15 Maggio 2020

Esclusa rimessione in termini in ipotesi di avviso blocco servizio telematico

Cass. Civ., sez. ordinanza 27 aprile 2020, n. 8217 (rel. Caiazzo)
Secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, l'istituto della rimessione in termini, previsto dall'art. 153 c.p.c., comma 2, come novellato dalla L. n. 69 del 2009, il quale opera anche con riguardo al termine per proporre impugnazione, richiede la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte, perchè cagionata da un fattore estraneo alla sua volontà (Cass., SU, n. 32725/18; n. 21304/19).
Se il gestore del servizio telematico diffonde un preavviso agli utenti in merito al blocco dell'operatività del servizio stesso senza indicare una data di ripristino, le scadenze e i relativi adempimenti vanno rispettati (in forma cartacea) in quanto il perdurare del disservizio non legittima la rimessione in termini.

Nel caso concreto, la ricorrente assume che il blocco del servizio telematico, comunicato il 7.5.19, abbia determinato l’oggettiva impossibilità di procedere all’iscrizione della causa a ruolo (giudizio di appello), protrattasi fino al giorno successivo, termine di scadenza per la costituzione in giudizio.
La corte territoriale ha escluso tale impossibilità, avendo invece evidenziato che la costituzione in giudizio sarebbe potuta avvenire in forma cartacea in data 8.5.19, tenuto conto del preavviso del disservizio delle procedure telematiche comunicato il giorno precedente. Pertanto, deve ritenersi che l’inosservanza del termine in questione sia da ascrivere alla condotta del difensore della ricorrente il quale, pur nell’obiettiva incertezza della data di ripresa dei servizi telematici, decise di optare per una tardiva costituzione cartacea (effettuata in data 13.5.19), anzichè di provvedervi nell’ultimo giorno utile, nell’erroneo convincimento che il perdurante blocco dei servizi telematici avrebbe legittimato la rimessione in termini.