genetico -”
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 30.11.2011, n. 25559

15/03/2012 - Utilizzo di tecniche dilatorie – Illecito disciplinare – Comportamento lesivo del decoro e della dignità professionale – Atipicità dell'illecito disciplinare – Applicazione della censura
“L'utilizzo di tecniche dilatorie nei confronti dell'avvocato della controparte in un quadro di comportamenti poco trasparenti finalizzati ad orientare in un determinato modo la soluzione della controversia è illegittimo. E' dunque giustificata la sanzione della censura irrogata all'avvocato ritenuto colpevole di tali condotte”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza del 17 gennaio 2012, n. 529

12/03/2012 - Nesso di causalità – Accertamento tecnico – Potere di apprezzamento del giudice – Dovere di motivazione in rapporto agli esiti della C.T.U. ed agli eventuali rilievi dei consulenti di parte
"E' affetta da vizio di motivazione la sentenza con la quale il giudice di merito, a fronte di precise e circostanziate critiche mosse dal consulente tecnico di parte alle risultanze della consulenza tecnica d'ufficio, non le abbia in alcun modo prese in considerazione e si sia, invece, limitato a fare proprie le conclusioni della consulenza d'ufficio. Il potere di detto giudice di apprezzare il fatto, infatti, non equivale che egli possa farlo immotivatamente e non lo esime, in presenza delle riferite contestazioni, dalle spiegazioni delle ragioni per le quali sia addivenuto a una conclusione piuttosto che a un'altra, incorrendo, altrimenti, nel vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia"
Cassazione Civile, Sez. II, sentenza del 21.03.2011, n. 6399

08/03/2012 - Contratto di assicurazione – Limiti e portata del divieto di svolgere attività commerciali diverse da quella assicurativa, riassicurativa e di capitalizzazione ex art. 5 della legge n. 295/1978 – Obbligazioni – Solidarietà passiva - Effetti della transazi
“Non può dirsi di per sé vietato che una società esercente attività assicurativa acquisisca partecipazioni in società avente oggetto diverso, se tale acquisizione non comporti l'esercizio di un'attività di trading finanziario incoerente con l'oggetto assicurativo, ma sia uno dei mezzi adoperati per la conservazione delle riserve patrimoniali di cui detta società ha bisogno per assolvere correttamente i propri compiti istituzionali” “Il debitore che non sia stato parte della transazione stipulata dal creditore con altro condebitore in solido non può profittarne se, trattandosi di un'obbligazione divisibile ed essendo stata la solidarietà prevista nell'interesse del creditore, l'applicazione dei criteri legali d'interpretazione dei contratti porti alla conclusione che la transazione ha avuto ad oggetto non l'intero debito ma solo la quota di esso riferibile al debitore che ha transatto; in caso contrario il condebitore ha diritto a profittare della transazione senza che eventuali clausole in essa inserite possano impedirlo. Qualora risulti che la transazione ha avuto ad oggetto solo la quota del condebitore che l'ha stipulata, il residuo debito gravante sugli altri debitori in solido è destinato a ridursi in misura corrispondente all'ammontare di quanto pagato dal condebitore che ha transatto solo se costui ha versato una somma pari o superiore alla sua quota ideale di debito; se invece il pagamento è stato inferiore alla quota che faceva idealmente capo al condebitore che ha raggiunto l'accordo transattivo, il debito residuo gravante sugli altri coobligati deve essere ridotto in misura proporzionale alla quota di chi ha transatto”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza 30 dicembre 2011, n. 30174

05/03/2012 - Danni da insidia – esclusione della responsabilità della pubblica amministrazione – nesso di causalità – condotta colposa della vittima – caso fortuito
In tema di danno causato da cose in custodia, costituisce circostanza idonea ad interrompere il nesso causale e, di conseguenza, ad escludere la responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.p.c., il fatto della vittima la quale, non prestando attenzione al proprio incedere, in un luogo normalmente illuminato, inciampi contro un ostacolo oggettivamente percepibile con successiva sua caduta, riconducendosi in tal caso la determinazione dell'evento dannoso ad una sua esclusiva condotta colposa configurante un idoneo caso fortuito escludente la suddetta responsabilità del custode
Tribunale di Livorno, sez. Cecina, sentenza del 09.11.2011, n. 170

01/03/2012 - Responsabilità dei medici operanti in equipe – dovere di controllo del capo equipe – principio dell'affidamento e inosservanza degli obblighi comuni o indivisi tra gli operatori dell'equipe
“ In ordine alla responsabilità dei medici operanti in equipe, in base al principio di affidamento, il primario o il capo equipe, stante la sua posizione differenziata e di vertice rispetto agli altri medici di livello inferiore o componenti dell'equipe, ha il dovere di controllo sul loro operato e conseguente assunzione da parte sua della relativa responsabilità. In materia sanitaria, il principio di affidamento, quale criterio utilizzato onde verificare se ed in che limiti il singolo medico debba rispondere dell'infausto esito del trattamento sanitario effettuato in equipe e se il medesimo debba o meno rispondere dei comportamenti colposi riferibili agli altri componenti dell'equipe, non trova applicazione nelle ipotesi in cui la colpa attenga all'inosservanza di obblighi comuni o indivisi tra i vari operatori”
Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza del 20.12.2011, n. 46961

27/02/2012 - Il danno da ridotta capacità lavorativa – presupposti – risarcimento della riduzione della capacità di guadagno riconosciuta allo studente che non lavora
“Lo studente, che sia privo di un'attività lavorativa, ha diritto al risarcimento del danno da ridotta capacità lavorativa”
Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 30.11.2011, n. 25571

20/02/2012 - Legge 17/02/2012 n. 10: è stato abrogato l'art. 26 della Legge di stabilità
E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20.02.2012 la Legge n. 10 del 17.02.2012, per la conversione, con modificazioni, del decreto – legge 22 dicembre 2011, n. 212, relativo alle disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile. Di seguito il testo dell'articolo 1: " 1. Il decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212, recante disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile, e' convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato". L'allegato cui si riferisce il primo comma dell'art. 1 prevede: Allegato MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 22DICEMBRE 2011, N. 212 Gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 sono soppressi. All'articolo 13, comma 1, alla lettera a), le parole: «euro mille» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1.100» ed e' aggiunta la seguente lettera: «b-bis) all'articolo 769, dopo il terzo comma, e' aggiunto il seguente: Quando non sono stati apposti i sigilli, l'inventario puo' essere chiesto dalla parte che ne assume l'iniziativa direttamente al notaio designato dal defunto nel testamento ovvero, in assenza di designazione, al notaio scelto dalla stessa parte». L'articolo 14 e' sostituito dal seguente: «Art. 14. - (Modifica alla legge 12 novembre 2011, n. 183). -1. L'articolo 26 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e' abrogato». All'articolo 16: al comma 1, la lettera a) e' soppressa; il comma 2 e' soppresso. Il titolo e' sostituito dal seguente: «Disposizioni urgenti per l'efficienza della giustizia civile». La modifica più rilevante apportata dalla legge di conversione è costituita dall'abrogazione dell'art. 26 della Legge n. 183/2011 (Legge di Stabilità). Pertanto, non è più necessario che le parti dei giudizi di impugnazione indicati nella norma abrogata presentino la dichiarazione di interesse alla prosecuzione del giudizio medesimo.

24/01/2012 - Decreto Legge n. 1/2012: le liberalizzazioni, il preventivo del professionista e l'abrogazione delle tariffe.
E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 24 gennaio 2012, n. 19, il D.L. n. 1/2012, recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività"(cd. Decreto liberalizzazioni), che introduce importanti novità per lo svolgimento della professione forense. In particolare, l’art. 9, co. 3, del decreto legge citato elimina l’obbligo del preventivo scritto per il professionista. La precedente bozza del decreto, si ricorda, prevedeva un vero e proprio obbligo, a carico del professionista, di redigere un preventivo scritto per la prestazione richiesta, pena l’applicazione di una sanzione disciplinare. L’attuale formulazione dell’art. 9, co. 3, stabilisce che il compenso per le prestazioni professionali deve essere pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista è tenuto a spiegare al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. La misura del compenso, che dovrà essere redatta anche in forma scritta se richiesto dal cliente, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Devono, inoltre, essere indicati i dati della polizza assicurativa del professionista, a tutela degli eventuali danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. L'inottemperanza che integra gli estremi dell'illecito disciplinare è allora quella che si configura in caso di omissione di questo più blando obbligo ovvero, in ipotesi di richiesta di preventivo scritto, in caso di rifiuto del professionista a fornirlo. Nessuna novità, invece, sul versante delle tariffe, che rimangono abrogate, con tutti gli effetti conseguenziali a tale abrogazione per il settore del recupero crediti (ad es. La caducazione delle tariffe inerenti l'atto di precetto, i diritti e gli onorari per lo stesso). Solo in caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante. Nei rapporti tra privati, anche solo un riferimento a tali parametri da parte del professionista rende nullo il contratto stipulato con il cliente. Settore formazione e ricerca Studio legale Spagnolo

05/01/2012 - Legge n. 218/2011 (G.U. n. 4/2012): Modifica dell’articolo 645 e interpretazione autentica dell’articolo 165 del codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo
La legge 218/2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 05 gennaio 2012, ha reso effettiva la modifica all'art. 645 del codice di rito, cristallizzando l'interpretazione autentica dell'art. 165 c.p.c., di cui al disegno di legge approvato dalla Camera lo scorso 06.12.2011. Di seguito il testo degli articoli introdotti dalla nuova disciplina legislativa. Art.1 Modifica all’articolo 645 del codice di procedura civile Al secondo comma dell’articolo 645 del codice di procedura civile, le parole: « ma i termini di comparizione sono ridotti a metà» sono soppresse. Art.2 Disposizione transitoria Nei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, l’articolo 165, primo comma, del codice di procedura civile si interpreta nel senso che la riduzione del termine di costituzione dell’attore ivi prevista si applica, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, solo se l’opponente abbia assegnato all’opposto un termine di comparizione inferiore a quello di cui all’articolo 163-bis, primo comma, del medesimo codice. In particolare, l'articolo 2 della legge incide sui procedimenti in corso, confermando l'orientamento precedente alla sentenza della Cassazione del 2010; pertanto, la riduzione del termine di costituzione dell'attore a 5 giorni si applica, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, solo se l'opponente abbia assegnato al suo avversario un termine di comparizione inferiore a quello ordinario di 90 giorni.

03/01/2012 - Responsabilità dei medici operanti in equipe – dovere di controllo del capo equipe – principio dell'affidamento e inosservanza degli obblighi comuni o indivisi tra gli operatori dell'equipe
“ In ordine alla responsabilità dei medici operanti in equipe, in base al principio di affidamento, il primario o il capo equipe, stante la sua posizione differenziata e di vertice rispetto agli altri medici di livello inferiore o componenti dell'equipe, ha il dovere di controllo sul loro operato e conseguente assunzione da parte sua della relativa responsabilità. In materia sanitaria, il principio di affidamento, quale criterio utilizzato onde verificare se ed in che limiti il singolo medico debba rispondere dell'infausto esito del trattamento sanitario effettuato in equipe e se il medesimo debba o meno rispondere dei comportamenti colposi riferibili agli altri componenti dell'equipe, non trova applicazione nelle ipotesi in cui la colpa attenga all'inosservanza di obblighi comuni o indivisi tra i vari operatori”.
Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza del 20.12.2011, n. 46961

03/01/2012 - Responsabilità dei medici operanti in equipe – Dovere di controllo del capo equipe – Principio dell'affidamento e inosservanza degli obblighi comuni o indivisi tra gli operatori dell'equipe
In ordine alla responsabilità dei medici operanti in equipe, in base al principio di affidamento, il primario o il capo equipe, stante la sua posizione differenziata e di vertice rispetto agli altri medici di livello inferiore o componenti dell'equipe, ha il dovere di controllo sul loro operato e conseguente assunzione da parte sua della relativa responsabilità. In materia sanitaria, il principio di affidamento, quale criterio utilizzato onde verificare se ed in che limiti il singolo medico debba rispondere dell'infausto esito del trattamento sanitario effettuato in equipe e se il medesimo debba o meno rispondere dei comportamenti colposi riferibili agli altri componenti dell'equipe, non trova applicazione nelle ipotesi in cui la colpa attenga all'inosservanza di obblighi comuni o indivisi tra i vari operatori
Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza del 20.12.2011, n. 46961

06/12/2011 - Approvato il disegno di legge c.d. "salva decreto ingiuntivo"
"Modifica dell’articolo 645 e interpretazione autentica dell’articolo 165 del codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo”

05/12/2011 - La responsabilità degli amministratori nei confronti dei soci si estende anche alla società
“La responsabilità degli amministratori di società di capitali nei confronti dei soci direttamente danneggiati da un loro atto si estende alla società, ancorché l'atto dannoso sia stato compiuto con dolo o abuso di potere e non rientri nella competenza degli amministratori, bensì dell'assemblea, essenziale essendo soltanto che l'atto stesso sia e si manifesti come esplicazione dell'attività della società, ossia tenda al conseguimento dei fini istituzionali di questa”
Cassazione Civile, Sez. I, sentenza 05 dicembre 2011, n. 25946

17/11/2011 - Parere del Consiglio di Stato n. 4209 in ordine alla tabella delle menomazioni all'integrità psicofisica
Con il Parere n. 4209 del 17.11 u.s., il Consiglio di Stato si è espresso in ordine al Decreto del Ministro della sanità, del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 03.07.2011 (G.U. 11.11.2011), avente ad oggetto la tabella delle menomazioni all'integrità psicofisica comprese tra 10 e 100 punti di invalidità, ai sensi dell'art. 138 D. Lgs. n. 209/2005.
Consiglio di Stato

28/10/2011 - Natura giuridica del rapporto tra compagnie assicurative aderenti alla C.A.R.D.
"Il rapporto tra due compagnie assicuratrici integra la fattispecie della delegazione cumulativa non liberatoria (art. 1268 c.c.)”
Tribunale di Milano, Sez. X Civ., G.I. Dott. D. Spera, sent. 28.10.2011 n. 13052

18/10/2011 - Cassazione Civile, III Sez., sentenza del 18.10.2011, n. 21508 - Danni da insidia: custodia ex art. 2051 c.c. anche per le strade statali
“[....] il fattore decisivo per l'applicabilità della disciplina ex art. 2051 c.c. debba individuarsi nella possibilità o meno di esercitare un potere di controllo e di vigilanza sui beni demaniali, con la conseguenza che l'impossibilità di siffatto potere non potrebbe ricollegarsi puramente e semplicemente alla notevole estensione del bene e all'uso generale e diretto da parte di terzi, da considerarsi meri indici di tale impossibilità, ma all'esito di una complessa indagine condotta dal giudice di merito con riferimento al caso singolo, che tenga in debito conto innanzitutto gli indici suddetti."
Corte di Cassazione, III Sez.ione Civile

16/06/2011 - Diritto al tempo libero – Natura – Tutela risarcitoria - Esclusa
Il diritto al tempo libero non può ritenersi un diritto fondamentale dell'uomo e, nella sola prospettiva costituzionale, un diritto costituzionalmente protetto, per la semplice ragione che il suo esercizio è rimesso alla esclusiva autodeterminazione della persona, che è libera di scegliere tra l'impegno instancabile nel lavoro e il dedicarsi, invece, a realizzare il suo tempo libero da lavoro e da ogni occupazione
Cassazione Civile, sez. III, 27 aprile 2011, n. 9422

13/06/2011 - Guida alterata da alcool o sostanze stupefacenti – Sequestro del veicolo – Legge n. 120/2010 – Confisca del veicolo – Sanzione amministrativa
A seguito dell'entrata in vigore della l. 29 luglio 2010 n. 120, la confisca del veicolo, malgrado debba essere obbligatoriamente disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna, ha acquisito, per espressa previsione legislativa, la qualifica di sanzione amministrativa (non diversamente dalla sospensione della patente)
Cassazione Penale, sez. IV, 2 novembre 2010, n. 38570

09/06/2011 - Circolazione stradale – Responsabilità civile – Azione risarcitoria del trasportato nei confronti di uno solo dei conducenti – Remissione tacita del debito nei confronti del corresponsabile del danno e rinuncia alla solidarietà – Escluse
Va escluso che la proposizione dell'azione giudiziaria per il conseguimento dell'intero risarcimento da parte del danneggiato trasportato contro il conducente di uno solo dei due veicoli scontratisi tra loro implichi una remissione tacita del debito nei confronti del corresponsabile del danno ai sensi dell'art. 1301, comma 1, c.c., posto che la volontà di rimettere il debito deve risultare da un inequivoco comportamento che riveli la volontà del creditore di non avvalersi del credito, ovvero implichi una rinuncia alla solidarietà, la quale anzitutto presuppone, ex art. 1311, comma 2, c.c., che il creditore agisca nei confronti di uno dei condebitori solidali solo
Cassazione Civile, sez. III, 2 luglio 2010, n. 15737

06/06/2011 - Sinistro stradale – C.I.D. – Valore probatorio
La dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosidetto C.I.D.), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all'art. 2733, terzo comma, c.c., secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l'appunto, liberamente apprezzata dal giudice
Cassazione Civile, sez. III, 22 marzo 2011, n, 6526

30/05/2011 - Sinistro stradale – Auto parcheggiata in divieto di sosta – Escluso rapporto di causalità con l'evento morte
La violazione commessa dal conducente di un'autovettura parcheggiata in divieto di sosta non si pone in rapporto di causalità con l'evento morte conseguente al sinistro stradale
Tribunale di Rieti, 1 marzo 2011, Ordinanza di archiviazione

26/05/2011 - Responsabilità aggravata – Art. 96 c.p.c. – Interpretazione e applicazione – Natura sanzionatoria
L'art. 96 c.p.c., essendo una disposizione che prescinde totalmente dal danno subito dalla parte, ha valenza di sanzione di natura pubblicistica, perchè mira a punire il comportamento processuale della parte che viola il principio costituzionale della durata del giusto processo, integrando un abuso del processo ovvero una distorsione delle finalità riconosciute dall'art. 24 Cost.
Tribunale di Rovigo, sez. Andria, 7 dicembre 2010

23/05/2011 - Responsabilità dell'avvocato – Omesso consiglio in materia successoria
Non è fonte di responsabilità professionale, per il legale che è stato incaricato della presentazione di una dichiarazione di successione in prossimità della scadenza del relativo termine e in mancanza della documentazione necessaria per il tempestivo adempimento della prestazione, omettere di consigliare il cliente di accettare l'eredità con beneficio di inventario, in modo da farlo beneficiare della proroga prevista per tale ipotesi dalla legge, trattandosi di una deviazione dell'atto dal suo scopo precipuo
Cassazione Civile, sez. IV, 23 febbraio 2011, n. 4422, Ordinanza

19/05/2011 - Risarcimento danni – Perdita di chance – Danno futuro – Privazione della possibilità di vincere un concorso - Risarcibilità
Il danno patrimoniale da perdita di è un danno futuro, consistente non nella perdita di un vantaggio economico, ma nella perdita della mera possibilità di conseguirlo, secondo una valutazione ex ante da ricondursi diacronicamente al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità in termini di conseguenza dannosa potenziale. In particolare, la perdita di una chance costituita dalla privazione della possibilità di vincere un concorso, configura un danno attuale e risarcibile sempre che ne sia provata la sussistenza anche secondo un calcolo di probabilità o per presunzioni
Cassazione Civile, sez. III, 7 ottrobre 2010, n. 20808

16/05/2011 - Insidia stradale – Pedone – Comportamento colposo – Risarcimento parziale
Se il pedone attraversa fuori dalle strisce e cade in una buca ha diritto solamente ad un parziale risarcimento del danno subito. Infatti, il comportamento colposo dello stesso interrompe il nesso causale
Tribunale di Milano, sez. X, 4 gennaio 2011

12/05/2011 - La responsabilità degli amministratori nei confronti dei soci si estende anche alla società
“La responsabilità degli amministratori di società di capitali nei confronti dei soci direttamente danneggiati da un loro atto si estende alla società, ancorché l'atto dannoso sia stato compiuto con dolo o abuso di potere e non rientri nella competenza degli amministratori, bensì dell'assemblea, essenziale essendo soltanto che l'atto stesso sia e si manifesti come esplicazione dell'attività della società, ossia tenda al conseguimento dei fini istituzionali di questa”
Cassazione Civile, Sez. I, sentenza 05 dicembre 2011, n. 25946

12/05/2011 - Responsabilità degli amministratori nei confronti dei soci - Responsabilità della società – Risarcimento del danno – Azione di responsabilità
“La responsabilità degli amministratori di società di capitali nei confronti dei soci direttamente danneggiati da un loro atto si estende alla società, ancorché l'atto dannoso sia stato compiuto con dolo o abuso di potere e non rientri nella competenza degli amministratori, bensì dell'assemblea, essenziale essendo soltanto che l'atto stesso sia e si manifesti come esplicazione dell'attività della società, ossia tenda al conseguimento dei fini istituzionali di questa”
Cassazione Civile, Sez. I, sentenza 05 dicembre 2011, n. 25946

12/05/2011 - Contratto di assicurazione – Contraente diverso dal proprietario dei veicolo – Esclusa la vessatorietà della clausola che impedisce al conducente di assicurare il veicolo in proprietà altrui
“Non è legalmente imposto alla compagnia assicuratrice il diritto del contraente di assicurare mediante polizza a sé intestata il veicolo in proprietà altrui”
Cassazione Civile, sez. III, 21 gennaio 2011, n. 1408

09/05/2011 - Sinistro stradale – Omesso uso del casco – Nesso eziologico con il danno – Corresponsabilità della vittima
“L'omesso uso del casco protettivo da parte del conducente di un motociclo può essere fonte di corresponsabilità della vittima di un sinistro stradale per il danno causato a se stessa ove il giudice di merito accerti in fatto che la suddetta violazione abbia concretamente influito sulla eziologia del danno, costituendone, appunto, un antecedente causale”.
Cassazione Civile, Sez. III, 30 dicembre 2010, n. 26568, Ordinanza

05/05/2011 - Black-out elettrico – Risarcimento danni – Responsabilità dell'ausiliario
“Non tutti i soggetti, della cui attività il debitore si avvalga per l'adempimento della propria obbligazione, sono suoi ausiliari nei termini indicati dall'art. 1218 c.c. Possono considerarsi tali soltanto coloro che agiscono su incarico del debitore, ed il cui operato sia assoggettato ai suoi poteri direttivi e di controllo, a prescindere dalla natura giuridica del rapporto intercorrente tra gli stessi ed il debitore, ovvero allorché sussista un collegamento tra l'attività del preteso ausiliario e l'organizzazione aziendale del debitore della prestazione”.
Cassazione Civile, ordinanza del 18 Gennaio 2011, n. 1090

02/05/2011 - Azione temeraria – Azione civile strumentale – Responsabilità aggravata – Natura sanzionatoria
“Il sistema giudiziario prevede in sè rimedi specifici nei confronti dell'azione temeraria, sia nel settore civile che in quello penale, rimedi che operano indipendentemente da ogni possibile volontà dell'agente, sono attivabili d'ufficio dal magistrato, oltre a poter essere sollecitati dal convenuto/denunciato. Se si attiva effettivamente il sistema giudiziario, l'intervento del giudice terzo – pure nel settore penale, quantomeno del g.i.p., oltre che in definitiva dello stesso pubblico ministero parte pubblica, autorità giudiziaria anch'esso – spezza ogni collegamento automatico tra l'esito e la discrezionalità di chi agisce.”
Cassazione Penale, sez. VI, 11 febbraio 2011, n. 5300

28/04/2011 - Cose in custodia – Responsabilità – Art. 2051 c.c. – Autostrade – Ghiaccio
“Per le autostrade, contemplate dall'art. 2 del vecchio e del nuovo codice della strada e per loro natura destinate alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, è ravvisabile la configurabilità di un rapporto di custodia per gli effetti di cui all'art. 2051 c.c. Nell'applicazione del principio occorre peraltro distinguere le situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alle pertinenze dell'autostrada, da quelle provocate dagli stessi utenti ovvero da una repentina e non specificamente prevedibile alterazione dello stato della cosa, che pongano a repentaglio l'incolumità degli utenti e l'integrità del loro patrimonio.”
Cassazione Civile, sez. III, 24 febbraio 2011, n. 4495

22/04/2011 - Danno morale – Voce del danno biologico – Quantificazione
“Il danno morale è implicito nel risarcimento del danno biologico perchè costituisce una voce di esso posto che si tratta della sofferenza e del dolore derivante dal fatto lesivo stesso che, come tale, è già voce di tale danno. Pertanto una quantificazione autonoma di detto danno costituisce una indebita duplicazione della stessa voce di risarcimento, salvo le ipotesi in cui sia data prova della sussistenza di un danno morale ulteriore e diverso, da quello già implicito nelle sofferenze derivanti dall'evento lesivo, che pertanto dovrà essere risarcito autonomamente attraverso adeguata personalizzazione”.
Corte di Appello di Catania, sez. II civile, 17 dicembre 2010, n. 1370

18/04/2011 - Danno da vacanza rovinata – Risarcibilità – Fondamento giuridico
“Il cd. danno da vacanza rovinata può rientrare nella previsione dell'art. 92, comma 2, del D.Lgs. 206/2005; esso può essere descritto come quel pregiudizio che si sostanzia nel disagio e nell'afflizione subiti dal turista-viaggiatore per non avere potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e/o di riposo”. “La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, configurato come danno patrimoniale, si fonda sul combinato disposto dell'art. 2059 c.c. e dell'art. 92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza colpa da parte del consumatore, ha diritto, oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all'offerta di una prestazione equivalente da parte del tour operator, al risarcimento di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto”.
Tribunale di Milano, sez. XI, 16 dicembre 2010, n. 14418

14/04/2011 - Responsabilità del medico e della struttura ospedaliera – Dovere di diligenza – Art. 1176 c.c. - Limitazione di responsabilità per dolo o colpa grave – Contatto sociale – Onere probatorio – Lesioni gravi e morte di prossimo congiunto
“La responsabilità del medico in ordine al danno subito dal paziente presuppone la violazione dei doveri inerenti allo svolgimento della professione, tra cui il dovere di diligenza da valutarsi in riferimento alla natura della specifica attività esercitata; tale diligenza non è quella del buon padre di famiglia ma quella del debitore qualificato ai sensi dell'art. 1176, secondo comma, c.c., che comporta il rispetto degli accorgimenti e delle regole tecniche obiettivamente connesse all'esercizio della professione e ricomprende pertanto anche la perizia; la limitazione di responsabilità alle ipotesi di dolo o colpa grave di cui all'art. 2236, secondo comma, c.c., non ricorre con riferimento ai danni causati per negligenza o imperizia ma soltanto per i casi implicanti risoluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà che trascendono la preparazione media o ancora sufficientemente studiati dalla scienza medica; quanto all'onere probatorio, spetta al medico provare che il caso era di particolare difficoltà e al paziente quali siano state le modalità di esecuzione inidonee ovvero a questi spetta provare che l'intervento era di facile esecuzione e al medico che l'insuccesso non è dipeso da suo difetto di diligenza”. “In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell'onere probatorio l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento dlla patologia ed allegare l'inadempimento del debitore, astrattamento idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante.”
Cassazione Civile, sez. III, 1 gennaio 2011, n. 2334

11/04/2011 - Contratto di assicurazione – Clausola di rinunzia a tutela giurisdizionale – Effetti e meccanismo di operatività
“Nella clausola di un contratto di assicurazione contro gli infortuni, che preveda una perizia contrattuale (con il deferimento ad un collegio di esperti degli accertamenti da espletare in base a regole tecniche e con l'impegno di accettarne le conclusioni come diretta espressione della volontà dei contraenti), è insita la temporanea rinunzia alla tutela giurisdizionale dei diritti nascenti dal rapporto contrattuale, nel senso che, prima e durante il corso della procedura contrattualmente prevista, le parti stesse non possono proporre davanti al giudice le azioni derivanti dal suddetto rapporto. Tra l'altro, tale clausola non ha, neppure, carattere compromissorio o, comunque, derogativo della competenza del giudice ordinario, e non rientra, pertanto, fra quelle da approvarsi specificamente per iscritto a norma degli artt. 1341 e 1342 cod. civ.”
Cassazione Civile, sez. III, 17 dicembre 2010, n. 25643

07/04/2011 - Sanzione amministrativa– Veicolo intestato a persona giuridica – Omessa indicazione conducente – Effetti
“Il proprietario ha l’obbligo di sapere sempre chi si trova alla guida del proprio mezzo; non è, infatti, sufficiente all’impresa la dichiarazione di non essere in grado di individuare il conducente del veicolo al fine di sfuggire alla multa”
Cassazione Civile, Sez. II, 2 dicembre 2010, n. 24457

04/04/2011 - Sinistro stradale– Pedone – Veicolo non identificato – Onere della prova – Fondo Vittime della Strada – Risarcibilità danni
“In caso di azione diretta proposta, ai sensi dell'art. 19 lett. a) della legge n. 990 del 1969, nei confronti dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non identificato, la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all'avvenuto evento ad opera di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa ed onerosa attuazione diretto all'identificazione del responsabile, dovendosi al riguardo valutare la esigibilità di un idoneo suo comportamento avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto”.
Cassazione Civile, Sez. III, 16 dicembre 2010 – 14 gennaio 2011, n. 745

29/03/2011 - Responsabilità da cose in custodia – Caduta a causa di una chiazza d'acqua – Visibilità della situazione di pericolo – Esclusione risarcibilità danni
“La decisione […] di affrontare una scala di cui si era percepito il pericolo, senza riuscire ad evitarlo in uno dei più modi possibili, costituisce un fatto del danneggiato, avente un'efficacia causale tale da interrompere del tutto il nesso eziologico tra la cosa e l'evento dannoso. […] solo il fatto storico [provato] della caduta su una scala bagnata, di per sé «neutro», [è] insufficiente a fondare l'accoglimento della domanda”.
Tribunale di Catania, sez. distaccata di Acireale, 6 dicembre 2010, n. 608

24/03/2011 - Responsabilità dei precettori – Danno cagionato dall'alunno a se stesso – Azione dannosa imprevedibile e repentina – Esclusa risarcibilità
“Deve considerarsi imprevedibile e, perciò, non prevenibile il danno subito dal minore in ipotesi […] in cui si ravvisa la situazione tipica di esclusione di responsabilità consistente nel caso fortuito, che […] si realizza qualora si debba ritenere che la vigilanza è stata svolta nella misura dovuta; che non è stata omessa l'adozione, in via preventiva, di misure organizzative e disciplinari idonee ad evitare una situazione di pericolo; che l'azione dannosa è stata in concreto imprevedibile e repentina”.
Tribunale di Catania, sez. V civile, 18 ottobre 2010, n. 3744

17/03/2011 - Incidente stradale – Morte sul colpo dell'automobilista – Danno biologico iure hereditatis– Esclusa risarcibilità
“Se la vittima di un incidente stradale muore immediatamente dopo il sinistro, gli eredi non hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale conseguente all’illecito”.
Cassazione Civile, sez. III, ordinanza del 14 Dicembre 2010, n. 25264

10/03/2011 - Avvocati – Compensi – Spese generali – Rimborso automatico – Esclusione
“Nel procedimento speciale disciplinato dalla L. 13 giugno 1942, n. 794, per la determinazione del compenso spettante all'avvocato nei confronti del proprio cliente per l'attività professionale svolta, il rimborso forfettario delle spese generali, ai sensi della tariffa professionale forense, non può essere liquidato d'ufficio, occorrendo l'apposita domanda del professionista, in applicazione dei principi previsti dagli artt. 99 e 112 c.p.c.”
Cassazione Civile, sez. II, 26 novembre 2010, n. 24081

03/03/2011 - Interessi anatocistici – Ripetizione – Termine di prescrizione – Decorrenza dalla data del saldo di chiusura del conto – Sussistenza
“Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisca per far dichiarare la nullità della clausola che preveda la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale di cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui sia stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti siano stati registrati, perchè il contratto di conto corrente bancario collega le varie operazioni sostituendo ai pagamenti e alle riscossioni, gli accreditamenti e gli addebitamenti sul conto, attraverso una registrazione contabile continuativa delle diverse operazioni, non attraverso una compensazione, in senso tecnico, come modalità di estinzione delle obbligazioni né attraverso pagamenti in senso tecnico”
Cassazione Civile, Sez. Un., 2 dicembre 2010, n. 24418

24/02/2011 - Avvocati – Divieto di pubblicità – Limiti – Informazione scorretta – Illecito disciplinare – Sussistenza
“Il decoro e la dignità professionali devono sempre essere considerati limiti invalicabili anche nell'esercizio della pubblicità degli avvocati, e pertanto non è sindacabile in sede di legittimità, in quanto non irragionevole, la decisione adottata dal Consiglio nazionale forense che riscontri la relativa violazione nel comportamento di chi abbia tentato di attirare clientela con insegne e offerte non consone a detti principi di decoro e dignità”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 18 novembre 2010, n. 23287

03/02/2011 - Sinistro stradale – Utilizzatore del veicolo – Legittimazione alla domanda di danni – Sussistenza
“L'utilizzatore dell'automobile in leasing è legittimato attivamente a chiedere il risarcimento dei danni in caso di incidente stradale, sempre che dimostri la sussistenza del titolo in virtù del quale è tenuto a tenere indenne il proprietario e che l'obbligazione scaturente da quel titolo sia stata già adempiuta”
Cassazione Civile, sez. III, 12 ottobre 2010, n. 21011

04/01/2011 - Pratica equestre – Attività pericolosa ex art. 2050 c.c. - Esclusione
“La pratica equestre non è in sé pericolosa. L'attività è pericolosa se per sua stessa natura o per le caratteristiche di esercizio comporti una rilevante possibilità del verificarsi del danno. Ciò che è notoriamente pericolosa è l'attività equestre sportiva agonistica, ben distinta da quella addestrativa di gruppo”
Cassazione Penale, 27 ottobre 2010, n. 3811

30/12/2010 - Insidia stradale – Responsabilità del Comune – Esclusione in ipotesi di comportamento colposo dell'utilizzatore della strada
“E' obbligo del cives che utilizza una strada pubblica adottare tutte le necessarie misure di cautela ed attenzione per il principio fondamentale dell'autoresponsabilità: non sarebbe concepibile ipotizzare che un comportamento negligente o imprudente possa radicare, a fronte di situazioni normalmente prevedibili, una responsabilità risarcitoria dell'ente proprietario o gestore della strada”
Tribunale di Catania, sez. dist. Mascalucia, sent. 19 ottobre 2010, n. 477

20/12/2010 - Insidia stradale – Responsabilità della pubblica amministrazione – Necessario accertamento della sussistenza del nesso di causalità
“In tema di danno cagionato da cose in custodia è indispensabile, per l'affermazione di responsabilità del custode, che sia accertata la sussistenza di un nesso di causalità tra la cosa ed il danno patito dal terzo, dovendo, a tal fine, ricorrere la duplice condizione che il fatto costituisca un antecedente necessario dell'evento, nel senso quest'ultimo rientri tra le conseguenze normali ed originarie di esso, e che l'antecedente medesimo non sia poi neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l'evento”
Cassazione Civile, sez. III, 6 ottobre 2010, n. 20757

06/12/2010 - Provvedimento emesso ex art. 696bis c.p.c. - Reclamabilità – Esclusione
“Il provvedimento, di accoglimento o di rigetto, emesso ai sensi dell'art. 696 bis c.p.c. non è reclamabile”
Tribunale di Siracusa, sez. II, ordinanza 7 ottobre 2010

22/11/2010 - Danno patrimoniale da lucro cessante – Riduzione capacità lavorativa specifica – Minore – Mancanza di prove o allegazione – Esclusione
“Il diritto al risarcimento del danno patrimoniale da lucro cessante non può farsi discendere in modo automatico dall'accertamento dell'invalidità permanente, poiché esso sussiste solo se tale invalidità abbia prodotto una riduzione della capacità lavorativa specifica; quando danneggiato è un minore, il risarcimento di tale danno andrà calcolato sulla base di una previsione della sua futura attività lavorativa, da compiersi tenendo conto degli studi effettuati e delle sue inclinazioni, nonché della posizione economico-sociale della famiglia di appartenenza”
Tribunale di Reggio Calabria, sent. n. 824/10

19/11/2010 - Notifica nelle mani del portiere – Assenza di relata circostanziata – Nullità
“In caso di notifica nelle mani del portiere, l'ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell'infruttuoso tentativo di consegna a mani proprie per assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto, onde nel riferire al riguardo, sebbene non debba necessariamente fare uso di formule sacramentali né riprodurre testualmente le ipotesi normative, deve, non di meno, attestare chiaramente l'assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell'art. 139 c.p.c., la successione preferenziale dei quali è nella norma tassativamente stabilita”.
Cassazione Civile, sez. II, 11 settembre 2010, n. 19417

15/11/2010 - Sinistro stradale - Danno da perdita di chance - Onere della prova
“Qualora a seguito di un sinistro stradale, il danneggiato lamenti e richieda la liquidazione del danno da perdita di chance, ovvero da perdita della futura capacità di guadagno, deve al tal fine fornire la prova dell’esistenza di elementi oggettivi dai quali desumere in termini di certezza o di elevata probabilità e non di mera potenzialità, l’esistenza di un pregiudizio economicamente valutabile”.
Cassazione Civile , sez. III, sentenza 28 settembre 2010, n. 20351

09/11/2010 - Infortunio sul lavoro – Danno non patrimoniale – Criteri di risarcibilità
“Il danno non patrimoniale da lesione della salute costituisce una categoria ampia e onnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tener conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dal danneggiato, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l'attribuzione di nomi diversi e pregiudizi identici, sì che il danno biologico, il danno morale , quello alla vita di relazione e quello c.d. esistenziale, devono essere valutati unitariamente nella voce del danno non patrimoniale”
Cassazione Civile, sez. III, 14 settembre 2010, n. 19517

02/11/2010 - Specializzazioni forensi
Con il regolamento in epigrafe il CNF ha introdotto le c.d. specializzazioni forensi. - Aree di specialità: sono state individuate 11 aree di specialità: 1) Diritto di famiglia, dei minori e delle persone 2) Diritto della responsabilità civile e delle assicurazioni 3) Diritto commerciale 4) Diritto del lavoro, della previdenza e della sicurezza sociale 5) Diritto industriale 6) Diritto della concorrenza 7) Diritto tributario 8) Diritto amministrativo 9) Diritto della navigazione 10) Diritto dell’Unione europea 11) Diritto penale Ogni avvocato può conseguire il diploma di specializzazione in non più di due aree di specialità.
Regolamento CNF del 24 settembre 2010

25/10/2010 - Contratto di assicurazione – Clausola claims made – Vessatorietà - Esclusione
“La clausola claims made (“a richiesta fatta”) non può essere ritenuta vessatoria in quanto essa non pone «limitazioni di responsabilità» (art. 1341, 2° co., c.c.) in favore dell'assicuratore, ma definisce l'oggetto della copertura assicurativa, stabilendo quali siano i sinistri indennizzabili”.
Tribunale di Catania, sez. V, 30 aprile 2010, N. 1795

21/10/2010 - R.C.A. - Modulo C.A.I. a doppia firma – Valenza probatoria
“L’eventuale confessione, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro sottoscritto dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e - come tale - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, in applicazione della regola racchiusa nell’art. 2733, terzo comma, cod. civ., secondo cui, in caso di litisconsorzio necessario, la capacità probatoria della confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, affidata alla prudente valutazione del giudice”
Cass. Civ., sez. III, 13 luglio 2010, n. 16376

15/10/2010 - Responsabilità medica – Ipotesi di negligenza o imprudenza – Elemento soggettivo – Colpa lieve
“Nelle ipotesi in cui vi sia negligenza o imprudenza, e non un difetto di competenza tecnica (imperizia), oppure nel caso in cui la prestazione medica abbia un carattere routinario e richieda una competenza media, il professionista risponde secondo i principi generali che disciplinano l'elemento soggettivo della responsabilità, e cioè anche per colpa lieve”.
Tribunale di Palermo, sez. I, n. 336/10

12/10/2010 - Circolazione stradale – Terzo trasportato contra legem – Violazione norme del codice della strada – Inoperatività polizza assicurativa – Esclusione
“Qualora in un contratto di assicurazione della responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti sia prevista una clausola che escluda la garanzia assicurativa per i danni verificatisi nel caso in cui il conducente non sia abilitato alla guida, sussistono l'operatività della clausola ed il conseguente obbligo indennitario dell'assicuratore quando il conducente, pur abilitato alla guida, abbia omesso di rispettare prescrizioni e cautele imposte dal codice della strada, come nel caso in cui il conducente, dotato di patente di tipo A e minore degli anni diciotto, abbia guidato un motoveicolo fino a 125 cc. Trasportando altra persona, in violazione dell'art. 79, co. 1, lett. d), seconda parte , c.s.”.
Tribunale di Catania, sez. dist. Mascalucia, 25 maggio 2010

08/10/2010 - Decreto ingiuntivo – opposizione - termini a comparire – inosservanza – improcedibilità
“Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in caso di effettiva assegnazione all'opposto di un termine a comparire inferiore a quello ordinario, i termini di costituzione, dell’opponente e dell’opposto, sono automaticamente ridotti alla metà; tale effetto è conseguenza del solo fatto che l’opposizione sia stata proposta. Pertanto, la tardiva costituzione dell’opponente va equiparata alla sua mancata costituzione e comporta l’improcedibilità dell’opposizione”.
Cassazione civile , SS.UU., 9 settembre 2010, n. 19246

05/10/2010 - Applicazione delle modifiche all'articolo 115 del codice della strada, introdotte dall'articolo 16, comma 1, lettera b) e c) della legge 29 luglio 2010, n. 120
Con il provvedimento normativo in epigrafe, al fine di dare attuazione alle modifiche all'art. 115 cod. strad. introdotte dalla l. n. 120/10, viene specificato che per continuare a guidare (autotreni e autoarticolati) fino all’età di 68 anni i conducenti professionali con patente C (che abbiano già compiuto i 65 anni) dovranno acquisire, anno per anno, presso una commissione medica locale, una attestazione di sussistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti. Tale attestazione dovrà essere tenuta a bordo ed esibita nel caso in cui sia richiesta dalle forze dell’ordine insieme alla patente. Per quanto concerne gli ultraottantenni, poi, è prevista la riduzione da 3 a 2 anni della validità del rinnovo della patente. Tale rinnovo potrà essere ottenuto previo superamento di una idonea visita specialistica.
Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti 8 settembre 2010

04/10/2010 - Responsabilità professionale – Avvocato – Scelta processuale sbagliata
“La sentenza impugnata non si è discostata dai principi ivi enunciati avendo ravvisato, con apprezzamento di fatto congruamente e razionalmente motivato, quindi incensurabile, il danno arrecato al rappresentato nella circostanza che, fatto ricorso al procedimento monitorio giustificato dall’abbondante documentazione a disposizione, sarebbe stato agevole ottenere la provvisoria esecuzione ove le controparti avessero proposto opposizione, quindi il soddisfacimento del credito senza attendere i tempi lunghi del procedimento ordinario”.
Cassazione Civile, sez. VI, 26 luglio 2010, n. 17506

30/09/2010 - Risarcimento del danno – Morte dell'animale d'affezione – Danno morale – Esclusione
“La perdita del proprio cane, anche se causata da un errore dei veterinari, non può essere equiparata ad una «lesione dei diritti inviolabili della persona». Va, pertanto, negato il risarcimento del danno morale”.
Tribunale di Milano, sez. V, 20 luglio 2010, n. 9453

27/09/2010 - Processo verbale di contestazione per illecito stradale – Mancata comunicazione del nome del conducente – Sanzione della decurtazione dei punti della patente – Illegittimità
“Non può essere irrogata la sanzione della decurtazione dei punti della patente in caso di mancata comunicazione, da parte del proprietario dell'auto, del nome di chi si trova alla guida al momento dell'infrazione. Resta ferma, però, la sanzione pecuniaria per mancata comunicazione delle generalità del “conducente trasgressore””
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 12 luglio 2010. n. 16276

23/09/2010 - Risarcimento del danno – Responsabilità società sportiva – Applicazione art. 2050 c.c. - Esclusione
“l'organizzazione di una partita di calcio fra club professionisti non è qualificabile come “attività pericolosa” ai sensi dell'art. 2050 c.c., fermo restando l'obbligo contrattuale della società che organizza l'evento sportivo di assicurarne lo svolgimento nelle condizioni adeguate alla natura dello stesso e alle prescrizioni di legge e regolamenti...”
Tribunale di Catania, sez. V, 15 giugno 2010, n. 2518

21/09/2010 - Risarcimento del danno – Danno patrimoniale - Casalinga
“Il pregiudizio economico che subisce una casalinga menomata nell'espletamento della sua attività in conseguenza di lesioni subite è economicamente valutabile come danno emergente (articolo 1223 del Codice civile) e può essere liquidato pur in via equitativa anche nell'ipotesi in cui la stessa sia solita avvalersi di collaboratori domestici, perchè comunque i compiti risultano di maggiore ampiezza, intensità, responsabilità rispetta a quelli espletati da un prestatore d'opera dipendente”.
Cassazione Civile, 20 luglio 2010 N. 16896

14/09/2010 - Codice delle assicurazioni – Intervento volontario in causa della Compagnia gestrice in regime di CARD – Inammissibilità
“Il riconoscimento di un interesse dell'assicuratrice ad intervenire in una causa vertente fra il suo assicurato e l'assicurazione del responsabile civile per evitare eventuali ripercussioni negative nella successiva gestione delle relazioni fra assicuratori (come specificato nelle varie convenzioni), a prescindere dalla mancanza dei necessari requisiti della concretezza ed attualità, andrebbe a contrastare con l'interesse rilevante e meritevole di tutela del danneggiato”
Giudice di Pace di Torino, 7 giugno 2010, n. 7236

07/09/2010 - Circolazione stradale – Terzo trasportato contra legem – Violazione norme del codice della strada – Inoperatività polizza assicurativa – Esclusione
“In tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore, la previsione di una clausola di esclusione della garanzia assicurativa per i danni cagionati dal conducente non abilitato alla guida non è idonea ad escludere l'operatività della polizza ed il conseguente obbligo risarcitorio dell'assicuratore, se detto conducente, legittimamente abilitato alla guida, si sia limitato a non rispettare prescrizioni e cautele imposte dal codice della strada, come nel caso di soggetto munito di foglio rosa in vista del conseguimento della patente di tipo A, e minore degli anni diciotto, che abbia guidato un motoveicolo di cilindrata non superiore ai 125 cmc., trasportando però altra persona in violazione dell'art. 79 C.d.S. abrogato”.
Cassazione Civile, sez. III, 25 maggio 2010, n. 12728

01/09/2010 - Trasfusioni – Danno da epatite post trasfusionale – Indennizzo – Spettanza – Condizioni – Limiti
“L'art. 1, co. 3, della L. 25 febbraio 1992, n. 210, letto unitamente al successivo articolo 4, co. 4, deve interpretarsi nel senso che prevede un indennizzo in favore di coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post trasfusionali sempre che tali danni possano inquadrarsi – pur alla stregua di un mero canone di equivalenza e non già secondo un criterio di rigida corrispondenza tabellare - in una delle infermità classificate in una delle otto categorie di cui alla tabella B annessa al testo unico approvato con Dpr. 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al Dpr. 30 dicembre 1981, n. 834, rientrando nella discrezionalità del legislatore, compatibile con il principio di solidarietà e con il diritto a misure di assistenza sociale, la previsione di una soglia minima di indennizzabilità del danno permanente alla salute nel caso di trattamenti sanitari non prescritti dalla legge o da provvedimenti dell'autorità sanitaria”.
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 1 aprile 2010, n. 8065

23/08/2010 - Responsabilità medica – Posizione apicale – Decorso post operatorio
“Il primario ospedaliero non può addurre a discolpa che al reparto sono assegnati altri medici o che il suo intervento è dovuto solo in casi di particolari difficoltà o di complicazioni; ciò perché il medico appartenente alla posizione apicale ha il potere di impartire istruzioni e direttive in ordine alle cure e di verificarne l’attuazione”.
Cassazione Penale, sez. IV, 1 giugno 2010, n. 20584

30/07/2010 - Responsabilità della Pubblica Amministrazione – Cose in custodia – Insidia stradale – Riparto dell'onere probatorio
“In tema di responsabilità per danni da beni di proprietà della Pubblica Amministrazione, qualora non sia applicabile la disciplina di cui all'art. 2051 c.c., in quanto sia accertata in concreto l'impossibilità dell'effettiva custodia del bene, a causa della notevole estensione dello stesso e delle modalità di uso di terzi, l'ente pubblico risponde dei pregiudizi subiti dall'utente, pur sempre in base alla regola generale dell'art. 2043 c.c.”.
Tribunale di Napoli, sent. 27 maggio 2010, n. 6229

27/07/2010 - Lesioni personali dell'alunno - Responsabilità dell'istituto scolastico – Legittimazione passiva – Esclusione
“La singola istituzione scolastica non è legittimata passivamente nel giudizio civile di risarcimento, in quanto il personale scolastico cui è ascrivibile l'eventuale responsabilità, anche dopo il potenziamento dell'autonomia delle scuole e l'attribuzione generalizzata della personalità giuridica, continua ad avere un rapporto organico di servizio direttamente con l'amministrazione scolastica statale da cui dipende, sussistendo, dunque, come nella fattispecie de qua, l'esclusiva legittimazione passiva del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca che si surroga al personale scolastico. Inoltre va osservato che detta tutela opera esclusivamente sul piano processuale mediante l'esonero dell'insegnante statale dal processo, nel quale unico legittimato passivo è il Ministero”.
Tribunale di Palermo, sent. 19 maggio 2010, n. 2665

19/07/2010 - Processo civile – Notificazioni a mezzo posta – Notifica dell'atto di appello alla sede della società di assicurazioni anziché presso il domicilio del difensore costituito - Validità
“E' valida, per il principio del raggiungimento dello scopo dell'atto, la notifica dell'atto d'appello eseguita presso la sede legale della persona giuridica (nel caso di specie, società di assicurazione), anziché presso il domicilio da essa eletto nel corso del pregresso giudizio, vale a dire presso lo studio del difensore nominato”
Cassazione Civile, Sezioni Unite, 27 aprile 2010, n. 9962

19/07/2010 - Sinistro stradale - Tamponamento a catena – Onere della prova
“Il conducente di un veicolo ai sensi dell'art. 170 c.d.s. deve essere in grado di garantire in ogni caso l'arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede. Pertanto, l'avvenuta collisione pone a carico del conducente medesimo una presunzione de facto di inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare la presunzione di pari colpa di cui all'art. 2054, co. II, c.c., egli resta gravato dall'onere di dare la prova liberatoria, dovendo, dunque, dimostrare che il mancato tempestivo arresto dell'automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili”
Cassazione Civile, sez. III, 31 marzo 2010, n. 7804

13/07/2010 - Sinistri stradali – Cedibilità del credito risarcitorio - Legittimità
“In applicazione dei principi sull'oggetto del contratto, di cui agli artt. 1346 e 1348 c.c., deve ritenersi consentito un negozio di trasferimento di credito futuro, ove questo sia determinabile con riferimento ad uno specifico rapporto o, come nel caso di specie, da un fatto generatore di illecito esattamente individuato. Il credito derivante da fatto illecito è attuale e non futuro, tanto è vero che, in caso di riconoscimento gli interessi sulle somme dovute decorrono dal fatto e non dall'accertamento giudiziale, e la possibilità che il debito “ex delicto” non sia riconosciuto in giudizio non incide sugli effetti della cessione, perchè questa forma di invalidità opera in tema di garanzia che il cedente può prestare ex art. 1266 c.c., e si traduce nell'obbligo di quest'ultimo di risarcire il danno al cessionario”
Tribunale di Roma, sez. XII, 8 marzo 2010

05/07/2010 - Responsabilità dell'istituto scolastico – Autolesione dell'allievo – Danno non patrimoniale - Sussistenza
“Fra allievo ed istituto scolastico – con l'accoglimento della domanda di iscrizione e con la conseguente ammissione dello stesso alla scuola – si instaura un vincolo negoziale, dal quale sorge, a carico dell'istituto, l'obbligazione di vigilare sulla sua sicurezza ed incolumità nel periodo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso. La risarcibilità del danno patrimoniale – del quale il danno morale è una componente – è ammissibile anche nell'azione di responsabilità contrattuale”.
Cassazione Civile, sez. III, 3 marzo 2010, n. 5067

29/06/2010 - Contratto di assicurazione – Limitazione di responsabilità nella copertura assicurativa - Vessatorietà
“Configura una non consentita limitazione di responsabilità , ex art. 1229 c.c. la clausola di un contratto assicurativo che, nell'escludere l'assicurazione del relativo rischio, ipotizza (come nel caso di specie, con l'espressione testuale “da qualsiasi causa determinati”) in modo ampio ed indiscriminato la non “comprensione” dei danni nell'oggetto del contratto stesso. Inoltre l'esame e il giudizio sulla vessatorietà di una clausola debbono prescindere da dati meramente formali, come quelli in tema di sottoscrizione ex art. 1341, 2° co., c.c. (fermo restando che tale norma, dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina delle clausole vessatorie, di cui alla l. n. 52/96 prima e del Codice del consumo poi, non è applicabile all'attualità , indipendentemente dalla presente controversia, al rapporto professionista/imprenditore – consumatore, ma solo a quello riguardante soggetti in posizione di “parità” contrattuale, vale a dire contraenti o entrambe persone fisiche o entrambi professionisti-imprenditori)”
Cassazione Civile, sez. III, 7 aprile 2010, n. 8235

25/06/2010 - Contratto di assicurazione – RC professionale – Clausola “claims made” - Legittimità – Vessatorietà – Condizioni
“Nel contratto con il quale la struttura sanitaria assicuri il rischio derivante dalla propria responsabilità professionale, qualora nelle condizioni di polizza sia prevista la clausola cosiddetta claims made, la stessa dovrà essere ritenuta lecita, non risultando il contratto, contenente tale disposizione negoziale, nemmeno atipico rispetto allo schema di cui all'art. 1917 c.c. La c.d. claims made non comporta dunque né una diversa natura del rischio oggetto del contratto assicurativo, né il venir meno del rischio stesso ai sensi dell'art. 1895 c.c.. La clausola in questione non può essere ritenuta vessatoria quando sia valida per ogni richiesta danni pervenuta all'assicurato nel periodo di efficacia della polizza, ma relativamente a tutti i rischi verificatisi nel periodo precedente fino alla prescrizione del diritto del danneggiato. Sarà invece vessatoria la clausola claims made quando sia inserita in un sistema c.d. “misto”, vale a dire quando la stessa contempli una limitazione di responsabilità che riduca il lasso di tempo entro il quale rimane fermo l'obbligo dell'assicuratore di tenere indenne l'assicurato. Tuttavia l'inefficacia prevista dall'art. 1341, 2 co. c.c. deve incidere esclusivamente sulla parte della clausola che comporti una limitazione della responsabilità”.
Tribunale di Milano, sentenza 18 marzo 2010, n. 3527

17/06/2010 - Prescrizione – Art. 2952 c.c. - Modifica apportata dalla l. 134/08 - Inapplicabilità
Il Tribunale di Catania, in accoglimento dell'eccezione di estinzione per intervenuta prescrizione sollevata dalla società assicuratrice convenuta, ha rigettato le domande proposte da parte attrice. In particolare, il Tribunale, riconoscendo applicabile al caso di specie il termine annuale di prescrizione di cui all'art. 2952 c.c., ha ritenuto non condivisibile l'assunto difensivo di parte attrice secondo cui avrebbe dovuto essere applicato il più lungo termine prescrizionale di due anni, in virtù della modifica apportata alla predetta disposizione dall'art. 3, l. 28 agosto 2008, n. 134, conv. con modif. in l. 27 ottobre 2008, n. 168: trattasi, invero, di modifica normativa intervenuta successivamente allo spirare della prescrizione, non applicabile al rapporto in contestazione con effetto retroattivo. Il decidente precisa, al riguardo: “Né, manifestamente, appare sussistente alcun profilo di incostituzionalità della originaria disciplina, applicabile all'odierna controversia ratione temporis, risultando rimessa al libero apprezzamento del legislatore la previsione dei tempi di prescrizione, anche differenziata in relazione alla varia tipologia dei rapporti giuridici da regolare ed al tempo in cui di volta in volta interviene il relativo intervento normativo, che, peraltro, nella sua formulazione originaria non presenta profili di irragionevolezza, né di inaccettabile limitazione dell'esercizio dei diritti”.
Tribunale di Catania, sez. IV, 4 febbraio 2010, n. 701

15/06/2010 - Litisconsorzio necessario – Mancata integrazione del contraddittorio – Vizio del processo
“Quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l'integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354, 1° co., c.p.c., resta viziato l'intero processo”
Cassazione Civile, sez. III, 3 marzo 2010, n. 5063

11/06/2010 - Giudizio di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale – Questioni riguardanti la validità della polizza r.c.a. - Irrilevanza nei rapporti tra danneggiato e compagnia assicurativa
“Nei confronti del danneggiato, l’assicuratore è tenuto al risarcimento dei danni per tutto il periodo indicato nella polizza, indipendentemente dalla sua validità, visto che il certificato di assicurazione attesta verso i terzi la presenza della garanzia assicurativa e da questa attestazione nasce l’obbligazione risarcitoria”
Cassazione Penale, sez. IV, 15 gennaio 2010, n. 1823

09/06/2010 - Sinistri stradali – Trattative di bonario componimento – Efficacia interruttiva – Esclusione
“Le trattative per comporre bonariamente la vertenza, non avendo quale precipuo presupposto l'ammissione totale o parziale della pretesa avversaria e, pertanto, non rappresentando un riconoscimento del diritto altrui, non hanno efficacia interruttiva”
Cassazione Civile, sez. III, 27 gennaio 2010, n. 1687

08/06/2010 - Irragionevole durata del processo – Indennizzo – Prescrizione
“La pretesa all’indennizzo da irragionevole durata del processo si prescrive in dieci anni”
Cassazione Civile, 24 febbraio 2010, n. 4524

03/06/2010 - Danno non patrimoniale iure ereditario – Requisito dell'apprezzabile lasso di tempo
“Ai fini del riconoscimento del danno non patrimoniale iure ereditario non può ritenersi “apprezzabile” un lasso temporale inferiore ad un'ora”
Tribunale di Rovigo, sez. Adria, sentenza 2 marzo 2010

27/05/2010 - Sofferenza della vittima in agonia – Danno tanatologico – Sussistenza
“Nel c.d. danno tanatologico si deve tenere conto, nel quantificare la somma dovuta in risarcimento dei danni morali, anche della sofferenza psichica subita dalla vittima di lesioni fisiche alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia, in consapevole attesa della fine”.
Cassazione Civile, sez. III, 8 aprile 2010, n. 8360

24/05/2010 - Responsabilità per danni – Insidia stradale– Pericolosità cose inerti
Fattispecie: la sig.ra F. agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta sul manto stradale causata della presenza di una buca. In particolare, parte attrice chiede al giudice adito di accertare la responsabilità del Comune di Catania, proprietario della strada su cui si è verificato il sinistro.
Tribunale di Catania, sez. V, 31 dicembre 2009, n. 5963

18/05/2010 - Sosta di un veicolo a motore su area pubblica – Incendio del veicolo – Responsabilità civile – Danni a terzi – Obbligo dell'assicurazione di risarcire il danno - Sussistenza
“La sosta di un veicolo a motore su area pubblica o a essa equiparata costituisce “circolazione”, con la conseguenza che risponde anche l'assicuratore dei danni derivanti a terzi dall'incendio del veicolo in sosta, sulle pubbliche vie o aree equiparate, anche se determinato da vizio di costruzione o difetto di manutenzione, salvo che sia sopravvenuta una causa autonoma (ivi compreso il caso fortuito) che abbia determinato l'evento dannoso”.
Cassazione Civile, sez. III, 11 febbraio 2010, n. 3108

10/05/2010 - Pacchetto Turistico – Viaggio tutto compreso – Responsabilità contrattuale del tour operator
“Con il contratto avente ad oggetto un pacchetto turistico “tutto compreso”, sottoscritto dall'utente sulla base di una articolata proposta contrattuale, spesso basata su un depliant illustrativo, l'organizzatore o il venditore assumono specifici obblighi, soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi etc., che vanno “esattamente” adempiuti; pertanto ove la prestazione non sia esattamente realizzata, sulla base di un criterio medio di diligenza ex art. 1176, co. 1°, c.c. (da valutarsi in sede di fase di merito), si configura responsabilità contrattuale, tranne nel caso in cui organizzatore o venditore non forniscano adeguata prova di un inadempimento ad essi non imputabile”.
Cassazione Civile, sez. III, sentenza n. 5189/2010

03/05/2010 - Risarcimento del danno da uso di bene demaniale – Responsabilità della P.A. - Comportamento colposo dell'utente – Effetti ai fini della responsabilità
“In relazione ai danni verificatisi nell'uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c., l'esistenza di un comportamento colposo dell'utente danneggiato (sussistente quando egli abbia usato il bene senza la normale diligenza o con un affidamento soggettivo anomalo sulle sue caratteristiche) esclude la responsabilità della P.A. qualora si tratti di un comportamento idoneo a interrompere il nesso etiologico tra la causa del danno e il danno stesso, mentre in caso contrario esso integra un concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227, 1° co., c.c., con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante (P.A.) in proporzione all'incidenza causale del comportamento stesso”
Cassazione Civile, sez. III, 9 marzo 2010, n. 5669

27/04/2010 - Equa riparazione – Irragionevole durata del processo – Giudice competente – Precisazioni
“In tema di individuazione del giudice competente per territorio nelle cause di equa riparazione, deve essere accolta un'interpretazione dell'art. 3 della legge n. 89 del 2001 che considera in modo unitario il giudizio presupposto nel quale si è determinato il superamento della durata ragionevole. Con la conseguenza che assume fattore rilevante della sua localizzazione la sede del giudice di merito distribuito sul territorio, sia esso ordinario o speciale, davanti al quale il giudizio è iniziato; e al luogo così individuato attribuisce la funzione di attivare il criterio di collegamento della competenza e di individuazione del giudice competente sulla domanda di equa riparazione che è stabilito dall'art. 11 del codice di procedura penale ed è richiamato nel primo comma dell'art. 3 della legge”.
Cassazione Civile, Sez. Un., ordinanza 16 marzo 2010, n. 6306

20/04/2010 - Equa riparazione – Irragionevole durata del processo – Giudice competente – Precisazioni
“In tema di individuazione del giudice competente per territorio nelle cause di equa riparazione, deve essere accolta un'interpretazione dell'art. 3 della legge n. 89 del 2001 che considera in modo unitario il giudizio presupposto nel quale si è determinato il superamento della durata ragionevole. Con la conseguenza che assume fattore rilevante della sua localizzazione la sede del giudice di merito distribuito sul territorio, sia esso ordinario o speciale, davanti al quale il giudizio è iniziato; e al luogo così individuato attribuisce la funzione di attivare il criterio di collegamento della competenza e di individuazione del giudice competente sulla domanda di equa riparazione che è stabilito dall'art. 11 del codice di procedura penale ed è richiamato nel primo comma dell'art. 3 della legge”.
Cassazione Civile, Sez. Un., ordinanza 16 marzo 2010, n. 6306

13/04/2010 - Sinistro stradale – Assistenza di uno studio di infortunistica – Spese risarcibili
“In caso di sinistro stradale, qualora il danneggiato abbia fatto ricorso all'assistenza di uno studio di assistenza infortunistica stradale ai fini dell'attività stragiudiziale diretta a richiedere il risarcimento del danno asseritamente sofferto al responsabile ed al suo assicuratore, nel successivo giudizio instaurato per ottenere il risarcimento del danno, la configurabilità della spesa sostenuta per avvalersi di detta assistenza come danno emergente non può essere esclusa per il fatto che l'intervento di detto studio non abbia fatto recedere l'assicuratore dalla posizione assunta in ordine all'aspetto della vicenda che era stato oggetto di discussione o di assistenza in sede stragiudiziale, ma va valutata considerando, in relazione all'esito della lite su detto aspetto, se la spesa sia stata necessitata e giustificata in funzione dell'attività di esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento”.
Cassazione Civile, sez. III, sentenza 21 gennaio 2010, N. 997

13/04/2010 - Indennizzo diretto – Spatium deliberandi concesso alla compagnia di assicurazione del responsabile civile
Nella procedura dell'indennizzo diretto di cui all'art. 149 del D.Lgs n. 209/05, anche all'impresa di assicurazione del veicolo del responsabile deve essere concesso lo spatium deliberandi di sessanta giorni o novanta giorni al fine di poter verificare, con il suo assicurato, le modalità di accadimento del sinistro e vagliare la richiesta di risarcimento in uno all'impresa di assicurazione del danneggiato e, eventualmente, intervenire nel giudizio estromettendo l'altra impresa, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato”
Giudice di Pace di Pozzuoli, sentenza 22 febbraio 2010

08/04/2010 - Risarcimento danni – Pacchetto turistico – Responsabilità dell'organizzatore del viaggio
“Né la lettera, né la ratio dell'art. 14, co. 2, d.Lgs. n. 111/95 - che inequivocamente mira a rendere più agevole per il consumatore la tutela dei propri diritti – correlano la responsabilità dell'organizzatore del pacchetto turistico ad un suo difetto di diligenza nella scelta del prestatore di servizi di cui si avvalga, ovvero alla possibilità di controllarne in concreto le modalità operative nell'esecuzione della prestazione, essendo invece posta la regola secondo la quale, quante volte sarebbe configurabile la responsabilità contrattuale diretta del prestatore di servizi nei confronti del consumatore del servizio resogli (o non resogli), allora l'acquirente del pacchetto turistico può senz'altro rivolgersi all'organizzatore, che assuma del resto un'obbligazione di risultato (Cass. n. 21343/04) nell'ambito del rischio d'impresa”.
Cass. Civ., 3 dicembre 2009, n. 25396

15/03/2010 - Sinistro stradale – Litisconsorzio necessario – D.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 140, co. 4 –Questione di costituzionalità – Inammissibilità
“La questione è inammissibile. [...] Gli inconvenienti di fatto, scaturenti dall'applicazione delle norme censurate, sono estranei al controllo di costituzionalità”.
Corte Cost., 11 dicembre 2009, n. 329

13/03/2010 - Sinistro stradale – Omicidio colposo – Bambino – Imprevedibilità – Pedone inesperto
“L'automobilista, che vede un bambino in movimento o fermo al margine della carreggiata, ha l'obbligo di rallentare fino a fermare il veicolo condotto, in ipotesi contraria e qualora malauguratamente avvenga un incidente, deve escludersi che il comportamento imprevedibile del minore costituisca concausa ex art. 41, comma 2, c.p.. I bambini, infatti, devono essere ritenuti dei pedoni incerti ed inesperti, spinti per la loro natura a movimenti inconsulti ed improvvisi”.
Cassazione Penale, sez. IV, 20 ottobre 2009, n. 40587

18/02/2010 - Notifiche processuali – Irreperibilità del destinatario o rifiuto alla ricezione di un atto (art. 140 c.p.c.) – Parziale declaratoria di illegittimità costituzionale
“Deve [...] essere dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 140 c.p.c., nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione”.
Corte Costituzionale, 11 Gennaio 2010, n. 3

15/02/2010 - RCA. - Messa in mora – Domanda riconvenzionale - Improponibilità
“La condizione di proponibilità della domanda, costituita dall'assolvimento dell'onere della richiesta con raccomandata nei confronti dell'assicuratore opera sia nel caso di azione diretta, che nell'ipotesi di azione di responsabilità aquiliana. Ne deriva che deve essere dichiarata improponibile anche la domanda riconvenzionale formulata contro il proprietario ed il conducente del veicolo, qualora non sia stata promossa oltre il termine di sessanta giorni dalla richiesta di risarcimento all'assicuratore r.c.a.”.
Cassazione Civile, sez. III, 26 ottobre 2009, n. 22597

10/02/2010 - Decurtazione dei punti della patente – Natura di sanzione amministrativa accessoria – Impugnazione – Opposizione in sede giurisdizionale
“La decurtazione dei punti ha natura di sanzione amministrativa accessoria ed è pertanto anch'essa soggetta al mezzo di impugnazione dell'opposizione in sede giurisdizionale, che nel sistema sanzionatorio del codice della strada ha carattere generale, sicché l'esclusione della sua esperibilità nella materia di cui si tratta sarebbe priva di ogni ragionevole giustificazione e non compatibile con i principi sanciti dagli artt. 3 e 24 Cost.”
Cassazione Civile, 21 ottobre 2009, n. 22235

29/01/2010 - Infortunio in itinere – Erogazione alla vedova della rendita Inail – Diritto anche al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale – Sussistenza – Duplicazione del danno - Esclusione
“L'erogazione della rendita Inail alla vedova del lavoratore infortunato non esclude la risarcibilità del danno patrimoniale parentale da lucro cessante, non potendosi applicare il principio della compensatio lucri cum damno, in considerazione del diverso titolo giustificativo delle erogazioni in questione. L'erogazione della rendita non toglie dunque alcuna legittimazione del parente a richiedere il danno che subisce iure proprio per la perdita, patrimoniale e non patrimoniale, per effetto della morte; e neppure legittima l'assicuratore all'inadempimento delle proprie prestazioni per l'illecito in ordine al quale vale la responsabilità civile solidale”.
Cass. Civ., Sez. III, 15 ottobre 2009, n. 21897

22/01/2010 - Risarcimento delle lesioni micropermanenti – Questione di legittimità costituzionale dell'art. 139 cod. ass.
“L'art. 139 del D.Lgs. n. 209/05 non consente al Giudice alcuna possibilità di adeguare al caso concreto la sua liquidazione soprattutto nei casi in cui gli importi previsti da detta norma risultino inferiori alla reale entità del danno; per contro, non potrebbe escludersi nemmeno che, in certi casi del tutto particolari, gli importi previsti possano risultare addirittura superiori al danno effettivo ed il giudice finisca quindi per dover liquidare una somma superiore al danno effettivo senza poter intervenire in alcun modo. Non si vede quindi in quale modo poter salvare la norma con una interpretazione costituzionalmente orientata”.
Giudice di Pace di Torino, ordinanza 30 novembre 2009

18/01/2010 - Responsabilità civile – Notai – Conferimento dell'incarico – Natura – Contratto di mandato – Inadempimento – Responsabilità per l'operato dei sostituti e degli ausiliari – Sussistenza
“Il rapporto professionale che intercorre tra notaio e cliente si inquadra nello schema del mandato, in virtù del quale il professionista è tenuto ad eseguire professionalmente l'incarico assunto ed è responsabile, ai sensi dell'art. 1228 c.c., dei sostituti e degli ausiliari dei quali si avvale, avendo l'obbligo di seguire lo svolgimento dell'opera, con conseguente sua responsabilità esclusiva nei confronti del cliente danneggiato dal tardivo espletamento dell'incarico. Pertanto, qualora il notaio che abbia ricevuto l'incarico di curare la denuncia di successione si appoggi a un altro notaio, residente nel luogo di apertura di essa, e quest'ultimo non curi con tempestività la presentazione al fisco della denuncia, così causando un maggior esborso di denaro per soprattasse e pene pecuniarie a carico dei contribuenti denunciati, egli è responsabile del tardivo adempimento del suo collega delegato e deve risarcire i danni subiti dai propri clienti”.
Cass. Civ., sez. III, 29 settembre 2009, n. 20825

15/01/2010 - Responsabilità medica – Consenso informato – Intervento di routine – Complicazioni
“Il consenso informato, quale espressione del diritto personalissimo e di rilevanza costituzionale all'autodeterminazione terapeutica, è un obbligo contrattuale del medico, in quanto è funzionale al corretto adempimento della prestazione professionale, sebbene sia autonomo da esso. Ciò implica che, nel caso in cui il medico abbia garantito l’esito positivo dell’intervento, sia perché di routine, sia a causa delle buone condizioni di salute del paziente, e poi siano insorte complicazioni, è necessaria la prova che le stesse siano state generate per un evento imprevisto ovvero imprevedibile”.
Cass. Civ., sez. III, 29 settembre 2009, n. 20806

11/01/2010 - Responsabilità dell'UCI in caso di incidente avvenuto in Italia e causato da autoveicolo straniero provvisto di polizza assicurativa estera – Responsabilità oltre il massimale
“In tema di sinistro causato da autoveicolo straniero coperto da assicurazione, ove il danneggiato evochi in giudizio l'UCI per ottenere il risarcimento del pregiudizio subito, la responsabilità di detto ente è limitata ai minimi di polizza stabiliti dalla carta verde e non copre i maggiori danni occorsi alla vittima dell'incidente, a meno che non vi sia la prova – da fornirsi a opera dell'attore – che la polizza assicurativa straniera, stipulata per la responsabilità civile, copra i danni ultramassimale rispetto a quelli contemplati dalla carta verde, ma, in tal caso, di essi risponde la società di assicurazione del responsabile del sinistro, che deve essere convenuta in giudizio quale litisconsorte processuale. Ciò in quanto l'UCI ha natura giuridica di garante legale”.
Cass. Civ., Sez. III, 25 settembre 2009, n. 20667

04/01/2010 - Sinistro stradale – Legittimazione attiva – Onere della prova – Certificato PRA
“In tema di risarcimento del danno derivato da circolazione stradale, il detentore d'un autoveicolo intestato ad un terzo ha legittimazione a pretendere il risarcimento dei danni subiti dal veicolo, ancorchè non ne sia proprietario, ma deve dimostrare che tali danni abbiano inciso nella propria sfera patrimoniale. A questo fine non è sufficiente la prova dell'esistenza d'un titolo che obblighi il detentore a tenere indenne il proprietario del veicolo, ma è anche necessario provare che in base a quel titolo l'obbligazione è stata adempiuta, sì che il proprietario non possa pretendere d'essere ancora risarcito dal terzo danneggiante”.
Cass. Civ., sez. III, 26 ottobre 2009, n. 22602

16/12/2009 - Supero del massimale – Litisconsorzio necessario - Art. 140, 3° co. , cod. ass. - Questione di legittimità costituzionale
“Visti gli artt. 134 della Costituzione della Repubblica Italiana e 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87 dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del quarto comma, primo periodo, dell'art. 140 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, in quanto istituisce “litisconsorzio necessario, applicandosi l'art. 102 del codice di procedura civile” “nei giudizi promossi fra l'impresa di assicurazione e le persone danneggiate”, per violazione degli artt. 3, 24, 76 e 111, 2° co., della Costituzione della Repubblica Italiana”
Tribunale di Catania (G.I. Cannata Baratta), ordinanza 23 settembre 2009

07/12/2009 - Circolazione stradale -Accertamento delle violazioni mediane apparecchiature speciali - Photored F17/A – Taratura – Necessità – Insussistenza
“Non esistono, allo stato, norme comunitarie vincolanti in materia di misurazione della velocità dei veicoli e di pertinenti apparecchiature. A tal riguardo si deve considerare che, contrariamente a quanto a volte sostenuto dalle parti interessate e da alcuni giudici del merito, non è vincolante la normativa UNI EN 30012 (Sistema di Conferma Metrologica di Apparecchi per Misurazioni) che, in assenza di leggi o regolamenti di recepimento, rappresenta unicamente un insieme di regole di buona tecnica, impropriamente definite “norme”, alle quali, in assenza di obblighi giuridici, i costruttori decidono autonomamente di conformarsi; così come non è direttamente applicabile la raccomandazione OIML R91 del 1990 (“Apparecchiature Radar per la Misura della Velocità dei Veicoli”), che peraltro non attinente al caso di specie in quanto relativa alle apparecchiature radar. Tali argomentazioni sono applicabili in parte qua, anche ai cosiddetti Photored, per i quali va rilevato che non esiste allo stato alcuna specifica normativa che ne imponga la taratura periodica in relazione alla legge 1991 n. 273”.
Cass. Civ, sez. II, 14 settembre 2009, n. 19775

01/12/2009 - Responsabilità civile - Cose in custodia – Presupposti
“La responsabilità da cosa in custodia è esclusa qualora il custode dimostri che l'evento dannoso sia stato cagionato da un fatto estraneo alla stessa (fatto che può consistere anche nella condotta colpevole di un terzo o della stessa vittima) ed eccezionale. Da ciò ne consegue che non configura caso fortuito un qualsiasi uso improprio o anomalo della cosa in custodia rispetto alla sua destinazione funzionale, in quanto nel caso in cui la condotta concorrente del terzo nella causazione dell'evento non sia assolutamente imprevedibile ex ante, continua a persistere il nesso di causalità con la cosa e la sua funzione, salva la limitazione del risarcimento del danno per gli effetti dell'art. 1227 cod. civ., da valutare dal giudice di merito”.
Cass. Civ., sez. III, 22 settembre 2009, n. 20415

24/11/2009 - Risarcimento del danno – Reato commesso da minore – Responsabilità dei genitori in caso di carenze educative
“I genitori sono solidalmente responsabili nei riguardi dei parenti della vittima di un omicidio commesso dal loro figlio minorenne, ancorché prossimo al compimento della maggiore età al momento del fatto. Tale responsabilità va ravvisata non in un difetto di vigilanza, data l'età del figlio, ma nell'inadempimento dei doveri di educazione e di formazione della personalità del minore, in termini tali da consentire l'equilibrato sviluppo psico-emotivo, la capacità di dominare gli istinti, il rispetto degli altri e tutto ciò in cui si estrinseca la maturità personale. Correttamente il giudice di merito può desumere il grado di educazione dal comportamento del minore, quando esso manifesti un fallimento educativo quanto alla capacità di frenare i propri istinti o di incanalarli in modalità espressive meno gravi e violente”.
Cass. Civ., sez. III, 28 agosto 2009, n. 18804

18/11/2009 - Giudicato - Sentenza penale - Risarcimento danno - Conseguenze in sede civile
“In caso di condanna generica al risarcimento dei danni contenuta nella sentenza penale, se il giudice penale non si sia limitato a statuire solo sulla potenzialità dannosa del fatto addebitato al soggetto condannato e sul nesso eziologico in astratto, ma abbia accertato e statuito sull'esistenza in concreto di detto danno e del relativo nesso causale con il comportamento del soggetto danneggiato, valgono sul punto i principi del giudicato”.
Cass. Civ., sez. III, 9 luglio 2009, n. 16113

11/11/2009 - Sinistro stradale – Danni subiti dai familiari della vittima – Risarcibilità
“Per «persona danneggiata» deve intendersi non già la sola vittima dell’incidente, ma ogni soggetto che, come ciascuno degli stretti congiunti, abbia direttamente subito un danno, patrimoniale o non patrimoniale, in conseguenza della morte o dell’invalidità, che abbia colpito il soggetto immediatamente pregiudicato”.
Cass. Civ., sez. III, 15 luglio 2009, n. 16455

05/11/2009 - Contratti – Mediazione – Mandato – Risarcimento Danni
“Nel caso in cui [...] il c.d. mediatore ha, in realtà, agito in virtù di un incarico consistente in un mandato, [...] esso madatario [...] risponde, ove si comporti in modo illecito, a titolo di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. nei confronti del soggetto «destinatario» della sua attività, che assume, quindi, in quanto estraneo a detto rapporto contrattuale, la qualifica di terzo”.
Cass. Civ., sez. III, 14 luglio 2009, n. 16382

02/11/2009 - Danno non patrimoniale da inadempimento – Pregiudizi esistenziali – Risarcimento - Sussistenza
“Il danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza della lesione di un interesse inviolabile coperto dalla Costituzione, sempre che sussistano i presupposti della risarcibilità dettati dagli artt. 1218 e ss. c.c. E ciò val quanto dire che l'espressione «perdita», utilizzata nell'art. 1223 c.c., sta a significare perdita patrimoniale e non patrimoniale”.
Trib. Roma, sez. XI, 13 luglio 2009

26/10/2009 - Infortunio sul lavoro – Normativa antinfortunistica- Ambito di applicazione - Appalto – Responsabilità del committente – Ambito di operatività – Obbligo di cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione – Condizioni – Limiti – Misure di prevenzione
“In tema di infortuni sul lavoro, deve escludersi la sussistenza di profili di responsabilità del committente nel contratto di appalto per inosservanze alle misure di prevenzione, che non attengano ai rischi comuni dei lavoratori dipendenti del committente stesso e dell'appaltatore, ma riguardino i soli dipendenti dell'appaltatore, giacché l'obbligo di cooperazione posto a carico dei datori di lavoro, al fine di predisporre e applicare le misure di prevenzione e protezione necessarie, non può intendersi come obbligo del committente di intervenire in supplenza dell'appaltatore tutte le volte in cui costui ometta, per qualsiasi ragione, di adottare le misure di prevenzione prescritte a tutela soltanto dei suoi lavoratori, poiché la cooperazione, se così la si intendesse, si risolverebbe in un'inammissibile «ingerenza» del committente nell'attività propria dell'appaltatore al punto di stravolgere completamente la figura dell'appalto”.
Cass. Pen., sez. IV, 21 maggio-9 luglio luglio 2009, n. 28197

23/10/2009 - Tutela dei consumatori – Azione risarcitoria – Responsabilità del tour operator – Obbligo di informazione - Contenuto
“L'organizzatore di viaggi turistici (cosiddetto tour operator), in base ai principi contenuti nella Convenzione di Bruxelles del 23 aprile 1970 relativa al contratto di viaggio (Ccv), ratificata dall'Italia dalla legge 27 dicembre 1977, n. 1084, deve adottare tutte le misure idonee a evitare danni a coloro che vi partecipano. A tal fine è sufficiente che egli tenga una condotta adeguata, la quale, tuttavia, non deve necessariamente superare il livello medio di diligenza. In particolare, per adempiere agli obblighi informativi, è sufficiente che l'organizzatore informi il viaggiatore delle prestazioni promesse (trasporto, alloggio, attività sportive, escursioni) e che metta a sua disposizione l'opuscolo informativo previsto dall'art. 9 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 (ora trasfuso nell'art. 88 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il codice del consumo), il quale contempla le notizie (per lo più di carattere amministrativo) necessarie per recarsi all'estero, i servizi forniti e le condizioni atte a giustificare l'annullamento del pacchetto turistico. Nulla più incombe al detto organizzatore per dimostrare di avere adempiuto con la dovuta diligenza ai suoi obblighi” (Nella fattispecie, la Suprema Corte ha affermato che non rientra tra gli obblighi del tour operator quello di informare la turista della presenza, nel tratto di mare antistante il villaggio turistico, di una particolare alga ustionante che, favorita dal fenomeno della bassa marea, le aveva provocato una fastidiosa patologica dermatologica).
Cass. Civ., sez. III, 6 luglio 2009, n. 15798

16/10/2009 - Responsabilità per fatto illecito – Danno esistenziale – Liquidazione da parte del giudice di pace nel giudizio di equità – Presupposti
“In tema di responsabilità per fatto illecito, rientra tra i principi informatori della materia, ai quali è tenuto ad uniformarsi il giudice di pace nel giudizio di equità, quello di cui al disposto dell'art. 2059 c.c. il quale, secondo una lettura costituzionalmente orientata, non disciplina un'autonoma fattispecie di illecito, produttiva di danno non patrimoniale, distinta da quella prevista dall'art. 2043 c.c., ma regola i limiti e le condizioni di risarcibilità dei pregiudizi non patrimoniali, sul presupposto dell'esistenza di tutti gli elementi costitutivi dell'illecito richiesti dall'art. 2043 c.c., con la peculiarità della tipicità di detto danno, stante la natura dell'art. 2059 c.c., quale norma di rinvio ai casi previsti dalla legge ovvero ai diritti costituzionali inviolabili, presieduti dalla tutela minima risarcitoria, e con la precisazione, in tale ultimo caso, che la rilevanza costituzionale deve riguardare l'interesse leso e non il pregiudizio in conseguenza sofferto, e che la risarcibilità del danno non patrimoniale presuppone, altresì, che la lesione sia grave e che il danno non sia futile”.
Cass. Civ., Sez. Un., 19 agosto 2009, n. 18356

01/10/2009 - Indennizzo diretto – Comunicazione da parte della propria impresa di assicurazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto – Inammissibilità dell'azione giudiziaria
“Nell'azione di risarcimento dei danni prodotti dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, al presunto danneggiato non è ammessa l'azione diretta di cui all'art. 149 cod. ass. nel caso in cui la propria Compagnia di assicurazione gli abbia comunicato di non poter liquidare il danno in quanto dalle opportune verifiche si è riscontrata una sua responsabilità e/o corresponsabilità”.
Giudice di Pace di Pozzuoli, 15 luglio 2009, n. 2143

23/09/2009 - Circolazione stradale – Limiti di velocità – Accertamento mediante postazioni fisse – Strada ricadente in centro abitato – Omessa contestazione immediata - Conseguenze
“A norma dell'art. 200 C.d.S., in materia di violazioni delle norme sulla circolazione stradale la contestazione immediata dell'infrazione, ove possibile, costituisce un elemento di legittimità del procedimento d'irrogazione della sanzione, salvo, tuttavia, detta contestazione non sia possibile, nel qual caso, a norma dell'art. 201 C.d.S., le ragioni della mancata contestazione debbono essere indicate nel verbale, che dovrà essere notificato nel termine stabilitovi e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale, ma con il limite dell'insindacabilità delle modalità d'organizzazione del servizio di vigilanza da parte dell'autorità amministrativa preposta. In tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo apparecchiature elettroniche, poiché l'art. 142 C.d.S. si limita a prevedere che possono essere considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate e l'art. 345 del regolamento di esecuzione, approvato con D.P.R. n. 495 del 1992, dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi di polizia stradale, devono essere costruite in modo tale da raggiungere detto scopo, fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente, senza prevedere che detta rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica, è legittima la rilevazione della velocità di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica che non rilascia documentazione fotografica, ma consente unicamente l'accertamento della velocità in un determinato momento”.
Cass. Civ., sez. II, 3 giugno 2009, n. 12843

17/09/2009 - Circolazione stradale – Artt. 126 bis e 180 C.d.s. - Omessa comunicazione dati del conducente
“In tema di violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento alla sanzione pecuniaria inflitta per l'illecito amministrativo previsto dal combinato disposto dell'art. 126 bis c.d.s. e art. 180 c.d.s., comma 8, il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente”.
Cass, Civ., sez. II, 8 giugno 2009, n. 13126

14/09/2009 - Giudizio di equità del giudice di pace - Danno non patrimoniale – Danno esistenziale – Lesione alla serenità – Fastidio arrecato da richieste di pagamento
“La peculiarità del danno non patrimoniale viene individuata nella sua tipicità, avuto riguardo alla natura dell'art. 2059 c.c., quale norma di rinvio ai casi previsti dalla legge (e, quindi, ai fatti costituenti reato o agli altri fatti illeciti riconosciuti dal legislatore ordinario produttivi di tale tipo di danno) ovvero ai diritti costituzionali inviolabili, presieduti dalla tutela minima risarcitoria, con la precisazione in quest'ultimo caso, che la rilevanza costituzionale deve riguardare l'interesse leso e non il pregiudizio conseguenzialmente sofferto e che la risarcibilità del pregiudizio non patrimoniale presuppone, altresì, che la lesione sia grave (e, cioè, superi la soglia minima di tollerabilità, imposta dai doveri di solidarietà sociale) e che il danno non sia futile (vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi o sia addirittura meramente immaginario). Orbene, nel caso in cui si denunci il disagio sofferto per avere ricevuto diverse missive (3) di pagamento, in uno spazio temporale non contenuto (5 anni), non sussiste un'ingiustizia costituzionalmente qualificata, tantomeno si verte in un'ipotesi di danno patrimoniale, risultando, piuttosto, la ritenuta lesione della “serenità personale” insuscettibile di essere monetizzata, siccome inquadrabile in quegli sconvolgimenti della quotidianità “consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed in ogni altro tipo di insoddisfazione” (oggetto delle c.d. liti bagatellari) ritenuti non meritevoli di tutela risarcitoria”.
Cass. Civ., sez. III, 4 giugno 2009, n. 12885

08/09/2009 - Risarcimento del danno – Vacanza rovinata – Prescrizione annuale
Nella sentenza in epigrafe, il Decidente, ritenendo fondata l'eccezione da noi sollevata a difesa della Compagnia convenuta, ha dichiarato prescritto il diritto di parte attrice ad ottenere il risarcimento del danno c.d. da vacanza rovinata.
Giudice di Pace di Linguaglossa, 3 marzo 2009, n. 40

31/08/2009 - Responsabilità dell'avvocato – Perdita del diritto ad impugnare una sentenza – Risarcimento – Esclusione
“In materia di responsabilità del professionista, il cliente è tenuto a provare non solo di aver sofferto un danno, ma anche che questo è stato causato dalla insufficiente o inadeguata attività del professionista e cioè dalla difettosa prestazione professionale”
Cass. Civ., sez. II, 27 maggio 2009, n. 12354

25/08/2009 - Responsabilità medica – Danni al nascituro – Diritto a nascere sani – Sussistenza
“Limitatamente alla titolarità di alcuni interessi personali protetti, deve essere affermata la soggettività giuridica del nascituro, e, in via conseguenziale, il nesso di causalità tra il comportamento dei medici (di omessa informazione e di prescrizione dei farmaci dannosi) e le malformazioni dello stesso nascituro che, con la nascita, acquista l'ulteriore diritto patrimoniale al risarcimento”.
Cass. Civ., sez. III, 11 maggio 2009, n. 10741

31/07/2009 - Indennizzo diretto – azione – obbligatorietà – esclusività – insussistenza
“Il nuovo sistema di risarcimento diretto non consente di ritenere escluse le azioni già previste dall'ordinamento in favore del danneggiato: non vi è esclusività, ma alternatività”.
Corte Costituzionale, 19 giugno 2009, n. 180

30/07/2009 - Sinistro stradale – Tamponamento – Mancato uso delle cinture di sicurezza
“In caso di tamponamento, la trasportata sul veicolo tamponato che omette di indossare la cintura di sicurezza concorre nella misura del 25% nella causazione delle lesioni riconducibili al sinistro”
Cass. Civ., sez. III, 28 maggio 2009, n. 122547

28/07/2009 - Responsabilità del proprietario per danni cagionati da animali – Prova liberatoria
“In tema di danno cagionato da animali, il proprietario dell'animale, per sottrarsi alla responsabilità presunta ex art. 2052 c.c., è sì tenuto a fornire la prova del caso fortuito – che può consistere anche nel fatto del terzo o nella colpa del danneggiato -, ma solo dopo che sia stata dimostrata in modo univoco la sussistenza del nesso di causalità tra il comportamento dell'animale e il danno causato”.
Cass. Civ., sez. III, 20 aprile 2009, n. 9350

24/07/2009 - Risarcimento danno - Insidia – Responsabilità della P.A. - Onere probatorio
“In caso di danno cagionato da insidia, non spetta all'attore, che abbia provato l'esistenza dell'insidia, dimostrare altresì l'inerzia colpevole della Pubblica Amministrazione nel rimuoverla, essendo onere di questa dimostrare di non aver potuto rimuovere la situazione di pericolo”.
Cass. Civ., sez. III, 9 aprile 2009, n. 8692

20/07/2009 - Danno morale consequenziale – Danno biologico – Autonomia – Legittimità
“In tema di danno biologico, le attuali tabelle ministeriali micropermanenti, in vigore, dovranno essere sostituite con un regolamento per decreto presidenziale, che tenga conto delle quattro componenti del danno biologico per lesioni di lieve entità, come definito dal secondo comma dell'art. 139 del nuovo codice, norma che non ha previsto la retroattività del nuovo regime, che si prevede sarà correttivo del primo per la migliore valutazione del danno biologico come danno complesso. Resta fermo il divieto dell'automatismo anche per la liquidazione delle micropermanenti e dei danni morali consequenziali, che restano estranei alla definizione complessa del danno biologico”.
Cass. Civ., sez. III, 20 maggio 2009, n. 11701

14/07/2009 - Indennizzo diretto – azione – obbligatorietà – esclusività – insussistenza
“Il nuovo sistema di risarcimento diretto non consente di ritenere escluse le azioni già previste dall'ordinamento in favore del danneggiato: non vi è esclusività, ma alternatività”.
Corte Costituzionale, 19 giugno 2009, n. 180

09/07/2009 - Responsabilità del medico – Morte paziente – Omicidio colposo – Nesso causale
“Ai fini dell'accertamento della penale responsabilità del medico per colpa omissiva, nella ricostruzione del nesso eziologico, non può assolutamente prescindersi dall'individuazione di tutti gli elementi concernenti la causa dell'evento: solo conoscendo in tutti i suoi aspetti fattuali e scientifici il momento iniziale e la successiva evoluzione della malattia, è poi possibile analizzare la condotta (omissiva) colposa addebitata al sanitario per effettuare il giudizio controfattuale e verificare se, ipotizzandosi come realizzata la condotta dovuta, l'evento lesivo sarebbe stato evitato “al di là di ogni ragionevole dubbio””.
Cassazione Civile, 11 marzo 2009, n. 10819

06/07/2009 - Multe – Passaggio con il rosso – Precisa indicazione a verbale – Necessità
“E' nulla la multa all'automobilista passato con il rosso se il verbale contiene solo la vaga indicazione: “proseguiva la marcia nonostante la segnalazione semaforica emettesse luce rossa o gialla”.
Cassazione Civile, sez. II, 27 aprile 2009, n. 9888

02/07/2009 - Responsabilità dei genitori per il fatto del minore – Contenuto della prova liberatoria
“I genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dall'art. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore con essi convivente, debbono dimostrare non solo di averlo adeguatamente educato ai sensi dell'art. 147 c.c., ma anche di averlo opportunamente sorvegliato”
Cassazione Civile, Sez. III, 22 aprile 2009, n. 9556

29/06/2009 - Risarcimento del danno patrimoniale - Casalinga - Sussistenza
“La casalinga, pur non percependo un reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica che non si esaurisce nello svolgimento delle faccende domestiche, ma si estende anche al coordinamento della vita familiare. Per cui costituisce danno patrimoniale quello che la donna che lavora in casa subisce in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa”.
Cassazione Civile, Sez. III, 19 marzo 2009, n. 6658

25/06/2009 - Risarcimento del danno non patrimoniale – Lunghezza dell'iter burocratico – Danno da stress - Lesione del diritto alla tranquillità – Esclusione
“La lunghezza dell'iter burocratico non costituisce un'ingiustizia costituzionalmente qualificata. Pertanto, la ritenuta lesione del “diritto alla tranquillità” risulta insuscettibile di essere monetizzata, siccome inquadrabile in quegli sconvolgimenti della quotidianità consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed ogni altro tipo di insoddisfazione (c.d. bagatellari) ritenuti non meritevoli di tutela risarcitoria”.
Cassazione Civile, Sez. III, 17 marzo 2009, n. 8703

22/06/2009 - Danno estetico – Danno biologico – Unica voce risarcitoria
“Il c.d. “danno estetico” deve farsi rientrare in quello biologico. E' necessario, tuttavia, considerare la compromissione estetica nella valutazione di tale danno, al fine di una corretta personalizzazione”
Cassazione Civile, Sez. III, 22 aprile 2009, n. 9549

15/06/2009 - Incidente stradale – Danni del trasportato – Responsabilità di uno dei convenuti negata in primo grado – Appello incidentale subordinato – Necessità
“Nel caso in cui il trasportato proponga domanda risarcitoria nei confronti di due soggetti ed il giudice ritenga uno solo di questi responsabile dell'evento dannoso, nel giudizio di appello promosso da quest'ultimo il danneggiato – che intenda ottenere la condanna anche dell'altro convenuto – ha l'onere di proporre appello incidentale subordinato, restando altrimenti irrilevante nei suoi confronti il regime di solidarietà previsto in astratto dalla legge per la corresponsabilità del sinistro”.
Cass. Civ., Sez. III, 20 febbraio 2009, n. 4235

10/06/2009 - Ausiliari del traffico – Sanzioni – Competenze – Limiti
“Gli ausiliari del traffico, in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano le disposizioni in materia di sosta. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse, quale la sosta in area riservata alla fermata di mezzi pubblici, l'accertamento può essere compiuto dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma non anche dagli ausiliari del traffico”.
Cass. Civ., Sez. II, 17 marzo 2009, n. 6502

03/06/2009 - Contratto d'opera professionale – Risarcimento del danno non patrimoniale per la mancata costruzione della “casa dei propri sogni” - Esclusione
“Il contratto di opera professionale tra un committente ed un architetto per la costruzione di una residenza familiare non è un contratto di protezione, destinato a regolamentare anche interessi di natura non patrimoniale. In altri termini, chi affida ad un professionista il compito di progettare la propria abitazione non lo investe certo della tutela di interessi non patrimoniali, quali quello di veder realizzata la “casa dei propri sogni”. Per conseguenza, non può essere accolta la domanda di riparazione del danno non patrimoniale quando si assuma la lesione di un siffatto diritto. Ammettere, infatti, il risarcimento non patrimoniale in questi casi equivale a dare rilievo al motivo unilaterale e alle aspettative soggettive più che alla causa concreta del negozio”.
Tribunale di Trieste, 8 gennaio 2009

25/05/2009 - Furto perpetrato grazie all'uso delle impalcature – Responsabilità dell'imprenditore proprietario delle impalcature – Concorrente responsabilità del condominio – Per violazione degli obblighi di custodia – Sussistenza
“In caso di furto perpetrato grazie all'utilizzo di impalcature, sussiste la concorrente responsabilità del condominio committente (insieme a quella dell'imprenditore proprietario delle impalcature) nei confronti del condomino danneggiato, individuabile sia sulla base degli obblighi di custodia, e in particolare sul dovere di vigilare sull'operato dell'appaltatrice affinché questa adotti tutte le cautele necessarie a evitare l'evento dannoso, sia sulla base di una culpa in eligendo per aver affidato l'opera a un'impresa inidonea”.
Cass. Civ., Sez. III, 17 marzo 2009, n. 6435

19/05/2009 - Risarcimento del danno - Randagismo – Responsabilità ASL - Sussistenza
“E' la ASL territorialmente competente a dover risarcire i danni alle persone aggredite e morse dai cani randagi se una legge regionale affida la lotta contro questo fenomeno ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali”
Cass. Civ., Sez. III, 3 aprile 2009, n. 8137

13/05/2009 - Risarcimento del danno morale – Presunzione - legittimità
“In tema di risarcimento del danno, non osta alla risarcibilità del danno non patrimoniale, ai sensi dell'art. 2059 c.c. e art. 185 c.p., il mancato positivo accertamento della colpa dell'autore del danno, se essa, come nel caso di cui all'art. 2054 c.c., debba ritenersi sussistente, in base ad una presunzione di legge e se, ricorrendo la colpa, il fatto sia qualificabile come reato”.
Cass. Civ., Sez. III, 3 marzo 2009, n. 5057

11/05/2009 - Deposito atti processuali – Mezzo posta – Legittimità
“La circostanza che l'attività materiale di deposito degli atti in cancelleria, che è priva di un requisito volitivo autonomo, non debba essere compiuta necessariamente dal difensore o dalla parte che sta in giudizio personalmente, ma possa essere realizzata anche da persona da loro incaricata (c.d. nuncius), e che l'ordinamento processuale preveda casi, sia pure speciali, di deposito degli atti in cancelleria mediante invio degli stessi a mezzo posta, non appare compatibile con una valutazione di radicale difformità del deposito realizzato attraverso l'invio dell'atto per mezzo della posta rispetto a quello effettuato mediante consegna diretta al cancelliere, anche se certamente al di fuori delle previsioni normative il deposito potrà prendere efficacia solo dalla data del raggiungimento dello scopo e cioè dell'(eventuale) concreta e documentata ricezione dell'atto da parte del cancelliere ai fini processuali, e giammai dalla data della spedizione dell'atto”.
Cassazione Civile, Sez. Un., 4 marzo 2009

07/05/2009 - Sanzioni amministrative – Verbale redatto dai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi – Parcheggio fuori dalle strisce blu – Illegittimità
“Le funzioni dei dipendenti delle società di gestione dei parcheggi, di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, conferite a norma della legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, co.132, e dall'art. 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono limitate alle aree oggetto di concessione e agli spazi necessari alle manovre dei veicoli ivi parcheggiati, e pertanto le violazioni in materia di sosta, che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione, ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu”.
Cassazione Civile, Sez. Un., 9 marzo 2009, n. 5621

05/05/2009 - Danno non patrimoniale – Necessità di integrale risarcimento – Sussistenza
“In materia di risarcimento del danno non patrimoniale il giudice, operando una lettura costituzionalmente orientata degli artt. 139 cod. ass. e 2059 c.c., deve garantire comunque l’integrale risarcimento del danno alla salute, sulla base delle allegazioni e delle prove acquisite al processo e/o delle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio; il giudice, potendo ritenere che la “voce” del danno non patrimoniale intesa come “sofferenza soggettiva” non sia adeguatamente risarcita, può procedere ad un’adeguata personalizzazione del danno non patrimoniale, liquidando, congiuntamente ai valori monetari di legge, la somma ulteriore che ristori integralmente il pregiudizio subito dalla vittima”.
Tribunale di Milano, 19 febbraio 2009, n. 2334

28/04/2009 - Morte del gatto - Danno morale – Giudizio di equità – Risarcibilità – Sussistenza
“Il giudice di pace, nell'ambito del solo giudizio di equità, può ordinare il risarcimento del danno non patrimoniale anche fuori dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, sempre che il danneggiato abbia allegato e provato (anche attraverso presunzioni) il pregiudizio subito, essendo da escludere che questo tipo di danno rappresenta una conseguenza automatica dell'illecito”.
Cassazione Civile, Sez. III, 25 febbraio 2009, n. 4493

27/04/2009 - Danno tanatologico – Danno morale – Precisazioni
“Il danno cd. "tanatologico" o da morte immediata va correttamente ricondotto nella dimensione del danno morale, inteso, nella sua nuova e più ampia accezione, come sofferenza della vittima che lucidamente assiste allo spegnersi della propria vita. Tale sofferenza può correttamente essere qualificata come danno morale e non come danno biologico terminale, attesane la inidoneità, nel caso di specie (l'intervallo di tempo tra l'incidente e la morte fu di tre giorni), ad integrare gli estremi di quella fattispecie di danno non patrimoniale”.
Cassazione Civile, Sez. III, 13 gennaio 2009, n. 458

23/04/2009 - Danno esistenziale – Danno morale – Assorbimento – Precisazioni
“Il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi previsti dalla legge, i quali si dividono in due gruppi: le ipotesi in cui la risarcibilità è prevista in modo espresso (fatto illecito integrante reato) e quello in cui la risarcibilità, pur non essendo prevista da norma di legge ad hoc, deve ammettersi sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cod. civ., per avere il fatto illecito vulnerato in modo grave un diritto della persona direttamente tutelato dalla legge. Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva, all'interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sotto categorie. Pertanto il c.d. danno esistenziale, inteso quale “il pregiudizio alle attività non remunerative della persona” causato dal fatto illecito lesivo di un diritto costituzionalmente garantito, costituisce solo un ordinario danno non patrimoniale, che non può essere liquidato separatamente sol perché diversamente denominato. Il danno c.d. esistenziale, non costituendo una categoria autonoma di pregiudizio, ma rientrando nel danno morale, non può essere liquidato separatamente solo perché diversamente denominato”.
Cassazione Civile , Sez.Un., 16 febbraio 2009, n 3677

21/04/2009 - Codice delle Assicurazioni – Indennizzo diretto – Accertamento della sussistenza dei presupposti di cui all’art. 149 c.a.
Fattispecie: Tizio conveniva in giudizio la X Compagnia di Assicurazioni per il risarcimento del danno arrecato, a seguito di un sinistro stradale, alla propria autovettura, assicurata con la medesima società convenuta. Costituendosi in giudizio, la X Ass.ni eccepiva preliminarmente la propria carenza di legittimazione passiva, in quanto, essendo il veicolo antagonista privo di copertura assicurativa, non poteva trovare applicazione nel caso di specie la procedura di indennizzo diretto azionata dall’attore ai sensi dell’art. 149 cod. ass.
Giudice di Pace di Catania, 28 luglio 2008

20/04/2009 - Responsabilità medica - Sottoposizione al test Aids o Hiv senza previo consenso del paziente – Illegittimità – Sussistenza
“Nessuno può essere sottoposto al test anti – Hiv senza il suo consenso, se non per motivi di necessità clinica, e anche in tale ipotesi il paziente deve essere informato del trattamento a cui lo si vuole sottoporre, e ha diritto di dare o di negare il suo consenso, in tutti i casi in cui sia in grado di decidere liberamente e consapevolmente, potendosi prescindere dal consenso solo nei casi di obiettiva e indifferibile urgenza del trattamento sanitario, o per specifiche esigenze d’interesse pubblico (rischi di contagio per terzi, o altro). E’ onere del personale sanitario dimostrare di avere adottato tutte le misure occorrenti allo scopo di garantire il diritto del paziente alla riservatezza e di evitare che i dati relativi all’esito del test e alle condizioni di salute del paziente possano pervenire a conoscenza di terzi”.
Cassazione Civile, sez. III, 30 gennaio 2009, n. 2468

16/04/2009 - Circolazione stradale – Telelaser – Omologazione – Foto – Necessità – Insussistenza
“L'articolo 142 del Codice della Strada si limita a prevedere che possono essere considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate, mentre l'articolo 345 del regolamento di esecuzione dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi designati ad effettuare il relativo accertamento, devono essere costruite in modo tale da raggiungere detto scopo, fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro e accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente, senza prevedere che della rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata la documentazione fotografica”.
Cassazione Civile, sez. II, 19 gennaio 2009, n. 1206

15/04/2009 - Parcheggio privato – Furto dell’autovettura – Responsabilità della ditta che gestisce il parcheggio
“Il parcheggio di un’auto in un piazzale gestito da una ditta privata dà luogo ad un contratto atipico cui trova applicazione la disciplina normativa dettata per il contratto di deposito oneroso, con conseguente responsabilità del gestore nel caso di furto del veicolo, ben potendo l’obbligo di custodia prescindere dalla presenza di persone addette specificamente a ricevere quella consegna e ad effettuare la connessa sorveglianza e bastando all’uopo diverse ed equipollenti modalità, quali appunto l’adozione di sistemi completamente automatizzati per la procedura di ingresso e di uscita dei veicoli dal parcheggio, mediante schede magnetizzate”.
Cassazione Civile, 27 gennaio 2009, n. 1957

14/04/2009 - Risarcimento del danno non patrimoniale – Danno morale – Esclusione
“La sofferenza psichica (transeunte), tradizionalmente definita come danno morale soggettivo, quando sia il riflesso di una lesione medicalmente accertata, non è voce di danno autonoma rispetto al danno biologico ma è una componente del danno biologico e perciò, come evidenziato dalle recenti sentenze della Suprema Corte dell’11. 11. 2008, in linea con la sentenza 31. 5. 2003, n. 8827, detta sofferenza non va risarcita con una somma aggiuntiva rispetto all’importo liquidato per il danno biologico ma va considerata, nella sua intensità e persistenza, ai fini dell’adeguamento del valore tabellare di questo importo alla specificità del singolo caso. La prassi di un congiunto riconoscimento del danno biologico e del danno morale – quest’ultimo liquidato in percentuale del primo e, sovente, in modo automatico – va disattesa in quanto non considera che il danno morale è inglobato nel danno biologico, duplica i risarcimenti e, con detto automatismo, trascura la necessità che l’attore alleghi e dimostri le circostanze concrete da cui dipendono esistenza, intensità e persistenza del patema d’animo”.
Tribunale di Lucca, 5 gennaio 2009

14/04/2009 - Danno da perdita di chance – Risarcibilità – Sussistenza
“Il creditore che voglia ottenere, oltre al rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di “chance” - che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non è una mera aspettativa di fatto ma un'entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione - ha l'onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile dev'essere conseguenza immediata e diretta”
Cassazione Civile, Sez. Un., 29 gennaio 2009, n. 1850

06/04/2009 - Danno cagionato da cose in custodia – Demanio stradale - Responsabilità del Comune – Presunzione di cui all’art. 2051 c.c. – Sussistenza
“La presunzione di responsabilità, salvo il ricorso del caso fortuito, per il danno cagionato dalle cose che si hanno in custodia stabilita dall’art. 2051 c.c. è applicabile nei confronti dei comuni quali proprietari delle strade del demanio comunale, pur se tali beni siano oggetto di un uso generale e diretto da parte dei cittadini, qualora la loro estensione sia tale da consentire l’esercizio di un continuo ed efficace controllo che sia idoneo ed impedire l’insorgenza di cause di pericolo per terzi. La responsabilità presunta del comune quale proprietario del demanio stradale per danni a terzi non viene a cessare per averne l’ente affidato la pulizia a terzi, costituendo l’appalto lo strumento tecnico giuridico per la realizzazione di un proprio obbligo istituzionale a norma dell’art. 14 c.d.s.”.
Cassazione Civile, sez. III, 23 gennaio 2009, n. 1691

31/03/2009 - Sinistro stradale – Spiazzo condominiale – Azione diretta nei confronti dell’assicuratore – Esclusione
Fattispecie: Tizia viene investita all’interno di uno spiazzo condominiale dall’autovettura condotta da Caio. La danneggiata cita in giudizio la Compagnia assicuratrice del veicolo investitore, la quale, costituendosi in giudizio, eccepisce preliminarmente la sua carenza di legittimazione passiva atteso che l’incidente si è verificato in un luogo privato non accessibile a terzi estranei e, quindi, la danneggiata non ha azione diretta nei confronti della società assicuratrice.
Tribunale di Catania, sez. dist. Acireale, 13 ottobre 2008

20/03/2009 - Responsabilità medica – Consenso del paziente – Attività ulteriore – Legittimità – Sussistenza
“Nei casi in cui il medico sottoponga il paziente ad un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, e tale intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli e delle leges artis, si sia concluso con esito fausto, nel senso che dall’intervento stesso è derivato un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute, in riferimento, anche alle eventuali alternative ipotizzabili, e senza che vi fossero indicazioni contrarie da parte del paziente medesimo, tale condotta è priva di rilevanza penale, tanto sotto il profilo della fattispecie di cui all’art. 582 cod. pen., che sotto quello del reato di violenza privata, di cui all’art. 610 cod. pen.”.
Cassazione Penale, S.U., 21 gennaio 2009, n. 2437

16/03/2009 - Incidente stradale – Danni patiti dal trasportato proprietario di uno dei veicoli – Risarcimento di tutti i danni da parte del conducente dell’altro veicolo coinvolto - Esclusione
“In caso di azione volta ad ottenere il risarcimento dei danni derivati da incidente stradale, il trasportato, nei confronti del terzo e del conducente del veicolo in cui viaggia, ha diritto all’intero risarcimento. Nell’eventualità, peraltro, detto trasportato sia il proprietario di uno dei veicoli rimasti coinvolti nel sinistro, sussistendo una responsabilità del proprietario (del veicolo) nei confronti del terzo ed essendo tale responsabilità oggettiva e parametrata alla responsabilità del conducente, lo stesso, in quanto responsabile del danno prodotto dal conducente del suo veicolo nella misura del concorso di colpa dello stesso, ha diritto al risarcimento del danno, nei confronti del terzo solo per la parte che non ricade sul predetto conducente, dato che della parte di danno da questi prodotto egli è comunque tenuto a rispondere”.
Cassazione Civile, sez. III, 25 novembre 2008, n. 28062

16/03/2009 - Sinistri stradali – Azione diretta del trasportato nei confronti della compagnia assicuratrice del vettore – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta inammissibilità
“E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 141 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 76 della Costituzione”.
Corte Costituzionale, ordinanza del 23 dicembre 2008

09/03/2009 - Risarcimento del danno non patrimoniale allo straniero – Condizioni di reciprocità ex art. 16 delle preleggi – Inapplicabilità – Valutazione degli indici socio economici del paese di residenza dell’istante – Irrilevanza
“Il danno non patrimoniale è sempre risarcibile allo straniero, indipendentemente da qualsiasi verifica della condizione di reciprocità, tanto per il danno alla salute conseguente a fatto illecito verificatosi in Italia, in ragione della rilevanza costituzionale ex art. 32 Cost., quanto per gli altri profili del danno non patrimoniale, quale il danno derivante dalla uccisione del congiunto. E’ irrilevante, ai fini della quantificazione del risarcimento del danno allo straniero, il luogo in cui il danneggiato vive e in cui utilizzerà il denaro ricevuto, anche nell’ipotesi in cui sia differente la realtà socio – economica e il potere di acquisto della moneta nel Paese di appartenenza della vittima, rispetto a quello del luogo ove il giudice si pronuncia”.
Tribunale di Milano, sez. X, 18 dicembre 2008, n. 12099

02/03/2009 - Risarcimento del danno non patrimoniale – Lesioni gravissime al neonato - Danno morale iure proprio per i genitori
“Nelle fattispecie di illecito sanitario (per responsabilità aquiliana o contrattuale, nel rispetto del principio del devolutum) da cui derivi la lesione gravissima alla salute del neonato, il danno morale richiesto iure proprio dai genitori deve essere comunque risarcito come danno non patrimoniale, nell’ampia accezione ricostruita dalle S.U (sent. n. 26972/08) come principio informatore della materia. Il risarcimento deve avvenire secondo equità circostanziata (art. 2056 c.c.), tenendosi conto che anche per il danno non patrimoniale il risarcimento deve essere integrale, e tanto più elevato quanto maggiore è la lesione che determina la doverosità dell’assistenza familiare ed un sacrificio totale ed amorevole verso il macroleso”.
Cassazione Civile, sez. III, 13 gennaio 2009, n. 469

23/02/2009 - Risarcimento del danno da fumo – Segno descrittivo “light” – Pubblicità ingannevole – Prova del nesso eziologico
“L'apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole (nella specie il segno descrittivo "LIGHT" sul pacchetto di sigarette) può essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto, obbligando colui che l'ha commesso al risarcimento del danno, indipendentemente dall'esistenza di una specifica disposizione o di un provvedimento che vieti l'espressione impiegata. Il consumatore che lamenti di aver subito un danno per effetto di una pubblicità ingannevole ed agisca, ex art. 2043 c.c., per il relativo risarcimento, non assolve al suo onere probatorio dimostrando la sola ingannevolezza del messaggio, ma è tenuto a provare l'esistenza del danno, il nesso di causalità tra pubblicità e danno, nonché (almeno) la colpa di chi ha diffuso la pubblicità, concretandosi essa nella prevedibilità che dalla diffusione di un determinato messaggio sarebbero derivate le menzionate conseguenze dannose”.
Cassazione Civile, S.U., 15 gennaio 2009, n. 794

18/02/2009 - Insidia stradale – Responsabilità della P.A. – Esclusione
Fattispecie: Tizio agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti cadendo con il proprio motociclo sul manto stradale, a causa della presenza di una estesa macchia d’olio. In particolare, l’attore chiede al giudice adito di accertare la responsabilità della Provincia Regionale di Catania, proprietaria della strada su cui si è verificato il sinistro.
Tribunale di Catania, sez. III, 24 dicembre 2008

16/02/2009 - Danno biologico – Personalizzazione – Danno morale – Criteri di calcolo
“Il danno biologico deve essere necessariamente personalizzato calcolando anche la componente della capacità lavorativa e del danno psichico, sicchè ai valori tabellari della stima statica della gravità del danno devono aggiungersi in aumento altre componenti, secondo un prudente apprezzamento che tenga conto del tempo della liquidazione e dell’eventuale probabile aggravamento verificatosi nel decennio successivo, ove documentato e scientificamente provato”.
Cassazione Civile, sez. III, 12 dicembre 2008, N. 29191

12/02/2009 - Risarcimento del danno da morte di un congiunto – Danno morale parentale
“Il danno morale parentale per la morte dei congiunti deve essere integralmente risarcito mediante l’applicazione di criteri di valutazione equitativa rimessi alla prudente discrezionalità del giudice, in relazione alle perdite irreparabili della comunione di vita e di affetti e della integrità della famiglia, naturale o legittima, ma solidale in senso etico. In relazione a tale principio guida, costituzionalmente orientato al rispetto dei vincoli della solidarietà familiare, appare quindi riduttiva e illogica la diminuzione della sua entità rapportata alla vita effettiva dei superstiti, deceduti nel corso di un giudizio, la cui lentezza non è loro ascrivibile se non come denegata giustizia”.
Cassazione Civile, sez. III, 28 novembre 2008, N. 28407

26/01/2009 - Codice delle assicurazioni – Sospensione del termine di cui all’art. 145 c.a. – Improponibilità della domanda
Fattispecie: a seguito di un sinistro stradale in conseguenza del quale riporta gravi lesioni fisiche, il sig. X agisce in giudizio, previa costituzione in mora, nei confronti della Compagnia di Ass.ni Y, che garantisce per la r.c.a. il veicolo antagonista. Costituitasi in giudizio, la Compagnia assicuratrice eccepisce l’improponibilità della domanda attorea in quanto il termine di cui all’art. 145 del vigente Codice delle Assicurazioni sarebbe stato da ritenere sospeso e comunque non maturato. Precisa al riguardo la convenuta che controparte non ha mai provveduto a dare riscontro alla propria richiesta di integrazione dei dati relativi al sinistro.
Giudice di Pace di Misilmeri, 25 settembre 2008

19/01/2009 - Prescrizione – Reato – Termine lungo – Legittimità – Sussistenza
“Nel caso in cui l'illecito civile sia considerato dalla legge come reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche se per mancata presentazione della querela, l'eventuale, più lunga prescrizione prevista per il reato, si applica anche all'azione di risarcimento, a condizione che il giudice civile accerti, incidenter tantum, e con gli strumenti probatori ed i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto - reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi ed oggettivi. La prescrizione stessa decorre dalla data del fatto, atteso che la chiara lettera dell'art. 2947, c. 3, c.c., a tenore della quale "se il fatto è considerato dalla legge come reato", non consente la differente interpretazione, secondo cui tale maggiore termine sia da porre in relazione con la procedibilità del reato”
Cass. Civ., S.U., 18 novembre 2008, N. 27337

05/01/2009 - Codice delle assicurazioni private – Improponibilità della domanda per violazione degli artt. 145 e 148 c.a. – Mancata allegazione della domanda comprovante l’avvenuta guarigione
In materia di indennizzo diretto ed, in particolare, di modalità di presentazione della richiesta di risarcimento, si riporta di seguito una sentenza resa dal Tribunale di Caltagirone, in cui è stata accolta l’eccezione, sollevata dalla compagnia di assicurazione convenuta, di improponibilità della domanda per violazione degli artt. 145 e 148 c.a., non essendo stata allegata alle lettere di diffida alcuna documentazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti. Il Tribunale nell’accogliere l’eccezione della Compagnia di assicurazione convenuta, coglie l’occasione per precisare che “l’art. 148 c.a., 1° co. ha stabilito che la richiesta di risarcimento, presentata secondo le modalità di cui al precedente art. 145, deve essere corredata dalla denuncia secondo il modulo di cui all’art. 143 e deve recare l’indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno. Qualora il sinistro abbia causato lesioni personali o il decesso (v. co. 2° dello stesso articolo), la richiesta di risarcimento deve altresì contenere la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro, e deve essere corredata, ai fini dell’accertamento e della valutazione del danno da parte dell’impresa assicurativa, dei dati relativi all’età, all’attività del danneggiato, al suo reddito, all’entità delle lesioni subite, nonché da attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, o, in caso di decesso, dello stato di famiglia della vittima. (…) Qualora la richiesta di risarcimento del danno all’impresa di assicurazione non osservi le modalità ed i contenuti stabiliti dall’art. 148, l’azione giudiziale è improponibile. Orbene, tra i requisiti della domanda di risarcimento rientra anche la descrizione del sinistro e la presentazione all’impresa di assicurazione di adeguata documentazione sanitaria comprovante l’entità delle lesioni subite e l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti.
Tribunale di Caltagirone, 26 giugno 2008

30/12/2008 - Assicurazione obbligatoria r.c.a. – Auto in disuso e da rottamare
“I veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, ancorché privi di parti essenziali per un’autonoma circolazione o fortemente danneggiati od usurati, non sono esclusi dall’obbligo assicurativo se non risulti la prova della loro assoluta inidoneità alla circolazione e la loro sostanziale riduzione allo stato di rottame, non rilevando in contrario neppure la circostanza che il proprietario abbia raggiunto accordi con terzi per provvedere all’asporto ed alla successiva demolizione”.
Cass. Civ. Sez. II, 2 settembre 2008, N. 22035

24/11/2008 - Congiunta attribuzione del danno biologico e del danno morale – Duplicazione di risarcimento
Nella sentenza in epigrafe il Decidente, facendo proprio quanto di recente affermato dalle S.U. nella sentenza n. 26972 dell’11 novembre 2008, ha escluso la risarcibilità del danno morale congiunta all’attribuzione del danno biologico. In particolare, viene richiamata la pronuncia della S.C. nella parte in cui afferma che: “Il risarcimento del danno alla persona deve essere integrale, nel senso che deve ristorare interamente il pregiudizio, ma non oltre. Si è già precisato che il danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c., identificandosi con il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica, costituisce categoria unitaria non suscettiva di suddivisione in sottocategorie. Il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominati (danno morale, danno biologico, danno da perdita del rapporto parentale), risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno. E' compito del giudice accertare l'effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore-uomo si siano verificate e provvedendo alla loro integrale riparazione. Viene in primo luogo in considerazione, nell'ipotesi in cui l'illecito configuri reato, la sofferenza morale. Definitivamente accantonata la figura del ed. danno morale soggettivo, la sofferenza morale, senza ulteriori connotazioni in termini di durata, integra pregiudizio non patrimoniale. Deve tuttavia trattarsi di sofferenza soggettiva in sé considerata, non come componente di più complesso pregiudizio non patrimoniale. Ricorre il primo caso ove sia allegato il turbamento dell'animo, il dolore intimo sofferti, ad esempio, dalla persona diffamata o lesa nella identità personale, senza lamentare degenerazioni patologiche della sofferenza. Ove siano dedotte siffatte conseguenze, si rientra nell'area del danno biologico, del quale ogni sofferenza, fisica o psichica, per sua natura intrinseca costituisce componente. Determina quindi duplicazione di risarcimento la congiunta attribuzione del danno biologico e del danno morale nei suindicati termini inteso, sovente liquidato in percentuale (da un terzo alla metà) del primo. Esclusa la praticabilità di tale operazione, dovrà il giudice, qualora si avvalga delle note tabelle, procedere ad adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso, onde pervenire al ristoro del danno nella sua interezza”.
Tribunale di Catania, sez. V, G,I, F. Lima, sentenza del 17 novembre 2008

13/11/2008 - Risarcibilità del danno esistenziale
Le quattro sentenze delle S.U. dell’11 novembre 2008 (n. 26972, 26973, 26974, 26975) aprono la porta al risarcimento del danno non patrimoniale ricondotto ad un’unica grande e unitaria categoria. Secondo la S. C. tutto il danno non patrimoniale è risarcibile sia se previsto esplicitamente dalla legge sia se esso, anche in assenza di norme esplicite, consegua alla violazione di diritti fondamentali. La gravità della lesione e la serietà del danno costituiscono un filtro per il risarcimento del danno non patrimoniale: tali caratteri vanno accertati secondo il parametro della coscienza sociale del momento storico di accadimento dei fatti. Su queste basi le S.U. sanciscono tra l’altro la definitiva apertura alla risarcibilità del danno in ambito contrattuale e affrontano il problema delle duplicazioni risarcitorie e del danno bagattellare, senza minimizzarne la valenza.
Cass. S.U., 11 novembre 2008, nn. 26972, 26973,26974, 26975

11/11/2008 - Circolazione stradale – Investimento di pedone – Ammissione di responsabilità ad opera del conducente del veicolo – Effetti – Onere della prova contraria a carico dell’assicuratore – Sussistenza
“Nel caso di investimento del pedone, sulle strisce pedonali, da parte di un ciclomotorista, che ammette la circostanza, al pedone che deduce la colpa del conducente giova la disciplina del co. 1° dell’art. 2054 c.c. ed è pertanto l’assicuratore che ha l’onere della prova di una eventuale colpa concorrente o esclusiva, non essendo sufficiente una mera difesa in ordine alla verifica dell’esistenza del fatto. Pertanto, la verifica dell’an debeatur dell’illecito da circolazione deve considerarsi dal complesso degli elementi obiettivi e confessori raccolti in atti, che potranno essere contrastati soltanto da specifici elementi contrari di valutazione”.
Cass. Civ., Sez. III, , 10 luglio 2008, N. 18872

31/10/2008 - Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi – Modifiche al 2° co. Art. 2952 c.c.
La legge di conversione in epigrafe ha introdotto all’art. 3 del Decreto Legge N. 134/08 il comma 2ter, a norma del quale il secondo comma dell’art. 2952 c.c. è sostituito dal seguente: “Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda”.
Legge 27 ottobre 2008, n. 166, Conv. con modif. del Decreto Legge 28 agosto 2008, n. 134

23/10/2008 - Circolazione stradale – Trasporto contra legem su ciclomotore – Inoperatività della garanzia assicurativa
In materia inoperatività della garanzia assicurativa in caso di trasporto contra legem su ciclomotore non omologato per il trasporto di soggetti diversi dal conducente, si riportano di seguito due sentenze rese, rispettivamente, dalla Corte di Appello di Milano e dal Tribunale di Catania, in cui sono state accolte le eccezioni di inoperatività della garanzia sollevate dalle compagnie di assicurazioni convenute in giudizio.
Corte di Appello di Milano, sent. N. 1615/08; Tribunale di Catania, sez. V, sent. N. 2911/08

13/10/2008 - Risarcimento danni – Mancata attivazione della linea telefonica – condanna del gestore telefonico
“E’ risarcibile il danno esistenziale causato dalla mancata attivazione della linea telefonica”. Nella sentenza in epigrafe, il decidente ha condannato il gestore telefonico al risarcimento del danno esistenziale subito dall’attrice, la quale ha dovuto sopportare a lungo uno stato di disagio, nonché notevoli disservizi, a causa dell’inadempimento della società convenuta che, per altro, è rimasta contumace per tutto il giudizio. Nel caso di specie, la documentazione esibita e le risultanze della prova testimoniale hanno provato lo stato di disagio in cui si è venuta a trovare l’attrice, libera professionista e bisognevole di una linea telefonica fissa, in quanto quella mobile non aveva un’adeguata ricezione interna. Nel condannare il gestore telefonico al risarcimento del danno, infine, il Giudice di Pace di Napoli richiama una recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (N. 6572/06) che ha stabilito che “il danno esistenziale può essere provato con ricorso alle nozioni derivanti dalla comune esperienza e dalla valutazione delle prove, che il soggetto leso fornisce all’autorità giudiziaria”.
Giudice di Pace di Napoli, 2 luglio 2008

29/09/2008 - Sanzioni amministrative – Società di noleggio senza conducente – Responsabilità per le violazioni commesse da terzi – Esclusione
“Il soggetto che svolge attività di noleggio senza conducente non risponde delle violazioni commesse da terzi, in quanto la responsabilità solidale per le infrazioni al codice della strada riguarda il locatario (ossia chi prende in locazione il veicolo) e l’autore della violazione, non la parte locante”.
Giudice di Pace di Palermo, 11 luglio 2008

22/09/2008 - Incidente stradale – Solidarietà – Terzo trasportato – Citazione in giudizio di un solo – Rinuncia alla solidarietà – Insussistenza
“Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. La graduazione delle colpe ha mera funzione di ripartizione interna tra i coobbligati della somma versata a titolo di risarcimento del danno e non elide affatto la solidarietà tra loro esistente. Sicché, la circostanza che il danneggiato si sia rivolto in giudizio contro uno solo degli autori del fatto dannoso (o, addirittura, abbia agito in maniera tale da escludere del tutto la responsabilità dell'altro) non comporta rinuncia alla solidarietà tra tutte le persone alle quali lo stesso fatto dannoso si accerta essere imputabile”.
Cassazione Civile, sez. III, 20 giugno 2008, N. 16810

16/09/2008 - Codice delle assicurazioni – Sinistri stradali – Indennizzo diretto – Facoltatività
“Le norme di cui agli artt. 149 e 141 cod. ass. priv. rafforzano la posizione del danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia di assicurazione o della compagnia assicuratrice del veicolo su cui era trasportato, senza per altro togliergli la possibilità di fare valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell’autore del fatto”.
Giudice di Pace di Pozzuoli, 14 luglio 2008

09/09/2008 - Contratto di assicurazioni – Polizza infortuni – Prescrizione del diritto ex art. 2952 c.c. – Sussistenza
Nella sentenza in epigrafe il decidente accoglie l’eccezione di prescrizione del diritto dedotto in giudizio sollevata dalla convenuta Compagnia di assicurazioni. In particolare, il giudice si sofferma sul problema relativo alla configurabilità quale fatto interruttivo della prescrizione del deposito di documenti presso la compagnia di assicurazione. Si afferma, al riguardo, che “la richiesta e la consegna di atti fra le parti costituiscono trattative stragiudiziali ed è pacifico che “le trattative per comporre bonariamente la vertenza, le proposte, le concessioni e le rinunce fatte dalle parti a scopo transattivi, se non raggiungono l’effetto desiderato, non avendo come proprio presupposto l’ammissione totale o parziale della pretesa avversaria e non rappresentando, quindi, riconoscimento del diritto altrui, ai sensi dell’art. 2944 c.c., non hanno efficacia interruttiva della prescrizione, né possono importare rinuncia tacita a far valere la prescrizione stessa, perché non costituiscono fatti incompatibili in maniera assoluta senza cioè alcuna possibilità di diversa interpretazione con la volontà di avvalersi della causa estintiva del diritto altrui come richiesto dal disposto dell’art. 2937, 3° co. c.c.” ( v. ex multis Cass. Civ., sez. I, 9 maggio 1997, n. 4060)”. Se è vero, prosegue il decidente, che anche le trattative per comporre bonariamente la vertenza possono comportare l’interruzione della prescrizione ai sensi dell’art. 2944 c.c., ciò avviene solo “quando dal comportamento di una delle parti risulti il riconoscimento del contrapposto diritto di credito e che la transazione è, quindi, mancata solo per questioni attinenti alla liquidazione, e non anche all’esistenza, di tale diritto” (v. Cass. Civ., sez. III, 14 febbraio 2000, n. 1642). A parere del decidente ciò avviene “perché la rinuncia tacita alla prescrizione presuppone una incompatibilità assoluta tra il comportamento del debitore e la volontà dello stesso di avvalersi della causa estintiva del diritto altrui, e cioè, che nel suo comportamento sia necessariamente insita, senza alcuna possibilità di diversa interpretazione, l’inequivica volontà di rinunciare alla prescrizione maturata; ne consegue che non implica rinuncia la mera accettazione della discussione nel merito della pretesa del creditore o l’avere avviato, promosso o, comunque, intavolato trattative al fine di una transazione o di un bonario componimento della lite pendente” (v. anche Cass. Civ., sez. III, 4 marzo 1994, n. 2138).
Tribunale di Catania, sez. V, 28 marzo 2008

05/09/2008 - Responsabilità civile – Danni cagionati da fauna selvatica – Legittimazione passiva delle Regioni
“Sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello Stato, poiché la legge n. 157 del 1992 attribuisce alle Regioni l'emanazione di norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie di fauna selvatica, le Regioni sono obbligate ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi e sono responsabili dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose”.
Cassazione Civile, sez. III, 7 aprile 2008, N. 8953

01/09/2008 - Responsabilità civile – Danni provocati da cose in custodia – Marciapiede dissestato – Responsabilità del Comune – Sussistenza
“La responsabilità per i danni provocati da cose in custodia trova applicazione anche in relazione ai beni demaniali. Il difetto costruttivo del piano stradale, consistente in un rilevante dislivello tra le lastre di copertura, è da ritenere causa strutturale, quindi fonte di responsabilità da cose in custodia, ove abbia in concreto creato inciampo e provocato la caduta di un passante”.
Cassazione Civile, sez. III, 6 giugno 2008, N. 15042

29/07/2008 - Circolazione stradale – Parcheggi – Strisce blu – Sanzione – Illegittimità
“Vanno annullati i provvedimenti in forza dei quali sono stati istituiti i parcheggi a pagamento, laddove non abbiano tenuto conto dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui è vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento”.
T.A.R. Lazio, sez. II, 28 maggio 2008, n. 5218, N. 5218

22/07/2008 - Responsabilità civile – Cassonetto dei rifiuti privo di sistema frenante – Impatto con auto ferma in sosta – Responsabilità dell’azienda di smaltimento rifiuti
“E’ responsabile l’Amia per i danni cagionati da una cosa in custodia, relativamente alla sicurezza dei cassonetti porta rifiuti. La responsabilità da custodia si fonda non su un comportamento o un’attività del custode, ma su una relazione intercorrente tra questi e la cosa dannosa e, poiché il limite della responsabilità risiede nell’intervento di un fattore, il caso fortuito, che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma alle modalità di causazione del danno, si deve ritenere che, in tema di ripartizione dell’onere della prova, all’attore compete provare l’esistenza del rapporto eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, dovrà provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo a interrompere quel nesso causale e cioè, un fattore esterno (che può essere anche il fatto di un terzo o dello stesso danneggiato) che presenti i caratteri del fortuito e, quindi, dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità”.
Trib. di Palermo, sez. VIII, 1 aprile 2008

10/07/2008 - Sinistri stradali – Risarcimento danni – Proponibilità della domanda
“Nel giudizio instaurato nella vigenza del D.Lgs. n. 209/05, non può essere opposta l’improponibilità della domanda per non aver rettamente messo in mora l’assicuratore, non avendo reiterate le richieste di risarcimento danni con i contenuti di estremo dettaglio previsti dall’art. 148 del D.lgs. n. 209/05 in quanto, in caso di successione di leggi nel tempo sono fatti sempre salvi i diritti, per l’acquisizione dei quali sono soddisfatti tutti i requisiti che la legge precedente richiedeva, con la conseguenza che, una volta rispettati i requisiti di forma e contenuto, nonché lo spatium deliberandi, in vigore al momento dell’invio della c.d. messa in mora, ex art 22 della L. n. 990/69, non assumono alcuna rilevanza, nel processo, i nuovi requisiti di forma e di contenuto della medesima messa in mora, nonché il nuovo spatium deliberandi (artt. 145 e 148 D.lgs n. 209/05), ancorché il processo sia iniziato nella vigenza della nuova normativa”.
Giud. di Pace di Pozzuoli, 19 maggio 2008

04/07/2008 - Responsabilità civile – Praticante avvocato – Sussistenza
“L’attività stragiudiziale può essere svolta anche dal praticante avvocato, il quale conseguentemente deve rispondere dei danni provocati dalla sua negligenza professionale, allorché abbia fatto decorrere inutilmente il termine prescrizionale”
Cass. Civ., sez. III, 1 aprile 2008, n. 8445

25/06/2008 - Responsabilità medica – Errata diagnosi – Nascita indesiderata – Risarcimento danni - Esclusione
Fattispecie: la sig. X, stante l’età anagrafica ed il ripetuto presentarsi di minacce d’aborto, si sottopone ad amniocentesi. L’esito tranquillizzante dell’esame induce la donna a portare avanti la gravidanza, a termine della quale, tuttavia, viene alla luce un bambino affetto da sindrome di down. La sig. X cita in giudizio davanti al Tribunale di Catania l’Azienda Ospedaliera presso cui è stata eseguita l’amniocentesi, adducendo che l’inescusabile e grave errore diagnostico ha impedito ai genitori di valersi della L. 194/78, interrompendo una gravidanza altrimenti destinata a produrre inevitabili infelicità e disagi sia per il nato che per i genitori. Il Tribunale adito, nel rigettare la domanda attorea, precisa che “Non esiste nell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana “l’aborto eugenetico” né come diritto della gestante né come diritto del nascituro; invero, a) l’interruzione volontaria della gravidanza è finalizzata solo ad evitare un pericolo per la salute della gestante, serio (entro i primi 90 giorni di gravidanza) o grave (successivamente); b) trattasi di un diritto il cui esercizio compete esclusivamente alla stessa; c) le eventuali malformazioni o anomalie del feto, rilevano solo nei termini in cui possano cagionare il danno alla salute della gestante e non in sé considerate, con riferimento al nascituro. Orbene, siccome il grave pericolo per la salute della donna può interessare anche solo la sua salute psichica e siccome questo pericolo può derivare da un processo patologico innescato dal fatto di sapere che il figlio da lei concepito presenta e perciò nascerebbe con rilevanti anomalie o malformazioni, inerisce alla situazione descritta che la donna conosca tale condizione del nascituro; allora, quante volte si tratta di stabilire non se la donna possa esercitare il suo diritto di interrompere la gravidanza, ma se avrebbe potuto farlo ove fosse stata convenientemente informata sulle condizioni del nascituro, non si deve già accertare se in lei si sia instaurato un processo patologico capace di evolvere in grave pericolo per la sua salute psichica, ma se, la dovuta informazione sulle condizioni del feto avrebbe potuto determinare durante la gravidanza l’insorgere di un tale processo patologico”.
Tribunale di Catania, sez. V, sent. N. 78/08

19/06/2008 - Codice delle assicurazioni – Terzo trasportato – Azione verso la compagnia di assicurazione – Azione verso il danneggiante – Legittimità
“Il terzo trasportato può agire direttamente nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo ovvero far valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell’autore del fatto dannoso”
Corte Costituzionale, ordinanza 13 giugno 2008, N. 205

10/06/2008 - Responsabilità genitori – Vigilanza dei figli – Sussistenza
“Ai sensi dell’art. 2048 c.c., i genitori sono responsabili dei figli minori che abitano con essi, sia per quanto concerne gli illeciti comportamenti che siano frutto di omessa o carente sorveglianza; sia per quanto concerne gli illeciti riconducibili ad oggettive carenze nell’attività educativa, che si manifestino nel mancato rispetto delle regole della civile coesistenza, vigenti nei diversi ambiti del contesto sociale in cui il soggetto si trovi ad operare. L’eventuale allontanamento del minore dalla casa dei genitori non vale di per sé ad esimere i genitori stessi da responsabilità”.
Cass. Civ., sez. III, 14 marzo 2008, n. 7050

03/06/2008 - Accertamento tecnico preventivo – Presupposti per l’applicazione dell’art. 696 bis c.p.c.
Nell’ordinanza in epigrafe il decicente afferma che alla luce della precipua e preminente finalità conciliativa della consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696 bis c.pc. “deve escludersi che tale consulenza possa essere ammessa qualora la controparte non si costituisca, ovvero pur costituendosi dichiari la propria indisponibilità a comporre la lite, ovvero si opponga all’espletamento della consulenza (contestandone vuoi l’ammissibilità, vuoi l’opportunità) per tal via manifestando attraverso la contestazione rivolta nei confronti dello “strumento” teso a propiziare la composizione della lite, di non voler comunque perseguire il fine che tale strumento i propone di raggiungere”. Ad avviso del giudice, diverso è, invece, il caso in cui parte resistente pur non opponendosi all’espletamento dell’ATP, contesti però l’an debeatur, deducendo profili totalmente estranei alle indagini tecniche da demandare al CTU. In tale evenienza, precisa il decidente, “voler limitare l’operatività dell’istituto in esame alle sole ipotesi in cui sia pacifico e non contestato l’an debeatur, significa voler introdurre una limitazione che la norma invero non pone, riducendone peraltro entro limiti oltremodo ristretti le possibilità operative, vanificando così l’intento deflativo che il legislatore si propone di conseguire. La contestazione dell’an, rientra il più delle volte in una “normale” strategia difensiva, e non può per ciò stesso ritenersi pregiudizialmente ostativa dell’ammissibilità di una consulenza preventiva al cui espletamento parte resistente non si opponga, così manifestando il proprio intendimento di voler percorrere la strada intrapresa dal ricorrente, tesa a raggiungere la composizione della lite”. In definitiva, essendo tale contestazione quasi fisiologica dell’atteggiamento difensivo della parte resistente, “essa non può ritenersi per ciò stesso manifestazione univocamente sintomatica di una volontà negativa ai fini conciliativi e non può quindi equipararsi de plano alle ipotesi in cui le parti implicitamente o esplicitamente manifestino tale volontà”. Invero, conclude il giudice, tale sintomaticità può ravvisarsi nel solo caso in cui ad essa s’accompagni altresì la contestazione sull’ammissibilità e/o sull’opportunità di una siffatta consulenza. Nell’ordinanza in epigrafe, inoltre, il Tribunale coglie l’occasione per precisare, in ordine al contenuto delle indagini tecniche da demandare al consulente, che “l’indagine del CTU non può in alcun caso concernere l’individuazione del soggetto giuridicamente responsabile dell’inadempimento contrattuale o del fatto illecito, dovendosi il consulente limitare alla determinazione del quantum debeatur, potendo accertare le cause del danno le sole volte in cui un accertamento siffatto rientri nelle sue precipue competenze tecniche”.
Tribunale di Catania, Sez. III, ord. 30 aprile 2008

30/05/2008 - Risarcimento del danno – Lesioni gravi riportate da soggetto minorenne – Liquidazione del danno biologico – Consulenza medico legale – Valutazione dei postumi invalidanti
“Nel caso di lesioni gravi a soggetto minorenne (5 anni) la lesione della salute include il danno biologico nella sua complessità di lesione fisica, psichica, interrelazionale e dinamica; conseguentemente la valutazione della gravità del danno deve avvenire mediante consulenza medico legale che tenga conto anche dell’evoluzione dei postumi invalidanti, della perdita della capacità lavorativa generica e delle qualità della vita, sicchè la valutazione tabellare attuariale deve avvenire ai valori attuali (al tempo della liquidazione) con elevata personalizzazione, attesa la lunga durata della invalidità rispetto alle speranze di vita. Tali criteri derivano dal superiore principio della lesione integrale del danno alla salute, che attiene ad un diritto umano inviolabile, costituzionalmente garantito anche nel suo aspetto risarcitorio”.
Cass. Civ., sez. III, 8 gennaio 2008, n. 6288

26/05/2008 - Circolazione stradale – Responsabilità civile – Assicurazione – Impresa designata da fondo di garanzia vittime della strada – Informazioni - Legittimità
“Una richiesta inviata all’ufficio sinistri dell’impresa designata dal Fondo garanzia vittime della strada è da reputare idonea a svolgere efficacia interruttiva della prescrizione in difetto di allegazione e prova da parte dell’impresa di essere stata nell’impossibilità di averne notizia senza colpa”.
Cass. Civ., sez. III, 10 marzo 2008, n. 6284

14/05/2008 - Responsabilità civile – Responsabilità del datore di lavoro per fatto del dipendente
“Il rapporto di occasionalità necessaria, richiesto dall’art. 2049 c.c., ai fini della responsabilità del datore di lavoro per fatti compiuti dal dipendente, può riscontrarsi anche se il dipendente abbia operato oltre i limiti delle sue incombenze, o persino trasgredendo gli ordini ricevuti, purchè sempre entro l’ambito delle proprie mansioni”
Cass.Civ., sez. III, 12 marzo 2008, N. 6632

21/04/2008 - Incidente stradale – Raccomandata di messa in mora – Bonario componimento della lite – Procedibilità della domanda – Eccezioni
“In caso di sinistri stradali, l’invio della raccomandata a.r. all’impresa assicuratrice, per la richiesta di risarcimento danni, costituisce una condizione di procedibilità dell’azione e deve presentare il contenuto prescritto dalla legge. Tuttavia, quando risulti ex actis che la compagnia ha proceduto ad una valutazione e stima dei danni, ed ha formulato una concreta offerta risarcitoria, la domanda è, comunque, procedibile, poiché è stata rispettata la ratio sottesa all’invio della raccomandata, id est il bonario componimento della lite”.
Tribunale di Nola, sez. II, 4 dicembre 2007

14/04/2008 - Danno da stress – Rilevanza – Lesione diritti costituzionali – Insussistenza
“La serenità e la sicurezza non costituiscono, in se stesse considerate, diritti fondamentali di rango costituzionale inerenti alla persona, con la conseguenza che la loro lesione non consente il ricorso alla tutela risarcitoria del danno non patrimoniale”.
Cass. Civ., Sez. III, 12 febbraio 2008, n. 3284

09/04/2008 - Tombino difettoso – Insidia – Ripartizione onere della prova
“In relazione alla vicenda di un pedone caduto a causa di un tombino difettoso, l’Ente pubblico (il Comune) preposto alla sicurezza dei pedoni e detentore del dovere di vigilanza sulla sicurezza dei tombini che si trovano sui marciapiedi, ha l’onere di dimostrare o il concorso di colpa del pedone o la presenza di un caso fortuito che interrompe la causalità tra l’evento ed il comportamento colposamente omissivo dell’ente”.
Cass. Civ.., III Sez., 11 Gennaio 2008, N. 390

31/03/2008 - Danni da “sangue infetto” - Prescrizione quinquennale – Dies a quo – Manifestazione esteriore del danno – Insufficienza – Causalità civile – Diversità con la causalità penale – Precisazioni
“Anche allorché sia proposta domanda di condanna generica al risarcimento del danno, da liquidarsi in separato giudizio, il convenuto, che assuma che il proprio debito sia in tutto o in parte prescritto, ha l'onere di sollevare la relativa eccezione in tale giudizio nei termini di legge a pena di decadenza e non nel successivo giudizio di liquidazione del danno; il giudice di primo grado ha l'obbligo di decidere su tale eccezione, che integra una preliminare di merito, per cui l'eventuale sussistenza della prescrizione fa venir meno ogni interesse della parte all'accertamento dell'esistenza del diritto azionato. Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi assume di aver contratto per contagio una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo decorre, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l'ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. L’onere della prova della provenienza del sangue utilizzato e dei controlli eseguiti grava non solo sul danneggiato, ma anche sulla struttura sanitaria che dispone per legge o per regola tecnica della documentazione sulla “tracciabilità” (c.d. principio della vicinanza alla prova). Non può riconoscersi la responsabilità per omissione quando il comportamento omesso, ove anche fosse stato tenuto, non avrebbe comunque impedito l'evento prospettato: la responsabilità non sorge non perché non vi sia stato un comportamento antigiuridico (l'omissione di un comportamento dovuto è di per sé un comportamento antigiuridico), ma perchè quell'omissione non è causa del danno lamentato. Il giudice pertanto è tenuto ad accertare se l'evento sia ricollegabile all'omissione (causalità omissiva) nel senso che esso non si sarebbe verificato se (causalità ipotetica) l'agente avesse posto in essere la condotta doverosa impostagli, con esclusione di fattori alternativi. L'accertamento del rapporto di causalità ipotetica passa attraverso l'enunciato "controfattuale" che pone al posto dell'omissione il comportamento alternativo dovuto, onde verificare se la condotta doverosa avrebbe evitato il danno lamentato dal danneggiato. Si deve quindi ritenere che i principi generali che regolano la causalità di fatto sono anche in materia civile quelli delineati dagli artt. 40 e 41 c.p e dalla "regolarità causale", in assenza di altre norme nell'ordinamento in tema di nesso eziologico ed integrando essi principi di tipo logico e conformi a massime di esperienza. Tali norme, però, vanno adeguate alla specificità della responsabilità civile, rispetto a quella penale, perché muta la regola probatoria: mentre nel processo penale vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio”, nel processo civile vige la regola della preponderanza dell’evidenza, o del “più probabile che non”. Sul Ministero grava un obbligo di controllo e di vigilanza in materia di impiego di sangue umano per uso terapeutico (emotrasfusioni o preparazione di emoderivati) anche strumentale alle funzioni di programmazione e coordinamento in materia sanitaria, affinché venga utilizzato sangue non infetto, con la conseguenza che, un’eventuale omissione, giustifica una piena responsabilità civile”.
Cass. Civ., SS.UU., 11 gennaio 2008, n. 581

25/03/2008 - Indennizzo diretto – Terzo trasportato – Responsabile del sinistro – Altra compagnia assicuratrice – Esperibilità dell’azione – Facoltà – Sussistenza
“E’ esclusa l’esperibilità dell'azione diretta nei confronti della compagnia assicuratrice del vettore nelle sole ipotesi di caso fortuito: non rientra nella nozione di caso fortuito il fatto del terzo. Tuttavia, il trasportato ha comunque la facoltà di evocare in giudizio il titolare-conducente del veicolo antagonista, quale responsabile del danno, e la relativa compagnia assicuratrice, ma ha l’onere, a pena di improcedibilità della domanda, di inoltrare a quest'ultima la richiesta risarcitoria tramite raccomandata, osservando il contenuto prescritto dalla legge”.
Tribunale di Torino, sez. IV, 11 ottobre 2007, N. 6070

21/03/2008 - Danni da fumo – Danno esistenziale – Sussistenza
“E’ risarcibile il danno da fumo attivo, laddove la vittima sia morta a causa di cancro. In tale ipotesi è necessario tener presente tutti i danni eziologicamente collegati, tra cui, oltre al danno morale (pretium doloris), anche quello relativo alla perdita del rapporto parentale, con i conseguenti pregiudizi alla quotidianità della vita, quale si era in precedenza instaurata”.
Cass. Civ., sez. III, 30 ottobre 2007, n. 22884

21/03/2008 - Danno patrimoniale – Lucro cessante – Accertamento in concreto
“Il danno da invalidità deve essere accertato in concreto in relazione all’attività svolta dal soggetto leso: ove non sia dimostrato dal danneggiato la concreta incidenza del danno sulle sue possibilità di guadagno futuro, nonché l’entità del pregiudizio economico conseguentemente sofferto, il danno non è risarcibile”.
Cass. Civ., sez. III, 18 settembre 2007, N. 19357

20/03/2008 - Responsabilità del medico –Omissione – Nesso causale – Accertamento – Probabilità – Legittimità
“L’accertamento del nesso causale in ambito civile può basarsi su criteri del tutto difformi da quelli richiesti nel diritto penale. In particolare, nell’accertamento del nesso causale civile, è possibile accedere ad una soglia meno elevata di probabilità rispetto a quella penale: la causalità civile obbedisce alla logica del "più probabile che non"”.
Cass. Civ., sez. III, 16 ottobre 2007, N. 21619

20/03/2008 - Danni da morte – Apprezzabile lasso di tempo – Ventiquattr’ore – Sussistenza – Incoscienza – Risarcimento – Legittimità – Danno tanatologico (o da morte immediata) – Insussistenza
“In tema di danno biologico iure successionis, la sopravvivenza per ventiquattr'ore è in astratto idonea a configurare un tal tipo di danno. Tale danno può essere configurato anche se la vittima è priva di coscienza. Non può esistere un danno tanatologico risarcibile (danno da morte immediata) e, in ogni caso, non potrebbe essere cumulabile con altri danni terminali (biologico e morale)”.
Cass. Civ., sez. III, 19 ottobre 2007, N. 21976

19/03/2008 - Danno esistenziale da morte del congiunto – Prova in re ipsa – Esclusione
“L’esistenza del danno parentale, quale che sia il profilo dedotto, non è qualificabile come danno - evento, risarcibile in re ipsa, ma è riconducibile alla categoria del danno – conseguenza, e come tale il suo riconoscimento è soggetto alle regole ordinarie dell’onere probatorio. Pertanto, il parente che intende indicare, al fine di vederla risarcita, la dimensione esistenziale – e non patrimoniale – di tale danno, deve allegare e provare le diverse situazioni di danno, in modo da evitare qualsiasi possibile duplicazione”.
Cass. Civ., sez. III, 8 ottobre 2007, N. 20987

19/03/2008 - Danno – Azione risarcitoria – Prescrizione – Dies a quo – Decorso oggettivo – Sussistenza – Conoscenza effettiva – Irrilevanza
“Il decorso della prescrizione ha valore oggettivo, perché mira ad assicurare certezza ai rapporti giuridici, con la conseguenza che può verificarsi anche senza che il danneggiato ne abbia cognizione. Il fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione è solo quello che deriva da cause giuridiche che ostacolino l'esercizio del diritto e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto”.
Cass. Civ., Sez. Lav., 18 settembre 2007, N. 19355

11/12/2007 - Processo civile – Tariffe forensi – Valore della controversia
“Il valore della controversia al fine del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente va fissato sulla base del criterio del quid disputatum (ossia di quanto richiesto dalla parte attrice nell’atto introduttivo del giudizio), tenendo però presente che, in caso di accoglimento solo parziale della domanda, il giudice deve considerare il contenuto effettivo della sua decisione (criterio del decisum), salvo che la riduzione della somma o del bene attribuito non consegua ad un adempimento intervenuto, nel corso del processo, ad opera della parte debitrice, convenuta in giudizio, nel qual caso il giudice, richiestone dalla parte interessata, terrà conto non di meno del disputatum, ove riconosca la fondatezza dell’intera domanda”.
Cass. Civ., Sez. Un., 11 settembre 2007, n. 19014

03/12/2007 - Infortunio in itinere - sosta voluttuaria - durata - copertura Inail - esclusione [art. 2 D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124]
“In tema di infortunio in itinere, le soste voluttuarie del lavoratore non escludono la tutela dell’infortunio in itinere purché, per la loro breve durata, non sono suscettibili di modificare le condizioni di rischio cui è sottoposto il lavoratore. Ne deriva che, viceversa, le soste voluttuarie di apprezzabile durata e consistenza, quali una pausa caffè protrattasi per un’ora, tali da far ritenere che anche la circolazione stradale possa aver avuto una sensibile modifica, sono suscettibili di far saltare la copertura Inail”.
Cass. Civ., Sez. Lav., 18 luglio 2007, N. 15973

26/11/2007 - Viaggi vacanze “tutto compreso” – “Finalità turistica” – Causa concreta – Irrealizzabilità per sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione – Risoluzione contratto
“Nel contratto di viaggio vacanza «tutto compreso» (c.d. “pacchetto turistico” o “package”), caratterizzato dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall'alloggio e dai servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc...) costituenti parte significativa di tale contratto, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte, la “finalità turistica” (o “scopo di piacere”) non costituisce un irrilevante motivo ma si sostanzia nell'interesse che lo stesso è funzionalmente volto a soddisfare, connotandone la causa concreta. Ne consegue che l'irrealizzabilità di tale finalità per sopravvenuto evento non imputabile alle parti determina, stante il venir meno dell'elemento funzionale dell'obbligazione costituito dall'interesse creditorio (art. 1174 c.c.), l'estinzione del contratto per sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione, con esonero delle parti dalle rispettive obbligazioni”.
Cass. Civ., Sez. III, 24 luglio 2007, N. 16315

19/11/2007 - Incidente stradale – Evento letale – Danno morale – Eredi non conviventi – Risarcibilità
“Il danno morale dev'essere risarcito integralmente ai familiari delle vittime della strada anche se il defunto non viveva più con loro. Infatti, il danno morale parentale, come danno ingiusto, dev'essere integralmente risarcito”.
Cass. Civ., Sez. III, 27 giugno 2007, N. 14845

13/11/2007 - Sanzioni amministrative – Ciclomotore con caratteristiche alterate – Verifiche operate della Motorizzazione civile – Valenza probatoria
“In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice stradale, in caso di circolazione su strada di ciclomotore che sia in grado di sviluppare una velocità superiore a quella massima consentita, si applica la sanzione amministrativa prevista dall'art. 97, comma sesto, del codice della strada e non la sanzione prevista per la violazione dei limiti di velocità dall'art. 142 del codice della strada, qualora si contesti l'avvenuta alterazione delle caratteristiche costruttive tecniche del veicolo; ai fini dell'accertamento della violazione, è necessario accertare non già la velocità tenuta dal ciclomotore nel caso concreto, ma l'avvenuta alterazione permanente di tali caratteristiche costruttive, a mezzo delle verifiche operate dalla Motorizzazione civile”.
Cass. Civ., Sez. II, 22 giugno 2007, N. 14656

09/11/2007 - Risarcimento danni – Bene – Proprietà – Presupposto – Esclusione
“Il diritto al risarcimento dei danni può spettare anche a colui il quale, per circostanze contingenti, si trovi ad esercitare un potere soltanto materiale sulla cosa e, dal danneggiamento di questa, possa risentire un pregiudizio al suo patrimonio, indipendentemente dal diritto, reale o personale, che egli abbia all’esercizio di quel potere”.
Cass. Civ., sez. III, 5 luglio 2007, n. 15233

05/11/2007 - Responsabilità civile – Art. 1228 c.c. – Responsabilità del chirurgo per la condotta degli ausiliari
“Il principio fissato dall’art. 1228 c.c. – secondo il quale il debitore che nell’adempimento di un’obbligazione si avvale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro – si applica anche al rapporto che viene ad instaurarsi – nell’ambito dell’attività medico chirurgica – tra il medico operatore e i suoi ausiliari, sulla cui condotta è tenuto ad assolvere ad un obbligo di controllo e di vigilanza sia nella fase preparatoria che in quella di esecuzione dell’intervento chirurgico”
Cass. Civ. sez. III, 14 giugno 2007, n. 13953

30/10/2007 - Incidente stradale – Evento letale – Intervallo di tre ore tra l’incidente e il decesso – Lasso non apprezzabile di tempo – Danno biologico e morale iure Hereditatis – Insussistenza
“In caso di decesso non istantaneo della vittima del fatto illecito altrui il periodo di tre ore intercorso tra l’incidente e la morte non costituisce un apprezzabile lasso di tempo e non dà pertanto luogo ad alcun danno biologico o morale trasmissibile iure hereditatis; può invece dar luogo a risarcimento del danno biologico iure proprio se supportato da adeguata certificazione medico legale; può inoltre dar luogo a danno da perdita del rapporto parentale e a danno morale iure proprio in favore dei prossimi congiunti, da liquidarsi congiuntamente onde evitare indebite duplicazioni di poste risarcitorie. In questo caso devono distinguersi le posizioni dei componenti la famiglia “nucleare” e gli altri familiari: ai primi, in ragione del rapporto di convivenza e dell’intensità del vincolo parentale, spetta il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale in una misura quantificata in una percentuale oscillante tra la metà e un quarto dell’ipotetico danno biologico da invalidità permanente totale che sarebbe spettato alla vittima se sopravvissuta, maggiorato del venti per cento per considerare in un’unica posta di risarcimento anche le sofferenze contingenti scaturite dall’evento luttuoso (pretium doloris); ai secondi, non conviventi con la vittima, spetta invece a titolo di danno da perdita del rapporto parentale una somma molto inferiore a quella spettante ai familiari stretti, somma che deve tenere conto anche dell’eventualità che gli stessi abbiano a loro volta creato una propria famiglia “nucleare””.
Trib. Palermo, sez. III, 8 maggio 2007, n. 1946

22/10/2007 - Responsabilità civile – Danni da fumo
“L’apposizione sui pacchetti di sigarette della dicitura “lights” costituisce pubblicità ingannevole, in quanto induce il consumatore a ritenere – erroneamente – che con il consumo di questo tipo di sigarette il rischio di danni da fumo per la salute sia ridotto, indipendentemente dall’esplicito divieto di utilizzo di tale dicitura. Essa può rilevare quale fatto idoneo a provocare un danno ingiusto, risarcibile secondo le regole della responsabilità civile; tuttavia, l’esistenza del danno non può ritenersi in re ipsa ma va provata in concreto”.
Cass. Civ., sez. III, 4 luglio 2007, n. 15131

15/10/2007 - Processo civile – Notificazione dell’impugnazione – Momento perfezionativo per il notificante – Prova certa del giorno di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario
“In tema di perfezionamento della notificazione dell’impugnazione, per la prova della tempestività è sufficiente il timbro dell’ufficiale giudiziario apposto sull’atto da notificare, ancorchè non firmato, recante l’indicazione della data e del numero cronologico”
Cass. Civ., Sez. Un., 20 giugno 2007, n. 14294

01/10/2007 - Black-out – Responsabilità della società fornitrice di luce – Sussistenza – Liquidazione del danno – ricorso al fatto notorio - Legittimità
“La mancata esatta esecuzione del contratto di fornitura di energia elettrica obbliga la parte inadempiente al risarcimento dei danni. La liquidazione del danno può essere effettuata ricorrendo al fatto notorio”.
Trib. Napoli, sez. Casoria, 16 aprile 2007

24/09/2007 - Circolazione stradale – Uso del cellulare durante la guida – Medico – Stato di necessità – Insussistenza
“E’ fatto divieto al medico di usare il cellulare durante la guida per rispondere ad una urgente chiamata di un paziente, ben potendo il sanitario darvi riscontro, evitando così pericolo per sé e per gli altri utenti della strada, dopo aver opportunamente arrestato la marcia in posizione tale da non impegnare la circolazione stradale”
Cass. Civ., sez. II, 26 aprile 2007, n. 9940

18/09/2007 - Fatto illecito – Responsabilità dell’ente locale – Insidia e trabocchetto – Grata metallica – Esclusione
“Una grata metallica per lo scolo delle acque meteoriche, che sia collocata trasversalmente rispetto alla carreggiata e sia sottoposta al manto stradale di pochi centimetri, non rappresenta un’insidia o trabocchetto per gli utenti della strada. Deve pertanto escludersi la responsabilità da fatto illecito dell’ente locale”.
Trib. Brindisi, sez. di Fasano, 4 giugno 2007, N. 89

11/09/2007 - Persone giuridiche – Danno non patrimoniale - Risarcibilità
“Anche nei confronti della persona giuridica è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale quando il fatto lesivo incida su una situazione giuridica equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla Costituzione. Nel novero di tali diritti rientra indubbiamente il diritto all’immagine la cui lesione provoca un danno patrimoniale risarcibile costituito dalla diminuzione della considerazione della persona giuridica e dalla incidenza negativa che tale diminuzione comporta nell’agire delle persone fisiche che ricoprano gli organi della stessa. Il suddetto danno non patrimoniale va liquidato in via equitativa, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto”.
Cass. Civ., sez. III, 4 giugno 2007, n. 12929

03/09/2007 - Sanzioni amministrative – Incidente stradale con lesioni personali – Provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente – Termine per la sua emissione
“In caso di incidente stradale con lesioni colpose, il provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente, ai sensi dell’art. 223 del codice della strada, non può essere adottato a tale distanza dal fatto da essere venute meno le esigenze cautelari alla cui salvaguardia lo stesso è preordinato”
Cass. Civ., Sez. Un., 6 giugno 2007, N. 13226

27/07/2007 - Responsabilita’ civile – Responsabilita’ del proprietario di animali
“La responsabilita' del proprietario dell'animale, prevista dall’art. 2052 c.c., e' presunta, fondata non sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l'animale. Ne consegue che per i danni cagionati dall'animale al terzo, il proprietario risponde in ogni caso e per l’intero, a meno che non dia la prova del caso fortuito, ossia dell'intervento di un fattore esterno idoneo a interrompere il nesso di causalità tra il comportamento dell'animale e l'evento lesivo, comprensivo anche del fatto del terzo o del fatto colposo del danneggiato che abbia avuto efficacia causale esclusiva nella produzione del danno. Pertanto, se la prova liberatoria richiesta dalla norma non viene fornita, non rimane al giudice che condannare il proprietario dell'animale al risarcimento dei danni per l'intero”.
Cass. Civ. sez. III, 19 marzo 2007, N. 6454

23/07/2007 - Autovelox – Multa – Assenza di indicazioni circa la sussistenza di apparecchiatura di rilevamento – Illegittimità
“La multa è nulla se gli automobilisti non sono informati circa l’ utilizzazione ed installazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità”.
Cass. Civ., sez. II, 31 maggio 2007, N. 12833

18/07/2007 - Risarcimento del danno – Danno esistenziale – Autonoma configurabilità – Esclusione
“In presenza di una lesione dell’integrità psicofisica della persona, il danno alla vita di relazione (come il danno estetico o la riduzione della capacità lavorativa generica), costituisce una componente del danno biologico perché si risolve nell’impossibilità o nella difficoltà di reintegrarsi nei rapporti sociali per gli effetti di tale lesione e di mantenerli a un livello normale, cosicché anche quest’ultimo non è suscettibile di autonoma valutazione rispetto al danno biologico, ancorchè costituisca un fattore di cui il giudice deve tenere conto per accertare in concreto la misura di tale danno e personalizzarlo alla peculiarità del caso”
Cass. Civ., sez. III, 20 aprile 2007, n. 9514

09/07/2007 - Circolazione stradale – Contratto di leasing – Responsabilità del concedente proprietario – Insussistenza – Responsabilità esclusiva dell’utilizzatore
“Nell’ipotesi di violazione del codice della strada da parte del conducente di un veicolo concesso in leasing, non opera la corresponsabilità di cui al comma terzo dell’art. 2054 c.c., ma vi è esclusiva responsabilità dell’utilizzatore –conducente”.
Cass. Civ., sez. III, 8 maggio 2007, n. 10424

02/07/2007 - Responsabilita' civile - Azione diretta del danneggiato verso l'assicuratore
“Nell'assicurazione per la responsabilità civile l’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore è ammessa soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge (RCA e legge sulla caccia), mentre in tutti gli altri casi l'assicuratore è obbligato solo nei confronti dell'assicurato a tenerlo indenne da quanto questi debba pagare ad un terzo cui ha provocato un danno; ne consegue che, al di fuori delle eccezioni sopra indicate, soltanto l'assicurato è legittimato ad agire nei confronti dell'assicuratore, e non anche il terzo danneggiato”.
Cass. Civ., sez. III, 20 aprile 2007, N. 9516

26/06/2007 - Risarcimento del danno – Perdita delle prestazioni lavorative del dipendente
“Nel caso in cui un lavoratore dipendente venga ferito in un sinistro stradale (o in qualsiasi altro frangente) il suo datore di lavoro non può chiedere all’investitore/feritore) il risarcimento del danno consistente nella perdita delle prestazioni lavorative del dipendente, trattandosi di danno solo mediato e indiretto rispetto alla lesione dell’integrità fisica del dipendente, non risarcibile, dunque, per la disposizione normativa di cui all’art. 1223 c.c.”
Tribunale di Catania, sez. V, 10 aprile 2007, n. 1403

18/06/2007 - Circolazione stradale – Minori – Responsabilità del genitore – Ciclomotore sviluppante velocità superiore a quella massima consentita
“In caso di circolazione di minore alla guida di ciclomotore non rispondente alle prescrizioni indicate nel certificato di idoneità tecnica, può essere ordinata, ai sensi dell’art. 97, commi 5, 6 e 14, del codice della strada la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore affidatario del minore, senza che il genitore possa eludere i propri obblighi di sorveglianza adducendo la non coabitazione con il minore, peraltro dimorante nella stessa città, qualora questi conviva stabilmente con i nonni paterni, poiché il tipo di violazione in esame non presuppone una condotta episodica del minore, bensì una condotta costante, conseguente ad un modifica definitiva del ciclomotore, che l’esercente la potestà avrebbe potuto e dovuto verificare, tenuto anche conto che trattasi di una operazione non inusuale e la cui facile realizzabilità è notoria”.
Cass. Civ., sez. II, 21 marzo 2007, n. 6685

13/06/2007 - Responsabilità medica – Contratto atipico di prestazione d’opera di spedalità
“Quando un paziente si reca in ospedale conclude un contratto atipico di prestazione d’opera di spedalità; la responsabilità dell’ente ospedaliero, quindi, ha natura contrattuale sia in relazione ai propri fatti d’inadempimento (ad es. in ragione della carente o inefficiente organizzazione relativa alle attrezzature o alla messa a disposizione di medicinali o del personale medico ausiliario e paramedico, o alle prestazioni di carattere alberghiero) sia per quanto concerne il comportamento dei medici dipendenti, trovando nel caso applicazione la regola posta dall’art. 1228 c.c., secondo cui il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro, ancorchè non siano alle sue dipendenze”.
Cass. Civ., sez. III, 13 aprile 2007, n. 8826

05/06/2007 - Sanzione amministrativa – Mancato uso della cintura di sicurezza – Veicolo fermo in fila
“Laddove il veicolo si trovi fermo in fila con altri veicoli in attesa di accedere ad un parcheggio, quindi, né in moto continuo sia pur lento, né con sollecite riprese della marcia, né, ancora, in presenza di altri veicoli in marcia che possano determinare un urto pericoloso, la norma di cui all’art. 172 c.d.s. (mancato uso cintura di sicurezza) non può trovare applicazione, non ricorrendo i presupposti oggettivi voluti dalla sua ratio interpretata secondo logica”.
Cass. Civ., sez. II, 23 aprile 2007, n. 9674

29/05/2007 - Cinture di sicurezza: il giudice non può dedurne il mancato uso dal semplice referto del pronto soccorso
“Al fine di affermare il concorso di colpa del trasportato nell’entità delle lesioni subite a seguito di un sinistro stradale, il mero esame del referto di pronto soccorso non è funzionalmente e scientificamente diretto alla verifica della compatibilità delle lesioni mortali con l’utilizzo o meno delle cinture di sicurezza, e dunque può costituire un indizio, non univoco, da consolidare attraverso l’indicazione di ulteriori elementi di prova”.
Cass. Civ., sez. III, 2 marzo 2007, n. 4954

22/05/2007 - Risarcimento del danno – sinistro stradale – Perdita dell’anno scolastico
“Merita il risarcimento del danno, anche solo futuro, lo studente che perde l’anno scolastico, a causa di un incidente stradale”.
Cass. Civ., sez. III, 20 febbraio 2007, n. 3949

15/05/2007 - Risarcimento danni – Danno esistenziale
"Il danno esistenziale - da intendersi come ogni pregiudizio oggettivamente accertabile che alteri le abitudini e gli assetti relazionali del danneggiato, inducendolo a scelte di vita diverse da quelle che avrebbe compiuto ove il fatto dannoso non si fosse verificato – non costituisce una voce né una componente del danno biologico o del danno morale, ma un autonomo titolo di danno, il cui riconoscimento non può prescindere da una specifica allegazione della parte. Ne consegue che la domanda proposta per la prima volta in appello costituisce domanda nuova, come tale inammissibile".
Cass. Civ., sez. II, 6 febbraio 2006, 2546

08/05/2007 - Risarcimento danni – Morte cagionata da reato – Danno morale patito dai prossimi congiunti della vittima
“In conseguenza della morte di persona causata da reato, ciascuno dei familiari prossimi congiunti è titolare di un autonomo diritto per il conseguente risarcimento del danno morale, il quale deve essere liquidato in rapporto al pregiudizio da ciascuno individualmente patito per effetto dell’evento lesivo, in modo da rendere la somma riconosciuta adeguata al caso concreto, rimanendo per converso, esclusa la possibilità per il giudice di procedere ad una determinazione complessiva ed unitaria del suddetto danno morale ed alla conseguente ripartizione dell’intero importo in modo automaticamente proporzionale tra tutti gli aventi diritto. Ai fini di tale valutazione, l’intensità del vincolo familiare può già di per sé costituire un utile elemento presuntivo su cui basare la ritenuta prova dell’esistenza del menzionato danno morale, in assenza di elementi contrari, e, inoltre, l’accertata mancanza di convivenza del soggetto danneggiato con il congiunto deceduto può rappresentare – come nella specie – un idoneo elemento indiziario da cui desumere un più ridotto danno morale”.
Cass. Civ., sez. III, 19 gennaio 2007, n. 1203

02/05/2007 - Circolazione stradale – Mancato uso della cintura di sicurezza – Passeggero – Decurtazione punti della patente - Esclusione
“Il passeggero che viaggia in auto risponde del mancato uso della cintura di sicurezza solo con la sanzione pecuniaria e non anche con la detrazione dei punti della patente”.
Cass. Civ., sez. II, 19 marzo 2007, n. 6402

23/04/2007 - Risarcimento del danno - Perdita o compromissione della sessualità – Danno esistenziale - Configurabilità
“In tema di risarcimento del danno esistenziale la perdita o la compromissione anche soltanto psichica della sessualità (come avviene nei casi di stupro o di pedofilia) costituisce di per sé un danno esistenziale, la cui rilevanza deve essere autonomamente apprezzata e valutata equitativamente in termini non patrimoniali e con una congrua stima dell’equivalente economico del debito di valore”.
Cass. Civ., sez. III, 2 febbraio 2007, n. 2311

17/04/2007 - Liquidazione del danno biologico – Applicazione delle tabelle da parte del giudice – Danno morale – Uso delle stesse tabelle
“In tema di risarcimento del danno la liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l’applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette tabelle (elaborate da alcuni uffici giudiziari), ancorchè non rientrino nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né risultano recepite in norme di diritto, come tali appartenenti alla scienza ufficiale del giudice. La liquidazione equitativa del danno morale, poi, può essere legittimamente effettuata dal giudice sulla base delle stesse tabelle utilizzate per la liquidazione del danno biologico, portando, in questo caso, alla quantificazione del danno morale – in misura pari a una frazione di quanto dovuto dal danneggiante a titolo di danno biologico – purché il risultato in tal modo raggiunto, venga poi personalizzato, tenendo conto della particolarità del caso concreto e della reale entità del danno, con la conseguenza che non può giungersi e liquidazioni puramente simboliche o irrisorie”
Cass. Civ., sez. III, 11 gennaio 2007, n. 394

11/04/2007 - Contratto di assicurazione – Clausola di regolazione del premio
“La determinazione del premio nei contratti di assicurazione contro i danni, fissata convenzionalmente in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con clausola di regolazione del premio assicurativo), comporta che l’adempimento dell’assicurato è adempimento di un’obbligazione civile diversa dalle obbligazioni indicate nell’art. 1901 c.c. e come tale deve essere valutata, considerando il comportamento di buona fede tenuto dalle parti nell’esecuzione del contratto, del tempo in cui la prestazione è effettuata e dell’importanza dell’inadempimento”
Cass. Civ., Sez. Un., 28 febbraio 2007, n. 4631

04/04/2007 - Sanzioni amministrative – Pagamento della multa in misura ridotta – Preclusione della possibilità di proporre ricorso
“Pagare la multa subito, e quindi in misura ridotta, preclude la possibilità, per l’automobilista indisciplinato, di proporre ricorso”
Corte Cost., 20 febbraio 2007, n. 46

28/03/2007 - Procedimento civile – Incidenti stradali – Cumulo della domanda di risarcimento dei danni per morte o lesioni con quella di risarcimento del danno a cose – Inapplicabilità dell’art. 40 c.p.c. – Applicabilità del rito lavoro
“Poiché è un dato di comune esperienza che nei sinistri stradali con morte o lesioni si verifichino anche danni a cose, sarebbe irragionevole ed in contrasto con il principio costituzionale della ragionevole durata del processo imporre al danneggiato la proposizione di più cause contro gli stessi soggetti in relazione ad un unico fatto lesivo. La norma contenuta nell’art. 3 l. n. 102/2006 va pertanto intesa nel senso che applicano le norme processuali di cui al libro II, titolo IV, capo I c.p.c. alle controversie per i danni conseguenti ad incidenti stradali, quando tra i danni ve ne siano anche per morte o lesioni”.
Trib. Padova, 10 ottobre 2006

21/03/2007 - Fermo amministrativo – Opposizione – Competenza del giudice ordinario
“Il provvedimento di fermo amministrativo dei beni mobili registrati (nella specie, un’autovettura) emesso dal un concessionario del servizio riscossione tributi ex art. 86 del d.P.R. n. 602 del 1973 è un atto funzionale all'espropriazione forzata attraverso il quale si realizza il credito dell'amministrazione, e pertanto la tutela giurisdizionale nei confronti dello stesso si realizza dinanzi al giudice ordinario con le forme dell'opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi”.
Cass. Civ. S. U., 17 gennaio 2007, n. 875

14/03/2007 - Lesioni personali – Risarcimento danni derivanti da incidenti stradali – competenza per materia
“Con la L. 102/2006 il legislatore ha inteso sottrarre alla competenza del giudice di pace tutte le controversie aventi ad oggetto il risarcimento del danno per morte o per lesioni, conseguente ad incidenti stradali, lasciando al giudice di pace la competenza per gli incidenti con danni soltanto alle cose e comunque nei limiti di valore di euro 15.493,71”.
Giud. di Pace di Milano, sez. VII, 20 ottobre 2006

07/03/2007 - Risarcimento del danno – Infortunio sul lavoro – Danno “biologico differenziale” – Criteri di calcolo
“Occorre procedere alla determinazione del danno secondo i criteri civilistici, per poi effettuare un raffronto fra l’importo che ne risulta e l’ammontare delle prestazioni erogate dall’Inail, riconoscendo in favore del lavoratore l’eventuale differenza. Tuttavia, per l’ipotesi di invalidità pari o superiore al 16%, in cui l’Inail eroga una rendita riferita per una quota al danno biologico e per l’altra alle conseguenze patrimoniali dell’inabilità permanente, il raffronto deve essere operato non posta per posta, ma avuto riguardo all’ammontare complessivo dei rispettivi ristori, atteso il disposto dei commi 6° e 7° dell’art. 10 del DPR n. 1124/1965 e considerato inoltre che una diversa soluzione è suscettibile di comportare un ristoro superiore all’ammontare del danno effettivamente patito”.
Trib. Vicenza, sez. lav., 4 gennaio 2007, n. 321

01/03/2007 - Circolazione stradale – Scontro causato da rispettive condotte negligenti degli automobilisti – Eccesso di velocità – Prevalenza rispetto alla violazione delle regole di precedenza
“In caso di incidente stradale causato dalle rispettive condotte negligenti degli automobilisti coinvolti, il grave eccesso di velocità – accertato con calcoli matematici anziché con un simulatore – costituisce causa prevalente rispetto alla violazione delle regole di precedenza e giustifica un’attribuzione causale maggiore”
Giud. di Pace di Saronno, 11 dicembre 2006

22/02/2007 - Circolazione stradale – Mancato uso delle cinture di sicurezza - Responsabilità del conducente per le lesioni subite dal trasportato
“L’automobilista ha l’obbligo giuridico di fare allacciare le cinture di sicurezza al trasportato, in difetto risponderà delle lesioni personali subite dallo stesso a seguito di sinistro stradale”.
Cass. Pen., 12 dicembre 2006, n. 30065

12/02/2007 - Infrazioni commesse a distanza ravvicinata in zone a traffico limitato – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza
“Il principio contenuto nell’art. 8 bis, co. 4°, legge di depenalizzazione (L. 689/1981) in base al quale “le violazioni amministrative successive alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria” trova applicazione anche nel caso di infrazioni commesse a distanza ravvicinata nelle zone a traffico limitato”.
Corte Cost. 26 gennaio 2007, n. 14

02/02/2007 - Cartello tra le Compagnie volto a far lievitare i costi delle polizze r.c.a. - Richiesta di risarcimento da parte del cliente – Esercizio dell’azione – Decorrenza della prescrizione dal pagamento del singolo premio
“In tema di risarcimento del danno subito dal cliente di un’assicurazione per comportamenti anticoncorrenziali volti a costituire, tramite un’intesa orizzontale con altre assicurazioni, un cartello vietato dalla legge per far lievitare i costi delle polizze, il mancato accertamento, da parte dell’Autorità garante, della concorrenza anticompetitiva, non integra impedimento “di diritto” all’esercizio dell’azione, innanzi al giudice ordinario, volta alla declaratoria di nullità dell’intesa e di risarcimento danni, sottraendo unicamente al danneggiato, istante ex art. 2043 c.c., l’avvalimento della “prova” dell’intesa restrittiva consacrata nell’attività provvedimentale dell’Antitrust. Il che vale a rendere indubbiamente più gravoso l’assolvimento dell’onere probatorio incombente su parte attrice, ma non certo “impossibile” l’esercizio del diritto. Ne consegue, pertanto, che la decorrenza della prescrizione dell’azione deve essere rapportata al momento in cui il consumatore finale ha versato i singoli ratei del premio illecitamente maggiorato comportando detto accadimento il perfezionamento della fattispecie risarcitoria aquiliana”.
Corte d’Appello di Napoli, sez. II, 5 ottobre 2006, n. 3057

26/01/2007 - Danno non patrimoniale – Diritto al risarcimento di un generico danno non patrimoniale esistenziale – Esclusione
“La struttura dell’art. 2059 c.c. limita il risarcimento del danno non patrimoniale ai soli casi previsti dalla legge. Ne consegue che ai fini dell’art. 2059 c.c. non può farsi riferimento a una generica categoria di danno esistenziale (dagli incerti e non definiti confini), poiché attraverso questa via si finisce per portare anche il danno non patrimoniale nell’atipicità, sia pure attraverso l’individuazione della apparente tipica figura categoriale del danno esistenziale. Non è sufficiente, quindi, come per il danno patrimoniale, che sussista una lesione di una posizione giuridica considerata meritevole di tutela da parte dell’ordinamento, sia pure a fini diversi da quelli risarcitori, ma è necessario, ai fini della risarcibilità ex art. 2059 c.c., che tale lesione attenga a valori della persona umana che la Costituzione dichiari inviolabili, che, come tali, possono essere oggetto di tutela risarcitoria”.
Cass. Civ., sez. III, 9 novembre 2006, n. 23918

19/01/2007 - Circolazione stradale - Sanzioni amministrative - Parcheggi a pagamento
“E’ nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera”.
Cass. Civ. , SS.UU. 9 gennaio 2007 n. 116

15/01/2007 - Responsabilità professionale - Interventi in equipe - Responsabilità per condotte colpose altrui - Condizioni
“In materia di colpa professionale di equipe, ogni sanitario è responsabile non solo del rispetto delle regole di diligenza e perizia connesse alle specifiche ed effettive mansioni svolte, ma deve anche conoscere e valutare le attività degli altri componenti dell’equipe, in modo da porre rimedio a eventuali errori posti in essere da altri, purchè siano evidenti per il professionista medio, giacchè le varie operazioni effettuate convergono verso un unico risultato finale”
Cass. pen., 6 ottobre 2006, n. 33619

11/01/2007 - Codice della strada – Cambio di residenza o di domicilio
“Se l’intestatario della carta di circolazione ha provveduto alla tempestiva comunicazione della variazione anagrafica che lo riguarda e l'amministrazione non ha proceduto all'aggiornamento dei relativi archivi, la notifica effettuata al precedente indirizzo del contravventore risultante dagli archivi non aggiornati non può ritenersi correttamente eseguita (ove il destinatario, come nella specie, fosse risultato assente e il plico, notificato a mezzo posta, restituito al mittente per compiuta giacenza), non potendo il ritardo dell'amministrazione nell'aggiornare i propri archivi produrre effetti negativi nella sfera giuridica del cittadino non inadempiente”.
Cass. Civ., sez. II, 21 novembre 2006, n. 24673

05/01/2007 - Assicurazione - R.C.A. - Calcolo del danno patrimoniale del lavoratore autonomo
“In tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile automobilistica, ai fini del calcolo del danno patrimoniale da diminuita capacità lavorativa a seguito di incidente subito da lavoratore autonomo, per determinare il reddito da attività professionale dichiarato dal danneggiato ai fini dell’I.R.P.E.F., da prendere a base del calcolo, deve operarsi la differenza tra il totale dei compensi conseguiti (al lordo delle ritenute d’acconto) ed il totale dei costi inerenti all’esercizio professionale, senza detrarre né le ritenute di imposta, né gli oneri deducibili dal reddito complessivo”.
Cass. Civ., 9 novembre 2006, n. 23917

05/01/2007 - Responsabilità Ferrovie dello Stato - Pavimento viscido - Insidia - Esclusione
“Un’insidia può fondare la responsabilità extracontrattuale della P.A. per i danni che l’utente possa aver riportato solamente quando questa non sia visibile (requisito oggettivo) e quando il pericolo che può derivarne sia imprevedibile secondo l’ordinaria diligenza (requisito soggettivo). Non si può ritenere che uno stesso fatto possa essere ritenuto lecito o illecito a seconda delle caratteristiche soggettive di chi lo subisce: per affermare la responsabilità di un soggetto occorre, infatti, che il fatto commesso sia intrinsecamente colposo, costituisca cioè violazione di norme a contenuto cautelare”.
Trib. di Catania,sez. V, 15 maggio 2006, n. 1716

02/01/2007 - Trasporto aereo – Notevole ritardo nella partenza del volo – Danno esistenziale subito dai passeggeri
“In tema di trasporto aereo, qualora si verifichi un notevole ritardo nella partenza del volo, l’attore, a seguito del comportamento della compagnia, subisce un danno non patrimoniale, ossia un danno morale, definito anche esistenziale, previsto dall’art. 2059 c.c., che va risarcito e liquidato sulla base di criteri equitativi idonei a evitare forme di disuguaglianza economico-sociale, in assenza di parametri legislativi cui equiparare la lesione di diritti della personalità”.
Giudice di Pace di Catanzaro, 19 settembre 2006, n. 1253

02/01/2007 - Verbale di contestazione per violazione C.d.S. - Notifica effettuata da società privata concessionaria di servizi postali - Inesistenza
"Allorché l’amministrazione alla quale appartiene il funzionario o l’agente che ha accertato la violazione delle norme del codice della strada si avvalga del servizio postale per la notificazione degli estremi della violazione, la stessa è tenuta a osservare le norme sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo della posta come dettate dalla legge 20 novembre 1982, n. 890. Dal complesso di tale disciplina si desume, con certezza, che i relativi adempimenti non possono formare oggetto della concessione a privati, come pure previsto per taluni servizi postali dall’art. 29 del codice postale e dagli artt. da 121 a 149 del relativo regolamento di attuazione. Deriva da quanto precede, pertanto, che la notificazione degli estremi della violazione affidata, dall’ufficio cui appartiene l’agente accertatore, all’agenzia privata concessionaria ed eseguita dai dipendenti della stessa si deve considerare inesistente e, quindi, come all’omessa notificazione a essa consegue l’effetto dell’estinzione dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione (a norma dell’art. 14 della l. 689 del 1981)".
Cass. civ., sez. I, 21 settembre 2006, n. 20440

02/01/2007 - Sinistro stradale - Mancanza di guardrail - Responsabilità da custodia
“Non può essere attribuita la responsabilità al comune per l’omessa collocazione di guardrail ove la parte che ha subito il danno per il mancato riparo del baratro non abbia indicato l’obbligo giuridico, specifico o generico, cui l’amministrazione si sarebbe sottratta, non potendo comunque in particolare la Cassazione a ciò sopperire”
Cass. civ., sez. III, 20 settembre 2006, n. 20328

02/01/2007 - Prove civili - Sinistro stradale - Accertamento responsabilità - Risultanze del sistema Unibox
“Ai fini della ricostruzione della dinamica di un sinistro stradale il giudice può utilizzare anche le risultanze del dispositivo elettronico Unibox istallato su una delle vetture coinvolte nell’incidente, qualora si accerti che questo era regolarmente funzionante al momento dell’incidente. Deriva da quanto precede, pertanto, che deve essere rigettata - per carenza di nesso causale tra il fatto e l’evento – la domanda di risarcimento del danno alla persona lamentato dagli attori per effetto del colpo di frusta conseguente al tamponamento della loro vettura a opera di quella del convenuto, qualora su quest’ultima sia stato istallato il dispositivo satellitare Unibox in grado di misurare le accelerazioni e decelerazioni sia in senso di marcia dell’automobile sia lateralmente e tale dispositivo – certamente funzionante correttamente all’epoca del sinistro – non abbia rilevato urti superiori o uguali a 2G (ossia a una velocità superiore a 7 km/h) e quindi tali da provocare lesioni rilevanti dal punto di vista della medicina legale agli occupanti del veicolo eventualmente tamponato (pacifico essendo che una collisione tra i veicoli con un urto inferiore a 2G non è idonea a produrre alcuna lesione a carico degli occupanti i veicoli stessi, essendo allo scopo necessario quantomeno un urto pari o superiore a 4G)”.
Giudice di Pace Viterbo, 21 settembre 2006, n. 2956

02/01/2007 - Opposizione a verbale di accertamento di violazione del C.d.S. - Errata individuazione del soggetto legittimato passivamente
“Nel procedimento di cui agli artt. 22 e ss. della L. 689/1981 deve ritenersi derogato il principio secondo cui l’individuazione del legittimato passivo ai fini della proposizione e notificazione dell’atto introduttivo è esclusivo compito della parte. La norma, infatti, non si limita a stabilire solo che il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza siano notificati a cura del cancelliere, ma pone a diretto carico di quest’ultimo la notificazione all’autorità che ha emesso l’atto impugnato, e cioè al soggetto passivamente legittimato. Ne deriva che l’ufficio giudiziario assume la definitiva responsabilità di tale individuazione e non è affatto vincolato all’indicazione del ricorrente; quest’ultima, se errata e condivisa dall’ufficio notificante, può comportare soltanto un vizio della sentenza e non certamente l’inammissibilità dell’atto introduttivo”.
Cass. Civ., Sez. Un., 6 ottobre 2006, n. 21624

02/01/2007 - Responsabilità medica - Consenso informato - Trasfusione di emoderivati
"Funzione intrinseca della richiesta di consenso informato non è tanto quella di soddisfare un astratto diritto all’autodeterminazione del paziente, quanto quella di tutelare il diritto dello stesso alle scelte relative alla sua salute, anche in funzione della migliore protezione di questo bene e, pertanto, una volta acquisito il consenso consapevole per l’intervento chirurgico, l’informazione e il consenso per le autonome fasi dell’intervento non possono che essere correlati a quelle che implicano una possibilità di scelta, non a quelle che sono comunque obbligate e per le quali il rifiuto del consenso si risolverebbe nel rifiuto dell’intervento".
Cass. civ., 26 settembre 2006, n. 20832

09/11/2006 - Circolazione stradale - Veicoli incidentati in autostrada - Spese di rimozione a carico del gestore
“I veicoli incidentati o abbandonati in autostrada devono essere rimossi a spese dell’ente concessionario, il quale ha l’obbligo di assicurare la sicurezza del proprio tratto autostradale gestito”.
Cass. civ., sez. III, sent. 14 giugno 2006, n. 13762

09/11/2006 - Sospensione provvisoria della patente – Autonoma impugnabilità
“La sospensione provvisoria della patente di guida di cui all'art. 223 del Codice della strada è un provvedimento amministrativo provvisorio con funzione cautelare, di esclusiva spettanza prefettizia, avverso il quale è immediatamente ed autonomamente proponibile l'opposizione giurisdizionale a sanzione amministrativa, ai sensi degli artt. 22 e 23 della legge n. 689 del 1981”.
Cass. civ., sez. II, 11 aprile 2006, n. 8466

09/11/2006 - Sanzioni amministrative – Sosta su corsia riservata al trasporto pubblico - Verbale redatto da ausiliari del traffico – Illegittimità
“Le funzioni degli ausiliari del traffico, di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, conferite a norma della legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, co. 132 e dall’art. 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 sono limitate alle aree oggetto di concessione e agli spazi necessari alle manovre dei veicoli ivi parcheggiati, e pertanto non può venire elevata da detti dipendenti contravvenzione per divieto di sosta nelle corsie riservate al trasporto pubblico, potendo tale funzione venire delegata soltanto al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, come previsto dal successivo comma 133 nelle forme previste dagli artt. 22 e 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142”.
Cass. civ., sez. I, 18 agosto 2006, n. 18186

09/11/2006 - Responsabilità medica - Violazione dell’obbligo di esatta informazione - Interruzione della gravidanza - Mancato esercizio del diritto - Risarcimento del danno - Condizioni
“Il risarcimento del danno per il mancato esercizio del diritto all’interruzione della gravidanza non consegue automaticamente all’inadempimento dell’obbligo di esatta informazione che il sanitario è tenuto ad adempiere in ordine a possibili anomalie o malformazioni del nascituro, ma necessita anche della prova della sussistenza delle condizioni previste dagli artt. 6 e 7 della l. 194/78 per ricorrere all’interruzione della gravidanza”
Cass. civ., sez. III, 14 luglio 2006, n. 16123

09/11/2006 - Processo civile - Sentenza penale dibattimentale di assoluzione - Effetti nel giudizio civile - Limiti
“In virtù del principio fondamentale di unità della giurisdizione, ai sensi dell'art. 652 (nell'ambito del giudizio civile di danni) e dell'art. 654 (nell'ambito di altri giudizi civili) del nuovo codice di procedura penale il giudicato di assoluzione è idoneo a produrre effetti preclusivi - quanto all'accertamento che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso- nel giudizio civile solo quando contenga un effettivo, specifico e concreto accertamento circa l'insussistenza del fatto o l'impossibilità di attribuire questo all'imputato, e non anche quando l'assoluzione sia determinata dall'insussistenza di sufficienti elementi di prova circa la commissione del fatto o l'attribuibilità di esso all'imputato. Sotto il profilo soggettivo, è altresì necessario che vi sia coincidenza delle parti tra il giudizio penale e quello civile, e cioè che non soltanto l'imputato ma anche il responsabile civile e la parte civile abbiano partecipato al processo penale”.
Cass. civ., sez. III, 20 settembre 2006, n. 20325

09/11/2006 - Risarcimento danni - Spese funebri - Esclusione
“Le spese funebri sostenute dai congiunti per dare una degna sepoltura alla vittima di un sinistro non corrispondono a una voce di danno da risarcire. La morte è, infatti, per ognuno evento certus an incertus quando. E’ certo che nell’economia di ogni persona e/o dei suoi eredi va considerata la spesa che un giorno sarà inevitabilmente necessaria per la sepoltura”.
Trib. Catania, sez. V, 6 luglio 2006

 
Home Page
News
 27/03/2017
Convezione CARD – Costituzione in giudizio della gestionaria - Legittimità
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 11 ottobre 2016, n. 20408 (pres. Spirito – rel. Pe
 20/03/2017
Riscossione crediti previdenziali – Decorso del termine per l’opposizione – Prescrizione quinquennale – Art. 2953 c.c. – Conversione del termine – Non opera
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016 (pres. Amoroso – rel. Tri
 13/03/2017
Responsabilità medica – Danno iatrogeno – Cartella clinica incompleta – Nesso causale si presume
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 5 novembre 2016, n. 22639 (pres. Chiarini – rel.
 06/03/2017
Claims made – Vessatorietà della clausola – Esclusa – Giudizio di meritevolezza
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 2 dicembre 2016, n. 24645 (pres. Rordorf – rel. De Stef