14 Luglio 2020

Danno parentale escluso ai cognati e nipoti della vittima

Trib. Agrigento, sentenza 8 luglio 2020, n. 548 (g. Ragusa)
Ai cognati e ai nipoti della vittima non va riconosciuto alcunché sulla scorta del prevalente – e condivisibile – orientamento di legittimità secondo cui il fatto illecito, costituito dalla uccisione del congiunto, dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce soggetti legati da uno stretto vincolo di parentela, la cui estinzione lede il diritto alla intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che caratterizza la vita familiare nucleare; perché, invece, possa ritenersi risarcibile la lesione del rapporto parentale subita da soggetti estranei a tale ristretto nucleo familiare (quali i nonni, i nipoti, il genero, o la nuora) è necessario che sussista una situazione di convivenza, in quanto connotato minimo attraverso cui si esteriorizza l’intimità delle relazioni di parentela, anche allargate, contraddistinte da reciproci legami affettivi, pratica della solidarietà e sostegno economico, solo in tal modo assumendo rilevanza giuridica il collegamento tra danneggiato primario e secondario, nonché la famiglia intesa come luogo in cui si esplica la personalità di ciascuno, ai sensi dell’art. 2 Cost. (così Cass. civ. n. 4253/2012; cfr. anche Cass. civ. n. 10832/2007 e n. 6938/1993). Nessuna prova in tal senso è stata fornita dagli attori, tale non potendosi intendere le fotografie versate in atti e ritraenti riunioni in occasione delle festività. Si consideri, altresì, che per alcuno degli attori, quali la nipotina che al momento del sinistro aveva l'età di un anno, nessuna lesione appare ictu oculi essersi configurata.