11 Settembre 2020

Sul valore del domicilio digitale

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza interlocutoria 3 agosto 2020, n. 16581 (rel. Ponterio)
Nel caso in esame, la questione giuridica che si pone attiene alla notifica della sentenza di primo grado ai fini del decorso del termine breve per la proposizione dell'appello e, specificamente, alla validità o meno della notifica eseguita all'indirizzo PEC dell'avvocato codifensore, nominato in atti come domiciliatario fisico e senza indicazione dell'indirizzo PEC, in presenza di una dichiarazione in atti dei due codifensori di altro Foro, che avevano espressamente chiesto di ricevere "eventuali comunicazioni" a mezzo fax o all'indirizzo di posta elettronica certificata".

Da un lato si pone l’indirizzo (Cass. n. 11744 del 2011; n. 12963 del 2006; n. 13361 del 2007; n. 2774 del 2011; n. 20625 del 2017), elaborato prima della introduzione del “domicilio digitale”, secondo cui, in presenza di più difensori di cui uno solo domiciliatario, ai fini del decorso del termine breve per impugnare, è valida la notifica della sentenza fatta ad uno qualsiasi dei difensori, anche se non domiciliatario, in base all’art. 170 c.p.c. che fa riferimento ai “procuratori costituiti”, senza necessità che siano anche domiciliatari, ritenendo sufficiente il rapporto che deriva dalla nomina di difensore fiducia e dalla costituzione in giudizio.

Nel vigore del regime del “domicilio digitale” si è affermato che, in base all’art. 125 c.p.c., come modificato dall’art. 45-bis, comma 1, del d.l. n. 90 del 2014, conv. con mod., in legge n. 114 del 2014, non sussista l’obbligo per il difensore di indicare nell’atto introduttivo l’indirizzo PEC
«comunicato al proprio ordine» perché già risultante dal “ReGInde”, in virtù della trasmissione effettuata dall’ordine in base alla comunicazione effettuata dall’interessato (Cass. S.U. n. 23620 del 2018; n. 17048 del 2017; sez. 6 n. 13224 del 2018).

Tuttavia, la decisione di questa Corte n. 2942 del 2019 sembra introdurre un principio diverso per cui l’elezione del “domicilio digitale” ha valore vincolante, nella specie riferito alle comunicazioni di cancelleria, ma che, in quanto richiama il diritto di difesa e la scelta volontaria della parte, potrebbe valere anche per le notificazioni.

La questione in diritto che pone la fattispecie oggetto di causa non appare esattamente sovrapponibile a nessuna di quelle decise con le pronunce richiamate e riveste senza dubbio valore nomofilattico, il che impone la trasmissione del procedimento alla Sezione Quarta.