Responsabilità medico odontoiatra – Natura contrattuale – Legge Gelli irretroattiva

Tribunale di Agrigento, sez. civ., sentenza 21 luglio 2021, n. 910 (g. B. Cordaro)

Le norme sostanziali contenute nella L. n. 189 del 2021, al pari di quelle di cui alla L. n. 24 del 2017, non hanno portata irretroattiva, e non possono applicarsi ai fatti avvenuti in epoca precedente alla loro entrata in vigore, a differenza di quelle che, richiamando gli artt. 138 e 139 codice delle assicurazioni private in punto di liquidazione del danno, sono di immediata applicazione anche ai fatti pregressi (cfr. Cass. Civ., sez. III, n. 28994 del 11 novembre 2019).

Opposizione a decreto ingiuntivo – Art. 140 c.p.c. – Decorrenza del termine di 40 gg

Cass. Civ., sez. II, ordinanza 21 luglio 2021, n. 20915 (rel. L. Varrone)

Il termine di quaranta giorni per l’opposizione del decreto ingiuntivo, ove questo sia stato notificato ai sensi dell’articolo 140 c.p.c., decorre dal momento del perfezionamento del procedimento notificatorio per il destinatario, coincidente con quello in cui l’avviso di deposito dell’atto alla casa comunale è entrato nella sua sfera di conoscibilità.

Responsabilità medica – Esclusa la competenza del foro del consumatore se la struttura opera in regime di convenzione con SSN

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 14 giugno 2021, n. 16767 (rel. M. Dell'Utri)

La disciplina di cui al D.Lgs. n. 206 del 2005 (c.d. codice del consumo), art. 33, comma 2, lett. u), concernente il foro del luogo di residenza del consumatore, è inapplicabile ai rapporti tra pazienti e strutture ospedaliere pubbliche o private operanti in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale: sia perchè, pur essendo l'organizzazione sanitaria imperniata sul principio di territorialità, l'assistito può rivolgersi a qualsiasi azienda sanitaria presente sul territorio nazionale (sicchè se il rapporto si è svolto al di fuori del luogo di residenza del paziente tale circostanza è frutto di una sua libera scelta, che fa venir meno la ratio dell'art. 33 cit.); sia perchè la struttura sanitaria non opera per fini di profitto, e non può quindi essere qualificata come "imprenditore" o "professionista" (Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18536 del 21/09/2016; Sez. 3, Ordinanza n. 8093 del 02/04/2009).
La possibilità di attrarre alla competenza del foro del consumatore le prestazioni rese in ambito sanitario nel contesto strutturale del servizio pubblico, deve ritenersi limitata ai soli casi in cui tra l'utente e una struttura sanitaria del S.S.N. (o convenzionata) sia intercorso un vero e proprio contratto avente ad oggetto una prestazione esulante dalle procedure del S.S.N., con addebito all'utente dei costi (non già delle sole prestazioni accessorie di supporto alberghiero, come avvenuto nel caso di specie, bensì) delle procedure sanitarie e delle prestazioni rese dagli altri medici della struttura, atteso che, solo in tale specifico caso (come ridetto, del tutto estraneo al caso di specie) la struttura sanitaria si è posta nei confronti dell'utente come ‘professionistà (Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22133 del 02/11/201; Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 27391 del 24/12/2014).

Messa in mora Compagnia di Assicurazione – Requisiti – Raggiungimento dello scopo – Art. 145 e 148 C.d.A.

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 3 giugno 2021, n. 15445 (rel. M. Gorgoni)

L'atto di costituzione in mora, anche ove non contenga tutti gli elementi previsti (nel caso di specie, sembravano mancare il codice fiscale e l'indicazione del lavoro svolto dal denunciante il sinistro), purché le omissioni non pregiudichino per l'interlocutore la possibilità di avere contezza dei termini del contendere, deve ritenersi abbia raggiunto il suo scopo che è quello di consentire una completa discovery dei dati utili alla valutazione della responsabilità.
La richiesta stragiudiziale di risarcimento del danno, di cui all'art. 145 cod. ass., in tanto può dirsi inidonea a rendere proponibile la domanda di risarcimento, in quanto sia priva dei requisiti minimi per il conseguimento dello scopo, ovvero abbia contenuti tali da non mettere l'assicurazione di fare il proprio lavoro: accertare le responsabilità, stimare il danno, formulare l'offerta (...). Il sistema di cui all'art. 142 cod. ass. è dunque in sé conchiuso e disciplinato integralmente dalla legge, con la conseguenza che l'omissione della dichiarazione di cui si discorre, non essendo ostativa alla liquidazione del danno né recando pregiudizio alcuno all'assicuratore, non impedisce la formulazione dell'offerta e non rende improponibile la successiva domanda giudiziale (cfr. Cass. 30/09/2016, n. 19354).

Responsabilità da emotrasfusioni: controlli a carico delle USL sulle sacche di sangue

Cass. Civ., sez. III, sentenza 2 luglio 2021, n. 18813 (rel. M. Gorgoni)

In materia di emotrasfusione e contagio da virus HBV, HIV, HCV, non risponde per inadempimento contrattuale la singola struttura ospedaliera, pubblica o privata, inserita nella rete del servizio sanitario nazionale, che abbia utilizzato sacche di sangue, provenienti dal servizio di immunoematologia trasfusionale della USL, preventivamente sottoposte ai controlli richiesti dalla normativa dell'epoca, esulando in tal caso dalla diligenza a lei richiesta il dovere di conoscere e attuare le misure attestate dalla più alta scienza medica a livello mondiale per evitare la trasmissione del virus, almeno quando non provveda direttamente con un autonomo centro trasfusionale (cfr. Cass. 29/03/2018, n. 7884).

Azione diretta del terzo trasportato nei confronti dell’assicuratore del veicolo su cui viaggiava

Cass. Civ.,sez. III, sentenza 23 giugno 2021, n. 17963 (rel. E. Scoditti)

Nel caso di sinistro in cui sia coinvolto solo il veicolo in cui sia trasportato il danneggiato, questi, deducendo la fattispecie di cui all'art. 2054, comma 1, cod. civ., ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro quale impresa di assicurazione del responsabile civile ai sensi dell'art. 144 d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209.

Azione recuperatoria del FGVS: regresso o surrogazione – Questione rimessa alle Sezioni Unite

Cass. Civ., sez. III, ordinanza interlocutoria 2 luglio 2021, n. 18802 (rel. G. Positano)

In ragione del contrasto evidenziato in giurisprudenza, si chiede, ex art. 374 co. 2 c.p.c, la rimessione alle Sezioni Unite della questione che riguarda la divergenza manifestatasi in ordine alla natura giuridica dell'azione di cui al primo comma dell'art. 292 del Codice delle Assicurazioni, quale azione esercitata nei confronti del danneggiante dall'impresa designata che ha pagato il danneggiato nell'ipotesi b) dell'art. 283 della medesima legge, ovvero perché il veicolo danneggiante era privo di copertura assicurativa. Nello stesso modo, saranno rilevanti le ricadute dell'impostazione ritenuta preferibile, oltre che sul termine di prescrizione e sulla sua decorrenza, anche sulla necessità o meno del previo accertamento di responsabilità dell'autore dell'illecito e sull'applicabilità dell'art. 2055 c.c.

Danno da perdita del rapporto parentale – Nuovi criteri di liquidazione – Tabelle di Milano

Tribunale di Milano, sez. X, sentenza 7 luglio 2021, n. 5947 (g. D. Spera)

In attesa della predisposizione di una tabella coerente con le indicazione della Corte di Cassazione con la sentenza n. 10579/2021, è necessario individuare il regime transitorio che disciplini le modalità di quantificazione del danno da perdita del rapporto parentale, così da affrontare l'impatto di un simile mutamento evolutivo della giurisprudenza di legittimità sulle controversie in corso.
A tal fine questo Giudice ritiene di poter fare ricorso ai parametri forniti dall'attuale tabella milanese, salve le precisazioni di seguito esposte.
Si può ragionevolmente affermare che la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale ben potrà essere effettuata all'interno della cornice edittale individuata dalle Tabelle milanesi, in quanto, comunque, consente di ridurre, in modo relativamente significativo, il margine di generalità e, conseguentemente, di discrezionalità che diversamente sarebbe rimesso al giudice procedente.

Insidia: domanda di risarcimento rigettata se il dissesto è ampio, visibile e conosciuto

Tribunale di Palermo, sentenza 2 luglio 2021, n. 2811 (rel. G. Caraccia)

Deve rigettarsi la domanda di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. e 2051 c.c. per insidia stradale nel caso in cui emerga dalle risultanze istruttorie che l’evento si è verificato in pieno giorno, lungo un tratto di marciapiede ampiamente e visibilmente dissestato nonché perfettamente conosciuto all’attrice, considerato che la stessa abita nella medesima strada. Con la dovuta attenzione, l’anomalia in questione era, dunque, prevedibile, percepibile e perfettamente evitabile da parte della stessa attrice quindi, tale da non costituire un’insidia.