12 marzo 2019

L’irritualità della notificazione di un atto a mezzo PEC non ne comporta la nullità se la consegna telematica ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell’atto

Cass. Civ., Sez. VI, ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4505 (Rel. Vincenti)
L'irritualità della notificazione di un atto a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna telematica - nella specie, in "estensione.doc", anziché "formato.pdf' - ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell'atto e determinato così il raggiungimento dello scopo legale (Cass., SU, n. 7665/2016). Ciò che, per l'appunto, come evidenziato, è avvenuto nel caso di specie, là dove, inoltre, risulta del tutto equipollente la dizione "notificazione ex 1. n. 53/1994" rispetto a quella, prevista dall'art. 3, comma 4, della citata legge n. 53, di "notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994"; in definitiva, la parte ricorrente non adduce uno specifico pregiudizio al diritto di difesa, né l'eventuale difformità tra il testo recapitato telematicamente, sia pure con estensione.doc in luogo del formato.pdf, e quello cartaceo depositato in cancelleria, in contrasto con il principio per cui la denuncia di vizi fondati sulla pretesa violazione di norme di rito non tutela l'interesse all'astratta regolarità del processo, ma garantisce solo l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in conseguenza della denunciata violazione (tra le tante, Cass. n. 26831/2014); il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile.