09 dicembre 2013

Opposizione a decreto ingiuntivo dell’avvocato – Proposizione con citazione – Sanatoria del vizio procedurale per opposizioni proposte con ricorso – Termini e condizioni

“Ai sensi del disposto della legge 794/1942, l’opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dall’avvocato per prestazioni giudiziali in materia civile deve essere proposto con atto di citazione, di talché se l’opponente abbia introdotto il relativo giudizio con ricorso, la sanatoria del relativo vizio procedurale deve ritenersi ammissibile a condizione che il ricorso venga notificato nel termine indicato nel decreto, analogamente a come si sarebbe dovuto procedere con la citazione.”

Con riferimento alla opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dall’avvocato per prestazioni giudiziali in materia civile, la Suprema Corte riafferma il consolidato orientamento, giurisprudenziale e dottrinario, secondo cui l’atto deve essere proposto con citazione._x000d_
In particolare, in conformità ai principi affermati dalle Sezioni Unite con sentenza n. 4071/2010, il Supremo Collegio ritiene che, quando un decreto ingiuntivo sia stato emesso per i compensi professionali di un avvocato, al giudizio di opposizione si applicano gli articoli 28, 29 e 30 della legge n. 794/1942, ma, per tutto quanto non previsto dalle disposizioni speciali, il giudizio è regolato dalle norme sull’ordinario giudizio di opposizione._x000d_
Decisiva in tal senso appare l’indicazione normativa contenuta nell’art. 30 l. 794/1942, che richiama espressamente l’opposizione proposta a norma dell’art. 645 c.p.c._x000d_
Non meno rilevante appare la considerazione secondo la quale l’adozione della forma della citazione per introdurre il procedimento di opposizione appare coerente con l’esigenza sistematica che affida al professionista la scelta di ricorrere allo speciale procedimento sommario, disciplinato nel suo esclusivo interesse, al fine di attuare e garantire una più rapida tutela giurisdizionale del diritto al compenso per le prestazioni eseguite in un processo civile. Di talché l’ingiunto introduce la domanda e il conseguente contraddittorio secondo le modalità del rito ordinario, mentre è rimessa alla facoltà dell’avvocato la scelta se chiedere o meno la trattazione della questione secondo il modello di cui alla legge speciale._x000d_
Ne consegue che l’opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto da un avvocato nei confronti del cliente per il pagamento dei propri onorari relativi a prestazioni giudiziali in materia civile deve rivestire la forma della citazione con udienza di comparizione fissata dall’opponente, nel corso della quale, se ne sussistono i presupposti, verrà disposta, ad istanza del professionista, la conversione del rito con passaggio dall’istruttore al presidente e conseguente fissazione dell’udienza in camera di consiglio._x000d_
Il principio di cui sopra è destinato ad essere radicalmente rivisitato a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150, a mente del quale l’atto di opposizione all’ingiunzione dovrà avere la forma del ricorso ex art. 702 bis c.p.c., e non più l’atto di citazione. In particolare, secondo l’espressa previsione dell’art. 36 del citato decreto, le modifiche normative da esso introdotte sono applicabili esclusivamente ai procedimenti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, mentre le controversie pendenti a tale data continuano ad essere disciplinate dalle disposizioni abrogate o modificate._x000d_
Il Suprema Collegio ribadisce altresì il consolidato orientamento che ritiene ammissibile la sanatoria di una opposizione erroneamente proposta con ricorso, a condizione che il ricorso stesso venga notificato nel termine indicato nel decreto, analogamente a come si sarebbe dovuto procedere con la citazione._x000d_
Il principio di diritto sopra esposto va coniugato con quello più generale secondo il quale l’adozione della forma del ricorso in luogo di quella della citazione non determina la nullità (ovvero l’inammissibilità) del procedimento di opposizione quando, con la regolare instaurazione del contraddittorio, conseguente alla costituzione della controparte in assenza di eccezione alcuna, sia stato comunque raggiunto lo scopo detratto, in virtù del principio di conversione degli atti processuali nulli di cui all’art. 156 c.p.c.