22 Gennaio 2018

Rivalsa avverso l’assicurato che sia anche passeggero e vittima del sinistro

Cass. Civ., Sez. III, ordinanza 19 gennaio 2018, n. 1269
- Nel sistema del diritto dell'Unione Europea, in tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli, ai fini del diritto ad ottenere il risarcimento dell'assicuratore, la qualità di vittima-avente diritto al risarcimento prevale su quella di assicurato responsabile. Ne consegue che, allorché esse qualità si concentrino sulla medesima persona, la prima prevale sulla seconda e deve pertanto riconoscersi all'assicurato il diritto ad essere risarcito dalla compagnia assicurativa, come se si tratti di qualsiasi altro passeggero vittima dell'incidente. - Ai fini della copertura assicurativa è irrilevante il fatto che la vittima si identifichi con il proprietario del veicolo (il quale, al momento del sinistro si trovi a viaggiare sullo stesso come passeggero, dopo aver autorizzato un'altra persona a mettersi alla guida), la cui posizione giuridica va assimilata a quella di qualsiasi altro passeggero vittima dell'incidente. - Il diritto alla copertura assicurativa dell'assicurato-proprietario del veicolo che abbia preso posto nel medesimo come passeggero, non può essere escluso in ragione della sua corresponsabilità nella causazione del danno, salva, ovviamente, la necessità di tenere conto del suo eventuale concorrente comportamento colposo in funzione della diminuzione del risarcimento, ai sensi dell'art. 1227 c.c. - La prevalenza della qualità di vittima-avente diritto al risarcimento sulla qualità di assicurato-responsabile rileva anche in relazione alla legittimazione passiva all'azione di regresso, eventualmente attribuita dalle disposizioni nazionali alla compagnia assicurativa, in funzione di consentirle di ottenere dall'assicurato il rimborso di quanto eventualmente pagato alla vittima a titolo di risarcimento. Ne consegue che nei confronti dell'assicurato-proprietario non può essere esercitata tale azione allorchè egli sia anche passeggero-vittima del sinistro, posto che altrimenti gli verrebbe tolto per effetto del regresso quanto da lui conseguito per effetto del risarcimento. - L'esclusione della legittimazione passiva all'azione di regresso dell'assicurato-responsabile, che sia anche vittima del sinistro, vale anche nell'ipotesi in cui l'assicuratore intenda opporre la clausola di esclusione dalla copertura assicurativa fondata sul fatto che il veicolo era condotto da persona non abilitata o in stato di ebbrezza, residuando tale legittimazione soltanto nell'ipotesi in cui la vittima stessa fosse a conoscenza del fatto che il veicolo era stato rubato.

Nei confronti dell’assicurato-proprietario non può essere esercitata l’azione di rivalsa allorché egli sia anche passeggero-vittima del sinistro, posto che altrimenti gli verrebbe tolto per effetto della rivalsa quanto da lui conseguito per effetto del risarcimento. Tale principio vale anche nel caso in cui il veicolo sia condotto da persona non abilitata o in stato di ebbrezza, resuando la legittimazione dell’assicuratore alla rivalsa nella sola ipotesi in cui la vittima stessa fosse a conoscenza della circostanza che il veicolo fosse stato rubato.

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