06 Gennaio 2005

Emotrasfusione o assunzione di emoderivati – Sangue infetto – Patologie contratte prima dell’invenzione dei test diagnostici – Responsabilità del Ministero della Sanità – Esclusione

“Va confermata la pronuncia di merito con cui il Ministero della Sanità, che aveva reso possibile la circolazione di sangue o emoderivati infetti, in violazione dei propri doveri istituzionali e di specifici obblighi di legge, è stato ritenuto responsabile nei confronti di quanti avevano contratto patologie per infezioni HBV, HIV e HCV, a seguito di trasfusioni o assunzioni di emoderivati effettuate in epoca successiva al momento in cui, per ciascuna di tali patologie, furono approntati i relativi test diagnostici. Deve escludersi, non ricorrendo il nesso causale tra la condotta omissiva addebitata all’Amministrazione e l’evento lesivo, né gli estremi di un comportamento colposo, la responsabilità del Ministero della Sanità, nei confronti di quanti avevano contratto patologie per infezioni HBV, HIV e HCV, a seguito di trasfusioni o assunzioni di emoderivati effettuate in epoca anteriore al momento in cui, per ciascuna ti tali patologie, furono approntati i relativi test diagnostici”.

Con la sentenza in epigrafe, la S.C. ha escluso la responsabilità del Ministero per le infezioni contratte prima che ci fossero certezze diagnostiche su epatite e AIDS, ovvero prima che la scienza medica avesse introdotto i test immunologici: sostanzialmente viene riconosciuta la responsabilità del Dicastero, ma con dei limiti temporali, dato che i test immunologici sul sangue sono stati introdotti in epoche differenti (nel 1978 per l’epatite B, nel 1985 per l’HIV e nel 1998 per l’epatite C)._x000d_
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Cass. Civ., sez. III, 31 maggio 2005, n. 11609