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20/03/2017 - Riscossione crediti previdenziali – Decorso del termine per l’opposizione – Prescrizione quinquennale – Art. 2953 c.c. – Conversione del termine – Non opera

"Il credito previdenziale di cui alle cartelle non opposte soggiace al termine di cinque anni e non di dieci."
Nel caso di specie, la questione sulla quale le Sezioni Unite sono chiamate a pronunciarsi investe l'interpretazione da dare all'art. 2953 c.c. con riguardo specifico all'operatività o meno della ivi prevista conversione del termine di prescrizione breve in quello quello ordinario decennale, nelle fattispecie originate da atti di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti delle Regioni, dei Comuni e degli altri Enti Locali nonchè delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. In particolare, occorre stabilire se la suddetta disposizione codicistica sia applicabile anche alle ipotesi in cui la definitività dell'accertamento del credito derivi da atti diversi rispetto ad una sentenza passata in giudicato. Sul punto, la disarmonia delle pronunce delle diverse Sezioni semplici viene risolta con l'affermazione dei seguenti principi di diritto: 1) la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, d.lgs. n. 46/1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo, senza determinare anche l'effetto della c.d. conversione del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale, secondo l'art. 3, commi 9 e 10, l. n. 335/1995) in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l'avviso di addebito dell'INPS, che dal 1° gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30, d.l. n.78/2010, conv. dalla l. n. 122/2010); 2) è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l'effetto della c.d. conversione del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti – comunque denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonchè di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti Locali, nonchè delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrativ e così via. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione sostanziale più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione, non consente di fare applicazione dell'art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016 (pres. Amoroso – rel. Tri

 
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