17 Novembre 2020

Inammissibile la prova per testi con formulazione generica

Tribunale di Palermo, sez. III civ., sentenza 27 ottobre 2020, n. 3537 (g. F. Taormina)
Deve reputarsi inammissibile la prova testimoniale dedotta con riferimento alle “circostanze della pregressa narrativa in fatto … espunto qualunque tipo di elemento valutativo”, non articolata su fatti storici precisi e ben determinati, tale da richiedere al giudice una indebita attività di ripulitura dei fatti e di rimodulazione delle circostanze oggetto di testimonianza.

Anche secondo il Supremo Collegio, la mancanza di indicazione specifica dei fatti nella deduzione della testimonianza, in quanto requisito di rilevanza della prova, è rilevabile d’ufficio dal giudice e rende inammissibile la testimonianza medesima (cfr. Cass. Civ., n. 1294/18).
L’indagine del giudice di merito sui requisiti di specificità e rilevanza dei capitoli formulati dalla parte istante va condotta non solo alla stregua della loro formulazione letterale, ma anche in correlazione all’adeguatezza fattuale e temporale delle circostanze articolate, di guisa che la facoltà del giudice di chiedere chiarimenti e precisazioni ex art. 253 c.p.c., di natura esclusivamente integrativa, non può tradursi in un’inammissibile sanatoria della genericità e delle deficienze dell’articolazione probatoria (cfr. Cass. Civ., n. 14364/18).