09 dicembre 2014

Responsabilità medica – Omicidio colposo omissivo improprio – Giudizio controfattuale – Incidenza causale della condotta omissiva rispetto all’evento morte – Esclusa al di là di ogni ragionevole dubbio – Assoluzione

“In tema di reato omissivo improprio, l’insufficienza, la contraddittorietà e l’incertezza del nesso causale tra condotta ed evento, e cioè il ragionevole dubbio, in base all’evidenza disponibile, sulla reale efficacia condizionante dell’omissione dell’agente rispetto ad altri fattori interagenti nella produzione dell’evento lesivo comportano l’esito assolutorio del giudizio.”

Nel caso di specie il medico di turno del pronto soccorso è stato assolto per assenza di prova certa del nesso eziologico tra la sua condotta (per avere dimesso il paziente con una errata diagnosi, trascurando i dati clinici indicativi di una patologia in evoluzione) e l’evento morte del paziente (sopravvenuta il giorno successivo alle dimissioni, a causa delle complicanza connesse alla patologia trascurata in sede di primo ricovero). _x000d_
In particolare, è stato altresì rilevato che l’omessa diagnosi dell’infarto intestinale, causata dalla iperglicemia sottovalutata dal medico imputato, seppure diagnosticabile alla data del primo ricovero e seppure tempestivamente trattato, non avrebbe avuto un effetto salvifico con elevata probabilità statistica e logica, tenuto conto che in ipotesi come quelle in cui versava il paziente, la percentuale di mortalità è pari al 83/100% dei casi._x000d_
“La elevata probabilità logica, in presenza della quale può essere affermata la sussistenza del nesso causale tra condotta ed evento, esprime la forte corroborazione dell’ipotesi accusatoria sulla base delle concrete acquisizioni probatorie disponibili, che il giudice deve valutare alla stregua delle regole dettate dagli articoli 192, commi 1 e 2, c.p.p. (quanto al ragionamento sull’evidenza probatoria), e 546, comma 1, lett. e), c.p.p. (quanto alla doverosa ponderazione del grado di resistenza dell’ipotesi di accusa rispetto alle ipotesi antagoniste o alternative, in termini conclusivi di certezza processuale o di alta probabilità logica della decisione).”