31 Marzo 2009

Sinistro stradale – Spiazzo condominiale – Azione diretta nei confronti dell’assicuratore – Esclusione

Fattispecie: Tizia viene investita all’interno di uno spiazzo condominiale dall’autovettura condotta da Caio._x000d_
La danneggiata cita in giudizio la Compagnia assicuratrice del veicolo investitore, la quale, costituendosi in giudizio, eccepisce preliminarmente la sua carenza di legittimazione passiva atteso che l’incidente si è verificato in un luogo privato non accessibile a terzi estranei e, quindi, la danneggiata non ha azione diretta nei confronti della società assicuratrice.

Decisione: Il Tribunale di Catania, nell’accogliere l’eccezione preliminare di parte convenuta, precisa che “per giurisprudenza costante il danneggiato ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1 e 18 l. n. 990 del 1969, soltanto per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, per tali ultime dovendosi intendere quelle aree che, ancorché di proprietà privata, sono aperte ad un numero indeterminato di persone, ossia sussista la possibilità, giuridicamente lecita, di accesso ad esse da parte di soggetti diversi dai titolari di diritti sulle stesse, non venendo meno l’indeterminatezza dei soggetti che hanno possibilità di accedere lecitamente alle suddette aree per il fatto che essi appartengano tutti ad una o più categorie determinate o che il loro accesso avvenga per particolari finalità e sotto specifiche condizioni (v. Cass. Civ., sez. III, 11 aprile 2000, n. 4603)._x000d_
Infatti, in base al disposto combinato degli artt. 1 e 18 l. n. 990 del 1969, l’obbligo dell’assicuratore di corrispondere l’indennizzo direttamente al danneggiato presuppone che il danno, del quale si chiede il ristoro sia derivato dalla circolazione dei veicoli a motore nel senso di cui all’art. 2054 c.c. e, cioè, si sia verificato a causa di un incidente avvenuto su di un’area destinata a pubblico transito, inteso, quest’ultimo, come possibilità riconosciuta a tutti i cittadini, in quanto tali, di accedere su detta area; ne consegue che il danneggiato non può esperire l’azione diretta contro l’assicuratore ove l’incidente si sia verificato sull’area privata di un condominio e non risulti provato che quest’area era, all’epoca, accessibile, per una qualsiasi ragione, ad un numero indeterminato di soggetti e costituiva, quindi, un’area pubblica; tale preclusione sussiste anche nell’ipotesi in cui la polizza preveda l’estensione della copertura assicurativa ai danni causati da sinistri avvenuti su aree private (v. Trib. Milano, 9 settembre 1984)”._x000d_