28 maggio 2019

La liquidazione equitativa del danno parentale derivante da rilevante grado di invalidità biologica riportato dal congiunto

Cass. Civ., Sez. III, sentenza 27 maggio 2019, n. 14391 (Rel. Valle)
Non comporta violazione dei parametri di valutazione equitativa ex art. 1226 cod. civ. la liquidazione del danno non patrimoniale (nella specie da perdita parentale) operata con riferimento a tabelle diverse da quelle elaborate dal Tribunale di Milano, qualora al danneggiato sia riconosciuto un importo corrispondente a quello risultante da queste ultime, restando irrilevante la mancanza di una loro diretta e formale applicazione. Nel caso in scrutinio la Corte territoriale ha applicato la valutazione equitativa per la liquidazione del danno parentale, concretizzatosi nel mutamento delle abitudini di vita e nella parziale connpromissione del rapporto coniugale, assumendo quali parametri di riferimento: l'età del marito (vittima primaria) danneggiato, pari a quarantadue anni, la percentuale di invalidità biologica, pari al sessantacinque per cento riportata dal de cuius pervenendo così ad una liquidazione di euro quarantamila, dalla quale ha quindi effettuato una decurtazione a seguito del ritenuto concorso di colpa, pari al venticinque per cento, del de cuius nella causazione dell'incidente. Nel caso di specie, la liquidazione del danno parentale a seguito del rilevante grado di invalidità biologica riportato dal congiunto è avvenuta ricorrendo al criterio equitativo, criterio ancorato a parametri quali, il grado di invalidità, l'età della vittima primaria (parametri utilizzati dalla Corte territoriale), e tale modalità di calcolo deve ritenersi pienamente consentita.