22 dicembre 2014

Danno non patrimoniale alla salute – Liquidazione – Criteri – Espressa indicazione in motivazione

“Il giudice chiamato a liquidare il danno non patrimoniale alla salute deve adottare un criterio in grado di garantire due principi: 1) da un lato, assicurare la parità di trattamento a parità di danno, attraverso l’adozione di un criterio standard uniforme; 2) dall’altro, garantire adeguata considerazione della specificità del caso concreto, attraverso la variazione in più o in meno del parametro standard. Nel motivare le ragioni della propria decisione, pertanto, il giudice di merito deve: a) indicare quale sia il parametro standard adottato, come sia stato individuato e quali ne siano i criteri ispiratori e le modalità di calcolo; b) indicare se nel caso di specie, per quanto dedotto e provato dalle parti, sussista la necessità di variare in più o in meno il criterio standard. La motivazione con la quale il giudice di merito giustifica la liquidazione del danno alla salute deve dunque essere tale da rendere comprensibile l’iter logico, giuridico e matematico seguito dal giudice. Ove, poi, come è d’uso, il giudice di merito ritenga di liquidare il danno alla salute col criterio c.d. a punto variabile, nella motivazione non può esimersi dall’indicare: a) il valore monetario di base del punto; b) il coefficiente di abbattimento in funzione dell’età della vittima; c) le ragioni per le quali ha ritenuto di variare o non variare il risarcimento standard.”

Nel caso di specie, la sentenza impugnata è stata cassata, in quanto la relativa motivazione, in spregio ai suddetti principi, non spiegava quali fossero i criteri tabellari di creazione giurisprudenziali cui faceva riferimento, chi li avesse creati, quale ne fosse il contenuto, quale il criterio di variazione in funzione della gravità del danno, con quale indice fossero stati aggiornati all’attualità, in che modo e misura si fosse o meno tenuto conto della specificità del caso concreto, variando in più o in meno la misura standard del risarcimento.