01 Febbraio 2018
La mancata impugnazione del capo della sentenza che esclude l’invocabilità dell’art. 2051 c.c. impedisce al giudice d’appello di qualificare la fattispecie in termini di responsabilità oggettiva
Cass. Civ., Sez. III, ordinanza 31 gennaio 2018, n. 2380
I fatti rilevanti per l'affermazione della responsabilità ex art. 2051 cod. civ. sono diversi da quelli necessari per proclamarla ex art. 2043 cod. civ., con la conseguenza che, se il giudice di primo grado abbia escluso l'applicabilità dell'art. 2051 cod. civ. ed abbia negato la responsabilità del convenuto per difetto di colpa ex art. 2043 cod. civ., ed il soccombente non si sia doluto in appello della mancata applicazione dell'art. 2051 cod. civ., al giudice di appello non è consentito prescindere dall'indagine sull'elemento soggettivo dell'illecito ed affermare la responsabilità del convenuto in base alla sola considerazione del nesso eziologico tra cosa e danno ed alla mancanza di prova del fortuito, essendogli tanto impedito dai limiti della devoluzione segnati dall'atto di appello (ex art. 346 cod. proc. civ.) e risultando altrimenti la sentenza affetta dal vizio di ultrapetizione (art. 112 cod. proc. civ.) (v. Cass. 23/06/2009, n. 14622).