Professione forense – Compensi – Interessi legali al tasso per le transazioni commerciali

Cassazione Civile, sezione seconda, ordinanza 10 giugno 2025, n. 15527 (rel. P.Papa)

Nel caso di richiesta avente ad oggetto il pagamento di compensi per prestazioni professionali rese dall'esercente la professione forense devono essere riconosciuti al professionista gli interessi al tasso previsto per le transazioni commerciali, ex art. 2 e 5 d.lgs. 231/2002, in applicazione del quarto comma dell’art. 1284 cod. civ. e non al tasso legale di cui al primo comma dell’art. 1284 cod. civ.
Inoltre, deve stabilirsi quale decorrenza iniziale degli interessi la data della messa in mora o la data della domanda giudiziale e non la data di pubblicazione del provvedimento.

Sinistro – Caso fortuito – Malore – Oneri probatori – Concorso dell’attore

Tribunale di Catania, sezione quinta civile, sentenza 13 giugno 2025, n. 3094 (g. C.G. Cosentino)

In tema di risarcimento danni derivanti dalla circolazione stradale, il caso fortuito, al pari della colpa del danneggiato o del terzo e della forza maggiore, qualora rappresenti l'unica causa che abbia determinato l'evento dannoso, fa venir meno la presunzione di colpa stabilita dall'art. 2054 cod. civ., in quanto non si può rispondere per colpa extracontrattuale di un fatto non preveduto che, secondo la comune esperienza e il normale svolgersi degli eventi, non sia neppure prevedibile. La prova del fortuito può essere fornita dal danneggiante anche a mezzo di presunzioni, purchè gravi, precise e concordanti (Cass. Civ., n.13268/2006).
Nel caso di specie, dalle risultanze istruttorie emerge che il sinistro sia stato causato da un malore del conducente, da considerarsi evento imprevedibile ed inevitabile, ricompreso nell’ipotesi del caso fortuito.

Macropermanenti – Liquidazione – TUN – Applicazione retroattiva

Tribunale di Catania, quinta sezione civile, sentenza 23 maggio 2025, n. 2722 (g. F. Cardile)

Trattandosi di strumento normativo regolamentare, la nuova tabella Unica Nazionale per la liquidazione del danno non patrimoniale da lesioni macropermanenti (DPR n. 12 del 13/01/2025), se pur in diritto trova applicazione esclusivamente per i sinistri verificatisi in data successiva alla sua entrata in vigore (5 marzo 2025), costituisce in via analogica, e con preferenza rispetto al sistema tabellare preesistente, valido e necessario criterio di riferimento ai fini della valutazione equitativa ex art. 1226 cc.

Risarcimento – Responsabilità solidale – Assenza di uno dei coobbligati – Solidarietà limitata alla percentuale di responsabilità accertata

Cassazione Civile, sezione terza, ordinanza 29 aprile 2024, n. 11290 (rel. G. Travaglino)

La condanna di due coobbligati al risarcimento del danno in una percentuale inferiore del 100%, poiché un terzo (potenziale) coobbligato, benché ne sia stata astrattamente riconosciuta la corresponsabilità (nella specie, in misura del 10%), non è stato evocato in giudizio dal danneggiato, comporta che i due soggetti ritenuti responsabili e condannati al risarcimento dei danni (nella specie, in percentuale pari al 90%) debbano ritenersi vincolati in solido entro i limiti della accertata responsabilità, salvo riparto interno pro quota (nella specie, paritariamente riconosciute nella misura del 45%).

Improcedibile il ricorso in Cassazione depositato in forma cartacea

Cassazione Civile, Sezioni Unite, ordinanza 16 maggio 2025, n. 13056 (rel. I. Tricomi)

Il ricorso per Cassazione non depositato in cancelleria in forma telematica importa la preclusione alla procedibilità del processo. Ciò in quanto l'obbligo del deposito telematico degli atti introduttivi del giudizio è stato esteso anche al giudizio di cassazione a partire dal 1 gennaio 2023.

Risarcimento integrale danno non patrimoniale – Ingiustificato arricchimento – Transazione – Effetto espansivo

Cassazione Civile, sezione terza, ordinanza 29 aprile 2025, n. 11287 (rel. G. Travaglino)

Il principio della integralità del risarcimento del danno non patrimoniale deve essere inteso, nei rapporti tra danneggiante e danneggiato, e nella relativa, reciproca dimensione speculare, oltre che nel senso che al danneggiato va riconosciuto tutto quanto è suo diritto conseguire, anche in quello della illegittimità di un ingiustificato arricchimento conseguente ad una pronuncia giurisdizionale che gli riconosca una somma maggiore di quella a lui dovuta (fattispecie in tema di transazione non contestata nell'an dal danneggiato, e da questi stipulata con altro coobbligato solidale del danneggiante, illegittimamente condannato a risarcire l'intera somma riconosciuta al danneggiato stesso, senza che il giudice di merito abbia operato la pur dovuta detrazione di quanto già riscosso da quest'ultimo per effetto della convenzione transattiva, a prescindere da un eccepito effetto espansivo della transazione medesima da parte del coobbligato).

Litisconsorzio alternativo – Accoglimento parziale – Appello – Impugnazione incidentale condizionata

Cassazione Civile, Sezioni Unite Civili, sentenza 4 dicembre 2024, n. 31136 (rel. A. Scarpa)

Nel caso di domande avvinte da un nesso di cumulo alternativo soggettivo sostanziale per incompatibilità, proposte dall’attore nei confronti di due diversi convenuti, la sentenza di primo grado che condanna colui che sia individuato come effettivo obbligato contiene una statuizione di fondatezza della rispettiva pretesa e una statuizione di rigetto nel merito della pretesa alternativa incompatibile. Il nesso di dipendenza implicato dal cumulo alternativo comporta in sede di impugnazione l’applicazione dell’art. 331 c.p.c. e la riforma del capo della sentenza inerente alla titolarità passiva del rapporto dedotto in lite, conseguente all’accoglimento dell’appello formulato dal convenuto alternativo rimasto soccombente in primo grado, ha effetto anche sul capo dipendente recante l’enunciazione espressa, o anche indiretta, ma comunque chiara ed inequivoca, di infondatezza della pretesa azionata dall’attore verso l’altro convenuto. Affinché il giudice d’appello, adito in via principale sul punto dal convenuto soccombente, possa altresì accogliere la pretesa azionata verso il litisconsorte alternativo assolto in primo grado e perciò condannare quest’ultimo, l’attore non può limitarsi a riproporre ex art. 346 c.p.c. la rispettiva domanda, esaminata e respinta nella sentenza impugnata, ma deve avanzare appello incidentale condizionato.

Resp. Avvocato – Oneri probatori – Esito negativo del giudizio non è indice di responsabilità

Cassazione Civile, sezione terza, ordinanza 10 aprile 2025, n. 9406 (rel. G. Positano)

Grava sull'attore che deduca l'inadempimento professionale l'onere di dimostrare gli elementi costitutivi della pretesa. Poiché l'esito negativo del giudizio non costituisce indice di responsabilità del difensore, vi è la necessità di prova in ordine alle condotte poste a sostegno dell'attività svolta rappresentate dall'avere consigliato la proposizione di azioni infondate o temerarie.