Giudizio di rinvio: statuto e linee guida

Cass. Civ., sez. III, ordinanza 13 novembre 2019, n. 29328 (rel. Olivieri)

Lo statuto dei poteri riservati al Giudice di merito, ai sensi dell'art. 394 c.p.c., cui la causa perviene dalla Corte di cassazione che ha disposto il rinvio cd. prosecutorio, è stato ampiamente indagato e definito dalla giurisprudenza di questa Corte secondo le seguenti linee guida.

Risarcimento danni RCA e solidarietà passiva: giudicato penale e limiti del massimale

Cass. Civ., sez. III, ordinanza 13 novembre 2019, n. 29328 (rel. Olivieri)

In tema di assicurazione per i danni conseguenti alla circolazione stradale, l'obbligazione risarcitoria dell'assicuratore è contenuta nei limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione, e la solidarietà fra assicurato ed assicuratore ha natura atipica, atteso che il debito aquiliano del primo discende "ex delicto" ed è illimitato, mentre quello del secondo di natura indennitaria deriva "ex lege" e trova limite nella capienza del massimale, senza che nessuna influenza possa attribuirsi, per derogare a quest'ultimo limite, al fatto che in sede penale, con sentenza passata in giudicato, l'assicuratore sia stato condannato quale responsabile civile, in solido con l'imputato assicurato, al risarcimento del danno in via generica nei confronti del danneggiato, giacché la solidarietà, disposta in via generale ed astratta dall'art. 489 cod. proc. pen. (ora abrogato e sostituito dall'art. 538 cod. proc. pen.), non preclude ed, anzi, impone, l'accertamento, nei singoli casi concreti, del titolo in forza del quale ciascuno dei coobbligati è tenuto alla prestazione e se l'unicità di quest'ultima soffre o meno limitazioni per effetto di particolari disposizioni convenzionali o legali (cfr. Corte Cass. Sez. 3, Sentenza n. 7993 del 03106/2002; id. Sez. 3, Sentenza n. 14537 del 10/06/2013).

Surroga Inail: limiti

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 18 ottobre 2019, n. 26647 (rel. Rossetti)

Il contenuto della pretesa surrogatoria dell'assicuratore sociale (sia quando venga invocata ai sensi dell'art. 1916 c.c.; sia quando venga invocata ai sensi dell'art. 142 cod. ass.; sia quando venga invocata ai sensi dell'art. 1203 c.c.) incontra sempre due limiti oggettivi:
a) l'assicuratore sociale non può pretendere dal terzo responsabile più di quanto egli abbia pagato al beneficiario, giacché per l'eccedenza rispetto a tale limite, alcun credito è stato a lui trasferito (Sez. 3, Sentenza n. 4347 del 23/02/2009);
b) l'assicuratore sociale non può pretendere dal terzo responsabile un importo maggiore del danno che quest'ultimo ha effettivamente causato alla vittima, stimato secondo le regole del diritto civile. Perché una surrogazione possa avvenire, è infatti necessario che il surrogato sia creditore del terzo; ma se il terzo alcun danno ha causato al surrogato, ovvero gliene ha causato uno di entità inferiore all'importo versato dall'assicuratore sociale, per questa parte il credito risarcitorio non esiste e, non esistendo, non può nemmeno essere acquisito dall'assicuratore sociale a titolo di surrogazione (Sez. 3, Sentenza n. 25182 del 03/12/2007).

Esclusa compensatio lucri cum damno tra rendita Inail (danno patrimoniale) e credito risarcitorio a titolo di danno non patrimoniale

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 18 ottobre 2019, n. 26647 (rel. Rossetti)

Nel caso di infortunio mortale occorso ad un lavoratore, il valore capitale della rendita costituita dall'INAIL in favore dei congiunti, ai sensi dell'art. 83 del d.p.r. 30.6.1965 n. 1124, non può essere defalcata dal risarcimento del danno non patrimoniale spettante ai medesimi soggetti.

Surroga Inail: abrogato, con efficacia retroattiva, art. 1, comma 1126, l. 145/2018 (art. 3, sexies, d.l. 34/2019)

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 18 ottobre 2019, n. 26647 (rel. Rossetti)

L'assicuratore sociale può surrogarsi, nei confronti delle persone civilmente responsabili dell'infortunio occorso al lavoratore, solo sui crediti vantati dal lavoratore a titolo di risarcimento dei danni oggetto di copertura assicurativa da parte dell'assicuratore sociale (cfr. Corte cost., 06-06-1989, n. 319; Corte cost., 18-07-1991, n. 356; Corte cost., 27-12-1991, n. 485; Corte cost., 17-02-1994, n. 37).

Claims made – Inoperatività garanzia – Richiesta formulata dopo il termine di validità della polizza

Tribunale di Siracusa, sez. II, sentenza 11 giungo 2019, n. 1139 (S. Muratore)

Non è ravvisabile alcun profilo di nullità della clausola Claims made, né per difetto di meritevolezza né per contrasto ai limiti di legge, laddove non venga allegato né provato che tale clausola abbia determinato una significativa alterazione del rapporto contrattuale in favore dell’assicuratore. In particolare, va rilevato che il modello claims made è coerente con l’ordinamento giuridico italiano, ove si consideri che gli artt. 10 e 11 della legge c.d. Gelli-Bianco n. 24/2017 prevedono, rispettivamente, l’obbligo di assicurazione per le diverse figure di operatori sanitari e l’estensione della garanzia assicurativa agli eventi dannosi verificatisi nel decennio antecedente alla stipulazione della polizza. Il legislatore ha così stabilito la compatibilità con l’ordinamento di una clausola per effetto della quale la copertura è prestata solo se la richiesta di risarcimento formulata dal terzo avvengano nel periodo di durata dell’assicurazione.

Assicurazione responsabilità civile: il massimale non è elemento essenziale del contratto

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 21 ottobre 2019, n. 26813 (rel. Rossetti)

In tema di assicurazione per responsabilità civile, il massimale non è elemento essenziale del contratto di assicurazione, che può essere validamente stipulato senza la relativa pattuizione, e neppure costituisce fatto generatore del credito assicurato, configurandosi piuttosto come elemento limitativo dell'obbligo dell'assicuratore, sicché grava su quest'ultimo l'onere di provare l'esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garazia proposta dall'assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale (cfr. Sez. 3, Sentenza n. 3173 del 18/02/2016; Sez. 3, Sentenza n. 17459 del 31/07/2006). 592071 - 01).

Micropermanenti: risarcibili solo se oggetto di accertamento clinico strumentale

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 16 ottobre 2019, n. 26249 (rel. Rossetti)

L'art. 32, comma 3 ter, d.l. 1/12 (così come l'ormai abrogato comma 3 quater della medesima norma) non presenta profili di illegittimità costituzionale; e quand'anche li presentasse, ne sarebbe comunque possibile una interpretazione coerente col dettato costituzionale, senza forzarne la lettera.
In particolare,
(a) l'art. 32 dl. cit. non è una norma di tipo precettivo, ma una di quelle norme che la dottrina definisce "norme in senso lato" (cioè prive di comandi o divieti, ma funzionalmente connesse a comandi o divieti contenuti in altre norne);
(b) tale norma va intesa nel senso che l'accertamento del danno alla persona non può che avvenire coi criteri medico-legali fissati da una secolare tradizione: e dunque l'esame obiettivo (criterio visivo); l'esame clinico; gli esami strumentali;
(c) tali criteri sono fungibili ed alternativi tra loro, e non già cumulativi. .

R.C.A.: accertamento di responsabilità in giudizio non ha efficacia di giudicato nei confronti dell’assicuratore rimasto estraneo al giudizio

Cass. Civ., sez. III, sentenza 9 luglio 2019, n. 18325 (rel. Cigna)

Il giudicato di condanna del danneggiante non può essere opposto dal danneggiato che agisca in giudizio nei confronti dell'assicuratore in assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti e ha in tale giudizio esclusivamente efficacia di prova documentale, al pari delle prove acquisite nel processo in cui il giudicato si è formato.