10 novembre 2014

Obblighi di informazione a carico dell’intermediario – Violazione – Anche nella fase esecutiva del contratto di intermediazione – Risoluzione del contratto

“La violazione degli obblighi di informazione non ha rilevanza solo in relazione alla stipula del contratto quadro, in quanto l’obbligo informativo relativo all’oggetto contrattuale sussiste anche nella successiva fase applicativa, che attiene alla singola operazione finanziaria, dando luogo, dunque, a responsabilità contrattuale, ed eventualmente conducendo alla risoluzione del contratto, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto quadro.”

La violazione dei doveri dell’intermediario riguardanti la fase successiva alla stipulazione del contratto d’intermediazione può assumere i connotati di un vero e proprio inadempimento (o non esatto adempimento) contrattuale, giacché quei doveri, pur essendo di fonte legale, derivano da norme inderogabili e sono quindi destinati ad integrare a tutti gli effetti il regolamento negoziale vigente tra le parti. Ne consegue che l’eventuale loro violazione, oltre a generare eventuali obblighi risarcitori in forza dei principi generali sull’inadempimento contrattuale, può, ove ricorrano gli obblighi di gravità postulati dall’art. 1455 c.c., condurre anche alla risoluzione del contratto d’intermediazione finanziaria in corso._x000d_
Così le Sezioni Unite, con riferimento agli obblighi di informazione: “Doveri di informazione sussistono anche dopo la stipulazione del contratto di intermediazione, e sono finalizzati alla sua corretta esecuzione: tale è il dovere di porre sempre il cliente in condizione di valutare appieno la natura, i rischi e le implicazioni delle singole operazioni di investimento o disinvestimento, nonché di ogni altro fatto necessario a disporre con consapevolezza dette operazioni, e tale è il dovere di comunicare per iscritto l’esistenza di eventuali situazioni di conflitto d’interesse, come condizione per potere eseguire ugualmente l’operazione se autorizzata. Né può seriamente dubitarsi che anche l’obbligo dell’intermediario di tenersi informato sulla situazione del cliente, in quanto funzionale al dovere di curarne diligentemente e professionalmente gli interessi, permanga attuale durante l’intera fase esecutiva del rapporto e si rinnovi ogni qual volta la natura o l’entità della singola operazione lo richieda, per l’ovvia considerazione che la situazione del cliente non è statica bensì suscettibile di evolversi nel tempo. Attengono poi del pari al momento esecutivo del contratto i doveri di contenuto negativo posti a carico dell’intermediario: quelli di non consigliare e di non effettuare operazioni di frequenza o dimensione eccessive rispetto alla situazione finanziaria del cliente.” (Cass. Civ., S.U., 19 dicembre 2007, n. 26724). _x000d_
In definitiva, l’obbligo per l’intermediario di servire al meglio l’interesse del cliente (art. 21, c.1, TUF), rafforzato dalla normativa regolamentare di secondo livello, implica che l’intermediario medesimo debba farsi carico, prima di eseguire ordini di negoziazione impartitigli dal medesimo cliente, di informarlo e di verificare il livello di consapevolezza del rischio da parte di quest’ultimo e l’adeguatezza dell’operazione rispetto alla sua situazione finanziaria, ai suoi obiettivi di investimento ed alla sua propensione al rischio. Eventuali violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto di intermediazione finanziaria, possono dare luogo, come nel caso di specie, a responsabilità contrattuale e condurre alla risoluzione del predetto contratto.