14 maggio 2018

La conoscenza del mercato finanziario da parte del cliente non esclude gli obblighi informativi a carico dell’intermediario

Cass. Civ., Sez. III, ordinanza 19 aprile 2018, n. 9638
Ai fini dell’accertamento della responsabilità della Banca, rea di non aver informato l’investitore in ordine alle caratteristiche del prodotto finanziario acquistato, sia l’adeguatezza al profilo di rischio del cliente, sia la buona conoscenza del mercato finanziario da parte sua sono totalmente privi di valore inferenziale quanto alla circostanza che il cliente stesso, se informato, avrebbe comunque proceduto all’acquisto.

Contrariamente a quanto affermato dal Giudice d’Appello, la Suprema Corte, con la decisione in commento, chiarisce come, nell’accertamento della responsabilità dell’intermediario finanziario per violazione degli obblighi informativi, non rileva l’incidenza causale dell’omessa informazione.
La circostanza che il cliente, ancorché esattamente informato, avrebbe comunque concluso il contratto di investimento non assume significato pregnante ai fini della valutazione delle conseguenze discendenti sul piano rimediale dalla violazione dell’obbligo informativo.
Tale circostanza, infatti, non rende meno “grave” l’inadempimento dell’intermediario finanziario, dal momento che la pregressa conoscenza del mercato finanziario non rende irrilevante l’informazione in merito alle caratteristiche specifiche dell’investimento che si è interessati a concludere.
La selezione degli investimenti maggiormente proficui, infatti, non può prescindere dalla conoscenza degli elementi caratterizzanti del prodotto finanziario, elementi che devono essere indicati dall’intermediario: “la buona conoscenza del mercato finanziario è indizio, […], della capacità di distinguere tra investimenti consigliabili e sconsigliabili, sempre che, però, si disponga delle necessarie informazioni sullo specifico prodotto oggetto dell’operazione, che dunque si ha tutto l’interesse a ricevere”.
In tal senso è agevole comprendere come la propensione al rischio del cliente non possa giustificare l’inadempimento della banca rispetto ai prescritti obblighi informativi e ciò a conferma dell’essenzialità del dovere di informazione che l’intermediario finanziario ha nei confronti di tutti gli investitori, senza distinzione alcuna.

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Rosalia Calandrino