23 Gennaio 2018

Ipoteca e ammissione al passivo fallimentare

Cass. Civ., Sez. I, ordinanza 2 novembre 2017, n. 26058
“L'ammissione al passivo fallimentare di un credito in via ipotecaria non presuppone che il bene oggetto dell'ipoteca sia attualmente presente alla massa fallimentare, non potendosi escludere la sua acquisizione successiva all'attivo fallimentare; ne consegue che è a tal fine sufficiente, in sede di verifica dello stato passivo, l'accertamento dell'esistenza del credito e della correlativa causa di prelazione, dovendosi demandare alla successiva fase del riparto la verifica della sussistenza o meno dei beni stessi (Cass. civ. S.U. n. 16060 del 20 dicembre 2001; Cass. civ. sezione 1 n. 4565 del 27 marzo 2003; Cass. civ. sez. 1, n. 17329 del 18 luglio 2017). L'avente diritto, che vanti iscrizione ipotecaria sul bene stesso, è in grado pertanto di far valere, sin dalla prima domanda di insinuazione, il proprio diritto di credito in via ipotecaria, e non chirografaria - anche se la condizione di efficacia cui è soggetta la garanzia reale (nella specie la definizione del giudizio revocatorio proposto dalla curatela) non si sia, all'epoca della domanda di insinuazione, ancora verificata in senso positivo per il creditore”

La Corte di Cassazione torna a ribadire un principio ben noto in giurisprudenza (Cass. civ. S.U. n. 16060 del 20 dicembre 2001; Cass. civ. sezione 1 n. 4565 del 27 marzo 2003; Cass. civ. sez. 1, n. 17329 del 18 luglio 2017), in ragione del quale l’ammissione al passivo fallimentare di un credito in via ipotecaria prescinde dall’accertamento della sussistenza del bene nella massa fallimentare, dal momento che ne è possibile un’acquisizione successiva.
Nel caso in cui la garanzia ipotecaria sia sottoposta a condizione di efficacia al momento della proposizione di domanda di insinuazione, il creditore potrà comunque far valere il proprio diritto in via privilegiata, rilevando la successiva fase del riparto: è al momento del riparto che la garanzia ipotecaria deve sussistere nella sua piena efficacia.
In tal modo si tutela la posizione del creditore il cui privilegio sia, per varie ragioni, inefficace al momento della presentazione della domanda di ammissione al passivo fallimentare.
La circostanza che la garanzia attenga ad un contratto di mutuo fondiario non assume alcun rilievo, dal momento che “la questione del rapporto tra la prelazione e il bene al momento della insinuazione si pone in identico modo, per gli effetti stabiliti dall’art. 2808 c.c., quale che sia la ragione d’essere dell’ipoteca” (Cass. Civ., Sez. I, n. 17392/2017).