11 Marzo 2020

Azione diretta ex art. 149 CdA – Litisconsorzio necessario con il conducente responsabile del sinistro – Rilevabile d’ufficio

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 6 marzo 2020, n. 6406 (rel. Cirillo)
In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui all'art. 149 del d.lgs. n. 209 del 2005, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario rispetto al danneggiante responsabile, analogamente a quanto previsto dall'art. 144, comma 3, dello stesso decreto.
Quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l'integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354, primo comma, cod. proc. civ., resta viziato l'intero processo e si impone, in sede di giudizio di cassazione, l'annullamento, anche d'ufficio, delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure, a norma dell'art. 383, terzo comma, del medesimo codice (cfr. Cass. ordinanza 16 marzo 2018, n. 6644).

Analogamente, la sentenza 30 agosto 2018, n. 21381, ha stabilito che nel caso in cui il giudizio di appello sia stato introdotto in violazione dell’art. 331 cod. proc. civ. e la relativa nullità non sia stata rilevata né dalle parti né dal giudice, tale violazione può essere fatta valere dalle parti (compresa quella che introdusse l’appello), con ricorso principale o incidentale avverso la sentenza conclusiva del gravame, soltanto qualora la violazione abbia riguardato una situazione di litisconsorzio necessario iniziale (art. 102 cod. proc. civ.) o di litisconsorzio necessario processuale determinata dall’ordine del giudice (art. 107 cod. proc. civ.), atteso che in tali casi, a differenza di ogni altra ipotesi di violazione dell’art. 331 cit. (e, dunque, di litisconsorzio necessario processuale da inscindibilità o da dipendenza), non può operare la regola dell’art. 157, terzo comma, cod. proc. civ., trattandosi di violazioni rilevabili d’ufficio dalla Corte di cassazione, circostanza che esclude che la parte abbia perduto il potere di impugnare.

Applicando questi principi al caso in esame, la società ricorrente, agendo nella sua qualità di cessionaria del credito ai sensi dell’art. 149 del d.lgs. n. 209 del 2005 (facoltà ad essa spettante, v. la sentenza 12 settembre 2019, n. 22726, di questa Corte), mancò tuttavia di convenire in giudizio anche il conducente della vettura antagonista.

In tal modo, quindi, fu violata una disposizione che — utilizzando la terminologia della sentenza n. 21381 del 2018 — riguarda una situazione di litisconsorzio necessario iniziale (art. 102 cod. proc. civ.); per cui, trattandosi di violazione rilevabile anche d’ufficio, non è applicabile la previsione dell’art. 157, terzo comma, cod. proc. civ.; con la conseguenza che le considerazioni proposte dalla società di assicurazione nella memoria depositata in vista dell’odierna decisione — pur contenendo rilievi in parte condivisibili circa il divieto di venire contra factum propri — non possono condurre ad un esito diverso dalla cassazione della sentenza e conseguente rinvio al giudice di primo grado.