17 Dicembre 2012

Tumore – Malattia professionale – Il requisito di elevata probabilità integra il nesso causale

“Nel caso di malattia professionale non tabellata, come anche in quello di malattia ad eziologia multifattoriale, la prova della causa di lavoro, che grava sul lavoratore, deve essere valutata in termini di ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell’origine professionale, questa può essere invece ravvisata in presenza di un rilevante grado di probabilità; a tale riguardo, il giudice deve non solo consentire all’assicurato di esperire i mezzi di prova ammissibili e ritualmente dedotti, ma deve altresì valutare le conclusioni probabilistiche del consulente tecnico in tema di nesso causale, facendo ricorso ad ogni iniziativa ex officio diretta ad acquisire ulteriori elementi in relazione all’entità ed all’esposizione del lavoratore ai fattori di rischio ed anche considerando che la natura professionale della malattia può essere desunta con elevato grado di probabilità dalla tipologia delle lavorazioni svolte, dalla natura dei macchinari presenti nell’ambiente di lavoro, dalla durata della prestazione lavorativa e dall’assenza di altri fattori extralavorativi, alternativi e concorrenti, che possano costituire causa della malattia.”

Nel caso di specie, un manager aveva agito in giudizio deducendo che, in conseguenza dell’uso lavorativo protratto, per 12 anni e per 5-6 ore al giorno, di telefoni cordless e cellulari, aveva contratto all’orecchio sinistro una grave patologia tumorale. Le prove acquisite e le indagini medico legali avevano permesso di accertare, nel corso del giudizio, la sussistenza dei presupposti fattuali dedotti, in ordine sia all’uso nei termini indicati dei telefoni nel corso dell’attività lavorativa, sia all’effettiva insorgenza di un “neurinoma del Ganglio di Gasser” (tumore che colpisce i nervi cranici, in particolare il nervo acustico, e, più raramente, come nel caso in esame, il nervo cranico trigemino), con esiti assolutamente severi nonostante le terapie, anche di natura chirurgica, praticate._x000d_
Avendo il giudice di merito fondato la sua decisione sulle conclusioni del ctu, l’Inail lamentava errori e lacune della consulenza tecnica, tali da determinare un presunto vizio di motivazione della sentenza. Tuttavia, l’istituto non dava prova che i relativi vizi logico-formali si concretizzassero in una palese devianza delle nozioni della scienza medica o si sostanziassero in affermazioni illogiche o scientificamente errate, ma si limitava a fare mere considerazioni sulle prospettazioni operate dalla controparte, che si traducevano in una inammissibile critica del convincimento del giudice fondato, per l’appunto, sulla consulenza tecnica._x000d_
Sicché, il solo fatto che una determinata malattia non sia tabellata o già riconosciuta dall’Inail non esclude il risarcimento del danno, che sarà, invece, dovuto qualora risulti provato che la patologia è riconducibile a cause di lavoro.