12 Maggio 2014

Insidia – Manto stradale dissestato – Caduta del pedone su un tombino – Comportamento colposo del danneggiato – Responsabilità del custode – Esclusa

“Anche in relazione all’ipotesi di responsabilità gravante sul custode, il comportamento colposo del danneggiato può – secondo un ordine crescente di gravità – atteggiarsi come concorso causale colposo, valutabile ai sensi dell’art. 1227, primo comma, c.c., ovvero addirittura giungere ad escludere del tutto la responsabilità del custode. In particolare, in una strada dissestata è del tutto ragionevole l’esistenza di un tombino malfermo e mobile, sicché la caduta in una situazione del genere può ricondursi anche alla esclusiva responsabilità del pedone, ovvero non si deve ritenere di necessità cagionata dalla cosa in custodia.”

Nel caso di specie viene negato il risarcimento dei danni al pedone che, passeggiando lungo una strada dissestata, inciampa a causa di un tombino malfermo e cade, in quanto l’incidente, facilmente prevedibile, deve attribuirsi all’esclusiva responsabilità del pedone stesso, che poteva adottare un atteggiamento più prudente._x000d_
In tal modo i giudici di legittimità riconoscono che nel concetto di caso fortuito possa rientrare anche la condotta della stessa vittima, la quale può interrompere il nesso eziologico esistente tra la causa del danno e il danno stesso.