28 Marzo 2018

L’Esma applica la “Mifid 2”

L'Esma vieta le opzioni binarie e pone limiti ai "contratti per differenze", a tutela del piccolo risparmiatore.

Con provvedimento del 27 marzo, L’Esma, in qualità di autorità di vigilanza nel mercato europeo, in applicazione dei nuovi poteri riconosciuti dalla c.d. Mifid 2, ha vietato la commercializzazione, distribuzione o vendita a investitori al dettaglio delle c.d. opzioni binarie, in quanto ritenute particolarmente rischiose per il risparmiatore; si tratta, infatti, di contratti di investimento che si fondano su una pura e semplice scommessa effettuata in un arco temporale ridottissimo (anche di soli 30 secondi) ove il risparmiatore deve puntare sul rialzo o sul ribasso di un indice, di una valuta o simili. se la scommessa viene vinta, il guadagno si aggira sul 70-80%, in caso contrario, invece, l’investitore perde tutto.

L’Esma, sempre in attuazione della “Mifid 2”, ha introdotto una serie di limiti per una diversa categoria di derivati, ossia i CDF, “contratti per differenze” che consentono di speculare al rialzo o al ribasso su valute, indici o altro, con un effetto leva. Ne discende che con tale forma di investimento è possibile molto di più di quanto investito. L’Esma ha pertanto posto dei limiti all’effetto leva a seconda della volatilità del sottostante e ha previsto la chiusura automatica dell’investimento al raggiungimento della soglia del 50% di erosione del margine.

I divieti e le limitazioni previsti dall’Esma saranno operative soltanto a seguito della loro traduzione in tutte le lingue dei Paesi interessati.