28 ottobre 2013

Responsabilità dell’appaltatore – Termini annuali ex art. 1669 c.c. – Difetto di costruzione

“L’identificazione degli elementi conoscitivi necessari e sufficienti onde possa individuarsi la scoperta del vizio ai fini del computo dei termini annuali posti dall’art. 1669 c.c. – il primo di decadenza per effettuare la denuncia ed il secondo, che dalla denuncia stessa prende a decorrere, di prescrizione per promuovere l’azione – deve effettuarsi con riguardo tanto alla gravità dei vizi dell’opera quanto al collegamento causale di essi con l’attività progettuale e costruttiva espletata; si che, non potendosi onerare il danneggiato di proporre senza la dovuta prudenza azioni generiche a carattere esplorativo o comunque suscettibili di rivelarsi infondate, la conoscenza completa, idonea a determinare il decorso del doppio termine, dovrà ritenersi conseguita, in assenza di convincenti elementi contrari anteriori da dedursi e provarsi dall’appaltatore, solo all’atto dell’acquisizione di idonei accertamenti tecnici.”

In applicazione del principio sopra enunciato, nell’ipotesi di gravi vizi dell’opera la cui entità e le cui cause abbiano reso necessarie indagini tecniche, deve ritenersi che una denuncia di gravi vizi da parte del committente possa implicare un’idonea ammissione di valida scoperta degli stessi, tale da costituire il dies a quo per la decorrenza del termine di prescrizione, solo quando, in ragione degli effettuati accertamenti, risulti dimostrata la piena comprensione dei fenomeni e la chiara individuazione ed imputazione delle loro cause alla data della denuncia._x000d_
Compete poi al giudice del merito accertare se la conoscenza dei difetti e della loro consistenza non fosse già di grado così apprezzabile da consentire di denunciarli responsabilmente senza un conforto peritale, nonché di stabilire se le già avvenute comunicazioni all’appaltatore non integrino di per sé delle vere e proprie denunce, atte a far decorrere il termine di prescrizione._x000d_
Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva accertato che i condomini aveva potuto avere conoscenza, oltre che dei vizi, anche delle loro cause, solo dopo la perizia stragiudiziale; ed aveva conseguentemente escluso che potesse ravvisarsi una denuncia utile ai fini della decorrenza del termine di prescrizione in una lettera inviata dagli stessi anteriormente al momento di detta conoscenza._x000d_
Quanto alla nozione di gravi difetti di costruzione, che danno luogo alla garanzia prevista dall’art. 1669 c.c., secondo i principi enunciati in materia dalla giurisprudenza, essi non si identificano con i fenomeni che influiscono sulla staticità, durata e conservazione dell’edificio, ma possono consistere in tutte le alterazioni che, pur riguardando direttamente una parte dell’opera, incidano sulla struttura e funzionalità globale, menomando apprezzabilmente il godimento dell’opera medesima._x000d_
I gravi difetti della costruzione in presenza dei quali sussiste la responsabilità dell’appaltatore o costruttore-venditore ex art. 1669 c.c., pertanto, sono configurabili (a differenza della rovina parziale o pericolo di rovina riguardanti le strutture portanti dell’edificio) anche in riferimento ad una parte limitata dell’edificio, purché incidano in maniera rilevante sulla funzionalità della parte stessa, comportando come ulteriore conseguenza un’apprezzabile menomazione del godimento dell’edificio o di una frazione dello stessi (singolo appartamento), indipendentemente dall’entità della somma di denaro occorrente per la loro eliminazione._x000d_
Più specificamente, ai fini della responsabilità dell’appaltatore, costituiscono gravi difetti dell’edificio non solo quelli incidenti sulla struttura e funzionalità dell’opus, ma anche i vizi costruttivi che menomano apprezzabilmente il normale godimento della cosa o impediscono che questa fornisca l’utilità cui è destinata, come il crollo o il disfacimento del rivestimento esterno dell’edificio, ovvero il distacco dell’intonaco, che, pur non alterando le strutture portanti dell’edificio, alteri, per la notevole estensione delle superfici interessate, il normale godimento dell’immobile e la sua funzionalità economica._x000d_
Nel caso di specie, il giudice del merito aveva correttamente statuito che l’immobile realizzato dalla ditta convenuta presentava gravi difetti di costruzione nell’intonaco delle facciate e nei vialetti di ingresso pedonale, facendone discendere la responsabilità del costruttore ex art. 1669 c.c.