20 Luglio 2017

Giudizio di appello – Costituzione con copia dell’atto di citazione (c.d. velina) – Nullità sanabile – Improcedibilità – Esclusa

Cassazione Civile, sezione terza civile, sentenza 10 gennaio 2017, n. 238 (pres. Chiarini – rel. Armano)
La tempestiva costituzione dell’appellante con la copia dell’atto ci citazione (cd. velina) in luogo dell’originale non determina l’improcedibilità del gravame ai sensi dell’art. 348, comma 1, c.p.c., ma integra una nullità per inosservanza delle forme indicate dall’art. 165 c.p.c., sanabile, anche su rilievo del giudice, entro l’udienza di comparizione di cui all’art. 350, comma 2, c.p.c., mediante deposito dell’originale da parte dell’appellante.

In ossequio al principio enunciato di recente dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, sentenza n. 16598/2016, si afferma che, dopo una costituzione tempestiva, ma carente sotto il profilo dell’osservanza delle forme, l’appellante può compiere, di sua iniziativa, le attività che servano ad integrarle successivamente (ad esempio mediante attività di deposito ulteriore) e fino all’udienza di cui al secondo comma dell’art. 350 c.p.c.
Queste attività realizzano una sanatoria spontanea dei vizi formali, delle nullità, che la sua – pur tempestiva – costituzione presentava.
Nel caso di specie, è stata respinta l’eccezione di improcedibilità della impugnazione, fondata sulla presunta mancanza di produzione dell’originale dell’atto di appello nell’udienza di prima comparizione, in quanto la Corte d’Appello aveva invece affermato che l’adempimento formale di esibizione del predetto atto era stato posto in essere nella prima udienza.