31 Gennaio 2018

Revocatoria fallimentare: onere probatorio

Cass. Civ., Sez. VI, ordinanza 30 gennaio 2018, n. 2308
In materia di revocatoria fallimentare delle rimesse di conto corrente bancario dell'imprenditore poi fallito, la banca che eccepisce la natura non solutoria della rimessa, per l'esistenza alla data della stessa di un contratto di apertura di credito, ha l'onere di dimostrarne la stipulazione; tale prova può esser fornita per facta concludentia nel (solo) caso in cui risulti applicabile la deroga al requisito della forma scritta, prevista nelle disposizioni adottate dal Cicr e dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 117 del t.u.b., per essere stato tale contratto già previsto e disciplinato da un contratto di conto corrente stipulato per iscritto (cfr. Cass. n. 19941/2006, Cass. n. 14470/2005). Nei rapporti con la procedura concorsuale, sia essa il fallimento sia essa l'amministrazione straordinaria, venendo in considerazione la posizione di soggetto terzo rispetto alla società debitrice, l'onere della prova del contratto deve essere assolto in considerazione delle caratteristiche del titolo di volta in volta richiamato. Nel caso di specie, doveva escludersi la rilevanza probatoria della documentazione prodotta in giudizio, trattandosi di mera corrispondenza tra le parti dal contenuto generico.