23 Novembre 2017

Responsabilità medica – RC professionale – Clausola claims made – Giudizio di meritevolezza – Postuma di sei mesi – Polizza predisposta mediante broker – Capitolato e condizioni di polizza predisposte ad hoc – Inoperatività della garanzia

Tribunale di Catania, sezione quinta civile, sentenza 23 gennaio 2017, n. 361 (g. S. Barberi)
Deve ritenersi penalizzante per l’assicurato la sola clausola che limiti la copertura alla circostanza che sia il fatto che la richiesta siano formulate sotto la vigenza del contratto. Per contro, non sono penalizzanti le claims made che ammettono una retrodatazione ovvero una ultrattività della copertura (nella specie, di sei mesi), in quanto le stesse, coprendo anche eventi verificatisi al di fuori della vigenza del contratto, tendono a riequilibrare eventuali squilibri del contratto.

Nel caso di specie, la valutazione di meritevolezza da parte del decidente si fonda non soltanto sulla presenza di una postuma di sei mesi, ma anche sulla esistenza di altri requisiti.
In particolare, rileva la circostanza che la polizza sia stata predisposta mediante broker e che il capitolato sia stato predisposto tenendo conto delle esigenze espresse dall’azienda ospedaliera e a seguito di trattativa privata. Dal che se ne desume non solo che all’assicurata sia stata prospettata un’offerta assicurativa diretta ad incontrare le sue esigenze, adatta al tipo di attività svolta e agli eventi dannosi che avrebbe potuto causare, ma anche che l’assicurata sia stata posta nelle condizioni di capire esattamente da cosa e per quanto tempo si stava assicurando.
Inoltre, la clausola in contestazione non appare rientrare nell’ambito della disciplina ex art. 1341 c.c., in quanto la stessa è contenuta nelle condizioni di polizza che risultano approntate specificamente per l’assicurato a seguito di trattativa privata fra le parti e non in un modulo o formulario già predisposto, onde l’insussistenza di ogni vessatorietà o inefficacia della clausola.
Infatti, secondo il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità, per potersi configurare l’ipotesi contemplata dal comma 2 dell’art. 1341 c.c. in tema di condizioni generali di contratto, non è sufficiente che uno dei contraenti abbia predisposto l’intero contratto al quale l’altra parte ha prestato adesione, ma occorre che lo schema negoziale sia precostituito e le condizioni generali siano determinate, mediante appositi strumenti (moduli o formulari), in vista della utilizzazione per una serie indefinita di rapporti, senza che all’altro contraente sia consentito di richiedere e apportare eventuali modifiche con riferimento alla specifica vicenda contrattuale, dopo averne apprezzato il contenuto.