07 marzo 2019

Insidia – Macchia d’olio – Caso fortuito – Danni da cose in custodia – art. 2051 c.c.

Giudice di Pace di Messina, sentenza 4 marzo 2019, n. 397 (g. A. Sidoti)
Deve rigettarsi la domanda di risarcimento dei danni occorsi a causa di una insidia stradale laddove parte attrice, sebbene abbia fornito la prova della presenza di una sostanza oleosa sulla sede autostradale percorsa (per il tramite del rapporto di Polizia Stradale) e del probabile nesso causale tra la stessa e i danni subiti, non abbia tuttavia provato che tra l'insorgere dell'insidia (olio sulla carreggiata) ed il sinistro fosse inutilmente trascorso quel lasso di tempo ragionevolmente necessario per rimuovere o segnalare il pericolo, dovendosi l'evento dannoso ritenere in tale ipotesi riconducibile al caso fortuito non addebitabile all'ente custode/gestore della strada.
La responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, di cui all'art. 2051 c.c., opera in relazione ai beni demaniali, con riguardo alla causa concreta del danno, rimanendo l'amministrazione liberata dalla responsabilità suddetta ove dimostri che l'evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero da una situazione (nella specie, una macchia d'olio, presente sulla pavimentazione stradale, che aveva provocato un sinistro stradale) la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l'intervento riparatore dell'ente custode (Cass. Civ., ord. 27/03/2017, n. 7805; Cass. Civ., n. 9631/2018; Cass. Civ. n. 6101/2013).